You are currently browsing the monthly archive for agosto 2010.

Bellini, loro. Due vecchiacci aggrappati ad un potere che non vogliono più mollare mentre ci vorrebbero forze giovani e fresche per rinnovare il paese, altro che il federalismo, ovvero la moltiplicazione delle tasse e dei balzelli.
Cari Filistei, avete ‘sti due bei Sansoni che vi trascineranno nell’abisso con loro pur di non crepare da soli. Contenti voi.
Annunci
Ci sono cose che non si reggono più, neppure con sforzi inauditi di sopportazione e il Giobbe mode on a tavoletta.
La prima in assoluto è l’individuo denominato Berlusconi con il suo voler restare aggrappato allo scoglio peggio di una cozza infetta, nonostante stiano cercando in tutti i modi di scalzarlo con il coltellino.
Da vecchia diva incapace di ammettere di approssimarsi al capolinea biologico, oltre che di avere obiettivamente sciroppato i maroni con i suoi isterismi, non ha ancora capito che c’est Fini, BigBen ha detto stop. Che non basteranno i compassionate journalists come Max Minzolini e Max Fede a recapitargli lettere farlocche di fans con le mutandine bagnate allegate e sondaggi sempre più pietosi a suon di 80% di consensi per tenerlo su. Non c’è niente di male ad avere il 36% dei voti se non se ne vuole avere più del 50.
Norma Desmond vuole il suo primo piano. E dateglielo, purchè dopo si levi dai coglioni. Possibilmente in saecula saeculorum.

La seconda cosa che non si regge più è Bersani quando crede di dire cose di sinistra. Per la verità bisognerebbe dire che non si regge più Bersani e basta, con tutto il cucuzzaro piddino e, temo, la sinistra in generale.
Prima delle vacanze ho visto “Draquila”. La cosa più agghiacciante del film è la parte sul PD, quando la Guzzanti fa vedere la tristissima tenda che dovrebbe essere la sede del maggiore partito di opposizione nelle aree terremotate, vuoto, disabitato, forse dichiarato inagibile come l’intera pericolante sinistra italiana.
Ecco, la più devastante immagine dello stato dell’arte dell’opposizione italiana si evince dall’opera di un’artista di sinistra ed il bello è che loro, i piddini grigi, i dirigenti, non si accorgono della loro insostenibile inutilità. La sinistra, quando si siede alle scrivanie degli uffici dirigenti, perde la capacità di vedere i propri difetti. Resta inamovibile nella sua ottusità e nelle sue antipatie.
No Grillo no, puah, che schifo. Non solo Grillo o Di Pietro, ma chiunque non risponda a certi canoni prestabiliti come il grigiore cadaverico e il rigor mortis mentale, l’attitudine all’inciuciamento con il nemico e l’eloquio politichese vecchio stile, non può essere ammesso a diventare leader dell’opposizione. Un vero leader de sinistra, mica pizza e fichi. Anzi, pizza e Nichi.
Magari si buttano su uno come Vendola che, con tutta la buona volontà, come avversario di Berlusconi non ha più chances di un Diliberto dei tempi andati, uno che al Caimano le ha cantate meglio dei tre tenori a cappella.
Sono così, hanno gli innamoramenti estivi, i piddini. Prima er Uolter, ora il Nichi. Credono che nel paese dove lo sport nazionale sta diventando, soppiantato il noiosissimo pallone, il “picchia un gay ogni giorno, lui sa perchè” e gli omofobi fanno gran carriera grazie ai dirigenti piddini, il Nichi possa soppiantare il vecchio wannabe trombatore con la pompetta. La folla è femmina, non è un bel maschione, purtroppo.
Nichi Vendola si, quindi, e Beppe Grillo no, perchè al piddino gli sta antipatico. Perchè non aveva la tessera. Basterebbe dire che nemmeno Grillo ha la stoffa di un leader e bona lé, invece ci si accalorano proprio. Di Pietro, ohibò, Grillo puah. Stomaci delicati. Poi masticano da anni D’Alema e Fassino. Hanno perfino ingoiato la Binetti con il cilicio puntuto rischiando la perforazione dell’esofago.
Leggo anche laceranti lamentazioni sul fatto che la sinistra si lasci ormai rappresentare da Fini. Ohibò, l’ex fascista. Se i discorsi che fanno i dirigenti del PD sono quelli che si sentono e soprattutto le azioni politiche sono quelle che sono, un inciucio schifoso dopo l’altro, non ci si deve meravigliare che uno poi si butti a destra.

E’ tempo di riportare qualche perla appena schiusa, uora uora, dalla preziosa conchiglia di Bersani, il segretario acclamato a condurre il PD al definitivo naufragio, un bel comandante del Titanic in alta uniforme con i pennacchi.
Il nostro, intervistato oggi, ha dichiarato che un eventuale nuovo esecutivo non potrebbe essere guidato da Berlusconi (è ovvio, Monsieur LaPalisse) e che le elezioni con questa legge elettorale (che anche loro hanno contribuito a varare!!) non sono auspicabili, e che Tremonti forse, magari, potrebbe andare bene. E’ noto che Tremonti viene da Urano e non dal partito di Berlusconi.
Andiamo avanti.

“Un grande partito come il Pd” non puo chiudersi “nella boria” ma “deve pensare all’Italia” e deve “avere disponibilità e generosità”.

Che cosa vi sia da andar fieri nel PD è un mistero. E poi, dobbiamo dedurre che finora il PD non ha pensato all’Italia? Io temo che abbia pensato soprattutto, negli ultimi dieci anni, a non danneggiare Berlusconi’.

“Qui succede l’ira di Dio e la televisione (della Rai) che fa? Va in vacanza! E allora dovremmo tagliare il canone del mese di agosto!”

Già, chi ha lasciato che la RAI finisse ingoiata nella gola profonda del berlusconismo mediasettico? Chi non ha mosso un pelo intrachiappico contro il conflitto di interessi?
La più bella però è quando Bersani dice:

“Qui non è in discussione il sistema bipolare che è nel dna degli italiani. Il bipolarismo può essere migliorato dando flessibilità e radicamento di democrazia parlamentare efficace e non populista”.

Da bravo quadro gli è scappato un vento di politichese e un accenno di supercazzola prematurata di sbiriguda con la proporzionale secca come fosse Fanfani.
Il sistema bipolare nel DNA degli italiani??? Bersani confonde il guelfoghibellinismo ed il più recente tifo da stadio con l’alternanza democratica tra parti politiche tipica dei paesi civili. Ma Cristosanto, in che mondo vive? Crede di stare a Downing Street e invece è in curva al suono di “chi non salta comunista è”.

La grande trovata per uscire dalla crisi, in definitiva, se dobbiamo affidarci al genio politico di Bersani, è accontentarsi di un Tremonti premier al posto del Caimano. Un’Italia sul viale del Tremonti, appunto.

Non è stato proprio un 25 luglio ma resta comunque una buona imitazione. Non male, non male.

Chi dice che non si fida di Fini perchè sono sedici anni o giù di lì che sta con il nano e si domanda perchè si è svegliato solo ora ed altre amenità del genere, mi dispiace ma non fa un’analisi molto profonda del regime in carica e dei meccanismi della politica in generale.
Forse chi parla così crede che Berlusconi sia un fenomeno facile da debellare, come lo sporco con il Cillit Bang, dove basta una passata. Oppure pensa che Fini sia ancora il vecchio fascista dei tempi che furono. Non riesce a vedere l’evoluzione che ha indubbiamente avuto negli ultimi anni, per cui gli fa strano che un supposto fascista si metta contro il megaloman fascistone sui tacchi.
A volte per sconfiggere un nemico è meglio stargli vicino che osservarlo di lontano. Le operazioni di infiltrazione durano molti mesi, anni addirittura. Che Fini avrebbe rotto con il nano lo si era capito ai tempi del Signor Schultz. Basterebbe paragonare le posizioni sulla laicità, ad esempio, di Fini e di quel baciapile per opportunismo di Berlusconi, per capire la differenza che ormai separa i due. Differenza politica e di statura, non è una battuta, politica.
Pazienza, pazienza, pazienza. Non mi riferisco all’amico di merende sardegnolo ma a ciò che ha dovuto e dovrà avere Fini per liberarsi del piccoletto e liberare forse anche noi. Cosa per la quale passerà alla storia comunque.
Al di là di tutto, Fini dimostra di difendere la legalità. Vi pare poco? Io penso che lo faccia perchè ha le spalle coperte, perchè qualcuno ha deciso di muoversi e di rimettere un paio di cose a posto in Italia visto che qualcun’altro si sta allargando troppo e lui è l’agente designato a rimettere ordine.
Non mi preoccupa affatto la prospettiva di avere un domani un ex fascista come premier, visti i disastri che ha combinato un ex comunista come presidente della repubblica.
Mi preoccupano piuttosto coloro che invocano le elezioni anticipate.

Alle elezioni con il nano in sala comandi, con le panzertelevisionen schierate in suo favore e Bobo il sassofonista agli Interni? Chi si fida? La Lega lo sa benissimo che il suo potere è sopravvalutato e la sua influenza sulla politica nazionale è dopata e che, tolta di mezzo la piovra e la sua testa di minchia, tornerebbero a fare i pirla in riva al Po con le cornazze in testa. Per questo amano tanto il nano mafioso, come lo chiamavano tanti anni fa sulla “Padania”. Ma nemmeno tanti, in fondo.
Di quali venti milioni ciancia il grande statista dal cui schizzo è uscita una trota? Ma mi facciano il piacere. Venti milioni di mona li voglio proprio vedere tutti assieme e in fila per tre col resto di due. Si ricordino, quando sbarellano di secessione, di Aviano e di quanto non siano affatto padroni in casa propria come non lo siamo noi italiani. Finchè si fanno le pirlate folk con le ampolle, passi, ma ci si ricordi del problema che rappresenta la Lega in Europa e che preoccupa chi ha a cuore la stabilità della geopolitica. Per l’osservatore internazionale la Lega è nient’altro che un partito razzista, ben più a destra di altre cloache nazionaliste tipo quella di Haider buonanima. Nessun impero permetterà mai sclerate secessioniste. Si accontentino delle poltrone che hanno arraffato per sé e per i figli ciuchi e delle mollezze che ancora per poco lo stare attaccati ai tentacoli della mamma Roma gli saranno permesse. Quando questi cialtroni torneranno ad infettare solo i loro territori, ridimensionati al vero valore di quell’otto per cento di voti che è fin troppo per loro, staremo meglio tutti.

Ancora più ridicola è la posizione delle opposizioni. Dovremmo andare alle elezioni anticipate con il PD in questo stato? Con PD e IDV che litigheranno un giorno si e l’altro pure perchè nessuno vorrà sedersi di dietro ma solo davanti e sulle ginocchia dei guidatori collaborazionisti con il regime?
Ma davvero il Sor Pampurio e i suoi piddini grigi pensano di poter trarre vantaggio dalle disgrazie del nano, (anche se oggi, bontà sua, dice che le elezioni non le vuole?) Gente che ha rimediato trombate epocali che nemmeno Jessica Rizzo?
Un partito con un segretario premier che è calvo ma anche no, con quei capelli incerti sul da farsi e che bisognerebbe sottoporre alla macchinetta tosamarines, è esteticamente e politicamente improponibile e Vendola… mon dieu, non è un frontman per questa Italia di merda e l’Italia di merda non è pronta per un premier con l’orecchino. Con il fondotinta e i tacchi e i dané si ma con l’orecchino no.
Intendiamoci, Vendola è caruccio quando parla. Dice cose molto cool specialmente quando è intervistato da Daria Bignardi ma non verrebbe mai votato dalle megere del Nord con il terrore del grosso negro schwanstuck. Primo perchè Nichi è terrone, secondo perchè gay e terzo perchè comunista. Sembra la barzelletta americana che dice: “Signor Hermann, lei è gay, ebreo e americano. Quando si è reso conto di essere americano?”

Vendola è una pura fantasia. E’ il sogno ad occhi aperti di un Italia finalmente normale e moderna. Oserei dire europea. Lo vedrei molto bene come ministro ma la possibilità che gli italiani lo votino come premier è pura fantascienza e di quella parecchio lisergica.
Berlusconi è la testa ma ci sono anche i tentacoli e i tentacoli sono rozzi, ignoranti, pieni di pregiudizi, razzisti, omofobi e bacchettoni. Ai tentacoli piacciono i mostri alla Gentilini, la “toleransa zero”, le fintemonache alla Gelmini, le redente alla Carfagna. Vendola non è Milk e l’Italia non è la California.

Ci vuole pazienza, pazienza, pazienza. Sia che stiano per esplodere le bombe atomiche o meno, forse il piano sul quale siede il nano sta diventando veramente e sempre più pericolosamente inclinato.
A proposito di bombe, è inquietante nominarle alla vigilia del trentesimo anniversario della strage di Bologna ma non bisogna meravigliarsi del governo che non si presenta alle celebrazioni perchè questo non è altro che un puro atto mancato freudiano. Non ci va perchè nell’inchiesta c’entrarono Gelli e Pazienza. Perchè forse Gheddafi ha avuto un ruolo e loro sono troppo amici di Gheddafi. Gli baciano addirittura le mani. E forse perchè all’impiccato non piace sentir parlare di corde.

http://www.youtube.com/v/-gb0mxcpPOU&hl=it_IT&fs=1

Flickr Photos

Blog Stats

  • 96.200 hits

Categorie

Annunci