“… Innovazione della sua proposta programmatica, che deve assumere con coraggio l’obiettivo di battere tutti i conservatorismi, compresi quelli, palesi ed occulti, di centrosinistra, ponendo al centro il tema della democrazia decidente, attraverso le necessarie riforme istituzionali ed elettorali: rafforzamento dei poteri del premier e di quelli di controllo del Parlamento, regolazione del conflitto d’interessi, norme contro la concentrazione del potere mediatico e il controllo politico della Rai, differenziazione delle camere, riduzione del numero dei parlamentari, una legge elettorale, come si legge nel documento approvato dall’Assemblea nazionale del Pd del maggio scorso, “di impianto maggioritario fondato sui collegi uninominali”, insieme a norme sulla democrazia di partito e ad una regolazione delle primarie per le cariche monocratiche. Naturalmente con la preoccupazione, in materia di riforme delle grandi regole della democrazia, di definirne gli aspetti più specifici alla luce di una esigenza di ampio coinvolgimento politico tra le forze democratiche interessate a costruire una nuova fase politico-istituzionale del Paese.
(Weltroni Valter, ex sindaco, ex segretario, ex tutto. “Un PD grande e aperto, per cambiare l’Italia.)

Ma l’avete sentito? L’avete letto il Piano di Rinascita del Partito Democratico dal titolo vagamente porno di colui che è riuscito a consegnare Roma nelle mani di Alemanno e l’Italia in quelle di Berlusconi in sole tre mosse e che, non ancora pago, si adopera per far rivincere le elezioni al nano, si dovesse andare presto al voto?
“Rafforzamento dei poteri del premier MAANCHE regolazione del conflitto di interessi.” MA VA???
Che Cialtroni abbia ancora il coraggio di parlare di soluzione del conflitto di interessi è il colmo. Ci piglia pure per i fondelli, l’ex ragazzo. Il bello è che non c’è nessuno che vada alle loro feste del Piddì ad irrorarli con un bel cannone sparaneve caricato a materia fecale. A dir loro in faccia che sono una manica di traditori. Più traditori loro a sinistra di cento Fini a destra. Collaborazionisti dei figli di Pétain.

Uno come Veltroni, uno che è stato trombato in tutti i modi, più di una pornostar in una gang bang, in qualunque altro paese starebbe a coltivare bulbi in giardino, a portar fuori i cani e a leggere il giornale al bar. Invece in Italia, lui e gli altri squallidi personaggi che okkupano l’Opposizione, sono sempre in auge. Ti illudi di essertene liberato, di averli esportati in Africa come rifiuti tossici e invece ritornano. Con le democrazie decidenti, l’ampio coinvolgimento e l’impianto maggioritario.
Ritornano, o meglio gli viene permesso di ritornare, fondamentalmente perchè l’elettore del Partito Bestemmia è abituato a votarli perchè crede di non poter fare altrimenti e loro ci marciano. “Non vorrete mica far vincere Berlusconi!”, vi spaventano. E di fatto Berlusconi, con loro, vince. Se per sbaglio vincono loro fanno di tutto per farlo ritornare. Ovviamente guardandosi bene, le rare volte che governano, di fare una legge che potrebbe danneggiarlo.
Mentre l’elettore crede di aver contrastato Berlusconi votando Bersani, D’Alema e soci, questi in realtà corrono sempre in suo soccorso e, tanto che ci sono, ci si comprano perfino le banche e le barche. Se l’elettore è un po’ sfiduciato gli sventolano davanti Svendola. Il nuovo, il cambiamento. No, davvero, un’opposizione così negli altri paesi se la sognano.
Ora che tutti i sondaggi, perfino quelli addomesticati delle amorevoli badanti lo danno in declino, che i poteri forti scalpitano per eliminarlo dal gioco della politica e perfino gli oroscopi remano contro, arriva in soccorso del nano imbellettato il meglio che ci sia: i corpi speciali, le teste di cuoio, i marines, insomma la cavalleria Veltroniana.

Naturalmente con la preoccupazione di vicesindaco, in materia di riforme di pentolone delle grandi regole della democrazia, di definirne gli aspetti più specifici alla luce di una supercazzola prematurata di ampio coinvolgimento politico con scappellamento a sinistra tra le forze democratiche interessate a costruire e stuzzicare una nuova fase politico-istituzionale in tre ma anche in due del Paese.

Caro Sveltroni, la tua metafora è perfetta. Tu sogni un PD grande e aperto. Per fotterlo meglio.

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