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Certo si può proprio andar fieri di essere la casa automobilistica che ha preteso di vendere la Duna (nella foto, solo per stomaci forti) e che ha tirato fuori, dopo un pranzo a base di funghi allucinogeni, l’orrendo muso della Multipla, non a caso non citate tra le più brutte auto mai esistite. Altro che le Trabant e le NSU Prinz dei tempi andati.

Comunque Marchionne può andare quando vuole a fare i suoi Fiorini e gli Scudi da una parte (perchè, già che c’è, non un Fiat Scheo in onore della Lega?) e le Punto, Panda e Seicento dall’altra. Magari in Serbia, Papuasia o Inguscezia.
Però, per coerenza e per dimostrare che ha coraggio da vero imprenditore, perchè non chiama il modello da produrre in Serbia Fiat “Curva”? Ed avrebbe altresì il coraggio di sfornare una Fiat “Figa” da commercializzare in Italia, così da potere avere un giorno un film dal titolo “Gran Figa” con protagonista un’auto e non la solita topona? Del resto se la Ford ha fatto la Escort…
Dai, Marchionne, se hai il coraggio di fare la Fiat Figa senza contributi statali te la facciamo fare a Termini Imerese senza fiatare, saltando pure i turni del riposo, le ferie e siamo pure disposti a dare un calcio in culo alla FIOM.

Rettifica: La Fiat ha sempre disegnato auto meravigliose dal design stupefacente, resistenti a tutte le intemperie, robustissime e senza mai un filo di ruggine. Sergio Marchionne è un grandissimo imprenditore che mette al primo posto gli interessi degli operai italiani.
Conoscete qualcuno al quale in Italia sia stata rifiutata la patente? Uno o una che non sia mai riuscito ad ottenere la licenza di guida per manifesta inferiorità attitudinale e ferma opposizione dell’ingegnere della motorizzazione? Se lo conoscete fatemelo sapere perchè io non ne ho mai trovato uno.

Ho invece rischiato più volte la pelle salendo in auto con persone che avrebbero fatto meglio a non mettere mai piede in una scuola guida.
Ho visto commettere imprudenze, scorrettezze, atti di puro crimine automobilistico, che farebbero impallidire le gesta di Stuntman Mike, commesse con assoluta naturalezza, da persone che non sono normalmente cattive o idiote ma lo diventano quando tengono un volante tra le mani e oltretutto sono convinte di saper guidare.

In Italia la patente viene data a cani e porci, basta pagare pegno alle scuole guida, lo sappiamo. Le visite mediche che dovrebbero stabilire l’idoneità fisica alla guida sono ridicole. Basta non dichiarare di far uso di psicofarmaci, ad esempio, o barare sulla tavola ortottica per ottenere patenti e loro rinnovi senza problemi. Guidano giovani inesperti e anziani dai sensi annebbiati. Nel nostro paese, forse a causa dell’industria automobilistica locale che ha sempre avuto interesse a riempire di ferraglie maleodoranti le nostre città, vige il motto del film Ratatouille trasportato nel mondo automobilistico: “chiunque può guidare”.

La patente a punti, un’idea che era ventilata da anni e anni, è stata una delle poche cose buone fatte dal penultimo governo, assieme al divieto sul fumo nei locali pubblici, ma non è servita ad impedire che aumentassero i delitti commessi a mezzo automobilistico, soprattutto a danni di pedoni.
In questi ultimi tempi si sono moltiplicati in maniera impressionante le morti per investimento. Le cause sono di solito imputate ad alcool, droga, eccessiva velocità, al fatto che auto troppo potenti vengono date in mano a pischelli senza esperienza ma nessuno cita mai l’inettitudine alla guida.

Recentemente nella mia città una nota scrittrice, una persona che conoscevamo tutti, che era un patrimonio di umanità, simpatia e cultura è morta così, investita di fronte a casa.
L’altro giorno, altre due anziane sono state travolte di fronte ad un bar. Non essendo gli investitori extracomunitari non se ne è parlato a livello nazionale, anzi, nel caso della scrittrice, pare che all’investitrice non sia nemmeno stata fatta la prova dell’alcolimetro “perchè il suo stato non appariva alterato”.

Credo sia praticamente inaccettabile per chi resta l’idea di aver perso una madre o un figlio perchè qualcuno veniva giù da una stradina di campagna a tutta velocità alle 7,30 di mattina e non ha visto una persona che camminava lungo il ciglio della strada, in pieno rettilineo.
E il dolore si accentua pensando che le conseguenze per chi causa un incidente mortale del genere sono praticamente nulle.

Eppure sarebbe così semplice. Causi un incidente dove viene provata la tua responsabilità e la persona investita muore? Oltre al pagamento dei danni e al fatto penale, eccetera eccetera, NON GUIDI PIU’ per il resto della tua vita. Non ci sono né santi né madonne. La patente non viene ritirata ma stracciata. Per intenderci, non è che poi tra qualche anno la riprendi. NON GUIDI PIU’.

Bisogna responsabilizzare chi conduce un’auto. Ci vuole più prevenzione e serietà nel concedere il permesso di guida.
E a mali estremi estremi rimedi. Tanto si può sopravvivere benissimo anche senza auto e muovendosi con mezzi pubblici.


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Conoscete qualcuno al quale in Italia sia stata rifiutata la patente? Uno o una che non sia mai riuscito ad ottenere la licenza di guida per manifesta inferiorità attitudinale e ferma opposizione dell’ingegnere della motorizzazione? Se lo conoscete fatemelo sapere perchè io non ne ho mai trovato uno.

Ho invece rischiato più volte la pelle salendo in auto con persone che avrebbero fatto meglio a non mettere mai piede in una scuola guida.
Ho visto commettere imprudenze, scorrettezze, atti di puro crimine automobilistico, che farebbero impallidire le gesta di Stuntman Mike, commesse con assoluta naturalezza, da persone che non sono normalmente cattive o idiote ma lo diventano quando tengono un volante tra le mani e oltretutto sono convinte di saper guidare.

In Italia la patente viene data a cani e porci, basta pagare pegno alle scuole guida, lo sappiamo. Le visite mediche che dovrebbero stabilire l’idoneità fisica alla guida sono ridicole. Basta non dichiarare di far uso di psicofarmaci, ad esempio, o barare sulla tavola ortottica per ottenere patenti e loro rinnovi senza problemi. Guidano giovani inesperti e anziani dai sensi annebbiati. Nel nostro paese, forse a causa dell’industria automobilistica locale che ha sempre avuto interesse a riempire di ferraglie maleodoranti le nostre città, vige il motto del film Ratatouille trasportato nel mondo automobilistico: “chiunque può guidare”.

La patente a punti, un’idea che era ventilata da anni e anni, è stata una delle poche cose buone fatte dal penultimo governo, assieme al divieto sul fumo nei locali pubblici, ma non è servita ad impedire che aumentassero i delitti commessi a mezzo automobilistico, soprattutto a danni di pedoni.
In questi ultimi tempi si sono moltiplicati in maniera impressionante le morti per investimento. Le cause sono di solito imputate ad alcool, droga, eccessiva velocità, al fatto che auto troppo potenti vengono date in mano a pischelli senza esperienza ma nessuno cita mai l’inettitudine alla guida.

Recentemente nella mia città una nota scrittrice, una persona che conoscevamo tutti, che era un patrimonio di umanità, simpatia e cultura è morta così, investita di fronte a casa.
L’altro giorno, altre due anziane sono state travolte di fronte ad un bar. Non essendo gli investitori extracomunitari non se ne è parlato a livello nazionale, anzi, nel caso della scrittrice, pare che all’investitrice non sia nemmeno stata fatta la prova dell’alcolimetro “perchè il suo stato non appariva alterato”.

Credo sia praticamente inaccettabile per chi resta l’idea di aver perso una madre o un figlio perchè qualcuno veniva giù da una stradina di campagna a tutta velocità alle 7,30 di mattina e non ha visto una persona che camminava lungo il ciglio della strada, in pieno rettilineo.
E il dolore si accentua pensando che le conseguenze per chi causa un incidente mortale del genere sono praticamente nulle.

Eppure sarebbe così semplice. Causi un incidente dove viene provata la tua responsabilità e la persona investita muore? Oltre al pagamento dei danni e al fatto penale, eccetera eccetera, NON GUIDI PIU’ per il resto della tua vita. Non ci sono né santi né madonne. La patente non viene ritirata ma stracciata. Per intenderci, non è che poi tra qualche anno la riprendi. NON GUIDI PIU’.

Bisogna responsabilizzare chi conduce un’auto. Ci vuole più prevenzione e serietà nel concedere il permesso di guida.
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