Domani si vota per le Europee. Per eleggere i rappresentanti più cari e spocchiosi del continente, quelli in versione italian style, pagati per non fare una ceppa ma per farsi rimborsare comunque costosissime note spese, neanche fossero tanti Kakà. Sa, signora mia, a Bruxelles e Strasburgo è tutto così caro.
Queste elezioni dovrebbero interessarci forse più di quelle politiche perchè l’Europa, il nostro amato continente, è l’unica àncora che ci tiene legati al molo della civiltà. Confinare con Svizzera, Austria e Francia, persino con la Slovenia, impedisce alla nostra repubblica, anche se non lo crediamo, di bananizzarsi del tutto. Appena un pò più giù o a destra sulla carta geografica e avremmo fatto impallidire la Panama di Noriega.

Per ora facciamo solo ridere il mondo intero per essere il posto dove i primi ministri di seconda scelta dei paesi emergenti possono girare a bigolo all’aria, perfino in versione “cazza la randa” nella Neverland sardegnola del ducetto (Benito, ma quanto eri serio tu, in confronto?) tra passere scopaiole e passere di mare, si spera almeno maggiorenni.
Le foto con i culi in perizoma interdentale, i topless e i pistolini in libera uscita, proibite solo perchè la randa del capo nun vo’ penzieri e “mavalaaamacosadice” urla a suon di parcelle alla lesa maestà, si vedono tranquillamente sulla stampa straniera. Perchè quella è l’Europa e questa è l’Italia.
Il voto di domani e domenica dovrebbe in teoria essere molto importante perchè, ad esempio, quella libertà di cronaca e di critica esercitata oggi dalla stampa libera europea noi rischiamo di perderla.
In pericolo sono anche la laicità, come sempre e, diciamo per far prima, la democrazia. Tutto questo perchè abbiamo un premier megalomane che sta studiando da imperatore dell’universo e forse non gli basterebbe ancora per placare la sua sete di potere.

Il problema vero, mi direte, è per chi minchia votare? Bella domanda. L’espressione dello scimmiottino dice tutto. Facciamo prima a dire per chi NON si vota.
Sicuramente non si vota Berlusconi, noi che l’abbiamo cordialmente sui coglioni e ne siamo orgogliosi (prima che diventi obbligatorio per legge adorarlo come una specie di maiale d’oro). E nemmeno la Lega, per l’amor di Dio! C’è quasi l’impedimento canonico per chi si sente meridionale ad honorem. E poi basta pensare un attimo al musetto rubicondo di Calderoli e ti butteresti perfino su Casini.

I Radicali? Battaglie civili, staminali, eutanasia, va bene. Però non dimentico il prolungato lingua in bocca con il peggior centrodestra della storia durante l’era Capezzolone. Pannella e Bonino non erano allora momentaneamente in coma, c’erano ed erano ben vivi e scalcianti.
L’estrema sinistra? No, per un semplicissimo motivo. Perchè cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. Sono gli stessi che sono stati trombati alle politiche, stanno assieme ma litigano dalla mattina alla sera e si scrutano l’un l’altro dicendo:”Ma il mio è più rosso del tuo”. Bocciati.

Restano il PD di fratel Franceschiniello e L’Italia dei Valori di Di Pietro. M’hai detto cotica!
Al primo non si possono perdonare Veltroni, la Binetti, il fatto di non aver saputo e voluto fermare prima Berlusconi e un ministro della giustizia come Mastella. Il secondo, pur con le migliori intenzioni manca di quel certo non so che. Più che voto all’uno o all’altro, si tratterebbe di uno sconfortante anghingò. Come quando la finale è Croazia-Algeria e tu non sai per chi cazzo tifare perchè non te ne può fregar di meno di entrambe le squadre.
C’è pure la tentazione di scrivere sulla scheda “annatevene affanculo tutti” oppure di lanciarsi in una performance tipo quella famosa di un elettore che nascose, nella scheda ben ripiegata, una fetta di prosciutto, dopo aver scritto” Bene, ora mangiatevi anche questa!”

Non lo so. Deciderò al momento. Sicuramente non mi farò prendere dai rimorsi dopo aver votato questo o quello. L’importante è sapere chi non votare. Al resto ci penseremo.


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