Oggi, per un’anomala e repentina accelerazione del fenomeno della deriva dei continenti, l’Italia si è allontanata ancora di più dall’America. Non vorrei esagerare ma la sensazione è che se Colombo dovesse partire oggi per terre assai luntane, troverebbe un enorme Catai che si frappone tra noi, paese sempre più miserabilmente condotto e il Nuovo Mondo, ormai “Altro” Mondo. Non sono migliaia di chilometri a dividerci ora, ma milioni di anni luce.
Mentre noi dovevamo sorbirci, a mo’ di olio di fegato di merluzzo, il purgante di un premier sempre più nano di statura morale a praticare il solito chiagni e fotti in televisione, okkupata perfino sulle reti del nemico Murdoch (che incassa il gettone) e si compiva l’ennesimo atto della tragedia di un uomo sempre più ridicolo, tra noi e l’America si apriva l’abisso.

Noi e gli americani; una partita finita oggi con la proverbiale fagiolata ai nostri danni. Noi con il dubbio di Kakà o non Kakà, nonostante l’olio di ricino; noi e Berlusconi, con le insopportabili parole armate d’odio ideologico di bassa lega da vecchio rancoroso rompicoglioni, che viene voglia di dirgli: “Ma con tutti i soldi e la figa che hai, che cazzo ti lamenti, cos’altro vuoi?”
Loro Obama, un presidente che oggi ha fatto la Storia all’ombra delle piramidi, pronunciando un discorso che parlava di pace in Medio Oriente, messo assieme con parole di una semplicità e chiarezza disarmanti. Senza, vivaddio, pronunciare la frase “i signori della sinistra” ad ogni piè sospinto.

Noi a trastullarci con le vicende di “AirPapi”, compagnia di giro di saltimbanchi aviotrasportati, loro con l’Air Force One che ha portato Obama in Egitto a dire cose che solo gli idioti fanatici non riconoscono come grandi verità: l’Islam non è il male ma lo è solo l’estremismo. L’Iran ha diritto al nucleare civile, come tutti i paesi, rispettando i trattati sulla non proliferazione atomica. Gli ebrei hanno sofferto pene indicibili ma ciò non giustifica l’oppressione ai danni dei palestinesi, che hanno diritto al loro stato. Gli israeliani devono smammare dagli insediamenti illegali (oplà!). La pace in Medio Oriente, in Palestina, è nell’interesse dell’America. L’America se ne andrà da Iraq e Afghanistan.

Ma era proprio il presidente degli Stati Uniti, a parlare, o una specie di Klaatu venuto da un altro mondo per dare l’ennesimo ultimatum alla Terra ? O fate la pace, terrestri di merda, o Gort, questo mio Golem moderno, vi distruggerà come scarafaggi.
Se Obama riuscirà veramente a convincere il mondo a seguirlo nel suo progetto di pacificazione dell’area mediorientale, sarà un miracolo e dovranno farlo santo.
Le cose che dice però non piacciono a chi ha governato l’impero fino all’anno scorso, non dobbiamo nascondercelo.
Ogni tanto qualche segnalino i neocon lo mandano, come il pesce incartato che si usa tra le ‘ndrine calabresi.
Basti pensare alla pagliacciata del morto vivente Osama Bin Laden che viene tirato fuori dalla bara come spauracchio ogni volta che per l’Islam si mette meno male del solito. Osama che manda pizzini alla nuora sperando che suocera intenda.

Noi dovremmo essere così dolci di sale da credere che, appena si parla di dare la terra ai palestinesi, sono gli islamici cattivi, questi giostrai degli autoscontri tra civiltà che vi si oppongono e scatenano il terrorismo. Ma certo. Ricordo perfettamente che persino Bush aveva promesso di risolvere il problema palestinese entro il 2002. Lo disse poco prima dell’11 settembre 2001.
Magari Obama, tra un miracolo e l’altro, potrebbe mettere assieme anche quella famosa commissione d’inchiesta sull’11 settembre che faccia chiarezza sui suoi tanti misteri, senza paura di rendere vero quel detto: “dagli amici mi guardi Iddio…”

E’ andata così, oggi. Noi abbiamo trascorso la giornata con il premieruccio aggrappato a penne e fogli di carta agitati nervosamente che parlava di complotti di Grandi Vecchi e Grandi Architetti per danneggiarlo (comincio a credere che sia vero che abusa di cortisone, dagli effetti collaterali notoriamente paranoidei).
Loro, gli americani, con un presidente che ha parlato di cambiare il mondo e che corre rischi concreti, non certo dai morti che camminano ma da coloro che li manovrano.

Comunque, il fatto che dopo un Bush sia venuto un Obama potrebbe essere di buon auspicio anche per noi. Non può piovere per sempre.


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