“Mi era capitato in passato di avere rapporti con prostitute, come a volte agli uomini accade – specie se oberati dal dovere di essere all’altezza delle aspettative, pubbliche e private. “

“So che non è bello da sentire e non è facile da dirsi, ma una prostituta è molto rassicurante. È una presenza accogliente che non giudica. I transessuali sono donne all’ennesima potenza, esercitano una capacità di accudimento straordinaria. Mi sono avvicinato per questo a loro. È, tra i rapporti mercenari, la relazione più riposante. Mi scuso per quel che sto dicendo, ne avverto gli aspetti moralmente condannabili, ma è così. Un riposo”.
“Io non sono omosessuale. Non ne faccio un vanto, ma non lo sono. È così. Ho amato solo donne. Moltissimo, e con frequente reciprocità. Dai transessuali cercavo un sollievo legato alla loro femminilità. Il fatto che abbiano attributi maschili è irrilevante nel rapporto, almeno nel mio caso. Non importa, non c’è scambio su quel piano. È il loro comportamento, non la loro fisicità, quello che le rende desiderabili. Ma temo che ogni parola possa suonare come una giustificazione: non è quello che voglio.”
“Perché io sono il figlio di Joe Marrazzo.”
 (dall’intervista a Piero Marrazzo di Concita de Gregorio, La Repubblica, 15 agosto 2011)

Insomma, se ho capito bene, un uomo cerca una prostituta mica perché vuole fare sesso a pagamento ma perché è afflitto dall’ansia di prestazione sociale, perché vuole riposarsi, perché una transessuale è una “donna con una marcia in più” rassicurante con la quale confidarsi e perché è oppresso da una figura paterna troppo ingombrante. 
Ho visto una maglietta in una cartoleria, giorni fa. C’era scritto cosa vogliono le donne dagli uomini: una sfilza di cose, un elenco lunghissimo. Sotto, in piccolo, ciò che vogliono invece gli uomini dalle donne
“1) Dargliela; 2) Non rompere i coglioni”. 
Ecco, la psicologia potrebbe essere tutta qui. Basterebbe che gli intervistati mantenessero questa sincerità, quella delle magliette, mentre rispondono alle domande.
Vale la pena, quindi, di occuparsi ancora del colto in flagrante in Via Gradoli – Gesummaria, è dal 1978 almeno che Via Gradoli pullula di spioni – che sciorina tutto il più trito repertorio giustificazionista dell’utilizzatore finale tipo? Direi di no. Anche la nota edipica finale – che è alquanto rivelatrice del problema di fondo che affligge il nostro eroe, oserei dire il focus – è di una banalità quasi imbarazzante. 


Se ne parla, del Marrazzo, invece della solita pantera ferragostana in fuga nell’Agro Pontino, perché quel “donne all’ennesima potenza” ha fatto incazzare di brutto le donne che scrivono su blog e giornali. 
E perché, poi? Certo, dal punto di vista dell’apparenza, del corpo, le trans sono super-ultra-maxi-mega-super-funky donne ma se è vero che sono così comprensive forse è perché sono anch’esse maschi. Chi meglio di un maschio può capire le esigenze di un altro maschio? Il loro valore aggiunto non consiste nell’essere “femmine più” ma nell’essere sia maschi che femmine allo stesso tempo e nel fatto di incarnare la femmina che l’uomo vorrebbe essere. 
Una femmina ipersessuata, con tutto il buono della donna meno le paturnie premestruali e l’appiccicosità del “mi pensi, ma quanto mi pensi, ma mi ami, ma quanto mi ami, quando mi sposi?” e, cosa non da poco, l’assenza del rischio di rimanere incinta e di incastrarti con il pupo. Mi spingerei oltre e direi, perfino, senza quella fastidiosa e pretenziosa vagina, mai soddisfatta dalle loro prestazioni di maschi modello standard. 
La trans invece è una superfemmina che non dirà mai di no al sesso anale e che per giunta ti potrà fare anche un notevolissimo massaggio prostatico dalla porta posteriore salvando le apparenze.
Eh si, perché se qualcuno maliziosamente fa notare che quasi tutti gli annunci AAA dei trans sui giornali offrono non meno di 23×17 motivi per apprezzarne le doti, ci sarà un motivo o no? Qualcuno potrebbe sentirsi tutt’altro che rassicurato da tali convincenti argomenti. No problem, i Marrazzi di turno vi spiegheranno che le trans sono “donne all’ennesima potenza” e che il pistolone è irrilevante, se ne sta lì buono ad ascoltare anche lui le solfe esistenziali del cliente, così qualunque criptogay potrà salvare l’imene alla propria ipocrisia omofobica. Cosa vuoi di più dalla vita, mio caro lucano?


Come potete vedere, noi donne non c’entriamo in questo discorso. E’ tutta una cosa loro tra maschi, quindi non dobbiamo assolutamente offenderci. 
Concita, la prossima volta portaci qualcosa di più interessante di un cliente. Che ne so, un serial killer.
Annunci