Sto seguendo da stamattina il salvataggio dei minatori in Cile. La Fenice, l’ascensore realizzato dai tecnici, che scende lentamente fino a 700 metri di profondità lungo un budello stretto 66 centimetri e riporta alla superficie, uno ogni ora, i minatori con i loro soccorritori. Sarà una giornata lunga di attesa, ansia e trepidazione.
E’ come se questi 33 uomini dovessero essere partoriti una seconda volta dall’utero di madre terra, con un intero popolo e forse il mondo intero che attende e trepida, una sigaretta dopo l’altra,  facendo su e giù per il corridoio. Ci sentiamo un po’ tutti padri e madri di questi rinati.
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