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“Io so che il vaccino non e’ pericoloso perche’ abbiamo tanti scienziati italiani e stranieri che lo sostengono. E’ stato provato su milioni di persone, vaccini quasi uguali a questo, e non e’ mai successo niente. Vi dovete fidare di me”.
(Prof. Dott. Ferruccio Fazio, sottosegretario alla Salute)

Uno che, oltre a giurare sui propri figli, li farà pure vaccinare, secondo quanto ha detto ad una platea di innocenti impuberi.
E già che c’è, per tranquillizzarci ancora di più del fatto che il vaccino è strasicuro-me-possino-cecà, lo giura anche sulla testa della moglie di Sacconi.

P.S. Tutti i medici con i quali ho parlato, dal medico di base al Primario con i controcapperi, tutti, dal primo all’ultimo, sconsigliano il vaccino contro l’A-H1N1.
Non scendono tanto in particolari. Dicono: “Non lo fare” e basta e spesso aggiungono “io non lo farò di certo”.
A parte tutto, e con tutto il rispetto, parlare di vaccini sicuri perchè “quasi uguali a questo” è un’affermazione un po’ forte. Ed anche un po’ faziosa.

“Margherita Boniver del Pdl ha presentato oggi alla Camera una proposta di legge costituzionale per il ripristino dell’immunità parlamentare. “L’immunità che esiste in molti ordinamenti europei, nonché al Parlamento europeo – ha dichiarato – rappresentava uno dei pilastri della Costituzione italiana. Fu cancellata con un incredibile atto di vigliaccheria dall’Assemblea di Palazzo Madama nell’ottobre del 1993 in clima di pesante intimidazione.
La proposta di legge composta di un solo articolo ripristina un Istituto volto a tutelare l’interesse della collettività, prevenendo eventuali condizionamenti del potere giudiziario sullo svolgimento della dialettica politica”. (Repubblica, 12 novembre 2009)
E’ giusto che un’esperta in emergenze umanitarie si incarichi del salvataggio di un poer nano che sta per affogare. E’ giusto utilizzare un vecchio relitto socialista (vecchio nel senso politico, ovviamente) al quale far aggrappare, già che ci siamo, un bel manipolo di immunodeficienti, a rischio di inquisizione per vari reati. Ultima sciocchezzuola in ordine di tempo e, giusto per fare un esempio, un wannabe governatore della Campania in odor di Casalesi.
Che sia una legge che tutela solo i mascalzoni, mentre chi è onesto, perfino in Parlamento, non ha nulla da temere come al solito, lo dimostra ciò che scrive addirittura “il Giornale“, riassumendo il concetto delle leggi contestate.

“In origine l’articolo 68 della Costituzione prevedeva l’immunità per i parlamentari. Deputati e senatori non potevano essere sottoposti a processo penale se non dopo una autorizzazione a procedere da parte della Camera di appartenenza. Si prevedeva inoltre che i membri del parlamento non potessero essere perseguiti per le opinioni espresse e i voti dati nell’esercizio delle loro funzioni e, in assenza di autorizzazione, non potessero essere arrestati o privati della libertà personale né, in base all’inviolabilità, sottoposti a perquisizioni personali o domiciliari salvo nel caso in cui venissero colti in flagranza di un delitto per il quale fosse obbligatorio l’arresto.
Nel 1993 quell’articolo è stato modificato con la legge costituzionale numero 3 del 1993.

Quella norma ha cancellato l’obbligo per i magistrati di chiedere l’autorizzazione delle Camere per processare un parlamentare. Da allora l’autorizzazione serve solo per l’ arresto le perquisizioni e le intercettazioni. L’autorizzazione all’arresto non è però necessaria nei casi di sentenza definitiva di condanna, oltre che per la flagranza di reato. Non è mai stata cancellata, invece, l’insindacabilità, ossia il divieto di processare un parlamentare per le opinioni e i voti espressi nell’esercizio della funzioni parlamentari”.

Ricordo che in quel ferale, per i ladroni, 1993 i parlamentari si ritrovarono immunodeficienti a causa delle innumerevoli mascalzonate delle quali si erano macchiati. Siccome gli italiani allora erano parecchio incazzati con la loro classe politica, per evitare guai peggiori si pensò di lasciare ognuno al proprio destino. Hai rubato? Ne dovrai rispondere alla giustizia. Non si parla mica di ghigliottina, eh?

Da allora Margherita non ci ha più dormito e una cura per l’insonnia gliela fornì l’amico di Craxi Berlusconi, nelle file del cui partito Forza Italia (ora PDL) da allora milita. Sempre mantenendo ottimi rapporti con esponenti del sesso politico opposto, come Massimo D’Alema e Giorgio Napolitano.

Oggi la ex garofana ritira fuori la storia dell’immunità per “gli eletti dal popolo” e la vuole completa, non dimezzata come fino ad oggi. In pratica, qualunque delinquente che abbia la fortuna di avere abbastanza minus habens che fanno la crocetta sul simbolo a lui legato per eleggerlo potrà, oltre ad intascarsi lo stipendio da parlamentare (13.000 euri e rotti al mese), avere la sicurezza di FARLA FRANCA. Qualsiasi reato commetta, dall’abigeato al pluriomicidio.

Intanto, oggi è stato inoculato il vaccino antiprocessi al nano a rischio. Peccato che, contemporaneamente e non dovesse la Consulta bocciare anche quest’ennesima sconcezza, come effetto collaterale cadranno altri processi importanti, come quelli a carico dei responsabili dei crack Parmalat e Cirio e della truffa dei bond argentini che hanno fottuto migliaia di investitori e per la tragedia della Thyssen-Krupp.
Effetti collaterali di troppa immunizzazione. Alla fine viene distrutto l’intero organismo.

Per salvare un culo se ne sacrificano milioni, però nell’indifferenza generale ed anzi, con la connivenza, di un popolo di merda. Cari italiani, a pensarci bene la peste bubbonica sarebbe ancora troppo poco per voi.
Sul fronte opposizione-si-fa-per-dire la Finocchiaro sbatte i fogli sul muro ma intanto D’Alema incassa l’approvazione del Sire per il suo piccolo reamuccio da creare a Bruxelles. Il proconsole Massimo è felice e contento, perfino Andrea Ronchi, e ho detto Andrea Ronchi, benedice la sua candidatura. Avete capito quanto è costato il Lodo Alfano 2 il ritorno?
E pensare che Don Bersani si preoccupa di essere accusato di remare contro il governo:

“Se arriveremo alla scontro non sarà responsabilità dell’opposizione, non ce lo andiamo a cercare, ma ci viene proposto perchè ci vengono sempre proposti gli stessi problemi”.

Quanti riguardi e quante smorfie, gente senza palle. Ma vaffanculo, va.

Quest’uomo dal colorito preoccupante sta tenendo in ostaggio un paese intero, ahimè il nostro, per il suo tornaconto personale.
Ormai non pensa ad altro. Voi credete che abbia in testa solo quella cosa là o sia impegnato a salvarvi dal comunismo e a rendervi tutti ricchi come lui.
No, se è impegnato ad escogitare un modo per salvare il suo culo che comprenda il sacrificare i nostri, non è interessato a nient’altro. Perfino quando si celebra la grande vittoria dell’anticomunismo, il Festival dell’Unità (tedesca), addirittura si addormenta.

Dopo aver sfruttato per anni la politica cattocomunista, ladrona e magliara per crearsi un impero mediatico tanto vasto quanto abusivo, calpestando la concorrenza e le più elementari leggi del mercato, fregandosene di tutto e di tutti e stipulando patti con tutti i diavoli dell’inferno; divenuto padrone unico della politica grazie ad un popolo italiano ignorante come pochi di politica e tradizionalmente tendente a farsi abbindolare da piccoletti energici tutti impero e puttane, ora è teso solamente a salvarsi. Che muoiano Sansone, i Filistei, l’anima de li mortacci loro, l’economia italiana, migliaia di aziende con l’acqua alla gola e milioni di disoccupati o in procinto di diventarlo, a lui non importa.

La maschera del ghepensimì con il pancake è definitivamente caduta. Tutta l’attività del Parlamento italiano, della politica, delle energie governative sono da mesi concentrate sulle sue beghe legali da risolvere a suon di leggi ad personam e stravolgimenti della Costituzione.
Come effetto collaterale del vaccino Berlusconi migliaia di processi rischiano di cadere in prescrizione ed essere cancellati e con essi milioni di euro di spese legali già sostenute dai normali cittadini in attesa di giustizia. Gli avvocati vogliono essere pagati, anche se il processo non è ancora iniziato, anche se non si sa se avremo il risarcimento. Intanto paga e poi si vedrà.
Questa okkupazione dell’Italia a fini personali è insostenibile ed è giusto formare gruppi di preghiera per invocarne la fine. Però non basta e non è così facile liberarsi di questo enorme problema.

Oggi tutti ce l’hanno con Fini: zerbino, cagnolino accucciato, incapace di reagire ai voleri del ducetto. Cosa avrebbe dovuto fare, da solo, il presidente della Camera con un’opposizione dal tanatogramma piatto, un Presidente della Repubblica che non è Sandro Pertini (with all respect), un pugnetto di partitelli cattolici dolciniani già unti e pronti per il rogo riservato agli eretici e un collega presidente del Senato che, se Fini scodinzola, è capace pure di stare in piedi sulle zampette posteriori?

Stiamo parlando di un uomo solo contro un impero televisivo e un esercito di Minzol-uruk-hai pronti a distruggere il traditore a colpi di giornalismo.

Le televisioni non contano, vero? Se il presidente della Camera si fosse opposto alla volontà di un bambinello capriccioso di 72 anni che pesta i piedi per non finire in galera da sospetto corruttore di testimoni e di giudici, da domani avremmo avuto, a reti e giornalacci unificati, “La Storia di Gianfranco Fini dalle Origini ai Giorni Nostri”, con pubblicazione di ogni piccolo segreto, peccatuccio e debolezza suoi e dei suoi famigliari fino alla decima generazione. Già oggi sul Giornale un titolo indicativo dell’aria che tira: “Fini vuole affossare Berlusconi”. E più sotto, se non una testa, un orecchio di cavallo: “E Gianfranco nel suo libro dimentica il suo passato fascista e Silvio“. Compris?

Se Fini avesse detto no, il vecchio avrebbe rotto il giocattolo e convocato nuove elezioni dove, grazie a dosi mortali di propaganda vomitata tipo “The Blob” da ogni televisore e magari qualche tentazione di broglio avrebbe fatto di tutto, ma proprio di tutto per vincere e distruggere definitivamente ogni opposizione interna.
Ricordatevi che frequenta spesso Putin e ne riceverà sicuramente ottimi consigli su come fottere la democrazia.

Non si può imputare a Fini di non riuscire ad abbattere da solo il Golia che ci perseguita. Si chiama Gianfranco, non David. Ci vogliono tempo e pazienza. Il vantaggio di Fini è che lui è un politico, conosce i modi e i tempi della politica, Berlusconi è un dilettante prestato alla politica per necessità di sopravvivenza. Prima o poi il Silvio frettoloso partorirà gattini ciechi.
Di nemici importanti se n’è fatti soprattutto all’estero. Un megafalcone neocon gigante come Edward Luttwak ha già espresso la sua opinione, quasi una sentenza, in pubblico. E questi non sono americani così, sono americani che restano anche se i presidenti cambiano.

Forse al David Fini basta solo l’aiuto di qualche Golem.

L’accostamento di questo orrore infinito ed indimenticabile con le parole di un Giovanardi qualsiasi non suoni irriverente e sacrilego.
E’ stato quel “morto perchè era di 42 chili” che ha evocato l’immagine. Terribile, infernale, sempre incomprensibile passassero diecimila anni, assieme alle altre che ho trovato qui.
Immagini che, nonostante le abbiamo viste tante volte, ci farebbe bene guardarle più spesso. Due volte al giorno, prima e dopo i pasti.

Farebbe bene a tutti ma specialmente ai cosiddetti cristiani che piangono sugli embrioni di tre giorni e andrebbero a salvare gli spermatozoi dai fazzolettini di carta. Farebbe bene soprattutto a chi non ha cervello. Né cuore. A chi, in fondo in fondo, è capace di ragionare solo con la stronzissima logica del “se l’è cercata”.

Sono immagini che, benchè si riferiscano ad altro che a droga, anoressia o cachessia per malattia (AIDS, cancro) ma solo alla sconfinata malvagità umana, ci ricordano che la fragilità del corpo quando è sottoposto a sofferenza e morte è sempre la stessa e merita solo rispetto e pietà. Rispetto e pietà che devono essere riservati anche ai dolenti, a coloro per i quali questi non sono corpi inanimati ma i loro cari. Quando i senzacuore e senzacervello straparlano di Cristi e Madonne dovrebbero sapere cosa deve provare una madre di fronte al cadavere del figlio, sapere che mai nessuno, uomo o Dio, potrà risanare quel dolore, invece tirano fuori la lana caprina e si mettono a fare la calzetta.

I cristiani sono gente curiosa. Un Dio li ha posti di fronte all’immagine più atroce che si possa immaginare, una madre che raccoglie il corpo del figlio crocifisso, credendo di toccar loro il cuore, di farli diventare più buoni, Dio Ingenuo. Invece, se Cristo tornasse giù in questo merdaio farebbe la stessa fine, se non peggio, e in più direbbero che “se l’è cercata, perchè se fosse rimasto a casa con suo padre a lavorare, a fare il falegname, non gli sarebbe successo nulla.”
In duemila anni siamo diventati solo più cattivi e tecnologici. Oltre al flagrum gli faremmo assaggiare un po’ di corrente elettrica sui testicoli.

La droga devasta, dice Giovanardi. Grazie. Però non spezza le vertebre né fa pesti gli occhi. Chi è devastato dalla droga è soprattutto un MALATO e chi è nelle condizioni fisiche di Stefano Cucchi non dovrebbe mai andare in carcere.
Invece, grazie ad una legge che si chiama, guarda caso, Fini-Giovanardi ci troviamo a vivere nel paradosso che chi consuma o spaccia piccole quantità di stupefacenti rischia di morire in galera con un ministro che lo chiama post-mortem “zombie” e a chi magari spaccia nei corridori del potere la polvere bianca in quantità industriali non succede nulla. Davvero, avete mai sentito di un pusher d’alto bordo massacrato di botte in carcere?
Ecco, anche le parole fanno la differenza tra chi conta e chi no. Per i poveracci ci sono gli spacciatori. Per l’aristocrazia magliara e riunta, i “pusher”.

Se si parla tanto della morte di Stefano Cucchi è perchè si cerca di impedire che le tragedie inutili come quella abbiano a ripetersi. Che non abbia più a succedere che a qualcuno, siccome è uno zombie anoressico sieropositivo (secondo Giovanardi), venga negata l’assistenza di un legale. Per questo, per la ricerca della verità, è stata resa pubblica, con preghiera di diffusione sui mezzi di informazione alternativi, la cartella clinica del giovane.

La droga uccide. Certo. Peccato ci sia chi, sempre della stessa infornata politica di Giovanardi, di fronte ai test antidroga per i politici abbia perfino da ridire, faccia l’offeso ed abbia il coraggio di citare Orwell a sproposito, dicendo “io non lo faccio”.
Egregio Cicchitto, se in Italia si può morire per pochi grammi di hascisc lei, come nostro rappresentante, perdìo, il test antidroga lo fa, in fila assieme agli altri.

Cari amici fellowbloggers,
se non l’avete ancora fatto mettete su la moderazione dei commenti.
Perchè soffrire? Fanculo la democrazia, il dover dare la parola a tutti, anche a chi non se lo merita. E’ un po’ come il suffragio universale. Il più grande sbaglio dell’umanità.

Rigorosa selezione e nessuna pietà per chi sgarra.
Oh, non potete immaginare quale gusto sia poter sbarrare il portone a chi fa commenti idioti, fuori tema, monotematici e monomaniacali, a quelli che se parli di giardinaggio tirano fuori i crimini del comunismo.
Commenti provenienti soprattutto – sono dati scientifici inconfutabili, dai papiminkia in libera uscita con obbligo di cazzata a raffica e defecazione sui blog di sinistra o presunta tale. Quelli che si sentono in missione per conto di DyoPapi Onni(m)potente ed Eternit, spinti da un impulso irrefrenabile a difenderlo sempre e comunque e a coprirti di insulti se sei immune al suo malefico contagio.

Poi c’è il gusto supremo di scaricare le armi ai troll fissi e saltuari, quelli che frequentano il blog solo per dirti che hai il “culone”. No, davvero, è uno spasso vederli scrivere e scrivere a vuoto. Loro insultano ma il risultato è clic, clic, clic. Nessuno leggerà le loro puttanate e i loro insulti, salvo un giorno quando la blogger sadica avrà la compiacenza di pubblicare il loro “THE BEST” a tradimento. Magari corredato di indirizzi IP e WHOIS.

La moderazione dei commenti è un piacere anche per il fatto che non devi più fare la fatica di rispondere gentilmente al troll che ti perseguita per far vedere che tu mantieni la calma e sei una signora.
No, davvero, la moderazione dei commenti è una figata. Mai più senza.

Berlusconi non risponde a Repubblica, non risponde al Parlamento, che comprende anche gli sciagurati che l’hanno votato ma si affida ancora una volta al suo fedele maggiordomo.
In occasione nell’ennesimo costoso (20 euri) ed inutile libro che il padrone generosamente gli pubblica come premio fedeltà, un’operina un sacco cicisbea intitolata “Donne di cuori” che pare il remake dei libri di Roberto Gervaso sulle Tope Illustri, Mr. Wasp porge al Sire, abilmente purgate dei contenuti più imbarazzanti e mondate di ogni possibile spiacevolezza per Sua Grazia, le famose dieci domande le risposte alle quali attendiamo ormai da tempo immemorabile. Roba sulle sue frequentazioni di pulzelle, di donnine allegre ed uso improprio di sedi istituzionali a fini ludico-sessuali.

Un’operazione in fondo pietosa, alla pari di quella di Max, il maggiordomo-primo-marito di Norma Desmond, che confessa a William Holden di essere lui a scrivere le lettere degli ammiratori che la diva in declino e ormai fuori come un cocomero ancora riceve, illudendosi di essere ancora l’idolo delle folle di un tempo. “Non li guarderei troppo da vicino, quei francobolli”.

Ecco, non le guarderei troppo da vicino quelle domande.
Naturalmente è la sagra della negazione. Non ha mai detto, non ha mai fatto e non ha mai saputo.
Tarantini, ad esempio, si è intrufolato a tradimento con “due amiche” ad una festa del fan club “Meno male che Silvio c’è” a Palazzo Grazioli e lui se ne è ritrovata una, non si sa come, nel letto. Meglio una escort che una testa di cavallo, comunque.

Riguardo alle chiappe ministeriali chiacchierate:
“Ho proposto incarichi di responsabilità soltanto a donne con un profilo morale, intellettuale, culturale e professionale di alto livello”. Verrebbe da pensare a Rita Levi Montalcini, come minimo, e invece si parla della Carfagna e della Brambilla.

Mai avuto relazioni con Noemi. Ok. Strano che non abbia sguinzagliato i Ghedini armati di querele contro una squinzia qualunque che lo chiama confidenzialmente Papi e millanta una fin troppo intima e lunga amicizia con lui.
Infine, su quale sia il suo attuale stato di salute, dopo che sua moglie aveva detto: “mio marito non sta bene”, lo sventurato risponde:

“A questa domanda rispondono i fatti. Da quella data a oggi le mie condizioni di salute, a parte un fastidioso torcicollo ormai debellato e la scarlattina che ho avuto a fine ottobre, sono infatti quelle che mi hanno permesso di proseguire e completare sedici mesi di fittissimi impegni che per brevità così riassumo: 170 incontri internazionali, 25 vertici multilaterali, 9 vertici bilaterali, 80 conferenze stampa, 66 consigli dei ministri, 91 interventi e discorsi pubblici a braccio.”

Dimentica di annoverare, tra un vertice e l’altro, le fittissime trombate. E, soprattutto, dimentica di specificare quali di quegli impegni siano stati cancellati a causa di “improvvisi impedimenti”, come è stato a suo tempo denunciato.
In fondo, ciò che ci interessa non è se tromba o non tromba (e chi se ne strafrega, anzi più Cialis prende, meglio è) ma se tromba al posto di governare.

A proposito, pare che il lancio di agenzia con il quale Veronica annunciò il proprio divorzio contenesse un’espressione piuttosto colorita riferita al marito e che l’Ansa censurò. Secondo il “Fatto quotidiano”, la parola sarebbe “MAIALE”.

“Cosa avrei fatto se non fossi stato ammalato?”, conclude Silvio Desmond nell’intervista a Mr. Wasp.

Esimio presidente, non oso neppure immaginarlo.

Altre parti: 23456

Avete appena sentito Fazio (non quello della Littizzetto ma quello governativo) raccomandare come ogni sera la vaccinazione assolutamente sicura contro la terribile influenza maiala nel più collaborazionista dei TG e temete di finire per credergli?
Come antidoto e vaccino alle “faziosità” ecco il contributo di questa deliziosa suorina, la Dottoressa Teresa Forcades i Vila, monaca benedettina a Barcelona e già medico internista specializzato in igiene pubblica con un master negli Stati Uniti.

Suor Teresa ha pubblicato un testo informativo sull’influenza H1N1 sul suo blog ed ha prodotto il video che vi propongo (è in spagnolo con sottotitoli in inglese), dove parla dei rischi legati al vaccino contro l’influenza H1N1 e del rischio ancora maggiore di una militarizzazione della salute pubblica a base di vaccinazioni forzate con multe e prigione per chi volesse sottrarvisi.

Il testo di Teresa è interessante per la competenza scientifica che ne traspare e per la chiarezza con la quale le tesi che esprime vengono esposte.
Oltre alla visione del video, vi propongo di seguito una sintesi degli argomenti trattati, rimandandovi alle traduzioni in italiano (1 e 2) del documento originale per ogni ulteriore approfondimento e per la bibliografia delle fonti.

Teresa, nell’introduzione del video, fa la storia del virus influenzale rifacendosi ad un articolo pubblicato sul “New England Journal of Medicine”.
Ogni anno circolano nel mondo i tre tipi di virus influenzale: A -B- C. Essendo il ceppo C piuttosto raro, si deve assumere che le influenze che compaiono ogni anno siano causate dalla combinazione dei ceppi A e B.
Il virus A-H1N1 è lo stesso che causò la pandemia denominata “Spagnola” nel 1918 (20 milioni di morti nel mondo). Quel virus continuò a circolare in forma meno letale grosso modo fino al 1957, poi scomparve, per riapparire nel 1977 dopo che era stato risintetizzato in laboratorio durante studi sui resti di una donna Inuit deceduta nel 1918 a causa della pandemia.
Dal 1977, quindi, il virus A-H1N1 compare di frequente nel pool di virus influenzali che circolano ogni anno nel mondo. Cosa c’è di veramente nuovo nella versione di quest’anno, detta anche influenza suina? Nulla, a parte il ceppo differente: S-OIV.
I primi due casi comparsi quest’anno di influenza da virus A-H1N1 (S-OIV) risalgono al 17 aprile in California. Al 15 settembre questa epidemia ha causato nel mondo 3.559 decessi, 137 dei quali in Europa. Secondo tutti gli studi epidemiologici si tratta di un ceppo virale ad alta contagiosità ma a bassa mortalità, tenendo presente che ogni anno nel mondo si verificano tra 40.000 e 220.000 decessi per complicazioni da influenza.
Insomma, quella attuale sarebbe una variante assolutamente non pericolosa delle solite influenze stagionali. Non solo. Gli individui oltre i 60 anni mostrano una immunità del 33% maggiore rispetto al virus. Nessuna sorpresa visto che durante la loro vita hanno avuto modo di entrare in contatto già altre volte con esso.

Quello che la dottoressa Forcades nota, rispetto all’epidemia di quest’anno, è una serie di irregolarità, alcune delle quali decisamente inquietanti, che non derivano dall’elemento virale ma da quello umano.
Alla fine di gennaio di quest’anno, come documenta anche un’interrogazione del Parlamento austriaco, la casa farmaceutica americana Baxter consegnò a 16 laboratori di Repubblica Ceca, Austria, Slovenia e Germania 72 kg. di materiale destinato alla produzione di vaccino anti-influenzale che avrebbe dovuto essere distribuito in quei paesi nei mesi di febbraio e marzo.
Il tecnico di un laboratorio ceco, per eccesso di scrupolo e su propria esclusiva iniziativa, sottopose il materiale inviato dalla Baxter a test di tossicità sui furetti. Gli animali morirono tutti.
Ulteriori test rivelarono che il materiale virale era composto da una combinazione di due virus vivi e non attenuati: il virus dell’influenza aviaria, caratterizzato da bassa contagiosità ma alta mortalità, e un normale virus influenzale umano a bassa mortalità ma alta contagiosità.
Se questa contaminazione con virus vivi di un vaccino normalmente composto da virus attenuati non fosse stata scoperta in maniera del tutto casuale e provvidenziale, staremmo forse affrontando oggi una vera pandemia assai più grave di quelle paventate in questi giorni.
La Baxter si giustificò dicendo che il materiale inviato ai laboratori non era destinato alla profilassi umana ma l’inquietudine legata a questo misterioso episodio rimane. Soprattutto se pensiamo che uno dei laboratori destinatari del materiale contaminato sta preparando il vaccino contro l’influenza A-H1N1.

Altre stranezze. In aprile, come si è visto, compaiono i primi due casi di “nuova” influenza. L’11 giugno l’OMS dichiara ufficialmente lo stato di pandemia.
C’è un dettaglio importante, però, che i media non hanno riportato. Nel mese di maggio 2009 l’OMS ha ufficialmente modificato la definizione di pandemia. Se prima, con quel termine, si definiva “la diffusione di un agente infettivo in vari paesi contemporaneamente, caratterizzato da alta mortalità”, dal mese di maggio si definisce pandemia semplicemente “la diffusione di un agente infettivo in vari paesi contemporaneamente”. Togliendo l’alta mortalità è evidente che qualunque malattia sufficientemente diffusa a livello planetario potrà giustificare un Allarme Pandemia e le conseguenti campagne di terrorismo psicologico.
Le motivazioni di questo comportamento sono squisitamente politiche. Dal 2005, dopo i casi di influenza aviaria, l’OMS non offre più ai suoi membri raccomandazioni (sull’uso di vaccini o altri presidi) ma dà ORDINI.
Se l’OMS dice che c’è una pandemia, e oggi lo può dire anche se non ci sono i morti necessari, il governo americano è obbligato a dichiarare l’EMERGENZA SANITARIA e, per esempio, un domani, rendere una vaccinazione OBBLIGATORIA. Nel Massachussetts si stanno già studiando leggi che puniscano con 1000 $ di multa al giorno chi si sottraesse ad una vaccinazione coatta.

Suor Teresa illustra quindi i rischi legati agli effetti collaterali del vaccino contro il virus A-H1N1.
La campagna vaccinale di quest’anno presenta alcune novità.
La prima è che le organizzazioni sanitarie raccomandano di somministrare il nuovo vaccino contro il virus A-H1N1 in almeno due dosi e di non eliminare la tradizionale vaccinazione influenzale stagionale. Quindi si deduce che una persona potrebbe ricevere tre inoculazioni di vaccino in breve tempo, aumentando di conseguenza di tre volte il rischio di reazioni avverse.

Seconda novità. Nei vaccini sono presenti dei coadiuvanti, ovvero sostanze che, stimolando il sistema immunitario, ne facilitano la risposta. Ebbene, quest’anno è stato introdotto un coadiuvante di nuova concezione che aumenterebbe fino a 10 volte la risposta immunitaria, permettendo, tra l’altro, di diminuire la quantità di antigene (virus) presente nella dose di vaccino. Insomma, come succede con la droga, dovendo preparare un enorme numero di dosi, si taglia la roba con della merda.
Questi coadiuvanti, come l’associazione tra polisorbato e squalene, sono molto chiacchierati e sospettati di causare la cosiddetta “Sindrome del Golfo”, una costellazione di sintomi e patologie che si manifestò per primi nei soldati inviati in Iraq durante le guerre dei Bush e che venivano sottoposti a veri e propri bombardamenti preventivi di vaccini contro ogni possibile eventualità di guerra batteriologica.

Iperstimolazione del sistema immunitario con conseguente possibile insorgenza di malattie autoimmuni, tossicità di alcuni componenti (thiomersal e formaldeide) e rischio di insorgenza di paralisi tipo Guillain-Barré.
Molto saggiamente la nostra dottoressa Forcades si domanda se abbia senso rischiare tutto ciò per evitare due-tre giorni di febbre, raffreddore e tosse.

E se il virus dovesse mutare e divenire più aggressivo? A maggior ragione il vaccino sarebbe inutile perchè non programmato per una mutazione. Per giunta non risulta che il virus A sia mai mutato negli ultimi 70 anni. C’è una legge non scritta che stabilisce che,siccome un virus troppo letale uccide l’ospite e quindi anche se stesso, non è salutare per i virus voler assomigliare tutti ad Ebola. Meglio accontentarsi di provocare il raffreddore, disturbo odioso ma assolutamente benigno.

Terza ed ultima novità legata alla “pandemia A”, gli accordi che i paesi sono costretti a sottoscrivere con Big Pharma per liberarla da qualunque conseguenza legale e risarcitoria nei confronti di eventuali danneggiati dai vaccini. Non solo i BigPharmamen non saranno punibili nemmeno se nascessero legioni di bimbi con le manine attaccate alle spalle ma anche i politici che hanno firmato il patto con cotanti diavoli resteranno impuniti. Il Lodo Vaccino.
Anche il governo italiano ha sottoscritto qualcosa di simile, tutto rigorosamente mantenuto sotto segreto di stato “perchè siamo in emergenza”. Citofonare Sacconi e Fazio.

La nostra Santa Teresa dell’Informazione termina il suo video con un appello alla società civile affinchè vigili su questi rischi di limitazione dei diritti civili, rappresentati da vaccinazioni forzate ed impunità per chi potenzialmente attenta alla salute pubblica.
Fa l’esempio della reazione del popolo spagnolo all’indomani dell’attentato di Madrid, quando il pupo Aznar la fece fuori dal vaso tirando in ballo l’ETA e mentendo spudoratamente alla sua gente.
Il popolo spagnolo si mosse e lo cacciò a calci in culo a furia di tam tam ed SMS che esposero le menzogne governative.

Già, in Spagna una suora incita alla rivoluzione e noi siamo quasi un popolo lobotomizzato che passa la giornata a battere la fronte contro lo schermo televisivo. Che sia proprio che ci meritiamo i Sacconi?

Oh, se ne vedono e sentono cose in queste serate al TG1 che voi italiani non potreste nemmeno immaginare.
Flaconi di Amuchina ammucchiati sui bastioni delle farmacie, ragazzini in fiamme per la febbre nelle astanterie degli ospedali; poveri innocenti impuberi usati come testimonials involontari ed occulti di noti antipiretici che cominciano per Tachi e finiscono per pirina.

Tutto questo per celebrare la grande PsyOp (operazione psicologica) messa in piedi da Big Pharma per piazzare diversi milioni di dosi di un vaccino approntato in fretta e furia dopo che in Messico c’era stata, mesi fa, una provvidenziale moria per una volta non attribuibile ai cartelli della droga che lasciano cadaveri decapitati per strada ma alla sporcizia ed al degrado di alcuni allevamenti suini che avevano favorito lo sviluppo di un nuovo ceppo virale. Virus influenzale passato dai porci agli uomini, apriti cielo! Pandemia in arrivo sul primo binario.

Giova ricordarlo. La peste in Europa dilagò nei secoli passati perchè eravamo degli zozzoni e vivevamo in ambienti di assoluta lordura. Leggere il famoso “Profumo” di Suskind, che si riferisce ad un’epoca più tarda e quindi evoluta, il Settecento, per averne una vaga idea.
La famigerata Spagnola del 1918 dilagò soprattutto a causa della guerra, della malnutrizione e della scarsa igiene. Una miscela esplosiva.
L’ultima vera pandemia influenzale risale al 1968-1969. Dopodichè siamo morti più che altro per la paura di morire d’influenza.

Ai giorni nostri, alle nostre latitudini popolate di supernutriti, ipervitaminizzati e lavati e disinfettati in ammollo con schiuma frenata, parlare di pandemia fa un po’ ridere.
Eppure i media, senza i quali la PsyOp sarebbe irrealizzabile, ormai da mesi ci stanno triturando i coglioni con la necessità di vaccinarsi, soprattutto le “categorie a rischio” per evitare tre giorni di assenza dal lavoro che potrebbero mettere in ginocchio il “sistema paese”.

La definirei una campagna propagandistica, un’operazione psicologica ad elastico. Prima si spaventa la gente, poi la si rassicura. E’ un’influenzucola. Però tutti i bambini devono essere vaccinati. No, i bambini non è necessario vaccinarli.
Questo tira e molla non fa altro che accrescere l’ansia ed il sospetto che le autorità stiano minimizzando l’entità del contagio, quindi è meglio correre a vaccinarsi.
Capito come funziona?
Nessuno pensa che non vi sono e non potrebbero esservi mai abbastanza dosi per tutti, per alcuna pandemia. Se veramente arrivasse un’influenza con i controfiocchi a lutto, non rimarrebbe che sperare di essere tra i monatti che vanno a recuperare gli sfortunati che “non ce l’hanno fatta”, come dicono al TG. I vaccini sono un bisinissi volutamente limitato ad una fetta di popolazione.

Ogni anno abbiamo qualche decina di migliaia di morti per malattie respiratorie. In questi giorni ci sono diversi morti, certo, ma nessuna prova che siano tutti dovuti al virus A e quindi alla pandemia. Infatti i media ammettono sempre che erano persone affette da patologie pregresse gravi.
Non vi è certezza prima di tutto perchè non si sa se il tampone venga eseguito su tutti i malati.
Se vi sono milioni di dosi di vaccino devono esserci anche i tamponi per il Test per la positività al virus H1N1, non è così? Preoccupa sinceramente sentire dei medici dire: “Non abbiamo fatto il test ma sicuramente il decesso è avvenuto per l’H1N1″. L’ipotesi nulla si rivolta nella tomba.

La novità di quest’anno, nel bombardamento mediatico, oltre al solito vaccino ed agli antivirali – farmaci assolutamente inutili, a parte forse solo l’Aciclovir per gli herpes e soprattutto costosi, è che basta lavarsi le mani (e i produttori di disinfettanti se le fregano, le mani). Poi ci sono le mascherine, con il turbo o senza, i gel e tutto ciò che ingrassa il farmacista.

Il vaccino, soprattutto. Apprendiamo che i medici, i primi che dovrebbero in teoria spararselo nel deltoide, per la maggior parte – se mi scusate il termine – vanno in culo e lo rifiutano. Già un dubbio ci viene.
Quando poi altri medici, evidentemente della categoria che arriva a chiedere 60 euro ad una mamma iperansiosa per vaccinare il bambino vanno in TV a giurare e spergiurare sulle teste dei loro figli che il vaccino è sicuro, che chi è contro il vaccino non sa cosa dice, che mi possa cadere un occhio nel lavandino se questo vaccino non è ultrastramegasicuro, allora i dubbi non si contano più.

Cosa c’è di meglio del bugiardino per conoscere da vicino un farmaco o un qualsiasi altro intruglio di BigPharma? Il sito dell’EMEA (Agenzia Europea del Farmaco) ci offre il foglio illustrativo del Focetria, l’ultima creatura vaccinale contro il terribilissimo e fantomatico più di Bin Laden H1N1.
In TV ci raccomandano di vaccinare le donne incinte. Ma quali, quelle incinte solo un po’, agli inizi quindi nel periodo più a rischio di eventuali malformazioni, oppure quelle che hanno la pancia già pronta ad esplodere?
Leggiamo il bugiardino:

Gravidanza e allattamento
Informi il medico in caso sospetti di essere incinta o programmi una gravidanza. Deve consultare il medico relativamente alla possibilità di ricevere Focetria.
Il vaccino può essere usato durante l’allattamento.

Detto che è dai tempi del talidomide che BigPharma si para il culone raccomandando di non dare alle donne gravide nemmeno una zigulì, sembra che qualche precauzione sia necessaria da parte di chi è in stato interessante. Il tono è quanto meno quello dei cartelli che si leggono nei reparti di radiologia.

Quali effetti collaterali potrebbero derivare dall’utilizzo del vaccino? A parte le solite reazioni allergiche dovute soprattutto ai vari eccipienti, alle proteine dell’uovo, eccetera, sono contemplate, seppur raramente, le seguenti estreme reazioni avverse:

Vasculite (infiammazione dei vasi sanguigni che può causare eruzioni cutanee, dolori alle articolazioni e problemi renali), disturbi neurologici, come encefalomielite (infiammazione del sistema nervoso centrale), neurite (infiammazione dei nervi) e una forma di paralisi nota come sindrome di Guillain-Barré.

Insomma, è sicuro un vaccino realizzato in così breve tempo ed in assenza di studi di follow-up, quelli che evidenziano eventuali tossicità a medio e lungo termine? Non lo sappiamo perchè le autorizzazioni per la messa sul mercato di questo e degli altri vaccini contro l’H1N1 sono state rilasciate un po’ troppo alla svelta, secondo alcuni.
Tanta fretta potrebbe nascondere grossi interessi. 24 milioni di dosi acquistate dal governo italiano da una multinazionale del farmaco grazie ad un contratto molto chiacchierato fanno una bella cifra. Peccato che nessuno la conosca. Ecco perchè la Corte dei Conti vuole vederci chiaro.

La saga continua…

Credo sia giusto che l’immagine atroce di Stefano Cucchi sul telo azzurro dell’obitorio stia perseguitando i nostri sogni e risulti sconvolgente anche per chi è abituato a guardare ogni giorno in faccia le conseguenze della morte.
Per quanto doloroso possa essere per la famiglia penso che sia stato un gesto necessario violare l’intimità di un corpo non ancora ricomposto nella sua dignità e ripulito dei segni che la vita lascia con le unghie sul viso e sul corpo dei morti quando ne viene strappata via a forza.

Non dimentichiamo che anche per Federico Aldrovandi la macchina della giustizia si mosse solo dopo che sua madre divulgò in Internet le immagini della salma del figlio, ancora vestita degli ultimi abiti di vita, gonfia ed insanguinata dalla violenza subìta.
Perchè c’è un segno inconfondibile in entrambi i corpi di Stefano e Federico ed è il marchio della morte violenta, prematura ed ingiusta.

E’ stato quindi giusto mostrarla, quella tremenda immagine, nella sua spietatezza, in questo paese di santommasi che se non ci infilano il dito, nella piaga, e lo rigirano ben bene, non credono a nulla. Come La Russa che giura e spergiura che non è successo nulla di male ancora prima di sapere come si sono svolti i fatti. Come quelli che si passano la palla come fosse una bomba a mano pronta ad esplodere: “L’avevano in consegna loro”. “No, era sotto la tutela di quegli altri”. Noi non siamo stati”, “Noialtri nemmeno.”
E allora chi ha rotto la schiena a Stefano? Come si è provocato quella lesione orbitale? A parte il livor mortis che ha certamente la sua parte nella creazione di questa maschera sconvolgente che ci riporta ai morti consunti per fame e per lager, quello è il corpo di una persona che è stata oggetto di violenza. Botte, trascuratezza, crudeltà, menefreghismo, incompetenza, leggerezza, non lo sappiamo. Per questo è fondamentale indagare e fare giustizia.

E’ strano che qualcuno si scandalizzi di queste immagini crude quando ogni giorno siamo sommersi da decine di morti ammazzati ed ammassati dentro la scatola magica televisiva. Certo quelli sono morti lontani, come nel caso delle vittime di guerra, che o non vediamo o ci giungono già inscatolate e pronte per i funerali di stato dove si deve stare attenti a non scivolare sul pavimento ricoperto di retorica.
Oppure sono morti finti, da cinema, che allo “stop!” si rialzano e ne girano un’altra. O ancora morti da cartone animato, come Wil Coyote che viene giù dal canyon e si stropiccia solo un poco la pelliccia.

La morte vera invece è questa. E’ quella che si è dipinta sulla schiena e sul volto di Stefano ma è anche l’incubo del dolore che mai più potrà essere alleviato di due genitori che si sono visti restituire un figlio in quello stato.

E’ curioso che ci si scandalizzi e si invochi il velo pietoso. E’ perchè si può mostrare tutto ma non, come dice Gilioli, “la verità”? Non vedrete nei TG, ad esempio, le immagini di questi bambini nati deformi dopo il bombardamento di Fallujah, in Iraq. Troppo impressionanti, vi direbbero. I vostri, di bambini, potrebbero impressionarsi. Quelli che rischiano di deformarsi solo per le troppe merendine.
Ipocriti. Il morto di Napoli la prima sera non ce l’hanno fatto vedere per intero. “Abbiamo deciso di non mostrare per intero… bla bla bla bla”. Poi, la sera dopo, pum pum, anche gli spari. E poi ancora una volta e un’altra ancora, perfino al rallentatore. Nel caso non avessimo capito bene. Ipocriti.

L’ostensione del corpo inanimato di Stefano Cucchi non è un gesto gratuito. Serve a denunciare l’inaccettabilità di una nostra situazione carceraria ai limiti della civiltà. Carceri dove i suicidi sono all’ordine del giorno, dove i soprusi e le violenze non possono essere accettati come un male necessario. Il carcere non può essere un inferno dove finiscono solo gli untermenschen e non certo gli squali della finanza creativa ma dev’essere un luogo dove sia possibile la redenzione per chi ha sbagliato. In ogni caso non esiste che uno entri vivo in carcere e ne esca morto.

Guardare certe immagini fa male ma è necessario fintantoché accadranno tragedie come queste. Fatevene una ragione.

Piccolo cappello introduttivo, solo un cappellino con veletta. Il prof. Yehuda Bauer, preoccupato per una nuova ondata di antisemitismo provocata dalla visione cinematografica di un plotone di ebrei spaccateste molto vendicativi e molto molto incazzati si sbagliava.
Era in errore pure il mio adorato Gilad Atzmon che, recensendo “Bastardi senza gloria” di Quentin Tarantino (avendolo già visto o no?) pensava anch’egli di trovarsi di fronte all’epopea della Grande Vendetta Ebraica, addirittura ad un film anti-Olocasuto, e probabilmente voleva anche lui togliersi la soddisfazione di dare qualche bastonata in testa ai basterdi sionisti che popolano i suoi incubi.
Anch’io, nel mio little one, suggestionata da questi autorevoli scritti mi ero fatta trascinare in un discorso che non catturava assolutamente lo spirito del film.
Ora che l’ho visto posso finalmente inquadrarlo, nel suo più profondo significato, in ciò che veramente è: una figata.

“Bastardi senza gloria” è prima di tutto un film di Tarantino, quindi l’ennesimo capitolo della Grande Saga della Vendetta Cosmica ed Implacabile, il suo argomento preferito ed anche il nostro, a giudicare dal successo che raccolgono le sue opere. Chi non ha il coraggio di provare sentimenti di vendetta, consuma solo piatti caldi o si fa spaventare dall’esaltazione che dà la vendetta compiuta, non può amare il suo cinema. Non si tratta solo di vendette sanguinose, di donne che da sole sgominano e fanno a pezzi 88 folli in un’esaltante rivisitazione della preparazione del ragù. Jackie Brown compie la sua vendetta usando solo un’accuminatissima e cerebrale astuzia.

Tarantino scrive e dirige film, come è noto anche ai sassi, ma assomiglia più ad un compositore sinfonico d’altri tempi. Si potrebbe dire che la sinfonia, morta per la Musica, è risorta nel Cinema scegliendosi come autore di punta Quentin Van.
Nelle sue sinfonie, questa è la numero sette, ci sono echi, suggestioni, rimandi ad altri autori, esattamente come succedeva con Beethoven e più recentemente con Mahler. C’è la suddivisione in tempi: Allegro, Presto, Andante, Largo, che lui chiama Capitoli. Ogni capitolo ha una struttura a sé stante, un inizio ed una fine, esattamente come i tempi di una sinfonia.

“Inglorious basterds” inizia con un lunghissimo Adagio, quasi un adagietto, ambientato in una improbabile campagna francese abitata da contadini ebrei (!!) dove arriva uno dei più straordinari personaggi visti di recente sullo schermo, il colonnello Landa interpretato dall’austriaco Christoph Waltz, uno che di Oscar dovrebbe riempirne uno scaffale, anche solo per come sa padroneggiare tutte le lingue in cui è parlato il film e per la tensione che riesce a creare nelle sue scene. Alla fine ci si domanda pure se il vero bastardo del film non sia proprio solo lui e gli altri solo un abile e fracassone depistaggio, il teaser dentro il film.

L’Allegro che introduce i “basterdi” e le loro sanguinose imprese, con l’Orso Ebreo di Eli Roth che fa un’entrata da “commendatore” mozartiano, è seguito da un altro Andante che ci presenta la Vendicatrice, la Regina della Notte Shoshanna ed il suo grande masterplan di far secco tutto l’ambaradan nazista rinchiudendolo in un cinema da sacrificare allo scopo. Der Hölle Rache. Meraviglie del nitrato d’argento. L’immaginazione contro il potere. Il cinema lanciato a bomba contro l’ingiustizia. Un momento di studiata e scientificamente pianificata anarchia.

Questo sontuoso finale, che giunge dopo intermezzi vari, quartetti, duetti, recitativi, è un allegro con fuoco (nel vero senso della parola) altrettanto esaltante delle cannonate dell’ouverture 1812 di Chaikovsky (ve la ricordate, en passant, in “V per Vendetta”?) e dominato dalla meravigliosa immagine della Faccia Gigante. Un momento cinematograficamente esaltante ma non solo.

La vendetta ebraica, già. Chi più degli ebrei avrebbe voluto vendicarsi dei nazisti? Anche se i tempi storici non quadrano e ci sono altre incongruenze – è solo un film, un sogno, non dimentichiamolo mai, non saremo mai grati abbastanza a Tarantino per averci regalato la fantasia di chiudere tutti i bastardi (quelli veri) che commettono atrocità in una stanza e farli fuori a bastonate.
Lo so, è volgare, è pornografico, di fronte alla rocciosa nobiltà del Colonello Von Stauffenberg di Tom Cruise che vive il regicidio con raffinata sofferenza, l’Orso Ebreo (our man) che massacra hardcore Hitler con la mazza da baseball, splat splat. E’ volgare ma è ciò che tutti abbiamo sognato di fare, figuriamoci gli ebrei. In fondo è una cosa vecchia come il mondo. Quanno ce vo’ ce vo’. Le rivoluzioni non si fanno in guanti gialli. “Massacra il dittatore” è un gioco serio, altro che “Carmageddon”.

Tarantino, per la sua prima fantasia in costume, da perfetto filologo che non ha paura di sporcarsi il grembiulino con la cultura europea, alta o pop non importa, non pesca solo nel cinema thriller tedesco e nel solito immenso repertorio italiano ma addirittura nel cast del “Commissario Rex”. Evvai. Christoph Waltz interpretò un inquietante serial killer nell’episodio “Der Puppenmorder” della terza serie (ecco dove l’avevo visto!) e nel plotone dei basterdi c’è addirittura il secondo poliziotto-padrone di Rex, Gedeon Burkhard.
Ecco uno che non ha paura dei critici con la merda sotto il naso che “ohibò il cinema di serie B, la te-le-vi-sio-neee!”

La scelta delle musiche per la colonna sonora è come al solito piacevolissimamente spiazzante. Fin dalla musica dell’inizio, quel “Green Leaves of Summer” che mi è schizzato fuori dalla memoria rimuovendo un tappo vecchio di almeno quarant’anni. Da qualche parte in cantina ne devo avere ancora il 45 giri.
Il mio compagno mi ha fatto notare il tema di “La battaglia di Algeri” e di altri film italiani ed ho ritrovato con piacere il David Bowie di “Puttin’ out fire” (“with gasoliiine”) in arrivo direttamente sul binario degli anni 80.
I film di Quentin non sono solo cinema ma una seduta psicoanalitica con il paziente che ti inonda di libere associazioni.

Delizioso anche il cameo di Michael Myers e il tocco di genio della scena della scarpetta di Cenerentola, omaggio al notorio feticismo tarantiniano per il piede femminile.
Femmine tutta testa, anche in questo film. Bellissime e fatali ma con un sacco di cose da dire e da raccontare. Donne che se la giocano alla pari con l’uomo ed agiscono. Vi sembra poco, in un mondo di ragazze immagine tutta fica e niente cervello addestrate a cantare in coro “meno male che Papi c’è?”
Non so se questo è il capolavoro di Tarantino, come egli fa dire al suo alter ego Aldo Pitt dopo che ha appena “tatuato” di coltello il nazista ma, se non lo è, è un’ottima imitazione.
Insomma Quentin, se non l’hai ancora capito, ti amo. Fai dei miei piedi ciò che vuoi.

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