In un mondo abituato al fatto che i ricchi e potenti escono quasi sempre impuniti dalle loro malefatte, sentire che un mega pezzo grosso del Fondo Monetario Internazionale, politico socialista francese e candidato alle prossime elezioni presidenziali come rivale del nanerottolo Sarkozy, viene incriminato ed arrestato per stupro negli Stati Uniti, con tanto di pagamento di cauzione milionaria ed imposizione del braccialetto elettronico, fa un certo effetto.
Siamo talmente disabituati allo svolgersi del normale corso della giustizia se essa riguarda i potenti che, in casi come questi, scatta in automatico il meccanismo del “non è possibile, lo avranno incastrato”.
In effetti la storia, che presenta diversi punti controversi e fin troppo evidenti e sottolineati, è spiegabile in due soli modi possibili. O Dominique Strauss-Kahn è un vecchio satiro in preda alla sindrome del “o famo strano” e ormai per eccitarsi è costretto a ricorrere al fattore rischio ambientale, per esempio “voglio provare se mi riesce di stuprare la cameriera, una qualunque, di questo cazzo di hotel e farla franca” (la chiameremo la Sindrome del Cittadino al di sopra di ogni sospetto”), oppure effettivamente gli hanno teso un tranello in puro stile Lewinski.
La logica direbbe che un personaggio senza problemi di soldi come Strauss-Kahn che si sente solo a New York in un grande albergo, un eufemismo per dire che ha voglia di trombare, che fa? Ciapa la cornetta dell’interfono, chiama Pierre il portiere e si fa recapitare in stanza un po’ di compagnia. Roba fine, escort che si abbinano perfettamente a stanze da 3000 dollari per notte e che, volendo, per una cifra appena inferiore fanno di tutto, dal caro vecchio dai e vai in tutte le varianti fino al prenderti a cinghiate menando come fabbri.
Oppure, sempre in quel contesto, il cliente in piena fregola, se vuole un po’ di brivido in più, esce e ne carica una dalla strada, come un Prof. Cagnato qualsiasi.
Invece Strauss-Kahn che fa, secondo la ricostruzione fatta dai giornali? All’ora in cui le stanze dovrebbero essere vuote e a disposizione delle donne delle pulizie, si nasconde ignudo nel bagno e, quando sente arrivare ciabattando la cameriera con il carrello delle scope, balza fuori dal nascondiglio sguainando il pesante spadone e aggredisce la malcapitata, che è di colore e musulmana (!) e la costringe ad un rapporto orale che, stranamente, negli Stati Uniti, patria di Gola Profonda, è un reato federale in molti stati. Stupro e sodomia, roba pesa per la legge americana. Carriera politica fottuta, r.i.p. Monsieur Strauss-Kahn.
E la vittima? Invece di approfittare della ghiotta ed unica occasione di staccarlo con un morso ad un vampiro della finanza mondiale e sputarlo nella ciotola del cane, la cameriera subisce e resiste pure alla corruzione compensatoria. Pare infatti che il tizio abbia provato ad innescare il “ma lo sai chi sono io” ma lei niente, una roccia. Niente cinquemila lire come prezzo di favor per smacchiarsi almeno l’abito in tintoria. A meno che il vecchiaccio non fosse pure tirchio.  La ragazza fugge ed immediatamente denuncia il porcone francese che finisce delle braccia di Zio Sam e dell’F.B.I., altro che Boccassini e Procura di Milano.
Insomma, il pezzo grosso, prendendo per autentica la versione dei fatti raccontata dai media, avrebbe agito come un povero demente da film di Pierino.  Si sa che certi uomini, soprattutto ad una certa età, rinfanciulliscono regredendo ad una sessualità pregenitale ma la cosa appare strana comunque. 
Tra l’altro, se nessuno ha ancora notato la sottigliezza delle straordinarie coincidenze di questa afffabulazione lo faccio adesso, Strauss-Kahn si comporta come l’ebreo mitologico della più infima propaganda nazista, il satiro che attenta alla virtù delle ragazze, costringendole a rapporti contronatura.
Sono dettagli come questi che fanno sospettare che in un racconto ci sia lo zampino della macchinazione e della propaganda.
Un po’ come Gheddafi che dà il Viagra alle truppe in libera uscita per stupro e li arringa con le stesse frasi e medesime parole di quelle pronunciate dai capi dei goumiers francesi che compirono le marocchinate nel Lazio dopo Monte Cassino. Frasi che si è dimostrato non essere mai state pronunciate veramente ma che vengono regolarmente attribuite a tutti i capi delle truppe stupratrici in tutte le guerre del mondo in ogni tempo. Propaganda di guerra che mescola fatti veri a leggende per intorbidire le acque ed alimentare il caos. 
Forse è questo l’elemento di maggior disturbo della storia del banchiere inquisito per stupro, se si tratta di una macchinazione. L’utilizzo cinico e sulla pelle delle donne di un reato particolarmente odioso, il quale però fa scattare sempre il dubbio che sia avvenuto veramente e quindi di presta a questo tipo di guerre per bande condotte per motivi economici. 
In questo caso conosciamo a malapena il nome della vittima ma si sono preoccupati di raccontarci che si tratta di una trentaduenne vedova, di colore, musulmana molto devota e non particolarmente attraente, addirittura, si sospetta, sieropositiva. Come dire, sei troppo brutta e sfigata perché ti possano aver stuprata, però lui l’ha fatto. Non che se fosse stata carina sarebbe stato diverso. In quel caso avrebbero detto che l’aveva provocato e che se l’era cercata e che, magari, dopo esserci stata, si era vendicata per la parcella poco sostanziosa.
Nel caso che Strauss-Kahn, invece di fottere, sia stato fottuto, c’è persino chi ha individuato il possibile movente. In febbraio, il capo dell’ FMI aveva parlato a Washington ad un convegno, auspicando l’abbandono del dollaro come divisa d’elezione degli scambi finanziari ed economici mondiali, in favore di una moneta globale. Forse l’euro? 
Ah, ecco, si dice, gli americani se la sono presa e gli hanno teso un tranello da manuale.
Vero o falso, avvenuto o meno lo stupro, l’avvertimento mafioso è arrivato. Rimarrà sempre il dubbio ed è questo ciò che conta.