Avete mai pensato a cosa sarebbe Berlusconi senza i soldi?
E’ ovvio che lui si compra i deputati. Lo ha sempre fatto, da quando ha fatto i soldi in quel modo misterioso.
Con  i politici che potevano aiutarlo a non fallire grazie a qualche leggina cucitagli addosso, con i giudici che dovevano accomodare le sentenze a suo favore, con gli avvocati inglesi, con le signorine grandi forme incaricate di spompettarlo e con i loro parenti, con le marocchine dalla lingua lunga, con i magnaccia che poi facevano a metà con i compagni di mausoleo.
Per lui comprare un Ronaldinho per il Milan, un presentatore televisivo per Canale 5 o un Carneade qualsiasi miracolosamente paracadutato in Parlamento, che però al momento giusto premerà il ditino salvaculo del premier sul pulsante, non fa differenza.
La sua visione del mondo è quella di un’enorme IKEA umana dove, al posto delle librerie, divani e scarabattole varie, ci sono uomini e donne che lui può, a vario titolo, comperare per il suo tornaconto. Il boa corruptor prende il carrellone all’entrata e striscia per i reparti. Poi porta la spesa alla cassa da dove esce sempre con scontrini a rotolone-regina. 
L’unica sua vera nemesi sarebbe la perdita dei soldi e quindi il dissolvimento all’istante del suo potere corruttore. Però, c’è un però. 
Finché sono le sue ospiti di bunga bunga, pare che paghi di tasca sua (almeno speriamo). Per il resto, gli scaldasedia in Parlamento li paghiamo noi, vitalizio compreso per gli anni a venire. La RAI da anni è diventata un enorme parcheggio per sgallettate con velleità di showgirl, quasi tutte amichette sue, pagate anche con il nostro canone perché facciano fiction, programmi, cumparsite e comparsate come risarcimento per essersi dovute sorbire l’ultimo CD di Apicella e altre cose appiccicose. 
Il nostro è furbo, quindi. Da quando è al potere noi siamo la fetta di pane sulla quale lui spalma la sua nutella, le sue spesucce, che magari riesce pure a scaricare, come spese di rappresentanza.
Che faccia pagare anche gli altri, ergo noi, è l’unica spiegazione al fatto che, con tale frenetico shopping compulsivo, non si sia ancora ridotto un poer nano a chiedere l’elemosina.