Macchè “Truman Show” o colpa d’Alfredino. Adesso ci nascondiamo dietro al falso problema  della rapacità televisiva, del tutto ad ogni costo in diretta ma è solo ipocrisia. Viviamo 24 ore al giorno sotto le telecamere, smaniamo di andare in televisione e può succedere che la morte irrompa mentre siamo in onda. Fa parte del gioco.
Rimuoviamo il velo ipocrita dal povero corpo di Sarah e scopriamo la  verità: una bimba è morta perchè al suo posto si è scelto di salvare la famiglia. Quella famiglia maledetta che copre i mostri, li protegge, li difende a spada tratta, sacrificando i bambini  loro vittime sull’altare dell’omertà e che ora, dicono, potrebbe turbarsi di fronte ad una madre che, in diretta tv, finalmente apre gli occhi sul marcio che si nascondeva dentro casa.
Mandate a letto i bambini, si parla di cosa potrebbe succeder loro.

Cara Sarah ancora bambina, provo solo tanta rabbia a vederti andar via, rabbia perchè non ti hanno saputo difendere, perchè non hai trovato nessuno a cui veramente poter confidare le tue paure.
Povera piccola vittima di mafia.
Quella mafia tutta femminile, fatta di faide generazionali, di consapevolezza di  abusi perpetrati  in assoluta impunità dalle figlie alle nipoti, dove a volte si fanno perfino delle scelte, quella no, non la devi toccare, quell’altra si, tanto non vale niente, non è mia figlia, è di quell’altra.
Donne d’onore che alle bambine violentate o solo fino a quel momento minacciate di violenza non credono e che non sono capaci di difendere, perchè preferiscono tenersi accanto nel letto i loro padroni maiali che non le toccano più perchè sono già passati alla carne più fresca di famiglia. Madri, zie, sorelle, cugine che sanno e tacciono, che sono perfino gelose delle molestate e che a volte sanno benissimo di lasciarti sola con colui che ti rovinerà la vita ma non fanno niente per evitarlo.

Lo zio mostro poteva essere fermato. Era debole, un vecchio, vigliacco al punto di prenderti quando non potevi più dire no. Se non ti avesse dovuto uccidere avrebbe continuato con altre e sarebbe morto con il prete sull’altare che diceva quanto era bravo e lavoratore questo pater familias. Con le parenti violentate a piangere sulla sua dipartita.
Nessuna donna si libererà mai della violenza in famiglia se le altre femmine  non la smetteranno di tenerla ferma mentre il maschio padrone la violenta. Siete responsabili, siete colpevoli, siete corree, altrettanto spregevoli di chi abusa. Non avete attenuanti. Eppure sapete essere iene quando volete, gliel’avreste saputa far pagare se solo aveste voluto.
Non dite che non sapevate. Non si nasconde il sangue di una bambina, il dolore fisico, la piscia a letto fino all’adolescenza, quella tristezza e morte di vivere che ti rode l’anima, quella paura che non ti abbandona mai.
Un abuso non si nasconde, lo si può solo seppellire soffocandolo.

Sarah, bimba anche un poco mia, forse hai dovuto morire perchè se avessi parlato non ti avrebbero creduta, perchè avrebbero dovuto raccontarne molte altre di storie e sono cose che non si raccontano, anzi, si negano con tutte le forze. Poi ti avrebbero emarginata, estirpata dalla famiglia, bollata come pazza. Chi tradisce il parente pedofilo, come nella mafia, è un infame.

http://www.youtube.com/v/9XTud9uaihA?fs=1&hl=it_IT

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