Capita anche questo a chi va in cerca di un po’ di informazione nella serata televisiva altrimenti destinata al solito intrattenimento a neuroni disattivati.  In cambio di pochi minuti di cronaca vera da Reggio Calabria, dove volano le bombe delle ‘Ndrine e non i capelli, dove i giornalisti vengono minacciati per davvero e non dai propri alter-ego da fumetto, ci tocca dover sopportare per due ore  e passa una sottosegretaria da salotto appena uscita dalla toelettatura che, abbaiando in falsetto e scuotendosi tutta avanti e indietro come un  pechinese incazzato, si diverte a dare del “mafiooooso” a un magistrato.  Lo fa e lo può fare solo perchè il suo padrone l’ha addestrata a suon di biscottini al gusto billionaire. E come è brava a citare i successi del padrone ritta sulle zampette di dietro. Io ai miei cani do Pal-le.
Meno male che lo studio attento della plastinazione della sua faccia in stand bye botulinico ci distrae dalle idiozie che è capace di dire. Doveva volerle molto bene suo marito quando le ha fatto un naso del genere. Oppure ha approfittato della narcosi  (finalmente zitta) per vendicarsi a mezzo bisturi. Non so cosa avesse prima al posto di quella specie di naso ma in questi casi mi viene da dire: meglio la nostra naturale deformità.  Se spendi migliaia di euro tra botulini e chirurghi e finisci come sosia della faccia di plastica di una pupazza, in questo caso Lady Penelope dei Thunderbirds, un telefilm a bambocci animati degli anni ’70, qualcosa non deve aver funzionato.
A proposito, caro Santoro, la prossima volta facci un clistere di bario di quelli di una volta, una colonscopia, canalizzaci un molare, cauterizzaci le emorroidi o facci un naso come quello della Santanchè senza anestesia  ma non imporci più nella stessa serata la  suddetta e Belpietro (che nemmeno lui crede più all’agguato dell’uomo mascherato). Abbi il coraggio di non subire e farci subire certi personaggi perchè altrimenti il contraddittorio e la par condicio e il nano che se ne ha per male e piange. Che se li ciùccino su Merdaset, nei programmi fogna dove le pantegane sono nel loro habitat naturale e le si osserva perfino volentieri, come in un documentario naturalistico su National Geographic Channel. Ma due ore a sparare minchiate solo per okkupare lo spazio pubblico in luogo del nano e fare i guastatori telecomandati, questo no. Mancava solo Mavalà & Macosadice e poi un bel ferro da stiro lanciato a bomba contro il teleschermo non te lo avrebbe levato nessuno.

Mi scuso ufficialmente con la categoria dei cani da salotto per averli paragonati alla Santanché.
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