Non venite poi a piangere, cari papiminkia se, dopo aver scampato per quasi dieci anni il terrorismo islamico in casa nostra, qualche esagitato alqaedista o chi per lui farà un bell’attentatone con il botto in Italia, essendosi offeso per quel Corano impugnato come il catalogo dell’IKEA da 500 non-vergini affittate a ore e pronte a convertirsi al Corano per la modica cifra di 70 euro. (Cassandra mode off.)

All’alqaediano o a chi si traveste da tale con tanto di turbante in testa non interessa se le ragazze erano magari, per carità, tutte irreprensibili e devote figlie di Mary sinceramente affascinate dalla religione che, in qualche caso, prevede la lapidazione per le loro sorelle troppo emancipate. Ormai in Italia per qualunque cosa non andiamo oltre lo schema dell’ignobile farsa che, in questo ultimo frangente, offende qualsiasi religione, non solo l’Islam. Come si dice “scherza con i fanti ma lascia stare i santi”. A quanto mi risulta, il Corano non può essere toccato se non dopo profonde abluzioni dagli stessi fedeli islamici. Figuriamoci se avrà fatto piacere ai fondamentalisti vederlo abbinato al tacco a spillo, al wonderbra ed alla minigonna giropassera. Come gridare: “Ehi, siamo qua, si avvicina l’11 settembre, non c’è qualcosa anche per noi?” Perchè gli islamici sono dei terroristi che vogliono solo distruggerci, non è così? Perchè le donne italiane sono tutte zoccole da convertire, vero?

Strani sommovimenti si sono uditi questa notte nel cimitero degli Allori, a Firenze. Chissà come avrebbe commentato il Rocky Horror Beduin Show la buonanima, quella che avrebbe volentieri dato alle fiamme in stile cappuccino, cornetto e napalm e fatto saltare la moschea, giammai ne avessero costruita una accanto a casa sua.
Chissà se quelli che indossano la maglietta con scritto “I cuore Oriana” non si saranno sentiti un pò presi in giro dal cialtrone della Brianza che, mentre fa l’alleato nella guerra al terrorismo islamico con gli imperiali e con i tollerantizero della Lega razzista, fa bondage estremo con un ex terrorista, anzi uno che Bin Laden al confronto gli fa una pippa. Uno che lo piglia allegramente per il culo, una volta sbarcato a Roma, auspicando l’islamizzazione dell’Europa.

Chissà cosa ne pensano l’infeltrito Feltri e tutti i borghesoni terrorizzati dall’Eurabia di queste liaisons dangereuses con l’amico del deserto un po’ rintronato che sbarca con le amazzoni, le tende e il guardaroba sulle gruccette. Chissà cosa ne pensa la Chiesa cattolica, quella che bisogna tenersi buoni nonostante le escort che animano il lettone di Putin (altro bel tomo), i divorzi e, in generale, la spregiudicatezza morale.

Io penso che lui, il brianzolo, stia solo preparandosi ad una vecchiaia dorata in esilio a Tripoli. Per quella mania che hanno gli statisti milanesi (per carità, basta, non datecene più) di emigrare in Nordafrica quando vedono la mala parata. Come Bettino, per illudersi di essere stato un politico almeno al suo livello. L’allievo che ha superato il maestro in senso negativo.

Magari un giorno i nostri discesi, in un trafiletto in cronaca estera, leggeranno:

“Tripoli, 2056. E’ morto a 120 anni Silvio Berlusconi, curioso personaggio dello spettacolo diventato per diverse volte Presidente del Consiglio italiano negli anni tra il 1990 e il 2010. Travolto da processi e scandali e da una clamorosa debacle finanziaria in seguito al crollo del suo ultimo governo, inseguito dalla CIA, era stato costretto all’esilio in Libia, ospite dell’amico e sodale Muhammar Gheddafi. Da molti decenni si era persa ogni traccia di lui.”

Morto in Libia, appunto.

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