Sui muri di Torino è ricomparsa la stella a cinque punte e “meno male che non era iscritta in un cerchio”, ci rassicurano i telegiornali. Ah beh, sarà stato un normalissimo pentacolo in una città notoriamente satanica.
Intanto però lo spettro delle BR, ovvero di qualcosa di più morto di Tuthankhamon, è stato evocato ad arte.  
Tutto fa brodo per impedire il dissenso, persino quello vergato in democrazia sui muri e che, da espressione di libertà di pensiero, si vuol fare diventare per forza un atto di terrorismo per far scattare in automatico l’insulsa solidarietà delle istituzioni e dei media codini verso coloro che vengono nominati nelle scritte. I quali poi, con sprezzo del ridicolo, invece di minimizzare, riderci su ed accettare infine il gioco del dissenso democratico, ci marciano, parlano di inciviltà e fanno i martiri.
Del resto, è dai giorni di Tartaglia che abbiamo imparato che, secondo il Nuovo Ordine Inquisitorio, mentre al potere è lecito fotterci senza permesso, a noi è vietato provare sentimenti negativi, vietato criticare, vietato satireggiare e fanculeggiare il potere e gli omuncoli che lo rappresentano.
Sono talmente soli e disperati, come sanno bene le puttane che devono sollazzarseli che, in un estremo delirio, non solo pretendono di non essere insultati ma di controllare i nostri sentimenti impedendoci di detestarli ed imponendoci di amarli. 
Non capiscono che il nostro gentile invito a fottersi è un atto di generosità, di altruismo. Non sentendoci pronti per un sentimento così serio e profondo come l’amore nei loro confronti, lasciamo volentieri che se li amino degli altri. Magari anche solo per una botta e via. Non siamo mica gelosi, noi.

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