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In fondo qual’è la colpa dei piloti sciagurati che non accettano il progetto di spartizione dei poveri resti di Alitalia da parte di un manipolo di detentori di plurimi conflitti d’interesse che vogliono soltanto arraffarne qualcuno in più rischiando poco o niente?
Sono dei pazzi perchè osano avere un’opinione propria e diversa da quella che tutti dovremmo avere in questa occasione, secondo il messaggio neanche tanto subliminale che proviene dai media.
Oh cazzo, non vorranno mica far fallire un progetto di Berlusconi, l’infallibile? Come è possibile che qualcuno voglia mettergli i bastoni tra le ali, a Lui?

Dispiace dover ancora una volta parlare del TG1 ma non se ne può proprio fare a meno.
La malattia della quale soffre il nostro paese, l’omologazione verso il pensiero unico, manifesta dei sintomi e i più evidenti, quelli esantematici, le bolle e le pustole, provengono dal mondo dell’informazione-kapò.

Sono settimane che giornalisti capaci, quando si tratta del LORO contratto, di scioperi da sei-sette giorni per volta, non riescono a farsi una ragione di come si possa essere contrari ad un progetto del governo Berlusconi.
Non gliene frega una cippa se il piano è buono o cattivo, e difatti se ne guardano bene dall’illustrarne i contenuti, l’importante è che lo si ingoi senza discutere. Sono talmente abituati ormai a dire si a tutto ciò che viene dall’alto che la possibilità che qualcuno possa dire “no”, la facoltà di ribellarsi, li manda in loop. Sono giorni che il tremendo conflitto che li rode si manifesta in video e in voce.

Prima la famosa esultanza dei piloti, che tanto li ha impressionati, definita prima bizzarra e poi addirittura agghiacciante, neanche si trattasse di uno snuff di Miike.
Ieri sera la farsa comica in un atto con la comandantessa e l’assistente di volo biondocrinita intervistate in studio. Accuratamente selezionate, come le veline, dalla parte che critica i colleghi che hanno esultato. Anzi, la pilotina ha detto che quando ha sentito le grida di giubilo ha avuto un trip da Nazareno ed ha esclamato “Padre perdona loro perchè non sanno quello che fanno”. Purtroppo non in aramaico, sarebbe stato ancora più bello.
L’altra “volina” ha ribadito che, si, bisogna dire di si al progetto di Berlusconi perchè non c’è alternativa. Grazie, stragrazie, ma che belle e brave pilote, queste si che sanno come si sta al mondo.
Stasera ancora, tipo martello pneumatico, il racconto degli scontri tra le fazioni. I lavoratori cominciano ad essere divisi, che bello, i buoni vinceranno e i cattivi (pilotacci cattivi, comunistacci residui e altra plebaglia) saranno sconfitti. Noi tifiamo CAI, tié!

Chissà perchè, in un flash mi è venuto in mente che i lacchè erano quelli che avevano l’onore di sverginare le ghigliottine salendovi un minuto prima dei loro padroni.
Adesso mi vado a sedere sulla riva del fiume e aspetto il prossimo sciopero dei giornalisti e il bollettino letto da un rappresentante sindacale autorizzato dal comitato di redazione che definirà “inaccettabili” le proposte dell’azienda e che annuncerà il prosieguo dello sciopero, fintanto che non saranno accolte le richieste della parte sindacale.


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In fondo qual’è la colpa dei piloti sciagurati che non accettano il progetto di spartizione dei poveri resti di Alitalia da parte di un manipolo di detentori di plurimi conflitti d’interesse che vogliono soltanto arraffarne qualcuno in più rischiando poco o niente?
Sono dei pazzi perchè osano avere un’opinione propria e diversa da quella che tutti dovremmo avere in questa occasione, secondo il messaggio neanche tanto subliminale che proviene dai media.
Oh cazzo, non vorranno mica far fallire un progetto di Berlusconi, l’infallibile? Come è possibile che qualcuno voglia mettergli i bastoni tra le ali, a Lui?

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La malattia della quale soffre il nostro paese, l’omologazione verso il pensiero unico, manifesta dei sintomi e i più evidenti, quelli esantematici, le bolle e le pustole, provengono dal mondo dell’informazione-kapò.

Sono settimane che giornalisti capaci, quando si tratta del LORO contratto, di scioperi da sei-sette giorni per volta, non riescono a farsi una ragione di come si possa essere contrari ad un progetto del governo Berlusconi.
Non gliene frega una cippa se il piano è buono o cattivo, e difatti se ne guardano bene dall’illustrarne i contenuti, l’importante è che lo si ingoi senza discutere. Sono talmente abituati ormai a dire si a tutto ciò che viene dall’alto che la possibilità che qualcuno possa dire “no”, la facoltà di ribellarsi, li manda in loop. Sono giorni che il tremendo conflitto che li rode si manifesta in video e in voce.

Prima la famosa esultanza dei piloti, che tanto li ha impressionati, definita prima bizzarra e poi addirittura agghiacciante, neanche si trattasse di uno snuff di Miike.
Ieri sera la farsa comica in un atto con la comandantessa e l’assistente di volo biondocrinita intervistate in studio. Accuratamente selezionate, come le veline, dalla parte che critica i colleghi che hanno esultato. Anzi, la pilotina ha detto che quando ha sentito le grida di giubilo ha avuto un trip da Nazareno ed ha esclamato “Padre perdona loro perchè non sanno quello che fanno”. Purtroppo non in aramaico, sarebbe stato ancora più bello.
L’altra “volina” ha ribadito che, si, bisogna dire di si al progetto di Berlusconi perchè non c’è alternativa. Grazie, stragrazie, ma che belle e brave pilote, queste si che sanno come si sta al mondo.
Stasera ancora, tipo martello pneumatico, il racconto degli scontri tra le fazioni. I lavoratori cominciano ad essere divisi, che bello, i buoni vinceranno e i cattivi (pilotacci cattivi, comunistacci residui e altra plebaglia) saranno sconfitti. Noi tifiamo CAI, tié!

Chissà perchè, in un flash mi è venuto in mente che i lacchè erano quelli che avevano l’onore di sverginare le ghigliottine salendovi un minuto prima dei loro padroni.
Adesso mi vado a sedere sulla riva del fiume e aspetto il prossimo sciopero dei giornalisti e il bollettino letto da un rappresentante sindacale autorizzato dal comitato di redazione che definirà “inaccettabili” le proposte dell’azienda e che annuncerà il prosieguo dello sciopero, fintanto che non saranno accolte le richieste della parte sindacale.


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Sono dei pazzi perchè osano avere un’opinione propria e diversa da quella che tutti dovremmo avere in questa occasione, secondo il messaggio neanche tanto subliminale che proviene dai media.
Oh cazzo, non vorranno mica far fallire un progetto di Berlusconi, l’infallibile? Come è possibile che qualcuno voglia mettergli i bastoni tra le ali, a Lui?

Dispiace dover ancora una volta parlare del TG1 ma non se ne può proprio fare a meno.
La malattia della quale soffre il nostro paese, l’omologazione verso il pensiero unico, manifesta dei sintomi e i più evidenti, quelli esantematici, le bolle e le pustole, provengono dal mondo dell’informazione-kapò.

Sono settimane che giornalisti capaci, quando si tratta del LORO contratto, di scioperi da sei-sette giorni per volta, non riescono a farsi una ragione di come si possa essere contrari ad un progetto del governo Berlusconi.
Non gliene frega una cippa se il piano è buono o cattivo, e difatti se ne guardano bene dall’illustrarne i contenuti, l’importante è che lo si ingoi senza discutere. Sono talmente abituati ormai a dire si a tutto ciò che viene dall’alto che la possibilità che qualcuno possa dire “no”, la facoltà di ribellarsi, li manda in loop. Sono giorni che il tremendo conflitto che li rode si manifesta in video e in voce.

Prima la famosa esultanza dei piloti, che tanto li ha impressionati, definita prima bizzarra e poi addirittura agghiacciante, neanche si trattasse di uno snuff di Miike.
Ieri sera la farsa comica in un atto con la comandantessa e l’assistente di volo biondocrinita intervistate in studio. Accuratamente selezionate, come le veline, dalla parte che critica i colleghi che hanno esultato. Anzi, la pilotina ha detto che quando ha sentito le grida di giubilo ha avuto un trip da Nazareno ed ha esclamato “Padre perdona loro perchè non sanno quello che fanno”. Purtroppo non in aramaico, sarebbe stato ancora più bello.
L’altra “volina” ha ribadito che, si, bisogna dire di si al progetto di Berlusconi perchè non c’è alternativa. Grazie, stragrazie, ma che belle e brave pilote, queste si che sanno come si sta al mondo.
Stasera ancora, tipo martello pneumatico, il racconto degli scontri tra le fazioni. I lavoratori cominciano ad essere divisi, che bello, i buoni vinceranno e i cattivi (pilotacci cattivi, comunistacci residui e altra plebaglia) saranno sconfitti. Noi tifiamo CAI, tié!

Chissà perchè, in un flash mi è venuto in mente che i lacchè erano quelli che avevano l’onore di sverginare le ghigliottine salendovi un minuto prima dei loro padroni.
Adesso mi vado a sedere sulla riva del fiume e aspetto il prossimo sciopero dei giornalisti e il bollettino letto da un rappresentante sindacale autorizzato dal comitato di redazione che definirà “inaccettabili” le proposte dell’azienda e che annuncerà il prosieguo dello sciopero, fintanto che non saranno accolte le richieste della parte sindacale.


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Pur essendo tutte e tre perfettamente plausibili, solo una delle affermazioni che seguono è assolutamente falsa. Quale?

Angelino Alfano, il nostro Angelinho Pernambucano guardasigilli, ha detto che nel suo progetto di riforma della giustizia, i PM non saranno mai sottoposti ai voleri dell’esecutivo.

Dopo la legge contro clienti e prostitute, Mara Carfagna ha allo studio un decreto legge per rendere fuorilegge i rapporti sessuali orali su tutto il territorio nazionale, come già è previsto dalle leggi di alcuni stati degli USA.

Il TG1, nell’edizione delle 20,00 di ieri sera, ha definito “agghiaccianti” le manifestazioni di giubilo dei dipendenti Alitalia alla notizia del ritiro della CAI dal tavolo delle trattative.


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Angelino Alfano, il nostro Angelinho Pernambucano guardasigilli, ha detto che nel suo progetto di riforma della giustizia, i PM non saranno mai sottoposti ai voleri dell’esecutivo.

Dopo la legge contro clienti e prostitute, Mara Carfagna ha allo studio un decreto legge per rendere fuorilegge i rapporti sessuali orali su tutto il territorio nazionale, come già è previsto dalle leggi di alcuni stati degli USA.

Il TG1, nell’edizione delle 20,00 di ieri sera, ha definito “agghiaccianti” le manifestazioni di giubilo dei dipendenti Alitalia alla notizia del ritiro della CAI dal tavolo delle trattative.


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Pur essendo tutte e tre perfettamente plausibili, solo una delle affermazioni che seguono è assolutamente falsa. Quale?

Angelino Alfano, il nostro Angelinho Pernambucano guardasigilli, ha detto che nel suo progetto di riforma della giustizia, i PM non saranno mai sottoposti ai voleri dell’esecutivo.

Dopo la legge contro clienti e prostitute, Mara Carfagna ha allo studio un decreto legge per rendere fuorilegge i rapporti sessuali orali su tutto il territorio nazionale, come già è previsto dalle leggi di alcuni stati degli USA.

Il TG1, nell’edizione delle 20,00 di ieri sera, ha definito “agghiaccianti” le manifestazioni di giubilo dei dipendenti Alitalia alla notizia del ritiro della CAI dal tavolo delle trattative.


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Fiumicino, esterno giorno, primi mesi del 2008. E’ in corso la trattativa con Air France per trovare un acquirente per la compagnia di bandiera italiana sull’orlo del fallimento. Il governo Prodi privilegia la pista francese perchè l’asta per il salvataggio è andata fino a quel momento deserta ed Air France è l’unico gruppo che abbia presentato una proposta concreta.
Appena si dice “chi vuol comperare Alitalia?” tutti i capitalisti coraggiosi italiani si chinano a raccattare immaginari fazzoletti.

Sui giornali e sui servizietti dei TG la parola d’ordine è “ohibò, si svende ai francesi”. Si parla di 2500 esuberi e l’atmosfera è di grande solidarietà con i lavoratori a rischio del posto di lavoro. Bisogna far notare quanto dannoso sia il governo di centrosinistra, così poco patriottico ed antipadano.
Alla fine i sindacati (quanto poco lungimiranti, ahimé) non ci stanno. La trattativa termina con un nulla di fatto e la Francia stacca la Spinettà. Au revoir les enfants.
Dopo poco cade anche il governo Prodi e arriva Berlusconi che inizia subito a favoleggiare di cordate italiane in grado di portare in salvo la pulzella alata.

Fiumicino, esterno giorno, settembre. Il governo ha presentato un piano di salvataggio che non vi descrivo; se volete sapere che razza di pasticcio è, ve lo lascio raccontare da Travaglio nel filmato che segue.

Questa volta i coraggiosi partecipano, eccome, visto che i debiti li paghiamo noi e gli eventuali utili li intascano loro. Si parla di ben 25.000 esuberi ma non importa, la parola d’ordine è “il piano dovrà essere accettato perchè non c’è alternativa”. O affogare o affogare.
I lavoratori in sciopero questa volta cominciano a stare sui maroni ai reporter che ci intrattengono quotidianamente dall’aeroporto dove si consuma il dramma della sciura Colombo che non può partire per Sharm.

Che sagome i giornalisti dell’informazione radiotelevisiva. Quando scioperano loro, si resta a TG spenti per tre giorni di fila e guai a chi fiata. Potrebbe aprirsi un buco nero in Piazza San Pietro ed inghiottire il Vaticano lasciando solo una scarpetta rossa da una parte, che loro non farebbero una piega.
Invece se scioperano altri lavoratori, soprattutto quelli dei trasporti, li vedi che corrono ad intervistare le vittime dei “disagi”, del “caos” e devi vederli come raccontano, tutti sudati, dei “disordini” provocati dagli scioperanti.
Non riuscirò mai a capire perchè sia così difficile per l’inviato del TG solidarizzare con i compagni di sventura.

Perchè, parliamoci chiaro: non esiste cosa peggiore per chi può far conto solo su quello stipendio mensile, di perdere il lavoro e quindi quella certezza di introito. Non c’è niente di più stressante e disperante per l’equilibrio mentale di un individuo, a parte la morte di un figlio.
E’ banale dirlo ma sono cose che voi umani che governate e che vi sbattete le veline non potete nemmeno immaginare, visto che non le proverete mai.
Non stiamo parlando di una questione di aumenti di 100 euro, stiamo parlando di sopravvivenza, e loro aggrottano le sopracciglia pensando alla necessità di tagliare il prelievo da casa del pilota. Cosa vuoi che sia portare un 747 da Roma a New York; secondo il piano del governo, un comandante può benissimo riciclarsi dietro ad uno sportello delle Poste a timbrare raccomandate. Noi comandiamo, voi vi addattate.

Così quando sento Berlusconi che, parlando degli ammortizzatori sociali previsti per i lavoratori Alitalia in esubero, si lamenta che questi (i lavoratori) non devono esagerare nelle pretese perchè non possono (gli ammortizzatori) diventare una forma di privilegio, ecco, penso che costui non dovrebbe permettersi di parlare di cose che non conosce. E, tra parentesi, dovrebbe anche vergognarsi.

Dal canto suo il sindacato, e mi riferisco in specie alla CGIL, peccando come al solito di scarsa lungimiranza e per la smania di nuocere all’unico governo di centrosinistra in circolazione, pagherà cara la non adesione all’offerta di Air France.
Anche se i più agguerriti sono gli autonomi, sono tutti d’accordo a scaricare la responsabilità del fallimento sul maggiore sindacato e a metterlo all’angolo. “Se Alitalia è fallita è colpa dei comunisti”.

In quanto all’informazione-kapò televisiva di cui sopra, abbiamo capito finalmente cos’è, o meglio chi è che impedisce ai giornalisti italiani di informare in maniera seria, onesta, obiettiva, insomma professionale, i loro concittadini: Gabriele Paolini.


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Fiumicino, esterno giorno, primi mesi del 2008. E’ in corso la trattativa con Air France per trovare un acquirente per la compagnia di bandiera italiana sull’orlo del fallimento. Il governo Prodi privilegia la pista francese perchè l’asta per il salvataggio è andata fino a quel momento deserta ed Air France è l’unico gruppo che abbia presentato una proposta concreta.
Appena si dice “chi vuol comperare Alitalia?” tutti i capitalisti coraggiosi italiani si chinano a raccattare immaginari fazzoletti.

Sui giornali e sui servizietti dei TG la parola d’ordine è “ohibò, si svende ai francesi”. Si parla di 2500 esuberi e l’atmosfera è di grande solidarietà con i lavoratori a rischio del posto di lavoro. Bisogna far notare quanto dannoso sia il governo di centrosinistra, così poco patriottico ed antipadano.
Alla fine i sindacati (quanto poco lungimiranti, ahimé) non ci stanno. La trattativa termina con un nulla di fatto e la Francia stacca la Spinettà. Au revoir les enfants.
Dopo poco cade anche il governo Prodi e arriva Berlusconi che inizia subito a favoleggiare di cordate italiane in grado di portare in salvo la pulzella alata.

Fiumicino, esterno giorno, settembre. Il governo ha presentato un piano di salvataggio che non vi descrivo; se volete sapere che razza di pasticcio è, ve lo lascio raccontare da Travaglio nel filmato che segue.

http://www.youtube.com/v/2RRNWHTNa_c&hl=it&fs=1

Questa volta i coraggiosi partecipano, eccome, visto che i debiti li paghiamo noi e gli eventuali utili li intascano loro. Si parla di ben 25.000 esuberi ma non importa, la parola d’ordine è “il piano dovrà essere accettato perchè non c’è alternativa”. O affogare o affogare.
I lavoratori in sciopero questa volta cominciano a stare sui maroni ai reporter che ci intrattengono quotidianamente dall’aeroporto dove si consuma il dramma della sciura Colombo che non può partire per Sharm.

Che sagome i giornalisti dell’informazione radiotelevisiva. Quando scioperano loro, si resta a TG spenti per tre giorni di fila e guai a chi fiata. Potrebbe aprirsi un buco nero in Piazza San Pietro ed inghiottire il Vaticano lasciando solo una scarpetta rossa da una parte, che loro non farebbero una piega.
Invece se scioperano altri lavoratori, soprattutto quelli dei trasporti, li vedi che corrono ad intervistare le vittime dei “disagi”, del “caos” e devi vederli come raccontano, tutti sudati, dei “disordini” provocati dagli scioperanti.
Non riuscirò mai a capire perchè sia così difficile per l’inviato del TG solidarizzare con i compagni di sventura.

Perchè, parliamoci chiaro: non esiste cosa peggiore per chi può far conto solo su quello stipendio mensile, di perdere il lavoro e quindi quella certezza di introito. Non c’è niente di più stressante e disperante per l’equilibrio mentale di un individuo, a parte la morte di un figlio.
E’ banale dirlo ma sono cose che voi umani che governate e che vi sbattete le veline non potete nemmeno immaginare, visto che non le proverete mai.
Non stiamo parlando di una questione di aumenti di 100 euro, stiamo parlando di sopravvivenza, e loro aggrottano le sopracciglia pensando alla necessità di tagliare il prelievo da casa del pilota. Cosa vuoi che sia portare un 747 da Roma a New York; secondo il piano del governo, un comandante può benissimo riciclarsi dietro ad uno sportello delle Poste a timbrare raccomandate. Noi comandiamo, voi vi addattate.

Così quando sento Berlusconi che, parlando degli ammortizzatori sociali previsti per i lavoratori Alitalia in esubero, si lamenta che questi (i lavoratori) non devono esagerare nelle pretese perchè non possono (gli ammortizzatori) diventare una forma di privilegio, ecco, penso che costui non dovrebbe permettersi di parlare di cose che non conosce. E, tra parentesi, dovrebbe anche vergognarsi.

Dal canto suo il sindacato, e mi riferisco in specie alla CGIL, peccando come al solito di scarsa lungimiranza e per la smania di nuocere all’unico governo di centrosinistra in circolazione, pagherà cara la non adesione all’offerta di Air France.
Anche se i più agguerriti sono gli autonomi, sono tutti d’accordo a scaricare la responsabilità del fallimento sul maggiore sindacato e a metterlo all’angolo. “Se Alitalia è fallita è colpa dei comunisti”.

In quanto all’informazione-kapò televisiva di cui sopra, abbiamo capito finalmente cos’è, o meglio chi è che impedisce ai giornalisti italiani di informare in maniera seria, onesta, obiettiva, insomma professionale, i loro concittadini: Gabriele Paolini.


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Appena si dice “chi vuol comperare Alitalia?” tutti i capitalisti coraggiosi italiani si chinano a raccattare immaginari fazzoletti.

Sui giornali e sui servizietti dei TG la parola d’ordine è “ohibò, si svende ai francesi”. Si parla di 2500 esuberi e l’atmosfera è di grande solidarietà con i lavoratori a rischio del posto di lavoro. Bisogna far notare quanto dannoso sia il governo di centrosinistra, così poco patriottico ed antipadano.
Alla fine i sindacati (quanto poco lungimiranti, ahimé) non ci stanno. La trattativa termina con un nulla di fatto e la Francia stacca la Spinettà. Au revoir les enfants.
Dopo poco cade anche il governo Prodi e arriva Berlusconi che inizia subito a favoleggiare di cordate italiane in grado di portare in salvo la pulzella alata.

Fiumicino, esterno giorno, settembre. Il governo ha presentato un piano di salvataggio che non vi descrivo; se volete sapere che razza di pasticcio è, ve lo lascio raccontare da Travaglio nel filmato che segue.

Questa volta i coraggiosi partecipano, eccome, visto che i debiti li paghiamo noi e gli eventuali utili li intascano loro. Si parla di ben 25.000 esuberi ma non importa, la parola d’ordine è “il piano dovrà essere accettato perchè non c’è alternativa”. O affogare o affogare.
I lavoratori in sciopero questa volta cominciano a stare sui maroni ai reporter che ci intrattengono quotidianamente dall’aeroporto dove si consuma il dramma della sciura Colombo che non può partire per Sharm.

Che sagome i giornalisti dell’informazione radiotelevisiva. Quando scioperano loro, si resta a TG spenti per tre giorni di fila e guai a chi fiata. Potrebbe aprirsi un buco nero in Piazza San Pietro ed inghiottire il Vaticano lasciando solo una scarpetta rossa da una parte, che loro non farebbero una piega.
Invece se scioperano altri lavoratori, soprattutto quelli dei trasporti, li vedi che corrono ad intervistare le vittime dei “disagi”, del “caos” e devi vederli come raccontano, tutti sudati, dei “disordini” provocati dagli scioperanti.
Non riuscirò mai a capire perchè sia così difficile per l’inviato del TG solidarizzare con i compagni di sventura.

Perchè, parliamoci chiaro: non esiste cosa peggiore per chi può far conto solo su quello stipendio mensile, di perdere il lavoro e quindi quella certezza di introito. Non c’è niente di più stressante e disperante per l’equilibrio mentale di un individuo, a parte la morte di un figlio.
E’ banale dirlo ma sono cose che voi umani che governate e che vi sbattete le veline non potete nemmeno immaginare, visto che non le proverete mai.
Non stiamo parlando di una questione di aumenti di 100 euro, stiamo parlando di sopravvivenza, e loro aggrottano le sopracciglia pensando alla necessità di tagliare il prelievo da casa del pilota. Cosa vuoi che sia portare un 747 da Roma a New York; secondo il piano del governo, un comandante può benissimo riciclarsi dietro ad uno sportello delle Poste a timbrare raccomandate. Noi comandiamo, voi vi addattate.

Così quando sento Berlusconi che, parlando degli ammortizzatori sociali previsti per i lavoratori Alitalia in esubero, si lamenta che questi (i lavoratori) non devono esagerare nelle pretese perchè non possono (gli ammortizzatori) diventare una forma di privilegio, ecco, penso che costui non dovrebbe permettersi di parlare di cose che non conosce. E, tra parentesi, dovrebbe anche vergognarsi.

Dal canto suo il sindacato, e mi riferisco in specie alla CGIL, peccando come al solito di scarsa lungimiranza e per la smania di nuocere all’unico governo di centrosinistra in circolazione, pagherà cara la non adesione all’offerta di Air France.
Anche se i più agguerriti sono gli autonomi, sono tutti d’accordo a scaricare la responsabilità del fallimento sul maggiore sindacato e a metterlo all’angolo. “Se Alitalia è fallita è colpa dei comunisti”.

In quanto all’informazione-kapò televisiva di cui sopra, abbiamo capito finalmente cos’è, o meglio chi è che impedisce ai giornalisti italiani di informare in maniera seria, onesta, obiettiva, insomma professionale, i loro concittadini: Gabriele Paolini.


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