Il tariffario della Rinomata Casa ormai è noto e sono tutte cifre a tre zeri.
1000 euro per fare le tappezzerie viventi alle feste e in villa, per sedersi sui presidenziali bidet ed alzare il tasso di estrogeni nell’aria fino ad un pericoloso 99%. Senza fare niente nè di bocca nè di completo, dicono loro. Cioè mille euro solo per esserci.

Proseguiamo. 2000 euro, non si sa se in più o compresi nell’ingaggio iniziale, in buoni spesa per chi andava a villeggiare in aereo di stato a Villa Certosa a fare la bella statuina e farsi palpare la tetta sotto la maglia dal sultano mentre si è posizionate sulle sue ginocchia. Inoltre, prima della partenza, un pò come alla fine delle gite che ti portano in pullman a vedere il Santuario di Padre Pio solo per venderti delle pentole, omaggio alle partecipanti di varia gioielleria. Comunque sempre roba di valore, più o meno diamantata. Alla fine della giornata, mentre se ne vanno via cantando “To-po-la-nek, to-po-la-nek!“, le Mary Jane ficarotta nello zaino si portano via una bella cifra, quasi un TFR.

2000 euro invece, per andare oltre e fare sul serio nel “lettone”. Immagino quindi compreso il caro vecchio dai e vai in tutte le varianti. Lo ha ammesso l’unica professionista finora autocertificatasi escort, che non è un vecchio modello della Ford ma un termine elegante per differenziare le signorine che fanno compagnia ai ricchi da quelle che la danno ai poveri per soldi.

In questo tariffario però c’è un parametro illogico , come direbbe il professor Cagnato.
2000 euro solo per fare presenza e 2000 euro per slogarsi la mascella su un vecchio di settant’anni? Non c’è proporzione. Se volessimo rimanere su quei parametri, se la giornata in piscina con strimpellata di Apicella e cocomerata finale vale 2000 euro, per quell’altra cosa, secondo me, non ne basterebbero 4000.
Quindi, qualcuna mente e secondo me non è la escort. Tutte le altre barano. Le migliaia di euro non si regalano per aver fatto sbirciare un capezzolo, a meno che non si sia solo dei contemplativi. Anche in questo caso però, qualche pas des deux lesbico dove bisogna sudare un pò, viene normalmente richiesto.

Intanto l’utilizzatore finale, il cliente di Mavalà, il termovalorizzatore vivente di spazzatura da lui stesso accumulata, sta diventando un mix tra la Norma Desmond di Viale del Tramonto, la diva ormai totalmente fuori di melone che crede di essere ancora sulla breccia e il Citizen Kane di Orson Welles, quello che nel finale muore pronunciando il soprannome del “bottoncino di rosa”, ovvero il clitoride, della sua amante.
Dispiace perfino accomunare siffatti miti cinematografici con un personaggio sempre più squallido ma è un modo per cercare di rendere la cosa meno penosa, di mascherare il tanfo che proviene da una reputazione ormai in avanzato stato di decomposizione.

E’ stato molto interessante seguire il TG1 stasera. Sarà stato il silenzio pre-elettorale ma è stato come vivere in un mondo finalmente senza Berlusconi. Non lo hanno nominato neanche di striscio, non esisteva più. Mancava solo il monoscopio e la musica classica in sostituzione.

Una domandina finale a chi, come me e milioni di altri italiani, guadagna tra i 1000-1500 euro e perfino meno, dovendo sgobbare un mese intero. Non fa appena appena un pò schifo questo frullo di costosa passera di prima scelta da utilizzare, alla faccia di chi, appunto, i soldi se li guadagna con fatica, compresa la moldava da 20 euro a botta sulla Via Emilia?

Dire che l’Italia sta andando a escort invece che a puttane, non ci consola di certo. Il concetto è il medesimo.


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