Quello che si vede ormai in televisione è un premier dopato, pompato dagli steroidi mediatici senza i quali non vincerebbe più nulla.
Con i media che lo prendono sul serio e fanno diventare una riunione ad invito di adepti del culto del Gran Maestro pittato un’adunata oceanica formatasi spontaneamente, neanche fosse stata Piazza Venezia, è facile spaventare la gente e farle credere che il nano sia ancora quello di sempre. Il grande comunicatore e non il Colonnello Kurtz della mutua, pronto a sguinzagliare per l’ultima spiaggia della sua politica i messi della Libertà, (pagati da noi, suppongo) da mandare di casa in casa. Che si provino a suonarmi il campanello. Avete presente le fave e il Chianti?
Pronto a spammare le cassette della posta degli italiani con l’ennesimo catalogo Postalmarket delle sue  mirabolanti imprese farlocche. Venditore porta a porta ormai solo di sé stesso. La nemesi dell’aspirapolvere.

“Ho il 60%”, lasciano dire all’esaltato di fronte alle telecamere. Il 60% non si sa di che cosa ma sembra proprio che si riferisca al consenso. E’ fissato con il consenso, si sa. Con le badanti dietro le quinte che si toccano la tempia scuotendo il capo.
I sondaggi sono un’altra delle cose che Berlusconi ha contribuito a distruggere e a delegittimare per sempre.  Come l’attentato a Belpietro, non ci crede più nessuno. Come un Re Mida da cinepanettone, tutto ciò che tocca diventa barzelletta. 

Invece di commentare il comizio del Peronetto spetasciado con le risate preregistrate da sit-com anni settanta, che ci sarebbero state proprio a pennello, chi  ha montato il servizio su Berlusconi a Milano lo ha fatto in modo da lasciar credere ai babbei che lo ascoltavano che si trattasse del discorso di uno statista. Anzi, dell’unico statista possibile invece che del dittatorello in declino in procinto di ritirarsi nella sua Repubblica di Salotto, protetto da corpi scelti di lacchè, repubblichini delle banane e corpivendole motosiluranti.

Se Berlusconi riesce ancora ad essere sopravvalutato, purtroppo anche da tanti elettori, è sicuramente colpa dell’illusione televisiva per la quale un eversore piduista pluri-inquisito ed impunito nell’atto di diffamare pubblicamente la magistratura e quindi di commettere una mappata di reati ideologici, riesce a sembrare  una vittima.
Ditemi per quale recondito motivo dovremmo accettare i proclami eversivi ed antistato di Berlusconi  e invece indignarci per quelli di Ahmadinejad o Bin Laden (o chi ne fa le veci).

Quando insulta la magistratura, ovvero un’istituzione dello Stato e quindi, a casa mia, si pone contro di esso, basterebbe un “ma come si permette” per smontarlo, ma nessuno lo dice.
Basterebbe un “che cazzo sta dicendo” in sovraimpressione, ma non contateci. Deve ancora nascere il telegiornalista che si prenda la briga di gridare che l’imperatore è nudo. Nudo con le scarpe con il rialzo.
Non c’è nessuno che si assuma il combito di mostrare il piccoletto in tutta la sua ridicolaggine. Altro che le facce e le smorfie di Mussolini al balcone. Non lo fanno perchè sanno che sarebbe la sua fine e lui è ancora il loro padrone. Saranno i primi a pisciare sul suo cadavere, comunque, non dubitate.

La televisione è illusione, è prestigio ma basta starne lontani il più possibile per crearsi degli anticorpi sufficienti a riconoscerne gli inganni.
L’altra sera, chi è veramente informato dei fatti e non si fa infinocchiare dal chiagni e fotti del nanetto, non può che essere rimasto indignato dall’ennesima tirata eversiva contro i giudici. Quei giudici che, ad esempio in Calabria, ricevono in questi giorni, come gentile omaggio da parte della criminalità organizzata, dei bazooka a scopo intimidatorio, che ogni tanto trovano dei pacchi dono esplosivi. Gente che combatte veramente le mafie, non che lo millanta ma di cui la televisione non parla, occupata com’è ad ospitare le lamentazioni del principe inquisito.

Non si può certo pretendere che i fans del Peronetto, sintonizzati 24 ore al giorno sull’unica droga al mondo della quale viene consentito l’uso in quantità industriale si rendano conto della gravità di ciò che il loro eroe va dicendo. E’ una fauna pittoresca capace di ammettere che forse ha commesso dei reati ma pretende comunque che sia lasciato governare. Che prima governi, anche se è un incapace che ha già quasi fatto fallire le sue aziende in passato, che vada avanti magari sfasciando l’Italia e per altri vent’anni, poi casomai si processerà.
Avete notato, tra parentesi, che le più accanite sue fans sono le vecchie che lui  disprezza e che non toccherebbe neppure con il forcone? Quelle che gli ispirano la bestemmia verso il loro creatore? “E vecchie e laide lascerei altrui”.
Sarebbe carino promettergli la cancellazione di tutti i processi, anche di quelli a venire, a patto di doversele fare tutte e senza Viagra. Come in una delle sue barzellette sconce.

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