You are currently browsing the category archive for the ‘adolf eichmann’ category.

Oggi, mentre disfacevo presepe e albero di Natale, segno inequivocabile di feste terminate, ho seguito la trasmissione “L’Italia sul due” dedicata agli sviluppi della vicenda di Erba, la mattanza di quattro persone tra le quali un bimbo di due anni ad opera, si è scoperto, dei vicini di casa delle vittime. Mi sono goduta per l’ennesima volta l’imperdibile intervento del collega Merluzzi che si è detto meravigliato che “persone apparentemente normali” possano compiere stragi del genere.
Un bel caffè forte, una doccia gelata e magari quattro schiaffoni sarebbero di prammatica per darsi una bella svegliata.
Caro Merluzzo, sono proprio quelli che non sono pazzi con il colapasta in testa ma solo magari un po’ nevrotici che un bel giorno scoppiano e fanno queste belle cose.

Una ripassatina di casi famosi di cronaca non fa mai male.
Primi anni del secolo scorso, Francia, interno giorno. Henri Désiré Landru, specialità: la vecchia al forno. Vittime dieci signore benestanti e un ragazzino. Seduceva le signore con il suo fare da gentiluomo e con il suo aspetto da persona perbene e loro non avevano motivo di diffidarne.
Rostov, ex Unione Sovietica, anni 80. L’uomo che ha fatto tristemente diventare vera la storia che i comunisti mangiavano i bambini era Andrej Chikatilo, uno dei peggiori serial killers del secolo, assassino di più di 50 tra ragazzi, ragazze e bambini. Eppure era un bravo compagno, un membro del partito e quindi godeva di un certo prestigio. Quando fu arrestato una prima volta come sospetto fu rilasciato anche a causa della sua “rispettabilità sociale”.
1991, Stati Uniti, Milwaukee. Jeffrey Dahmer ama i frigoriferi spaziosi perché ci conserva le teste e i cuori dei suoi amanti occasionali. Una volta una delle sue vittime riesce a fuggire dalle sue grinfie e chiede aiuto in strada. I poliziotti che passano di lì credono si tratti di una banale lite tra omosessuali e credono alla versione di Jeffrey che è bianco, bello, di aspetto signorile piuttosto che a quella del ragazzo, di origine asiatica, e gli riconsegnano la sua vittima. Jeffrey è un cannibale e dalla sua casa provengono orrendi fetori ma quando finalmente viene arrestato dalla polizia i vicini fanno le meraviglie, come Merluzzi, “Era un ragazzo così simpatico e ammodo”.

Dal Manzanarre al Reno e da che mondo è mondo, il mostro non va in giro con i rasoi al posto delle dita come Freddie Kruger o imbracciando la sega elettrica di Faccia di cuoio ma è una persona come noi, indistinguibile dalla nostra faccia media borghese che vista una volta non te la ricordi mai più.
Spesso è stralucido, programmatore, capace di agire nell’ombra senza farsi scoprire per anni. A volte, certo, è fuori come un balcone, ma non necessariamente. E’ la famosa “banalità del male” coniata da Hannah Arendt per Adolf Eichmann, l’uomo qualunque dall’aspetto innocuo divenuto l’architetto dello sterminio degli ebrei.

Un punto che si deve sottolineare nel caso di Erba è che i vicini si, erano dei maniacali, dei frustrati, forse si tratta di un caso di folie-à-deux, ma comunque si sentivano intoccabili. Osservate quando intervistano le persone che abitano vicino al luogo dove si è consumato un fattaccio di sangue e viene chiesta loro un’opinione sul colpevole. Tutti che ripetono: “Era una persona normale, tranquillissima, salutava tutti. Una persona perbene”.

I coniugi assassini hanno potuto pianificare il loro delitto e andar lì sicuri con coltelli e spranghe e colpire la manina di un bimbo che cercava di difendersi perché nessuno avrebbe mai sospettato subito di loro, delle persone perbene. Nonostante si sapesse delle liti, delle denunce tra le famiglie delle vittime e dei carnefici. I media hanno poi inconsapevolmente fatto il loro gioco additando per giorni come colpevole il marito della donna uccisa Azouz, senza alcun serio indizio, come ha ben descritto A.I.U.T.O, ma solo perché tunisino.

E’ questo il fatto sensazionale della vicenda ed è qui che casca il Merluzzo. Fintanto che ci si stupirà e si faranno gli occhioni spalancati davanti all’uomo o alla donna qualunque che hanno cotto e mangiato la nonna e non si farà un’esame di coscienza sulla nostra ipocrisia non si capirà una cippa dell’animo umano, che è veramente capace di tutto, che ci piaccia o no.
Ad Erba, e non solo ad Erba, l’erba del vicino non è sempre più verde.
***
Leggete anche questo bellissimo post di Meslier sull’argomento.

Annunci

Flickr Photos

Blog Stats

  • 85,726 hits

Categorie