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Betty si è detta addolorata per la possibile uscita di scena in Saddam mode di Muhammar Gheddafi. Cioè, non  gliene frega niente del popolo libico oppresso, torturato ed autobombardato in difesa del quale si è mossa, con notevole ritardo, la macchina schiacciasassi imperiale. (Si, lo so anche per il petrolio libico, vabbé.)
A Betty importa ‘na sega del destino di un popolo, come del suo del resto, si dispiace solo per il beduino che viaggia in tenda con le amazzoni dal culone strippato dalla divisa e che ogni volta che viene a Roma disegna un nuovo pupazzetto sulla schiena dei governanti italiani. (Gli piace così tanto umiliarci.)

Immagino, oltre a quella di Betty, la sofferenza di un governo che è andato fino all’altro ieri oltre ogni lecita confidenza con Gheddafi, che gli ha baciato culo e mano e ora, per inderogabili impegni imperiali non sa come fare a smarcarsi e a nascondere l’evidentissimo tradimento. Per carità, niente di nuovo. E’ il solito comportamento italiano del “si sa con chi inizio la guerra ma non con chi la finisco” ma a questi livelli forse non avevamo mai osato spingerci.
La storia in questi giorni si ripete. E’ dal 1980 che i francesi si struggono di far fuori Gheddafi. Qualche malelingua sostiene che allora un certo piano di tirar giù l’aereo del re delle amazzoni fallì per colpa degli italiani che avvertirono il loro idolo del pericolo, tradendo gli alleati. L’aereo del colonnello deviò e i missili li beccò un innocente aereo di linea che viaggiava da Bologna a Palermo, mentre un MIG libico andava a schiantarsi sulla Sila. Una battaglia aerea niente male. Un mese dopo circa, una bomba scoppiò a Bologna e, sempre le malelingue di cui sopra, dicono che fu la vendetta del colonnello contro un paese appartenente a quella stessa NATO che aveva tentato di accopparlo. Ma come, nonostante gli italiani lo avessero messo in guardia? Si, i traditori non sono mai simpatici, chiunque tradiscano. E’ una storia che non è mai stata confermata ma che ha il difetto di essere maledettamente plausibile, visto il personaggio di cui si parla.
L’altro giorno un militare dell’aeronautica italiana aveva dichiarato, in un’intervista televisiva, di aver partecipato ai raid aerei sulla Libia. Oggi è stato rimosso dall’incarico. 
Il gerarca La Russa si è affrettato a rassicurare via etere il re delle amazzoni che i nostri aerei, costretti a sorvolare la Libia per colpi di quei cattivi francesi ed americani, sono comunque inoffensivi, non sparano e non sporcano. Più innocui di aeroplanini di carta. Siamo ormai all’aerofigura di merda.
E’ incredibile come stavolta stiamo aggrappati al carro del perdente, costretti a tifare per il morituro Gheddafi. Siamo ridotti così male da pensare di poter fare affari solo con il Bin Laden degli anni ’80 e non con un nuovo governo libico? Abbiamo una paura fottuta che alle imprese degli amici saltino le commesse per le autostrade libiche perchè sono quegli affari che si possono fare solo con i dittatori?  Eh, non ci sono più gli italiani brava gente di una volta. 

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