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L’avete già vista la nuova pubblicità del telesalvalavita, quello che, se lo azioni, arrivano i nostri? Spot alquanto ansiogeno e straordinariamente d’attualità.
Due ragazze si rifugiano in macchina in un parcheggio deserto, di notte, inseguite da quattro malintenzionati, sicuramente stupratori, che le circondano girando attorno all’auto con fare minaccioso. Una scena che ne ricorda moltissimo una tratta da “L’angelo della vendetta” di Abel Ferrara, un classico del genere exploitation rape & revenge. Solo che, nel film, Thana stermina tutti i sette omuncoli. Tutto da sola e con soli sette colpi di una calibro 45.
Nello spot invece, una delle due ragazze inizia ad agitarsi ed invita l’amica a chiamare subito aiuto. “L’ho già fatto”, annuncia l’altra senza scomporsi più di tanto. Le è bastato premere i due pulsanti, (contemporaneamente, se no non funziona!), del telesalvalavita.

E’ in pratica lo stesso aggeggio dei vecchietti, quelli che sono sulla panchina ed uno si sente male ma il meno rincoglionito dei tre, che aveva il telesalvalavita, ha già allertato la Protezione Civile, il corpo dei marines e Dr. House in persona.
E’ un caso che per ampliare il mercato dei potenziali clienti di un dispositivo di telesoccorso si sia pensato di uscire dall’ambito dei soliti anziani per rivolgersi alle donne minacciate sempre più di frequente da extracomunitari infoiati, come ci raccontano i TG ogni sera con la bava alla bocca?
Un caso di instant marketing o campagna pronta già da tempo?

Naturalmente, care sorelle, è necessario portarsi il baracchino del telesoccorso sempre dietro, non scordarsi di tenerlo carico, averlo a portata di mano per non doversi mettere a ravanare nella borsa a sacco e sperare infine di non trovarsi in pieno effetto urban canyon, cioè in un luogo dove il GPS non becca il satellite manco a calci. Per esempio tra i grattacieli, nei caruggi di Genova ma anche in mezzo ad un bosco e con il tempo nuvoloso. Per non parlare della propria abitazione se per caso lo stupratore è persona nota, marito o convivente ed italianissimo.
Dico questo a meno che il congegno non sia realizzato con tecnologia eGPS, che dovrebbe risolvere i noti problemi di georeferenziazione. In tal caso non parlo più. Nel sito però si parla solo di GPS e GPRS e il dubbio dell’effetto canyon rimane.

Spray al peperoncino, telesalvalavita, stelle ninja, tutte cose utilissime, sperando di non essere prima scippate della borsa dove teniamo tutto questo prezioso armamentario. Perchè se continua il terrorismo, più che borse rischiamo di doverci portare dietro delle santebarbare. Dove la calibro 45 non potrà più mancare. A portata di mano nel cinturone.


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L’avete già vista la nuova pubblicità del telesalvalavita, quello che, se lo azioni, arrivano i nostri? Spot alquanto ansiogeno e straordinariamente d’attualità.
Due ragazze si rifugiano in macchina in un parcheggio deserto, di notte, inseguite da quattro malintenzionati, sicuramente stupratori, che le circondano girando attorno all’auto con fare minaccioso. Una scena che ne ricorda moltissimo una tratta da “L’angelo della vendetta” di Abel Ferrara, un classico del genere exploitation rape & revenge. Solo che, nel film, Thana stermina tutti i sette omuncoli. Tutto da sola e con soli sette colpi di una calibro 45.
Nello spot invece, una delle due ragazze inizia ad agitarsi ed invita l’amica a chiamare subito aiuto. “L’ho già fatto”, annuncia l’altra senza scomporsi più di tanto. Le è bastato premere i due pulsanti, (contemporaneamente, se no non funziona!), del telesalvalavita.

E’ in pratica lo stesso aggeggio dei vecchietti, quelli che sono sulla panchina ed uno si sente male ma il meno rincoglionito dei tre, che aveva il telesalvalavita, ha già allertato la Protezione Civile, il corpo dei marines e Dr. House in persona.
E’ un caso che per ampliare il mercato dei potenziali clienti di un dispositivo di telesoccorso si sia pensato di uscire dall’ambito dei soliti anziani per rivolgersi alle donne minacciate sempre più di frequente da extracomunitari infoiati, come ci raccontano i TG ogni sera con la bava alla bocca?
Un caso di instant marketing o campagna pronta già da tempo?

Naturalmente, care sorelle, è necessario portarsi il baracchino del telesoccorso sempre dietro, non scordarsi di tenerlo carico, averlo a portata di mano per non doversi mettere a ravanare nella borsa a sacco e sperare infine di non trovarsi in pieno effetto urban canyon, cioè in un luogo dove il GPS non becca il satellite manco a calci. Per esempio tra i grattacieli, nei caruggi di Genova ma anche in mezzo ad un bosco e con il tempo nuvoloso. Per non parlare della propria abitazione se per caso lo stupratore è persona nota, marito o convivente ed italianissimo.
Dico questo a meno che il congegno non sia realizzato con tecnologia eGPS, che dovrebbe risolvere i noti problemi di georeferenziazione. In tal caso non parlo più. Nel sito però si parla solo di GPS e GPRS e il dubbio dell’effetto canyon rimane.

Spray al peperoncino, telesalvalavita, stelle ninja, tutte cose utilissime, sperando di non essere prima scippate della borsa dove teniamo tutto questo prezioso armamentario. Perchè se continua il terrorismo, più che borse rischiamo di doverci portare dietro delle santebarbare. Dove la calibro 45 non potrà più mancare. A portata di mano nel cinturone.


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Cosa c’è di meglio del sexual freak di turno per convincere la gente ad uscire e spendere i fatidici sette euro del biglietto del cinema? Dopo il mutante Tetsuo di Tsukamoto, detto ” ‘A trivella” e la Linda Lovelace con il clitoride delocalizzato dalle parti del velopendulo, ecco una vecchia conoscenza: la vagina dentata.

E’ in arrivo “Denti”, storia di una signorina che ha un modo tutto suo di stringere conoscenza con gli uomini che gli capita di incontrare. Un film ferocemente disapprovato dai peni e scansato dai ginecologi ma consigliato dall’Associazione Medici Dentisti Italiani. E’ l’unica categoria che, alla visione, non viene colta dall’angoscia di castrazione. Pensa, fantasticano, un mondo di guadagni raddoppiati, con tutti quei denti, a mille euro ogni cura…

La vagina dentata è un mito antichissimo che funziona sempre, soprattuto a livello catartico se inserito nel genere cinematografico rape and revenge e che ha perfino ispirato una certa oggettistica nata con il lodevole intento di scongiurare gli stupri.

Spero solo che il film non si prenda troppo sul serio e non picchi solo sul tasto dell’horror. Se vi fosse lo spirito anarchico di Russ Meyer e l’umorismo di “Gola profonda” (“mi sta bagnando, dottore”) sarebbe perfetto. Se poi immaginiamo cosa avrebbe combinato la Zoe di “L’angelo della vendetta” di Abel Ferrara con un’attrezzatura odontoginecologica del genere, vengono i brividi cinefili.

A proposito di freaks cinematografici. Se la Sposa di Tarantino concepisse una figlia con Hannibal Lecter il risultato sarebbe la protagonista di “Hard Candy“, film che non credo vedrete mai su Raiuno a Natale e che mi ha deliziato ieri a noleggio.
Se una quattordicenne, una lupetto rosso con i geni di cotali genitori avesse tra le mani un pedofilo da tenere sequestrato per un intero pomeriggio, cosa mai potrebbe farne? A voi il gusto di scoprirlo così capirete, finalmente, cosa avete fatto al vostro gatto.


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E’ in arrivo “Denti”, storia di una signorina che ha un modo tutto suo di stringere conoscenza con gli uomini che gli capita di incontrare. Un film ferocemente disapprovato dai peni e scansato dai ginecologi ma consigliato dall’Associazione Medici Dentisti Italiani. E’ l’unica categoria che, alla visione, non viene colta dall’angoscia di castrazione. Pensa, fantasticano, un mondo di guadagni raddoppiati, con tutti quei denti, a mille euro ogni cura…

La vagina dentata è un mito antichissimo che funziona sempre, soprattuto a livello catartico se inserito nel genere cinematografico rape and revenge e che ha perfino ispirato una certa oggettistica nata con il lodevole intento di scongiurare gli stupri.

Spero solo che il film non si prenda troppo sul serio e non picchi solo sul tasto dell’horror. Se vi fosse lo spirito anarchico di Russ Meyer e l’umorismo di “Gola profonda” (“mi sta bagnando, dottore”) sarebbe perfetto. Se poi immaginiamo cosa avrebbe combinato la Zoe di “L’angelo della vendetta” di Abel Ferrara con un’attrezzatura odontoginecologica del genere, vengono i brividi cinefili.

A proposito di freaks cinematografici. Se la Sposa di Tarantino concepisse una figlia con Hannibal Lecter il risultato sarebbe la protagonista di “Hard Candy“, film che non credo vedrete mai su Raiuno a Natale e che mi ha deliziato ieri a noleggio.
Se una quattordicenne, una lupetto rosso con i geni di cotali genitori avesse tra le mani un pedofilo da tenere sequestrato per un intero pomeriggio, cosa mai potrebbe farne? A voi il gusto di scoprirlo così capirete, finalmente, cosa avete fatto al vostro gatto.


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