Questa sera, al posto del TG1, è andato in onda un film porno. Tra chi si eccitava visibilmente pronunciando “il presidente Berlusconi”, ripetuto non si sa quante volte mordendosi il labbro inferiore e leccandosi quello superiore e chi perdeva definitivamente la seconda verginità, alla fine penso che fosse difficile restare in piedi camminando sul pavimento dello studio.
Bisogna fare comunque i complimenti a Minzolini. Una grande performance. Per atti del genere di autocelebrazione governativa, come è noto, ci vogliono grande flessibilità e il sacrificio delle ultime due costole.

In sottofinale è stato veramente da brividi l’autoerotismo collettivo sul santino di Bertolaso che, madonnamia, oggi ha perfino guidato un’autoelettrica! E Bertolaso qui, e Bertolaso qua, e quanto è bravo Bertolaso, e quanto è forte Bertolaso e quanto è sciccosa la polo di Bertolaso.
Si, anche Obama e Clooney sono carucci ma Bertolaso, aaaahhhh. (Segue orgasmo simultaneo finale di tutti i performers).

Siamo un paese al quale non difettano sicuramente due cose; la sboronaggine e la faccia come il culo. Tuttavia andare avanti per mezz’ora a dirci quanto siamo stati bravi è stato veramente troppo. Come diceva la mia maestra: chi si loda si imbroda.
Mentre su Sky andava in onda un dibattito dove, in sostanza, si diceva che oltre alla solita fuffa da pura apparenza e fiori finti non era ancora uscito niente di importante dal G8, in termini di decisioni, il che è una notizia, sul pornoTG stavano appena alla posizione numero 41.

Abbiamo fatto gli sboroni come organizzatori del G8, certo. Visti gli zainetti gadget per i quali i giornalisti accreditati si sono accapigliati? E le borse fatte con materiale riciclato in regalo alle First Ladies e i libroni da trenta chili sul Canova, con copertina-lapide in marmo, un vero regalo di peso, ai mariti?
Siamo così bravi che siamo riusciti anche ad imbrigliare la magnitudo e a fermare le scosse. Ah, l’impareggiabile efficienza meneghina e il genio di Bertolaso!

Riguardo alla mancanza di pudore, prendete la scelta, in mancanza della vera First Lady, stanca di guerra, di far fare le First Gnocca’s al duo Gelmini-Carfagna, le ministre sempre in coppia e vestite da “bellantonie prima moniche e poi dimonie”. Chissà perchè.
Non oso immaginare la faccia dei giornalisti argentini, gli unici che a suo tempo pubblicarono qualcosa di più delle indiscrezioni sulle famose intercettazioni a luce rossa che avrebbero riguardato due ministre a caso, una certa pomata e una pratica sessuale fuori legge nel Minnesota.
Con tante ministre, non la Prestigiacomo o la Brambilla e neppure la casta Meloni: no, manco a farlo apposta, le pretoriane più chiacchierate sono state sbattute in prima linea a fare rappresentanza. A rappresentare le donne italiane, suppongo.

In un paese normale, bastava far fare gli onori di casa a Clio Napolitano, consorte del Presidente della Repubblica e quindi First Lady a tutti gli effetti, che Dio solo sa perchè i telegiornali insistono nel non voler chiamare come da protocollo “Donna” Clio ma “signora”, mentre le precedenti consorti presidenziali erano sempre donnafranca qui e donnafranca là? Qualcuno me lo riesce a spiegare?

In un paese normale si sarebbe fatto così ma l’Italia normale non lo è, finché regna il gnoccadipendente, convinto che se non si satura l’ambiente di estrogeni e sentor di figa giovane si corra il rischio di diventare froci.


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