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Non lo è, non lo dovete né pensare né dire, nemmeno se Haaretz, lo scorso 11 marzo, intitolava un suo editoriale proprio “Uno stato ebraico razzista”, commentando la legge approvata dalla Knesset che discrimina pesantemente i cittadini israeliani non ebrei nell’ambito dell’assegnazione delle terre demaniali.
Un principio, quello della discriminazione tra cittadini israeliani ebrei e non, che è stato diverse volte respinto dalle più alte autorità giuridiche israeliane ma che viene sempre riproposto a livello politico non appena la maggioranza di governo è abbastanza di destra per farlo.
Una questione ripresentata regolarmente quasi fosse un principio fondante del sionismo e non qualcosa di bizzarro come i vari Meetic israeliani che ti chiedono di dimostrare di essere ebreo per poter rimorchiare un po’ di Jewish love. Ma se io amo il Jewish love ma non sono Jewish posso rimorchiare lo stesso su Jewish Love? No, e allora lo vedete che siete razzisti ed io non vi amo più? Non ci ami? Razzisti noi?! Allora sei antisemita.

Quindi Haaretz può fare le pulci al suo paese e ravvisare un comportamento razzista nei suoi politicanti e noi no.
Figuriamoci se può farlo un Ahmadinejad raffigurato con tratti scimmieschi dai vari liberaliperisraele. Il novello Hitler, il male assoluto che quando parla di eccesso di violenza messa in atto a Gaza ed accusa lo stato ebraico di essere assai poco Human Friendly, si avvicina pericolosamente alla verità.

E’ una forma sottile di sadismo. Comportiamoci da stronzi ma obblighiamo il mondo intero ad adorarci. E chi non ci adora è uno scimmione inferiore puzzolente e malvagio.

Israele non è un paese razzista, quindi. Almeno prepotente, possiamo dirlo?


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Non lo è, non lo dovete né pensare né dire, nemmeno se Haaretz, lo scorso 11 marzo, intitolava un suo editoriale proprio “Uno stato ebraico razzista”, commentando la legge approvata dalla Knesset che discrimina pesantemente i cittadini israeliani non ebrei nell’ambito dell’assegnazione delle terre demaniali.
Un principio, quello della discriminazione tra cittadini israeliani ebrei e non, che è stato diverse volte respinto dalle più alte autorità giuridiche israeliane ma che viene sempre riproposto a livello politico non appena la maggioranza di governo è abbastanza di destra per farlo.
Una questione ripresentata regolarmente quasi fosse un principio fondante del sionismo e non qualcosa di bizzarro come i vari Meetic israeliani che ti chiedono di dimostrare di essere ebreo per poter rimorchiare un po’ di Jewish love. Ma se io amo il Jewish love ma non sono Jewish posso rimorchiare lo stesso su Jewish Love? No, e allora lo vedete che siete razzisti ed io non vi amo più? Non ci ami? Razzisti noi?! Allora sei antisemita.

Quindi Haaretz può fare le pulci al suo paese e ravvisare un comportamento razzista nei suoi politicanti e noi no.
Figuriamoci se può farlo un Ahmadinejad raffigurato con tratti scimmieschi dai vari liberaliperisraele. Il novello Hitler, il male assoluto che quando parla di eccesso di violenza messa in atto a Gaza ed accusa lo stato ebraico di essere assai poco Human Friendly, si avvicina pericolosamente alla verità.

E’ una forma sottile di sadismo. Comportiamoci da stronzi ma obblighiamo il mondo intero ad adorarci. E chi non ci adora è uno scimmione inferiore puzzolente e malvagio.

Israele non è un paese razzista, quindi. Almeno prepotente, possiamo dirlo?


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Solo un idiota si metterebbe a gridare che vuole la distruzione di Israele, avendo tutti gli amici di Israele attorno, con gli M16 puntati alla sua testa e una pattuglia di B52 che gli svolazza sopra.
O Ahmadinejad è un idiota o è un pupo che interpreta una parte, quella del feroce Saladino che regolarmente va a sbattere con rumore di ferraglia contro i crociati venuti a combatterlo. In ogni caso è un mistero perchè faccia di tutto per fare la fine di Saddam Hussein. Esistono forme di suicidio decisamente stravaganti.

Però è anche vero che le parole di Ahmadinejad, non sembrando mai abbastanza forti per lo scopo che ci si è prefissati, l’attacco all’Iran già deciso anche se al posto di Ahmadinejad ci fosse lo Scià redivivo, vengono aggiustate sulla stampa occidentale in modo truffaldino, tanto nessuno crede al “nuovo Hitler” ma ai paladini della libertà, che non importa si facciano rappresentare da un Orlando sempre più fuori di senno.

Per esempio, Ahmadinejad dice che “presto il regime sionista sarà spazzato via”. Nella traduzione, anzi nell’esegesi, diventa “Israele sarà spazzato via”. Si noti che Ahmadinejad viene intervistato in TV e ripete, in modo che tutti possiamo sentirlo, “il regime sionista è giunto alla fine” riferendosi appunto al sistema di potere di Tel Aviv ma alla fine andremo a letto con la certezza che lui intendeva “cancellare Israele”, pompelmi compresi.
Qui trovate la traduzione integrale dell’intervista che ha rilasciato al TG1. Il pensiero di Ahmadinejad è come il gioco del “campo minato”. Dice cose anche giuste disseminate di minchiate che esplodono all’improvviso distruggendo tutto il discorso. Ad esempio, quando dice “ammettiamo che qualcosa sia successo (riferendosi all’Olocausto), bbooom”! E’ per questo suo suggerire il negazionismo che i suoi esegeti vanno a nozze e si prendono delle libertà con le traduzioni. Quindi, augurarsi la fine del sionismo equivale a voler cancellare Israele.

Sarebbe come se il deputato Schulz (ricordate, il famoso kapò del film sui campi di concentramento nazisti) dicesse che “il potere di Berlusconi presto giungerà alla fine” e il Giornale scrivesse che “La Germania vuole buttare a mare gli Italiani.” Lo so, è un paragone cretino ma non me ne viene in mente uno più intelligente, visto il livello della propaganda in gioco.
Io non sono abituata ad identificare i regimi politici (dittatoriali o meno) con i popoli che da essi si fanno rappresentare, volenti o nolenti. Un iraniano qualunque non dovrebbe mai pagare per le parole di un pupo come Ahmadinejad. Come non ritengo il mio amico israeliano responsabile delle vaccate di Olmert e Sharon.

P.S. Sto leggendo “Lepidezze postribolari” di Luttazzi, dove si fa notare come sia Bush che Ahmadinejad abbiano gli occhi talmente vicini che uno finisce per rassomigliare all’altro. La vignetta è ancora più esplicita. Succede lo stesso tra moglie e marito e tra cane e padrone.


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