Stamattina, di fronte all’asilo, un bimbetto di tre anni mi spiegava come probabilmente funziona il meccanismo di Appaltopoli. Giusto per umiliarmi ha anche aggiunto che non bisogna farsi meraviglia dell’esistenza di una Anemone’s list. Chi corrompe tiene sempre nota di chi ha corrotto, hai visto mai.
Come vanno le cose nel mondo degli affari d’oro, quindi?
C’è un costruttore voglioso di ricevere appetitose commesse – non nel senso di procaci lavoratrici del commercio al minuto ma di appalti per lavori pubblici o per i carrozzoni dei Grandi Eventi affidati alle sapienti mani del supereroe de noantri, Guido Bertolaso. Quelli, per intenderci, per i quali sono stati sperperati milioni alla Maddalena per poi trasferire tutto all’ultimo momento all’Aquila. Quelli che hanno lasciato da una parte interi alberghi già terminati e poi inutilizzati e svenduti per un tozzo di pane, con milioni spesi per i portacenere, per andare a ricominciare a sperperare in quel d’Abruzzo. Via, verso nuove avventure.

Il costruttore finito sotto torchio, ma forse non solo lui perchè trattasi di pratica comune e radicata in terra corrotta d’Italia, per ingraziarsi una serie di personaggi della politica in grado di introdurlo nel sancta sanctorum della Casta Pappona e fargli ottenere le commesse di cui sopra, offriva di sdebitarsi mediante lavori e lavoretti da eseguire a domicilio del protettore di turno. Intonacature, rifacimento piastrelle, pavimenti, bagni, tapparelle e infissi. I più pretenziosi, come abbiamo visto da alcune indagini, pretendevano addirittura la casa intera, possibilmente in zona extralusso vista gladiatori. Il sospetto è che i costi di ristrutturazione, i regalini ai castamen finissero addebitati sul conto dell’appaltatore statale.

Ora, siccome tanti dei nomi di presunti corrotti che stanno saltando fuori ultimamente sono così vicini al premier da soffiargli sul collo, lui l’ha presa male.
Il boss del governo stamattina si lamenta del fatto che “troppi si sono arricchiti alle sue spalle”. Sottinteso, senza che lui immaginasse un tale abominio. Poveretto, mica ha gli occhi sulla schiena.
Sembra di tornare alle vecchie inchieste sulla Fininvest, quando i manager ungevano i finanzieri corrotti sopra e sotto e lui non poteva immaginare cosa si stesse tramando alle sue spalle. Come quando l’infido stalliere, alle sue spalle, organizzava il rapimento di uno dei suoi commensali e a lui non risultava proprio che fosse un capomandamento con le controminchie.
Poveretto, lui è sempre l’ultimo a scoprire le magagne di casa sua.
Un po’ come Benedetto che non immaginava proprio fossero così tanti i preti che amano sollazzarsi con le tenere carnine dei bimbi ed ora scarica il barile sulle fragili spalle della Madonna e dei suoi “X Fatima Files”. O Ratzi, che hai scambiato Maria per Dan Brown?
Tra tutti e due, il Papi e il Papa, sembrano gareggiare alle olimpiadi di arrampicata libera con le mani bisunte sugli specchi.

Ma scusi, nano, che vuol dire che “si sono arricchiti alle sue spalle”?
Non sono anni che va ripetendo agli italiani che, votandola, sarebbero diventati tutti ricchi come lei? Per una volta che l’hanno presa in parola, che l’impegno concreto si è materializzato e che si è avverata la profezia che tutto ciò che lei tocca muta in oro, se ne lamenta anche? Ma allora è come quel personaggio della pubblicità di una volta: “Lei è incontentabile!” “Sempre!”

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