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“E la Mussolini è colta in posizioni compromettenti? Ha ragione di vergognarsi o può correre il rischio? La notizia ci potrebbe essere se fosse amante di Sansonetti o di Pecoraro Scanio. Quale danno lamenta la Mussolini? In cosa la Mussolini è stata offesa o sputtanata? Se il fatto non è vero, pur essendo vero il ricatto, in breve tempo passerà da colpevole di scopata privata, reato non gravissimo e non penale e praticato di molte donne a destra e sinistra, da destra a sinistra, a vittima di un ricatto a cui nessuno ha ceduto.
In un caso o nell’altro, la sua onorabilità – anche per la coerenza politica erotica – non apparirà scalfita. Il filmato assumerebbe un altro significato, visti i principi programmati dalla Mussolini, se si fosse trattato della documentazione di un rapporto saffico con Rosy Bindi o con Rosa Russo Iervolino”. (Il Giornale, novembre 2009)

Grazie a chi scrive pornazzi del genere in corpo 11, infilandoci tutte le proprie stagionate inibizioni, chi è psicologo potrebbe ricavare un trattato di psychopathia sexualis da fare una pippa cosmica a Krafft-Ebing, divertendosi un mondo, per altro.
Lo strizzacervelli potrebbe evidenziare con un implacabile stabilo boss freudiano la lunga serie di perversioni che si nascondono dietro il perbenismo borghese in giacca di tweed, la più sorprendente delle quali, secondo chi scrive, è quella che nell’articolessa viene chiamata la coerenza erotica. Cioè, io prima di trombare qualcuno che mi attizza dovrei informarmi sul suo orientamento politico perchè se non la pensa come me non funziona.
Feltri ha talmente paura che un/a comunista possa fargli partire i missili e scoppiare i fuochi artificiali e fargli così mollare finalmente quei freni inibitori così spasmodicamente tirati, che non ha idea di quale sommo piacere possa essere invece sodomizzare in ogni modo possibile un esponente dello schieramento opposto.

Coerenza erotica è anche coerenza di orientamento, ça va sans dire. Vestendo la solita omofobia d’ordinanza, il pervertito ci regala questa immaginaria scenetta saffica, non tra Alessandra e, che ne so, Monica Bellucci (fantasia che gli bagnerebbe sicuramente le mutandine “lana fuori e cilicio di dentro”) ma un qualcosa di totalmente antierotico come immaginare Rosetta che dice “ti amo” a Rosy. Con quella voce.
Capite che sono delle perfette fantasie antierotiche, nate da una mente che ha il terrore di lasciarsi andare? Mi sto eccitando quindi penso a qualcosa che me lo ammosci definitivamente o me la faccia diventare secca come un secchio di sabbia.

Lo psicologo si divertirebbe così, mentre il sociologo si interrogherebbe sul livello di meschinità del maschio berlusconide rettiliano, per il quale la donna è una specie di bambola gonfiabile che non deve chiedere mai. Se si ribella o non OBBEDISCE, deve solo tacere.
Non un normale rapporto uomo-donna ma piuttosto tra pupa e gangster. “Adesso levatevi dalle palle, puttane, che dobbiamo parlare d’affari”.

Giustamente Alessandra chiama in causa la Carfagna, che dovrebbe difendere la dignità delle donne offesa da questi killeraggi misogini, da queste paccianate mediatiche, ma la Mara pari opportunista vi manda tutte in culo, care ragazze.
Lei fa la boccuccia tonda e se ne sta lì tutta sgonfia, perchè se parlasse o si prendesse ad esempio una cotta per Gianfranco e passasse il Rubicone, allora il Giornale avrebbe sicuramente qualcosina anche per lei.
Dopo aver sbattuto addirittura la Di-Lui-Moglie in prima pagina, con le poppe di fuori ed il rinfaccio delle origini di attricetta, ad un primo cenno di richiesta di divorzio, figuriamoci cosa ci sarebbe per una papigirl ribelle. All’Aldo Raine del giornalismo interessano solo i suoi cento scalpi quotidiani di oppositori dell’Unto.

Detto di quanto schifo fanno queste campagne scandalistiche di depistaggio per sviare l’attenzione dalla discesa agli inferi del nano, tutta la mia sincera ammirazione per Alessandra Mussolini che – buon sangue non mente – ha compiuto l’unico vero gesto rivoluzionario di questi sciagurati tempi. Un gesto che è come certe carte di credito, non ha prezzo. Stracciare “il Giornale”.

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