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676mila euro. E’ quanto spende Madonna all’anno, secondo recenti calcoli, in cure estetiche, trucchi, creme, palestra, formolo, ecc. per il risultato che si vede nella foto.
E’ proprio vero che il mondo di oggi è profondamente ingiusto e dominato dalla più schifosa diseguaglianza.

Ve lo dimostra il fatto che io, ad esempio, non mi sono rifatta nulla, non ho tempo di andare in palestra, ho speso ultimamente ben 23 euro per una crema per il viso e, pur essendo quasi coetanea, non ho le rughe che ha Madonna.

Lo che oggi è la giornata del silenzio, lo so. Anche se, per la verità, avrei preferito che oggi si fossero riempiti giornali e telegiornali, tanto per cambiare, di quelle notizie che normalmente vengono fatte sparire per far posto ai distrattori forti: il caldo d’estate, il freddo d’inverno, l’esodo delle vacanze, mangiare tanta frutta e verdura e le ultime di calciomercato. Insomma uno sciopero della fuffa a mezzo stampa per far spazio ai fatti. Un bell’atto rivoluzionario.
Vabbé, è andata così, non si sono persi scoop clamorosi, non sono sbarcati gli alieni e gli italiani hanno risparmiato l’euro del giornale.

Lo so che oggi bisogna distinguersi dai fogliacci crumiri ma non ci riuscivo proprio ad andare a letto senza domandarmi: il polpo Paul, di Berlusconi che se ne va a casa, che dice, che dice?

“Il ministro ha sbagliato e farebbe bene a chiedere scusa per quelle affermazioni davvero incaute e fuori tono”. (Mons. Antonio Vacca)
“Quella ragazzina, così la definisco, che merita ogni perdono e filiale accoglimento anche nell’errore, guarda con gli occhi del corpo e non dello spirito”. (Mons. Giuseppe Agostino)

Mara Carfagna non deve chiedere scusa proprio a nessuno. Per una volta, poera nana, che si era comportata da vera Ministra delle Pari Opportunità, onore al merito, evitando di vomitare la solita omofobia d’ordinanza che, secondo i nazibaciapile in tonaca e non, dovrebbe contraddistinguere un ministro della destra reazionaria, le viene fatto notare, con squisita delicatezza da serpi in odore d’incenso, come è diventata ministro.
Cioè, per questi preti, e lasciate in pace Cristo che, se tornasse giù sarebbe il primo a prendervi a sprangate, si è puttane solo se ci si ribella all’ipocrisia di chi pratica intensamente l’omosessualità di notte, magari con mercenari ben accessoriati e di giorno tuona contro l’omosessualità. Perchè di criptogay ben criptati a prova di cura in Vaticano ce n’è una marea, lo sanno i miliziani o fanno finta di non saperlo?

Lasciate stare Mara, che forse qualcosina dai tempi dei “gay costituzionalmente sterili” l’ha imparata, che è comunque un ministro italiano e non vaticano, non impicciatevi e pensate ai pedofili vostri.

Non riescono proprio a domandarsi perchè lo fanno soprattutto quando lei dice basta, è finita. A chiedersi perchè, non sopportando che a lasciare e chiudere una relazione non siano loro ma le loro donne, la reazione sia letale. Eppure il fenomeno è interessante, visto che il contrario, ovvero la donna che accoltella l’uomo che la vuole lasciare, checché ne dicano gli statistici alle vongole, sono quasi una rarità. Basterebbe ragionare su questo.

Beh, il delitto passionale, ti illuminano i negazionisti del femminicidio, è sempre esistito, che vvuo’ fa.
Come ai tempi della Carmen. “Ne me quitte pas, Carmen”. Nun me lassà. Lui la scanna nel finale perchè si è stufata, si è incapricciata del torero Escamillo e non vuole più il bel soldatino José, vuole lasciarlo. Che vvuo’ fa.
Capirete, lui per lei si è rovinato, ha infranto il corazon della fidanzatina angelicata che gliela faceva solo immaginare. Si è messo con una zingara. Ora il torto va lavato con il sangue. “Vous pouvez m’arréter… c’est moi qui l’ai tuée!” Potere arrestarmi, sono stato io. Gli daranno quanto, tre anni come per il delitto d’onore?

Che carino, l’accoltella ma l’ama ancora. “Ah! Carmen! ma Carmen adorée!” In fondo è un bravo ragazzo caduto nella rete di una donnaccia. Al processo saranno tutti dalla sua parte. E’ lei che lo ha provocato.

La Carmen è prodotto dell’immaginario dell’Ottocento ma poco è cambiato da allora. Diciamo che, a leggere le ultime cronache, la capacità del maschio di accettare il benservito, atteso all’inizio del Secolo ventunesimo, per prolungato ritardo, viaggia con circa un secolo e mezzo di ritardo.

Il regime ci ama e ci brama e quando viene l’estate lo facciamo eccitare se ci vede passare in gruppo per strada, soprattutto quando viene luglio. Gli facciamo sempre rizzare il manganello.

Alla testa, Ramon, alla testa. Per un nuovo miracolo aquilano.

Il femminicidio, l’ultimo caso oggi a Spinea, non esiste, è un’illusione ottica, secondo il neonegazionismo gné gné. E’ un invenzione del demoplutofemminismo cattivo che – com’è che dice il guru degli ometti beta?

ha spaccato il fronte di classe” e ha messo la moglie dell’operaio contro suo marito“.

Visto che gli abbiamo mandato a puttane la rivoluzione? Sono gli ultimi fuochi fatui che emanano dal cadavere di Lotta Continua, bisogna essere indulgenti.

Se non ricordo male sono ufficialmente bandita dal loro sitarello “for men only” da quando mi sono permessa di turbare il loro sgrullatoio con qualche irruzione non gradita. Loro però mi citano e si eccitano con i miei scritti facendosi venire i goccioloni e non è giusto, voglio i diritti d’autore.

Si preoccupano perfino che possa far danni su qualche paziente, che non ho perchè per la verità lavoro in tutt’altro settore e non sono psicologa clinica ma sperimentale, quindi i cervelli li posso anche strizzare, volendo, ma solo da morti. “Presunta” psicologa, anzi. Negare la professionalità e la cultura di una donna ha un potente effetto sull’ometto: glielo allunga sempre di almeno cinque centimetri, come il naso a Pinocchio, per questo non vi rinuncia mai. Peccato che l’effetto non sia permanente ma solo momentaneo.

Ringraziandoli sentitamente per l’attenzione e tornando alle cose serie, vi riporto la risposta che Tafanus ha dedicato ad un commentatore che qui e sul suo sito aveva creduto di poter controbattere al post sul femminicidio con gli argomenti della statistica alle vongole e mal gliene incolse.

Scriveva tale Riccardo:

Femminicidio ?

Rapporto Eures-Ansa 2008:

Omicidi TOTALI in Italia: 601
Omicidi in famiglia: 171

“Dal 2000 (226 omicidi in famiglia, l’anno record del decennio) ad oggi i numeri sono tuttavia in calo.”

Ripeto: DAL 2000… AD OGGI I NUMERI SONO TUTTAVIA IN CALO. (Ma come… non stava aumentando il… femminicidio ?)

Rapporto EURES 2003 sugli omicidi in Italia:

“Profilo della vittima. Complessivamente, le vittime di omicidio sono soprattutto uomini: 444
vittime (pari al 70%) contro 190 donne (30%).”

E i dati sono ancora calati rispetto al 2003. Poi:

“Nel 91,3% dei casi il killer è un uomo; nell’8,3% una donna.”

Il 91% dei killer-uomini uccidono però per la maggior parte ALTRI UOMINI (oltre il 70% di tutte le vittime di omicidi), mentre l’8,3% di donne uccidono perlopiù UOMINI e BAMBINI/E.

Delitti in famiglia:
“A uccidere per motivi passionali sono soprattutto gli uomini (30,7%), mentre le donne killer sono
spesso compromesse da disturbi psichici (23,6%).”

Notare come le donne-killer vengano “scagionate” (“spesso compromesse da disturbi psichici”).

E ancora:
“Negli omicidi in ambito lavorativo la vittima è in tutti i casi registrati (12 nel 2002) di sesso
maschile.”

Sugli omicidi in famiglia:
“L’omicidio in famiglia – Nei 223 omicidi in famiglia del 2002 prevalgono le vittime donne (63,2%
dei casi a fronte del 36,8% dei maschi),”

Notare il linguaggio: “donne e MASCHI”… Comunque il divario non è un granchè, di sicuro è ben lontano dalla disinformazione presentata da Lameduck (notate come non ha postato alcuna fonte statistica, ma solo uno sfogo isterico): 63% contro 36%. Il 63% delle vittime donne in famiglia sono quindi 140. Ripeto: 140. In un paese di 60 milioni di persone. Una goccia nell’oceano.

Ancora dal rapporto EURES:
“Le donne uccidono principalmente i
figli (52,9%) i coniugi (23,5%) e i genitori (8,8%).”

Ancora:
“Nei delitti in famiglia si costituiscono o lasciano arrestare principalmente
le donne (70,6% contro il 42,3% degli uomini), mentre gli uomini tendono maggiormente a
suicidarsi (30,7% contro il 2,9% delle donne). Sono tuttavia soprattutto le donne a premeditare
l’omicidio (38,2 contro il 23,5% degli uomini).”

Quindi le donne premeditano l’omicidio più degli uomini, però “spesso sono affette da problemi psichici” (e quale assassino non è affetto da “problemi psichici” ?).

Tutto questo, in un paese di 60 MILIONI DI ABITANTI.

Detto in poche parole: non esiste alcun “femminicidio”, e tutti quelli che hanno plaudito a questo post di Lameduck ci fanno la figura dei boccaloni.

“Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”
Anonimo

Quando si dice la sfiga. Tafanus che, disgraziatamente per Riccardo, è piuttosto ferrato in statistica, gli risponde così:

“@ Riccardo: ogni tanto fa piacere avere dei “maitres-à-penser” fra i nostri commentatori… Dunque, dato che sei stato generoso di particolari, lo sarò anch’io:

-a) La “Eures”, che citi come fosse la bibbia, nessuno sa cosa sia esattamente. Se ti prendi la briga di andare sul loro sito, alla pagina “chi siamo“, scopri che c’è scritto che la Eures è la Eures: non il nome del titolare e/o dei soci, o di un comitato scientifico, o di un board… NIENTE. Niente di niente. Dietro, per quanto ne so io, ci potrebbe essere anche la figlia della mia portinaia, che di professione fa la manicure. Invece (ma devo andare a cercarmi la fonte altrove) c’è tale Fabio Piacenti. Uno spesso sponsorizzato dal criminologo Bruno (quello di Bruno Vespa). Uno che scrive libri che solo la Franco Angeli pubblica. Il che, per gli addetti ai lavori, è quanto dire.

-b) TUTTE le società di ricerca che rispettano determinati standards metodologici sono associate alle ESOMAR, che raccoglie 5.000 accreditati istituti in tutto il mondo. Alla Esomar, la Eures è assolutamente sconosciuta. Vedi motore di ricerca della Esomar . Esattamente come la fantastica Euromedia della paleontologa Ghisleri, che fa sempre e solo sondaggi sulla fiducia a Berlusconi. Committente Euromedia, Acquirente Euromedia. Fiducia al premier 62%, quando tutti gli altri la danno intorno al 40% in discesa. Campione di 1000 telefonate (ma non ci dice quanti siano i “rifiuti”), neanche stratificato per livello di istruzione. Pertanto una casalinga di Voghera di 40 anni è assolutamente assimilabile ad una primaria ospedaliera di oncologia di Udine.

-c) Ma visto che ti sei fatto una cultura sull’opera di Piacenti, ti accontento aggiungendo un suo scritto, che hai accuratamente trascurato, da buon “rabdomante selettivo”:

“…in dieci anni, dal 1997 al 2007, le violenze sessuali sulle donne denunciate sono triplicate, da 1582 a 4500 casi all’anno, e anche in Lazio sono triplicate, passando da 159 a 438 casi all’anno.

Che piagnone, però, queste donne… Poi però il buon Piacenti non ci spiega quali siano i numeri e gli andamenti delle violenze sessuali subite da uomini, da parte di donne. Sarà per la prossima ricerca.

-d) poi ci informi di una cosa che conosciamo tutti, e cioè del fatto che dal 2000 gli omicidi sono in calo, ed aggiungi, radioso: ma allora dov’è il femminicidio? Non saprei, amico, visto che all’interno di un generico “omicidi in calo” non ci dici quale sia il calo di quelli maschili, e quale sia il calo di quelli femminili. Neanche Eures o Euromedia avrebbero saputo fare peggio.

-e) poi ti lasci scappare: “…Delitti in famiglia: a uccidere per motivi passionali sono soprattutto gli uomini (30,7%) (…ma va???…) mentre le donne killer sono spesso compromesse da disturbi psichici (23,6%).” Notare come le donne-killer vengano “scagionate” (“spesso compromesse da disturbi psichici”).

Amico, chi è che le scagiona inventandosi i disturbi psichici: Io? Tu? Lameduck? Oppure la mitica Eures, diventata improvvisamente truffaldina ed inaffidabile?

-f) Amico, mi meraviglia la tua meraviglia che siano in grande maggioranza sia gli ammazzattori che gli ammazzati maschi. Mai sentito parlare di criminalità organizzata, guerra fra bande, rapinatori? E allora? la maggior parte degli ammazzati sono uomini? e allora? chi li ammazza, donne, o altri uomini? In questo passaggio la scemenza delle osservazioni tocca vette altissime.

Amico, sei tanto fuori che non hai capito che qui la matrice del discorso è la violenza “di genere”, non la guerra fra bande di spacciatori, o fra bande per il controllo del movimento terra a Gioia Tauro. E’ tanto difficile, arrivarci? Ci fai le statistiche degli uomini stuprati da donne, e del numero relativo di uomini ammazzati per aver opposto resistenza? Ci citeresti le fonti della Eures? Oppure compri qualsiasi merda a scatola chiusa, senza preoccuparti del percorso scientifico della merda stessa, purchè questa merda abbia il tipo di puzzo che preferisci?

Vedo, ancora, che la Eures fa anche ricerche, quasi sempre per una committenza fascio-laziale. Ma il problema è che persino per la tollerante legge italiana, una ricerca non esiste se non ha i requisiri minimi per essere pubblicata (pubblicazione OBBLIGATORIA) sul sito governativo.

Ebbene, in questo sito la Eures brilla per la sua assoluta assenza. Niente. Zero. Un Istituto Fantasma.

Chiudo con una tua citazione: “Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”.

Aggiungo che ancora più disonesto è colui che non falsifica i dati (troppo scopribile!), ma “seleziona” quelli da dare e quelli da non dare, sceglie fonti di infimo livello, non cita le fonti che la sua fonte non cita, In aggiunta, è assolutamente incapace di condurre un’analisi non cretina, sia pure prendendo per buoni i dati non buoni d’origine.

Mi raccomando, aspettiamo con ansia le statistiche sulle stupratrici. Ci Mancano.”

Quando in un paese in scacco alle cosche mafiose e sull’orlo di una deriva totalitaria interessa di più il falso problema, la bagattella del sesso ludico e si lasciano 60 commenti su questo blog al post su Paolo Barnard e solo 7 a quello sulla mafia, c’è qualcosa che non va, siamo all’orchestrina del Titanic che continua a suonare i valzerini per non pensare all’acqua gelida che la sommergerà tra poco.

Tuttavia non mi stupisco più di tanto, perchè questo ripiegamento sul privato, come si sarebbe detto negli anni settanta, è l’effetto dell’onda di marea fascista che ci sta sommergendo. Una marea nera che ci si attacca alla pelle e ci soffoca peggio di quella di petrolio.
Invece di prendercela con la società sempre più alienante, con l’assalto frontale della delinquenza organizzata allo Stato, con le caste che attentano alle conquiste dei lavoratori per accrescere il proprio privilegio, ci diamo al chiacchiericcio a vuoto e ce ne vantiamo pure.
Tutt’attorno è sfacelo ma noi siamo come i borghesucci viziosi del film di Bertolucci “The dreamers” che mentre fuori scoppia la rivoluzione del Sessantotto, se ne stanno chiusi in casa scopando a vuoto, scambiandosi perversioncelle perchè sono incapaci di uscire e darsi una mossa.
Oggi gli operai perdono il lavoro ma i medici continuano ad incassare parcelle da 150 euro a botta; la crisi non colpisce tutti allo stesso modo e dovremmo chiederci perchè. Invece, oltre a scannarci tra poveri, ci scanniamo anche tra maschi e femmine. La guerra tra i sessi è funzionale al regime come lo è l’imbavagliamento della stampa. Vorrei che il messaggio giungesse a chi crede di fare qualcosa di utile alla società prendendosela con il femminismo e le conquiste delle donne in genere.

Sia chiaro una volta per tutte che senza una completa emancipazione di donne, omosessuali e lavoratori non esiste società giusta al mondo.
Soprattutto le donne invece, in una società che si va fascistizzando, diventano un comodo capro espiatorio contro il quale scatenare tutto il risentimento di chi, avendo fallito in tutti i sogni ideologici e scoprendosi incapace di eliminare l’alienazione, non ha il coraggio dell’autocritica.
Noi donne diventiamo così i nuovi ebrei. Il femminismo, secondo i neoideologi del revanchismo machomanista, è la piaga che ha corroso la nostra società. Quelli più a destra invocano i burqa afghani, vabbé, ma quelli di sinistra non sono da meno. Gli ex sessantottini alla “Uomini Beta” ce l’hanno con il femminismo e con le donne che non se li scopano più perchè troppo noiosi principalmente perchè la rivoluzione ha fatto loro cilecca e paradossalmente ne incolpano le donne che sono sempre state in prima fila in tutte le rivoluzioni, in tutte le resistenze. “Sebben che siamo donne, paura non abbiamo”.
Se fosse solo il delirio di quattro misogini da salotto sarebbe poco male ma intanto che questi sputano veleno su giornali e blog, i più disturbati mentalmente le donne le ammazzano sul serio.

Invece di dare delle cretine alle donne perchè non capiscono quanto in certi momenti a lorsignori tiri, senza rendersi conto che anche a noi tira perchè il clitoride, a queste latitudini, non ce l’hanno ancora amputato, perchè gli ometti beta non si chiedono preoccupati cos’è che spinge tanti uomini ultimamente ad accoppare le donne, sintomo inequivocabile che questi uomini stanno male?
Fanno fuori le ex perchè non sopportano che una donna li lasci, pensate. L’altro giorno uno ne ha fatte fuori addirittura due una dopo l’altra, di ex. Un altro ha scannato la ex nonostante si fosse rifatto una vita con una nuova compagna mettendola incinta.
Non vi pare che, dopo essere stato eliminato dal codice, stia ritornando il delitto d’onore, pienamente tollerato dalla società, e vi sembra una bella cosa? E ritenete normale che il femminicidio sempre più frequente, ormai siamo quasi a livelli messicani, non scateni dibattiti, tavole rotonde, speciali in televisione, interrogazioni parlamentari, manifestazioni?

Chissà cosa sta promettendo il neofascismo, il machismo con argomenti da circolo del cucito a questi maschi rancorosi e preoccupati della perdita del proprio ruolo di piccoli pascià domestici, con quali lusinghe se li sta comperando tutti, se si sentono tanto orgogliosi dei loro sitarelli antifemministi, dove la misoginia si sposa benissimo all’antisemitismo gratuito, ad esempio e il paese di Obama diventa “gli Stati Uterini d’America”. Donne, ebrei, froci. Già, questo è un sistema che se la prende con le donne, i bambini e le persone omosessuali. Con gli ebrei ancora no perchè hanno imparato a difendersi ma non si sa mai. Niente di nuovo. Si chiama fascismo.
E’ un fenomeno che colpisce non solo l’Italia. Non è solo la macelleria messicana citata prima o il Sudafrica dove si stuprano sistematicamente le lesbiche per “rieducarle”. I paesi nordici che stanno sterzando alla destra estrema dopo anni di socialismo sono quelli dove nascono i libri alla “Uomini che odiano le donne”.

La società dove l’essere utilizzatore finale di prostitute diventa nota di merito per fare politica corrompe il femminino indicandogli un’unica via che è quella del meretricio, della degradazione ad oggetto, ma la colpa, secondo questi “nuovi maschi” non è della società corruttrice ma delle donne che hanno ottenuto, dopo decenni di lotte, libertà di scelta sessuale, libertà sul proprio corpo, libertà di essere indipendenti grazie al proprio lavoro. Mentre loro stanno comodi in poltrona noi dovremmo fare la rivoluzione. E’ sempre il solito vecchio caro: “cara, portami le pantofole che sono stanco”.
Si scannano le donne, si bastonano i gay, si dà fuoco agli zingari ma il problema non è mica il risorgere del fascismo. No, la colpa è del femminismo. Capito?

E’ tutto concatenato. La legge bavaglio, ovvero l’imposizione per legge del silenzio sulla conoscenza e l’informazione e l’elogio dell’omertà; il delirio sull’immortalità (con Don Verzé che urla “si… può… fareee!”) e la pretesa dell’intoccabilità assoluta. Tutto al più presto possibile, tanto non ci sono altri che degli incapaci da circonvenire con qualche doppia porzione abbondante di lenticchie federaliste e qualche poltrona d’oro per la progenie somara. La peste manzoniana v.2 sarebbe ancora troppo poco per questi venduti.
E se non abbiamo ancora capito chi sono Loro veramente ci seminano le prove e gli indizi sotto al naso, tanto siamo bambini di sette anni, disse iddu. Per provare. Per provare, per provare la loro insospettabilità.

Ormai dalle facce di settentrionali ghepensimì e meridionali intellettuali la buccia sta cadendo a brandelli per mostrare, come i Visitors dei telefilm di quando eravamo ragazzini, la sottostante pelle della piovra. Ci ridono in faccia: “Guarda, guarda cosa siamo veramente, guarda la pelle viscida” ma noi siamo ancora distratti dalla figura di merda rimediata dai miliardari pallonari.
Vogliono vedere se qualcuno avrà il coraggio di toccarli. E’ una sfida, una gara estrema di onnipotenza, uno schiaffo andato a dare, con il saltino, direttamente in faccia a Dio, un Dio che si sta pericolosamente invecchiando, visto che non li fulmina all’istante. Un Dio rammollito, una specie di Mickey Rourke rintronato ed imbolsito lontano millenni da quello di Ezechiele che scatenava sui malvagi il suo furiosissimo sdegno. Un Dio che si sbaglia e ci toglie i giovani, lasciando vivere e ciulare i vecchi maiali.

Il bavaglio urge perchè si comincia a percepire una certa insofferenza tra gli italiani che hanno sciaguratamente votato il nano truccato. La si può sentire, per esempio, ascoltando i discorsi dei bottegai al mercato, una delle zoccole dure dell’elettorato berlusconiano. Stamattina si lamentavano ad alta voce che uno pur condannato per mafia non avrebbe fatto un giorno di galera. Mi pare perfino di aver udito un “è una vergogna”. Tutta gente che ha l’abbonamento di Sky, immagino, perchè dal TG1 non l’ha di certo saputo.
Chissà se in qualche angolino recondito del portaneuroni di costoro c’è spazio per un ravvedimento oneroso, per un “Cazzo, ma io non avrò mica votato dei mafiosi?”
Prima che il papiminkia si svegli dal coma e il bottegaio giuri di non votarli mai più è necessario imbavagliare la stampa, quella rimasta a fare il suo lavoro e dovere di informare, dopo aver asservito le televisioni ed averle fatte diventare dei luoghi di fantasia dove le condanne diventano assoluzioni. Perchè gli elettori non vengano a sapere troppo e continuino a credere che ci sia un governo capace di governare.

Ci sono ancora molti nodi da sciogliere e tanti processi che potrebbero riaprirsi. Ecco la fretta di dichiarare l’intoccabilità retroattiva del ghepensimì.
Pisanu, che ama giocare ultimamente nel ruolo del fluidificante, nel senso che dice e non dice, ondivaga, mastica e sputa e ogni tanto butta là con nonchalance la stoccatina, dice che “Ci fu una trattativa”, intendendo tra Mafia e Istituzioni. Non dice però tanticchia di più. Dice che non fu lo Stato a trattare ma poi si sa chi risultò vincente dopo la trattativa, e allora? Quale nuora , tra le tante, dovrebbe intendere?

Nel corso della lunga e complessa operazione di demolizione controllata dello Stato italiano, la cosca governativa siculo-brianzola capitanata dal padrino tascabile con la faccia da varano incazzato impiastricciato di fondotinta, piazza, per bocca del cumpari palermitano, un’altra bella carica, una bomba affettuosa, diciamo, sotto al concetto di eroismo.

Aggiornatevi, voi che siete rimasti al carabinierino Salvo D’Acquisto che porge il petto al fuoco del nemico in vece dei civili rastrellati per rappresaglia, oppure ai giudici martiri Falcone e Borsellino che hanno offerto la vita saltando su seicento chili di esplosivo in difesa dell’onore di una nazione minacciata dall’avanzare del cancro del malaffare criminale e mafioso.
Il nuovo eroe, non importa se mafioso conclamato, assassino e trafficante di droga, è, come nella tradizione dell’epica della mala, chi non parla, chi non ha fatto i nomi. Iu ninti sacciu e ninti taliai.
E quali nomi non fece? Quelli eccellenti, quelli dei politici, degli innominabili. Di coloro che alla fine saranno pure innocenti ma sembrano così tanto colpevoli. Di quelli che hanno stampato in fronte il “prova a prendermi”.

Lo stalliere muto diventa un eroe, l’eroe personale, l’eroe ad personam del senatore condannato in tribunale ed assolto dai servi mediatici. Quello che sta cominciando a far incazzare il papiminkia modello base.
E’ il suo eroe ma non il nostro, credo di poter parlare per tutti coloro che hanno avuto il conato di vomito a sentire l’elogio dell’omertoso. C’è una differenza incolmabile tra noi e questi governanti e lo rivendichiamo e rivendicheremo sempre con orgoglio.
Non riusciranno mai a farci considerare eroi dei delinquenti.

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