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“Ci sono stati atti di vera e propria violenza nei confronti delle forze dell’ordine e questo non è più accettabile: per cui faccio un invito a tutti a deporre le armi, altrimenti credo che sarà necessario intervenire in modo più duro di quanto non si sia fatto finora”. 
(Roberto Maroni)

Cioè che fanno mo’, sparano? Avete ascoltato il soffiatore di sassofono evocare l’altro giorno una presunta “ricerca del morto” da parte dei manifestanti (si sa, sono sempre le teste a lanciarsi contro quei poveri manganelli indifesi). Lo avete udito minacciare il ricorso alla forza. Perchè finora hanno solo provato i microfoni. Non dite poi che non vi aveva avvertito.

Per Maroni e il suo principale il popolo, per definizione, non scende in piazza, non protesta, non si lamenta mai di nulla, tantomeno dell’operato di questo governaccio. Se lo fa se ne meravigliano, pensano che si tratti di eversori alieni, di terroristi venuti da Urano che quindi bisogna reprimere, reprimere, reprimere. Contestare il meraviglioso mondo di Amélie-Silvio, il ghepensimì tutto truccato delle Milanodue-tre-quattro da clonare in tutto il paese, laghetti e paperette inclusi, isole comprese;  dei mulini bianchi e del tutto perfetto,  espressione di una visione totalmente fittizia della realtà ispirata agli spot pubblicitari delle multinazionali, è per loro inconcepibile.

Il popolo, secondo la visione del tappetto e dei suoi scherani,  è formato da utili idioti ai quali viene chiesto di obbedire come servi, di inginocchiarglisi davanti come le escort e di non lamentarsi mai delle sue decisioni. Decisioni che ovviamente non perseguono mai i loro interessi ma quelli degli eroi del Pantheon personale di Berlusconi: eroi  come “quelli di Impregilo”, eroi come Mangano o come l’odioso Bertolaso.

Avete visto la gente protestare in Campania per le discariche. Vi hanno raccontato che i napoletani sono dei cialtroni che non fanno la raccolta differenziata perchè sono pigri e sporchi, perchè in fondo la monnezza fa parte del loro habitat naturale. Eppure qualche tempo fa vi avevano raccontato che il ghepensimì aveva risolto il problema dei rifiuti in Campania con la sola imposizione delle mani e qualcosa ora non vi torna.

Bene. Premesso che i provocatori incappucciati che vanno a far casino in mezzo alla protesta  dei cittadini servono solo a delegittimarla e a fare gli interessi del governo e, ricordato quanto questi assomiglino a quelli che scorrazzavano per Genova, questa sera spegnete la televisione e le sue minchiate che vi percolano in salotto. Guardatevi questo documentario: “Una montagna di balle” raccontato da Ascanio Celestini. Scoprirete perchè il sassofonista e il pagliaccio mandano i robocop a menare la gente comune che protesta: le mamme vesuviane e i cittadini che  non vogliono vivere in un territorio dove gli ospedali stanno a fianco delle discariche.
Vi racconteranno perchè in Campania la raccolta differenziata non si fa:  per colpa della complicità tra  banche e  ditte appaltatrici per lo smaltimento dei rifiuti che hanno bisogno di uno stato permanente di emergenza per fare affari secondo i principi della Shock Economy, altrimenti detta l’adunata degli avvoltoi.  L’emergenza serve perchè in emergenza saltano tutte le regole e vigono le leggi speciali. Lo abbiamo visto a L’Aquila e lo vediamo ad Acerra e Terzigno. Quell’emergenza dalle uova d’oro che poi va a gestire il supereroe Bertolaso con i suoi amigos e gli imprenditori ridens.
E se non vi piace, giù botte.

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