E’ finita una settimana che mi ha lasciato zero tempo per informarmi e scrivere ma solo una stanchezza mortale a causa di una mole eccezionale di lavoro.
Se devo scegliere la notizia che mi ha comunque colpito, tra le tante e drammatiche carpite durante la frettolosa lettura mattutina dei giornali online, scelgo quella che riguarda la cosiddetta “Operazione White Christmas“. Bing Crosby e le canzoncine natalizie non c’entrano. Questo è un problema di infestazione da malapianta padana.
Ma andiamo per ordine.

Premetto che considero quelli che vorrebbero togliere i crocifissi dai muri dei dannosi rompicoglioni che, con le loro fisime, ottengono solo il risultato di scatenare il peggior baciapilismo militante.
Di solito il crocifisso è piazzato lassù, dove l’occhio non arriva a meno che tu non stia attendendo il tuo turno dal medico e stia facendo di tutto, anche di inutile, per passare il tempo, compreso scandagliare ogni centimetro quadrato della stanza. Toh, che bel crocifisso.
Il crocifisso non è un problema, tranne che per coloro che hanno dei problemi. Soprattutto il problema di notare qualcosa che dovrebbe normalmente passare inosservato, come parte integrante dei muri dei luoghi pubblici, come le prese della corrente e le scatolette del cronotermostato. Quando un oggetto è incastonato del frame di un ambiente non dovremmo notarlo più, normalmente, tantomeno farcene turbare. Se poi qualcuno, durante un esame importante a scuola o attendendo un responso medico potenzialmente grave nel corridoio di un ospedale, si sentisse sollevato dalla presenza dell’omino inchiodato alla croce, che male ne verrebbe alla collettività?

Non penso inoltre che la sua presenza possa disturbare le persone non credenti oppure appartenenti ad altre religioni. Chi è ateo considererà quella cosa appesa al muro un puro ornamento ligneo o lo ignorerà, aiutato in ciò dal meccanismo percettivo dell’abituazione. Idem per coloro che hanno la fortuna di appartenere a religioni che non prevedono la rappresentazione iconica della divinità.
Si potrebbe dire, tanto per esercitare gli addominali della dialettica, che la presenza del crocifisso nei luoghi pubblici è un epifenomeno dell’abuso di posizione dominante del cattolicesimo sulle altre religioni ma anche detto ciò e registrato il dato di fatto, la cosa migliore è convincersi che il crocifisso non è un problema. Il vero guaio sono i cristianacci e, con ciò, vengo alla notizia sul “White Christmas”.

Cosa si sono inventati gli abitanti di un paesello nel bresciano che fa rima con boccaglio? Un simpatico gioco di ruolo: si mandano i vigili di casa in casa alla ricerca di immigrati irregolari e, trovatili, li si caccia. Almeno, si dice alla popolazione boccalona – o boccagliona, che l’amministrazione legaiola ha “cacciato i clandestini”. In pratica non lo farà perchè non è così semplice applicare un decreto di esplusione ma che importa, dal nano hanno imparato a spararle grosse, tanto i loro seguaci di grana grossa si fanno impressionare con poco.
La cosa che ha scandalizzato di più di questa iniziativa è il fatto che si sia pensato al 25 dicembre come data di termine dell’operazione e soprattutto la motivazione addotta dal suo ideatore, l’assessore leghista alla Sicurezza, Claudio Abiendi:

“Per me il Natale non è la festa dell’accoglienza, ma della tradizione cristiana, della nostra identità”.

“Per me”, quindi è un suo parere personale, con il quale, se permette, ci puliamo le terga. Di quale cazzo di identità poi stia parlando il mistero permane. Da quelle parti, tra Visigoti, Ostrogoti, Austroungarici, Germani ed altri popoli de paranza che hanno inseminato le loro ave volenti o nolenti, di purezza della razza ce n’è ben poca. Di ignoranza e meschinità d’animo, tanta.

Intermezzo musicale con una morale.
La diversità spaventa perchè attrae. Soprattutto sessualmente. “Hair” nella versione cinematografica di Milos Forman del 1979. Trent’anni fa eravamo più avanti. Stiamo andando all’indietro, per caso?

Torniamo ai nostri cristianacci leghisti.
Dispiace essere d’accordo con le alte gerarchie vaticane ma il cristianesimo è accoglienza. Punto.
La delazione, la denuncia, il comportarsi da STRONZI, non fa parte del cristianesimo. Forse del paganesimo druidico celtico, che ne so. Ma non chiamatevi cristiani, per dio.

Già il Natale è una festa che ha rimasto ben poco del suo significato religioso tra palle luccicanti, pandori intrisi di creme sempre più inquietanti, renne, babbinatale, consumismo sfrenato e un accidente che li fulmini; non peggioriamo le cose con iniziative che sono pure bestemmie sparate verso le divine orecchie del Padreterno in 5+1 con il surround.

Cari cristianacci, ha ragione Fini. Quest’anno, vabbé, premiate pure la Berlusconcina junior con l’Ambrogino, che se l’è tanto meritato, pora nana, ma poi cambiate nome al vostro prezioso premio. Non faccio distinzione tra milanesi, bergamaschi, bresciani, varesotti. Non sono razzista, per me siete tutti uguali. Dal prossimo anno e sotto Natale un bello “Stronzolino D’Oro” per tutti. Ad honorem.

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