“Il ministro ha sbagliato e farebbe bene a chiedere scusa per quelle affermazioni davvero incaute e fuori tono”. (Mons. Antonio Vacca)
“Quella ragazzina, così la definisco, che merita ogni perdono e filiale accoglimento anche nell’errore, guarda con gli occhi del corpo e non dello spirito”. (Mons. Giuseppe Agostino)

Mara Carfagna non deve chiedere scusa proprio a nessuno. Per una volta, poera nana, che si era comportata da vera Ministra delle Pari Opportunità, onore al merito, evitando di vomitare la solita omofobia d’ordinanza che, secondo i nazibaciapile in tonaca e non, dovrebbe contraddistinguere un ministro della destra reazionaria, le viene fatto notare, con squisita delicatezza da serpi in odore d’incenso, come è diventata ministro.
Cioè, per questi preti, e lasciate in pace Cristo che, se tornasse giù sarebbe il primo a prendervi a sprangate, si è puttane solo se ci si ribella all’ipocrisia di chi pratica intensamente l’omosessualità di notte, magari con mercenari ben accessoriati e di giorno tuona contro l’omosessualità. Perchè di criptogay ben criptati a prova di cura in Vaticano ce n’è una marea, lo sanno i miliziani o fanno finta di non saperlo?

Lasciate stare Mara, che forse qualcosina dai tempi dei “gay costituzionalmente sterili” l’ha imparata, che è comunque un ministro italiano e non vaticano, non impicciatevi e pensate ai pedofili vostri.

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