In vacanza non si ha molta voglia di bloggare ma di leggere si, anzi, è il momento in cui si possono prendere in mano libri acquistati e riposti in attesa appunto del tempo necessario per leggerli.
In questi giorni al mare, mi sono portata dietro ed ho appena finito “Bidone nucleare” di Roberto Rossi. Al di là delle informazioni che contiene sulla questione del nucleare in generale, mi ha impressionato l’ultima parte, quella che tratta dei misteri legati alla scelta dei siti di stoccaggio per le scorie del decommissioning delle centrali italiane chiuse a seguito del precedente referendum del 1987 ma non solo, anche precedentemente a causa di difetti e malfunzionamento. 
Un intreccio mai del tutto chiarito dalla magistratura, che parla del via vai di iracheni da impianti dove ancora si trovano vecchie barre di combustibile radioattivo provenienti da una centrale statunitense dismessa, appoggiate agli italiani per il riprocessamento da rimasteci sul groppone con tanti saluti. Barre che comunque fanno gola per la componente di plutonio che contengono e che può essere utilizzato a scopi militari, magari abusivamente da paesi canaglia.
Ecco quindi l’intreccio di possibili interessi legati allo smaltimento di scorie, al traffico di materiale fissile, tutte cose che attirano la criminalità organizzata come il miele le mosche. E nomi che ritornano, come quello di Ilaria Alpi e della Somalia e di una strada costruita al solo scopo di nasconderci sotto una caterva di fusti di rifiuti tossici.
Il sospetto che dietro a tanta agitazione da parte del centrodestra di governo nel difendere il nucleare e di insistere su luoghi come Scanzano Jonico (del quale si parla nel libro di Rossi) vi sia l’inconfessabile promessa di aiutare la casta predona della quale sono espressione politica e certi amici che non si possono scontentare è inevitabile. Ma forse siamo solo dei malfidati comunisti.
Margherita Hack, dopo essersi inizialmente pronunciata a favore del nucleare, si è parzialmente ricreduta e, se da una parte invoca il proseguimento della ricerca per un nucleare sicuro e pulito (magari esistesse!), dall’altra dice una delle cose più sagge udite in questa campagna referendaria. La scienziata dice che il nucleare in mani italiane ( e con ciò inteso, in possibili mani mafiose) sarebbe una follia. Pensateci, se credete veramente che il progresso dipenda da una bella centrale vicino a casa che fornisca energia a manetta per tutte le nostre comodità.
A proposito. Le autorità governative giapponesi hanno allargato a 30 Km. l’area di evacuazione dalla centrale di Fukushima, vista la gravità ormai conclamata della contaminazione ambientale. Il governo Berlusconi vorrebbe costruire una centrale a Ravenna, che dista una trentina di chilometri da casa mia. In caso di fukushimazione della centrale, io sarei probabilmente costretta a lasciare tutto e rifugiarmi non si sa dove. Posso dire che io potrei votare SI anche solo per questo non futile motivo?
Ho letto tutti i commenti al precedente post e, se posso fare un appunto ai miei cortesi commentatori, ho notato un uso quasi ossessivo della razionalità, troppe cifre, troppi discorsi teorici e niente buon senso da contadino o da buon padre di famiglia. Cari amici, a parte che nessuno di voi, ottuso dalle cifre lette chissà dove e ossessivamente riproposte, ha visto il film che consigliavo, non vi pare di non riuscire a cogliere il nocciolo della questione? Qui non si sta parlando di rinunciare al progresso, all’elettricità ed alla odiosa crescita. L’acqua la vogliono privatizzare, non per evitare gli sprechi e per ottimizzare la rete di distribuzione (che ingenui bambini che siete! come il grullerello Renzi), non vogliono riportare il nucleare per darvi il gigawatt a gogò ma perchè devono offrire prebende, commesse, posti di lavoro, tutto a nostre spese, ai loro amici e protettori. A quelli presentabili ma soprattutto a quelli impresentabili. Leggendo l’inchiesta di Rossi il sospetto si rafforza.
Votare SI SI SI SI, non è una scelta qualsiasi, è legittima difesa.

Uno speciale di Maurizio Torrealta su “Bidone nucleare”. Qui la seconda parte. Sulle porcate e sui costi stratosferici del decommissioning italiano ricordo il mio post contenente la puntata di Report, “L’eredità”.

P.S. Il nanaccio dice che se ne frega dell’eventuale vittoria del SI sul legittimo impedimento e che tirerà diritto. Poi non vuole che gli diano del fascista. Occhio ai distributori.

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