Mi intrometto volentieri nel dibattito a distanza tra i post di Paolo Barnard “Sono andato a puttane” e la replica di Nicoletta Forcheri “Paolo B va a puttane ed io sono rimasta al palo” con qualche riflessione a margine.

Paolo Barnard ci ha raccontato nel suo post l’avventura con una signorina dell’Est a pagamento, dedicando l’esperienza a noi donne e spiegandoci che si è sottoposto al sacrificio per farci capire che se gli uomini vanno a puttane è perchè noi donne la facciamo troppo lunga e non ci dedichiamo al sesso ludico. Ho riassunto sicuramente troppo e male ma, centrifugando, il succo era quello.
Nicoletta Forcheri gli ha già risposto con uno splendido testo che sottoscrivo parola per parola e che qui applaudo. Nulla da dichiarare dunque? No, qualcosa voglio dirla, giusto per ribadire il concetto espresso da Nicoletta.

Guarda Paolo, sarebbe bellissimo poter sfogare l’uzzolo del momento senza pensieri, senza noiosi e complicati seguiti o addirittura saghe a puntate. La classica botta e via perchè mi andava di farlo e perchè quel tipo mi attizza proprio, non mi fa dormire la notte dalle fantasie.
Purtroppo è verissimo ciò che scrive Nicoletta, e cioè che, se una donna vi fa capire che ci starebbe, magari senza impegno, soddisfatti o rimborsati e amici come prima, voi o fuggite o ci trattate da mignotte. Inoltre, se non siamo ventenni e modello velina, ci tocca in più sentirci considerare delle vecchie troie in calore. Siccome non siamo di plastica e alle umiliazioni siamo abituate fin da piccole ma non riusciamo ancora ad accettarle, preferiamo andarci con i piedi di piombo e magari usare le tecniche che ben conosciamo per cuocervi bene a puntino prima di mangiarvi.
Perchè, scusa, dovremmo correre il rischio di farci umiliare quando possiamo avervi come schiavi a tempo indeterminato? Il bello è che vi lamentate della schiavitù, del legame, del matrimonio ma in fondo non potete farne a meno. Le vostre fantasie di sesso ludico, di botte e via, di sveltine, di donne che non chiedono nulla sono solo un modo per fantasticare ed esorcizzare una libertà che in realtà vi terrorizza.

Eh si, mi devi spiegare perchè, se voi uomini ambireste davvero a questo tipo di logica mordi e fuggi e scacciapensieri, siete poi quelli che, quando una donna vi molla per i più svariati motivi, magari perchè è finita o perchè il primo appuntamento è stato un disastro cosmico, o perchè dopo tanti anni si è trovata un altro che la soddisfa di più, ve la prendete a morte, ne fate una questione da lavare con il sangue e spesso vi dedicate ad uno sport molto di moda e che rischia di diventare più popolare del calcio: il femminicidio.
Gli uomini arrivano a massacrare le ex mogli ed ex fidanzate, compiono stragi stile Columbine, accoltellano, danno di matto. E solo perchè sono stati lasciati, perchè è finita, perchè magari, ironia della sorte, per lei era solo sesso ludico e lui invece si era affezionato come una tellina allo scoglio.

E’ solo orgoglio ferito, oppure l’uomo non sopporta di non essere o non essere più il sole attorno al quale orbita il pianeta donna? E’ una bella contraddizione, non trovi? Noi dovremmo essere le vostre lune, essere buone per una botta contro il muro e poi continuare ad orbitarvi adoranti attorno.
Ricordi la “Carmen”? La sigaraia di Bizet è una donna che pratica il sesso ludico. Si diverte con il bel soldato José e poi trova negli occhi di smeraldo del torero Escamillo un nuovo motivo di interesse e ci si butta senza problemi. Ah, qui c’è un dettaglio importante da cogliere. Quando a noi donne un uomo non interessa più, non esiste più, è terminato, c’est fini, kaputt. “Je ne t’aime plus” grida Carmen a Josè e lui l’ammazza in preda all’ira funesta.
Non è raro che noi donne ci dimentichiamo completamente di vecchi amori, amorazzi e perfino amanti. Li rimuoviamo: hai presente “se mi lasci ti cancello”? Qui è “se non mi piaci più ti cancello”. Per ricordarci certi volti ci vuole una seduta di regressione ipnotica.

E’ questo, temo, che vi fa perdere il lume degli occhi. Perchè voi invece, avete la memoria a lungo termine intasata da ogni gnocca che vi siete fatti, che conservate gelosamente come un collezionista custodisce i suoi gingilli.
C’è una scena de “La Città delle Donne” di Fellini dove Snaporaz visita il castello di Katzone, con una specie di museo memoriale con tutte le fighe conquistate, accuratamente catalogate dal vecchio casanova. Sono addirittura registrati i mugolii e gli orgasmi di ognuna ed ognuna provoca nel vecchio Katzone dolcissimi ricordi e rimpianto infinito. Non ricorda un poco, tra parentesi, il celebre “questa è stata mia, questa anche e pure questa” del nostro satiro del consiglio, raccontato da Jacques Chirac?
Questa smania da collezionisti si unisce a volte a vere e proprie fissazioni tipo anatroccolo di Lorenz al momento dell’imprinting su una donna che vi ha spezzato il cuore e che mai dimenticherete, nemmeno dopo un trauma cranico frontale. E’ la sindrome di “Rebecca la prima moglie”, che nessun’altra potrà mai eguagliare. Siete capaci di torturarvi un’intera vita impedendovi di amare di nuovo perchè lei non vi amato abbastanza o vi ha lasciato. Anestetizzati da una stronza, cantava Elio.

Sarebbe bello, si, dedicarsi al sesso ludico, come i bonobo che nomina Nicoletta. Noi donne per esempio siamo piene di curiosità e spesso ci chiediamo se quello là non sarebbe un amante migliore di quello che abbiamo attualmente. Ci chiediamo come sarebbe il sesso con uno più giovane o di un’altro colore. Tutti questi discorsi sulle meraviglie del Viagra ci fanno diventare ancora più curiose. Qualcuna potrebbe pensare a come sarebbe con una donna.
La realtà però è dannatamente complicata e non è solo questione del sentimento che può sempre metterci la coda.

Per praticare il sesso ludico come lo intendiamo e come lo intendono i bonobo, dovremmo prima sapere cos’è la sessualità, esserne educati e non esserne più terrorizzati a causa di una cultura sessuofobica.
Chi si incarica di insegnarci cosa è il vero piacere sessuale, qual’è il significato di una piena maturità sessuale? Nessuno. La famiglia se ne lava le mani, la scuola idem, i preti non ne parliamo. La società ha interesse a mantenere l’ignoranza sessuale perchè una popolazione sessualmente ignorante è meno libera e più manipolabile. In questo senso la sessualità è rivoluzionaria, come sosteneva Reich.

A colmare la nostra ignoranza rimane la pornografia che è disponibile in grande quantità ma è un’arma a doppio taglio.
Io considero l’utilizzo della pornografia un ottimo mezzo per superare le inibizioni, scoprire il lato ludico del sesso ed impadronirsi di qualche tecnica ma la considero potenzialmente deleteria se essa viene fruita da soggetti sessualmente ignoranti.
La pornografia fa credere all’uomo che le donne siano sempre disponibili, pronte, bagnate e disposte a farsi penetrare in ogni buco. Fa pensare che tutte le donne gradiscano fare sesso di gruppo e se lo stupro lo chiamiamo gang bang non è più una cosa brutta.
Fa perfino credere alle donne che gli uomini siano tutti superdotati, a lunga durata e disposti a praticare lunghi ed estenuanti cunnilingus.
E’ questo l’influsso negativo della pornografia che non sussiste su soggetti coscienti ed educati su cosa è la sessualità e sono capaci di distinguere la fantasia e il gioco dalla realtà.
Come inizia un film porno? Degli sconosciuti si incontrano, raramente si scambiano qualche parola e poi fanno sesso secondo schemi abbastanza triti e ripetitivi. Non è altro che la rappresentazione iperrealistica delle nostre fantasie masturbatorie, condita dalle nostre personali perversioni. Ed esattamente come per le fantasie, lo scopo della pornografia dovrebbe essere quello di divertirci, darci piacere, sfogo e rilassamento. Una sorta di valore aggiunto alla quota di divertimento quotidiano.

Lo ribadisco. L’uomo vorrebbe volare di fiore in fiore senza problemi perchè desidera sfuggire alla dipendenza da un rapporto stabile, senza il quale si sente perduto. Chi pratica il sesso ludico, ne conosco una caterva, ti affligge poi con i lamenti di quanto però in fondo si senta solo e magari ignorato dall’unica che gli interessa e gli si nega.
Questo per dire che il maschio non è meno complicato della femmina in quanto ad affettività.
Anzi, essendo vissuto con l’affettività frenata per secoli penso ci sarebbe tutto un mondo da scoprire.


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