Il magnagatti è stato cacciato. Silurato. Fired, direbbero gli americani. Io invece preferisco il francese “flambé”.
Certo l’animale è un po’ duretto, vista la stagionatura, ma sarà vostra cura lasciarlo bollire a lungo affinchè le sue carnine si ammorbidiscano e si stufino a puntino, prima di saltarle delicatamente in padella con una julienne di carote e sedano.
Suggerisco di servirlo su un letto di fava e, da buon piatto toscano, accompagnato con un ottimo Chianti, magari un Castello di Fonterutoli d’annata.

Bon apetit, miei cari.
Vostro affezionatissimo,
Dr. Hannibal Lecter