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Il 20 gennaio scorso, tra una notiziola e l’altra, il conduttore del TG1 ha annunciato che, con la presentazione dell’ultimo volume della rivista ASPENIA, dedicato alla presidenza Obama, “si è inaugurata oggi la collaborazione tra il TG1 e l’Aspen Institute Italia”.

Ma va? E noi che credevamo che l’Aspen, il CFR (Council on Foreign Relations) e le altre lobbies e think tanks avessero già messo da tempo le mani su ogni media italiano, dalla RAI a Mediaset, da Telecom al Corrierone, fino ai giornaletti parrocchiali e i bollettini per i naviganti. Se non altro perchè i loro membri sono onnipresenti ogni volta che c’è da intervistare l’esperto dei massimi sistemi.
Si vede che, come le gravidanze in stato avanzato, al TG1 il pancione non riuscivano più a nasconderlo.

Cos’è l’Aspen Institute? E’ una lobby come ce ne sono tante in America, che di mestiere lobbano, ovvero fanno gli interessi di coloro che ne fanno parte, di solito coloro che contano. In fondo sono dei sindacati per ricchi e potenti, con filiali in tutto il mondo.
Dentro ci sono proprio tutti, come in un super Rotary, un Rotarone extralusso.
Il fondatore di Aspen Italia è Gianni De Michelis e l’attuale presidente è Giulio Tremonti. La direttora responsabile di Aspenia, la rivista di Aspen Italia è Lucia Annunziata, quella che deve orientare gli italiani.

Chiedi loro: che fate? dove andate? quanti siete? E loro rispondono sempre “è per il bene del mondo, è per mangiarvi meglio”. Si riuniscono a porte chiuse, sempre per il bene del mondo. Vogliono creare una dirigenza illuminata, lo scrivono sul loro sito.
Oplà, buoni, non dite illuminati che mi si sveglia l’Icke. Poi finisce che vuole andargli a strappare la pelle per vedere se sotto c’è il lucertolone, sapete com’è.

Hai voglia di tenere il complottista al guinzaglio ma tutti questi circoli, queste bocciofile per miliardari non saranno una specie di Massoneria a cielo aperto? Sa, a me queste consorterie stanno tutte un po’ sul cazzo, soprattutto i fratelli in grembiulino e compasso. Proprio non li reggo.
Non credo che gli Illuminati si riuniscano in qualche castello bavarese per fare sacrifici umani e trombare strafacendosi di coca qualche ragazzino, come sostengono i complottisti un po’ perversi.
In fondo gli elenchi dei soci non sono mica nascosti a Castiglion Fibocchi, si trovano online, sui vari siti dei clubs.

E’ proprio questa la cosa più pericolosa. Il fatto che ci trovi tutti, destra e sinistra, Prodi e Tremonti, la Confindustria, le multinazionali, i politici, le banche, le assicurazioni, i media, le società di comunicazione. Se tutti vogliono far parte della stessa cosa vuol dire che quella cosa serve per uno scopo comune. Niente di strano, niente complotti con gli alieni grigi per l’invasione della Terra nel 2012.
Queste lobbies vogliono una cosa sola e molto terra terra: la continuazione del loro privilegio. Vigilano affinchè il potere venga tramandato di padre in figlio all’interno della casta.
Il privilegio si mantiene meglio se nessuno rompe i coglioni con roba come uguaglianza di diritti, difesa dei diritti acquisiti e libertà di espressione.

Ecco quindi che si rende necessario spalmare ovunque e liscio come la glassa della Sachertorte il pensiero unico, che unifica Napolitano e Berlusconi, Tremonti, Dini e Prodi in un unico credo: difendere sempre e comunque gli interessi della classe dirigente.
Se la gente pensa in maniera uniforme sarà più facile farle ingoiare i rospi. A questo sono preposti i Riotta e le Annunziate con i loro telegiornali illuminati a giorno.
Hanno aspettato che salisse su Obama, così il pubblico penserà che quelli dei think tank sono tutti democratici, belli e abbronzati ma in realtà sono sempre gli stessi di prima, compresi i lucertoloni del PNAC. Ricordo benissimo che la prima intervista che fece Riotta da neodirettore del TG1, nel settembre 2006, da fratello che riceve finalmente la luce, fu con Henry Kissinger. Chissà perchè.
Per questo ed altro ancora, l’annuncio dell’altra sera è suonato, più che l’annuncio di una novità, un coming-out.

Non è complottismo, è quasi una rasoiata di Occam.


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Il 20 gennaio scorso, tra una notiziola e l’altra, il conduttore del TG1 ha annunciato che, con la presentazione dell’ultimo volume della rivista ASPENIA, dedicato alla presidenza Obama, “si è inaugurata oggi la collaborazione tra il TG1 e l’Aspen Institute Italia”.

Ma va? E noi che credevamo che l’Aspen, il CFR (Council on Foreign Relations) e le altre lobbies e think tanks avessero già messo da tempo le mani su ogni media italiano, dalla RAI a Mediaset, da Telecom al Corrierone, fino ai giornaletti parrocchiali e i bollettini per i naviganti. Se non altro perchè i loro membri sono onnipresenti ogni volta che c’è da intervistare l’esperto dei massimi sistemi.
Si vede che, come le gravidanze in stato avanzato, al TG1 il pancione non riuscivano più a nasconderlo.

Cos’è l’Aspen Institute? E’ una lobby come ce ne sono tante in America, che di mestiere lobbano, ovvero fanno gli interessi di coloro che ne fanno parte, di solito coloro che contano. In fondo sono dei sindacati per ricchi e potenti, con filiali in tutto il mondo.
Dentro ci sono proprio tutti, come in un super Rotary, un Rotarone extralusso.
Il fondatore di Aspen Italia è Gianni De Michelis e l’attuale presidente è Giulio Tremonti. La direttora responsabile di Aspenia, la rivista di Aspen Italia è Lucia Annunziata, quella che deve orientare gli italiani.

Chiedi loro: che fate? dove andate? quanti siete? E loro rispondono sempre “è per il bene del mondo, è per mangiarvi meglio”. Si riuniscono a porte chiuse, sempre per il bene del mondo. Vogliono creare una dirigenza illuminata, lo scrivono sul loro sito.
Oplà, buoni, non dite illuminati che mi si sveglia l’Icke. Poi finisce che vuole andargli a strappare la pelle per vedere se sotto c’è il lucertolone, sapete com’è.

Hai voglia di tenere il complottista al guinzaglio ma tutti questi circoli, queste bocciofile per miliardari non saranno una specie di Massoneria a cielo aperto? Sa, a me queste consorterie stanno tutte un po’ sul cazzo, soprattutto i fratelli in grembiulino e compasso. Proprio non li reggo.
Non credo che gli Illuminati si riuniscano in qualche castello bavarese per fare sacrifici umani e trombare strafacendosi di coca qualche ragazzino, come sostengono i complottisti un po’ perversi.
In fondo gli elenchi dei soci non sono mica nascosti a Castiglion Fibocchi, si trovano online, sui vari siti dei clubs.

E’ proprio questa la cosa più pericolosa. Il fatto che ci trovi tutti, destra e sinistra, Prodi e Tremonti, la Confindustria, le multinazionali, i politici, le banche, le assicurazioni, i media, le società di comunicazione. Se tutti vogliono far parte della stessa cosa vuol dire che quella cosa serve per uno scopo comune. Niente di strano, niente complotti con gli alieni grigi per l’invasione della Terra nel 2012.
Queste lobbies vogliono una cosa sola e molto terra terra: la continuazione del loro privilegio. Vigilano affinchè il potere venga tramandato di padre in figlio all’interno della casta.
Il privilegio si mantiene meglio se nessuno rompe i coglioni con roba come uguaglianza di diritti, difesa dei diritti acquisiti e libertà di espressione.

Ecco quindi che si rende necessario spalmare ovunque e liscio come la glassa della Sachertorte il pensiero unico, che unifica Napolitano e Berlusconi, Tremonti, Dini e Prodi in un unico credo: difendere sempre e comunque gli interessi della classe dirigente.
Se la gente pensa in maniera uniforme sarà più facile farle ingoiare i rospi. A questo sono preposti i Riotta e le Annunziate con i loro telegiornali illuminati a giorno.
Hanno aspettato che salisse su Obama, così il pubblico penserà che quelli dei think tank sono tutti democratici, belli e abbronzati ma in realtà sono sempre gli stessi di prima, compresi i lucertoloni del PNAC. Ricordo benissimo che la prima intervista che fece Riotta da neodirettore del TG1, nel settembre 2006, da fratello che riceve finalmente la luce, fu con Henry Kissinger. Chissà perchè.
Per questo ed altro ancora, l’annuncio dell’altra sera è suonato, più che l’annuncio di una novità, un coming-out.

Non è complottismo, è quasi una rasoiata di Occam.


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