Fini vuole il potere. Certo, perchè Silvio Berlusconi cosa voleva quando è sceso in politica, a parte evitare la galera?
Apro una parente, come direbbe Totò. Che infinita tristezza Bersani che parla al telegiornale, riguardo alle dimissioni di Cosentino, di “grande vittoria del PD”. Segretario, si consideri rispettosamente vaffanculato.

Ormai quasi tutti gli italiani avrebbero dovuto capire che il loro amato Silvio si circonda, per sopravvivere, di ogni specie di marmaglia affaristico-delinquenziale di cui lui è garante presso le istituzioni e che è obbligato a servire negli interessi altrimenti questi vanno a raccontare come ha fatto i soldi tanti e tanti anni fa e cosa ha fatto per ottenere il potere che ha. Qualcosa che dev’essere più grave della vendita al Diavolo dell’anima, visto come si agita per evitare di scoprire i famosi altarini.
Il più ricattabile degli italiani e loro, quelli che lo hanno votato, ne hanno fatto il loro capo, gli hanno affidato le figlie vergini e i sudati risparmi di una vita.

Se non si sono resi conto dell’abisso di delinquenza e vergogna internazionale nel quale stanno sprofondando, con le mani delle mafie sugli appalti più golosi, soprattutto nel famigerato Nord, gli italiani papiminkia aspettino pure l’autunno quando dovranno pagare nuovamente l’ICI sotto nuova denominazione, fare a meno di servizi essenziali, mettersi giù a cul busone per sopportare non le mani nelle tasche ma qualcosa di molto peggio che loro chiamano federalismo fiscale. Roba da rimpiangere le Fiamme Gialle.

Tutto perchè lui deve rendere favori inconfessabili e noi dobbiamo pagargli la sete di potere, i suoi vizietti, le ciulatine con le cameriere e anche le multe. La Mondadori della sua bimba dovrebbe pagare 750 milioni di risarcimento a De Benedetti ma lui ha già pronto l’emendamento ad hoc che gli farà risparmiare, per legge, il 95% della somma. Se lui dovesse pagare solo il 5%, saranno tutti fondi sottratti alla Giustizia, al buon funzionamento della macchina dei processi, un danno alle tasche dei cittadini. Un bel pezzo di eredità della bimba è salvo e noi paghiamo. Contenti, coglioni?
Se non ci fossimo anche noi che non lo abbiamo votato, nel mucchio, ci sarebbe da dire: “Ben vi sta, brutti stronzi, vi meritate anche di peggio.”

Se fossimo un paese normale, accortisi del colossale raggiro alla dabbenaggine italica, ormai evidente perfino ad un cieco, in caso di voto, gli elettori dovrebbero ridurlo a percentuali da albumina. Questo potrebbe essere possibile solo però nel caso che Fini e tutti coloro che non si riconoscono negli interessi delle ‘ndrine, dei casalesi e dei corleonesi e magari dei vory russi e delle triadi cinesi; che sentono la vergogna di essere bacchettati dall’ONU e hanno voglia di ripristinare una politica almeno presentabile in Italia e di eliminare il malaffare neoplastico che sta intaccando ogni ganglio del paese, avessero il coraggio di lasciare il nano imbellettato al suo destino di attrazione da baraccone circense. Lasciarlo a fare coccodè contro i comunisti mentre la gente paga per vederlo.

Se Fini avesse questo coraggio di rompere con Berlusconi e presentarsi come nuovo leader del centrodestra penso che potrebbe ottenere molti più consensi di quanto immagini.
Il problema è che quell’altro non molla di certo il potere tanto facilmente. Venderà cara la pellaccia. Parla di elezioni anticipate ma bisognerà stare in guardia perchè, come tarocca i sondaggi e si impiastriccia di sangue le gote per impietosirci, tenterebbe di taroccare anche le elezioni. Non sarebbe neppure la prima volta.
Forse l’ultimo lido dovre andrà a spiaggiarsi il caimano sono proprio i brogli anticipati.