Povera Mara che credeva di essere diventata, dopo il miracolo del ministero piovutole addosso in premio, qualcosa di più di un grazioso soprammobile, di una sex doll alla quale un dio benevolo diversamente alto aveva concesso la parola, il movimento ed il pensiero.  Proprio il pensiero la sta fregando, altro che Bocchino.
Sta a vedere che, frequentando l’ambiente, magari ci aveva preso gusto, si era messa in testa di combinare qualcosa e addirittura di sparigliare i giochi di potere all’interno del partito. Illudendosi magari di fare le scarpe a Cosentino in Campania.
Il PDL è governato dagli affaristi, me ne vado. Certo, Mara, che ti credevi?

Mara si lamenta che il partito non le dà spazio? Che non la valorizza nella sua regione come meriterebbe? Premesso che forse un tantinello la testa se la deve essere montata, bisogna dire alla ragazza che questo regime è un peronismo che non vuole Evite tra le palle. Se ci sono, che se ne stiano buone sotto la scrivania.  Questi non sono dei e neppure grandi uomini capaci di stare ad ascoltare e farsi perfino consigliare da una donna.  Sono papponi che dalle donne vogliono solo il ricavo quotidiano, con la consegna del mangia (anzi, succhia) e taci. Magari in pubblico ti chiamano “dottoressa” ma in privato sei solo l’ultima delle troie che sono passate da quella porta.

Detto questo, non farò anch’io la scontata battuta del giorno che “le zoccole cominciano ad abbandonare la nave” anzi, devo confessare di provare un disagio sempre più forte a leggere i commenti in giro sulle annunciate dimissioni di Mara Carfagna. Come se fosse lei l’unico motivo per il Parlamento di vergognarsi. 
Sinceramente, è peggio un ministro Carfagna o un senatore Dell’Utri? 
Non so, mi pare che stiamo solo agendo il nostro sconfinato disprezzo per le donne, che il berlusconismo ha elevato a livelli cosmici, attraverso l’insulto libero contro una che, in fondo, ha fatto meno danni come ministro di altri personaggi dello stesso livello.
Certo non ne faremo un’eroina. Non abbiamo dimenticato l’imbarazzo provato quando il nano la nominò  ministro, visto che si sapeva da un pezzo che era chiacchierata come una delle sue storiche amanti, di cui si conoscevano pure le presunte specialità erotiche.
Però, se quello era un sistema ed il criterio di assunzione era quello, dobbiamo dedurre che di miracolate, di altre specialiste con tanto di insegna fuori come nei casini pompeiani ve ne siano altre, magari più nascoste. Ecco, non date della zoccola solo alla Carfagna per difendere le criptozoccole. Almeno, se derattizzazione deve essere, che sia completa. 

Non credo perciò, come sostiene il “Riformista”, che la vendetta del metodo Boffo colpirà la Mara traditrice e che verranno finalmente fuori le famose intercettazioni hard del primo sexgate del nanoquelle che tutti i direttori dei giornali pare abbiano letto ma che non hanno voluto pubblicare. Lasciando, ad esempio, che la scuola italiana venisse distrutta.

Le intercettazioni non verranno fuori perché pare coinvolgano altre ministre, finora fedeli al loro protettore e  quindi resteremo ancora con la curiosità inappagata. Almeno fintanto che non crolleranno le mura del tempio spappolando nani e ballerine e il berlusconismo sarà solo un rifiuto speciale da termovalorizzare.
Per ora accontentiamoci delle borsettate tra le ex attricette e le ex soubrette, dei reciproci insulti a base di “cagna” e “vajassa”, del clima da ultima difesa della fetta di marciapiede. Un bello spettacolo, non c’è che dire. 

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