You are currently browsing the category archive for the ‘avanspettacolo’ category.

Con uno di quei gesti che faranno passare i ministri di questo governo alla storia del teatro di avanspettacolo, il cicisbeo degli Esteri ha ripreso piccatissimo Angela Merkel e Nicolas Sarkozy chiedendo loro perché si ostinino a voler decidere loro due soli, chiusi nel boudoir, il destino economico d’Europa. Una scenetta che ha ricordato il memorabile sketch di Mondaini Vianello ft. Armando Franciosa sulle note della canzone di Aznavour “Ed io tra di voi”
La Frau e il Monsieur, invece di mandarlo affangala con corriere espresso, gli hanno risposto fin troppo educatamente. Germania e Francia sono le economie più forti del continente; non ti dispiace se comandiamo noi per un po’, tesoro?
Poi non si vuole che qualche imprenditore spazientito parli di “ragazzi di bottega”.

Il “Wall Street Journal” – non propriamente “l’Eco del Chisone” – insinua, tanto per rigirare il coltello nella piaga, che i conti italiani potrebbero essere truccati fin dai tempi dell’entrata nell’area Euro e quindi la situazione potrebbe essere più tragica della tragedia. La Corte dei Conti intanto boccia il decretino del governo, dicendo che bisogna far pagare il conto del ristorante a chi mangia caviale e tartufi e non allo sguattero che lava i piatti in cucina.
Queste le ultime notizie. Qualunque governante coscienzioso al pensiero ci perderebbe il sonno guadagnandoci un’ulcera duodenale.
Il nostro capocomico del consiglio, invece, in questi giorni è salito agli orrori delle cronache solo per poche cose. A parte la solita schizzata velenosa in faccia a giudici e magistrati e la fregola di dare un giro di garrota al collo della libertà di stampa per non far scoprire gli altarini blasfemi di casa sua, si è recato in visita dall’altro Putiniere capo dell’altro mafia state per festeggiarne il compleanno. 
No, perché hanno talmente dei passatempi da gangsters, questi due, che poi si offendono se li si immagina in vestaglia di seta in mezzo alle donnine, ai pappa ed ai vory tatuati strafatti di coca e vodka. Vecchi capizona che gozzovigliano con le ancelle dei Proci mentre i territori strozzati dalle loro Organisatsye declinano, si impoveriscono e vanno verso il baratro. Con la gente che li ha votati che ancora li invidia perché trombano. 
Due esseri decadenti, se si pensa che il padrone di casa solo qualche anno fa festeggiava il compleanno con la testa di una giornalista scomoda offerta in dono da qualche misterioso ammiratore e ora si deve accontentare della compagnia di un vecchio barzellettiere con la faccia a stucco veneziano che ormai fa l’Apicella di sé stesso e di una torta pasticciata e sleccazzata da quattro Putinelle sgallettate che, se usano gli attrezzi corporei del mestiere come cucinano, siamo proprio a livelli bassi. Altro che Palacio Berlusconi.

Mentre il PD affila i modem a 14.4k di Veltroni per stare al passo con i tempi, cioè in previsione del dopo Berlusconi, tra un litigio e un distinguo e il Bersani che pettina e spettina bambole ormai più spelacchiate di lui, nella lunga attesa io proporrei di utilizzare gli strumenti delle agenzie di rating per declassare i propri (ex) partiti di riferimento. Io una A al PD gliel’ho tolta già da un pezzo e ora, se mi fanno ancora girare i coglioni, con questa pochezza e miseria di idee e proposte per il dopo, rottamati e rottamatori all inclusive, mi sa che mi vesto da Moody’s e li downgrado di nuovo di brutto. Dovrebbero farlo tutti coloro che li hanno votati, per il bene di questo paese, altrimenti questi non si svegliano e si illudono di andare al governo e di rifilarci la solita sbobba inconcludente cucinata da Suor Germana Bindi. La minaccia di default per i partiti da parte degli elettori, ecco cosa ci vorrebbe. 
Altrimenti, per il dopo Berlusconi, cioè per il dopo Forza Gnocca, ci ritroveremo il duo Profumo – Passera. Tanto per restare in tema e per continuare ad ingannarci perché parlano tanto di gnocca ma è invece al nostro culo che mirano.

Alessandro Profumo & Corrado Passera

Dopo che un milione e duecentomila italiani (meno Bersani) hanno firmato per indire un referendum che modifichi l’attuale legge elettorale – quella delle Minetti e degli Scilipoti per intenderci – il più grande impresario di avanspettacolo circense con annesso freak show degli ultimi centocinquant’anni, per nostra disgrazia divenuto capo del governo, dice che la cosa non lo tange, che lui si occupa della crisi e che questi discorsi su legge elettorale eccetera sono solo il “teatrino della politica” che deprime gli italiani. Peccato che non si accorga che è il suo Ambra Jovinelli in trasferta in Parlamento e il suo ridicolo spettacolo “Bambole, non c’è un euro” che sta gettando gli italiani nella disperazione. Che rischia di far unire nella lotta imprenditori, sindacati e poliziotti.

Brutta cosa quando non si accetta più il giudizio del pubblico, quando si insiste con i soliti numeri e barzellette nonostante i “facce ride” e “te vojono ar telefono!” e i primi pomodori e uova che arrivano dalla platea. Non c’è quasi più nessuno che gli gridi “Bravo!” a questo Imperatore Cerone in avanzato stato di imputazione ma lui non se ne rende conto e tira diritto da buon fascista. Recita per le poltrone semivuote, ormai quasi trasfigurato in una maschera kabuki. Potrebbe salvarsi prendendo su armi e Bagaglino, come gli consigliano i numerosi servi di scena ma preferisce insistere con le repliche del suo delirio, facendosi attore e spettatore allo stesso tempo, parlandosi da solo. Con la maschera , quella vera, che va a svegliarlo a notte fonda mentre dorme sprofondato in una poltrona in ultima fila. Uno spettacolo insopportabile e soporifero ormai persino per lui, ma che non si sappia in giro. E’ disposto a pagare molto perché non si sappia.

Che c’entra Keanu Reeves, dato che si parla ancora di Obama e del Nano? Al tempo.

Nella gloriosa era dell’avanspettacolo, quando i comici alla Berlusconi si affacciavano sul palco di teatri come l’Ambra Jovinelli, tra un balletto e l’altro di ballerine molto scosciate, partiva in automatico il grido ” A (nome del comico), facce ride!”

Siccome lo spirito di questi comici di serie C non faceva ridere nessuno, tantomeno una platea di maschi arrapati vogliosi solo di sbirciare sotto il puntino* delle ragazze, di solito partivano in direzione palcoscenico gli ortaggi, scelti accuratamente dagli spettatori tra le primizie di stagione.
Di quei bei tempi oggi rimane solo qualche esemplare ben conservato di guitto e purtroppo si è persa la tradizione del pomodoro, del sedano e del finocchio da tiro.

Sapete qual’è il lato paradossale della querelle sulla battuta di Berlusconi sull’Obama “bello e abbronzato” (e meno male che non ha detto “dal sapor mediorientale”)?
Potrei metterci la mano sul fuoco che lui non voleva essere razzista. Ha appena sborsato milioni per acquistare un fromboliere brasiliano anche lui sull’abbronzato; nel Milan stellare di Sacchi c’erano gli a-a-bbronzatissimi Gullitt e Rijkaard e una bella tintarella ce l’ha anche il fenomenale Seedorf. Insomma, non penso assolutamente che Berlusconi sia razzista nei confronti dei neri. Non ha la spocchia boera di un Feltri o la violenza di un Calderoli. No, è un milanese che ha dimostrato in passato di non aver alcun pregiudizio nei confronti degli stallieri meridionali quindi probabilmente sarà maleducato ma non razzista.

Il guaio è che lui è convinto di essere spiritoso e non sa che la battuta da veranda di Villa Certosa tra un daiquiri ed una schitarrata di Apicella tra veline e vallette, non può essere spacciata anche in conferenza stampa in contesto internazionale da capo di governo.
Il suo problema è l’incontinenza linguale con l’aggravante della barzelletta. Non riesce proprio a tenerla a freno. Quando gli scappa, gli scappa e la fa dove capita. Dio solo sa perchè non gli scappi mai qualcosa di genialmene divertente ma solo freddure da andarsi a sotterrare per l’imbarazzo.
Voleva fare ad Obama una carineria, dice. Si è anche incazzato e ha dato dell’imbecille a chi se l’era presa.
Non lo fa apposta. E’ così. Forse una badante ucraina che al momento giusto lo riprendesse: “ma nooonno Silviooo, kosa tu dicie?!” non guasterebbe.

Allora, che c’entra Keanu? Innanzitutto, concorderete con me che è meglio mettere una foto di Keanu Reeves che una del Nano.
Poi è stato il gioco delle associazioni e delle attinenze. Obama è il neoeletto, Keanu è l’eletto Neo. Obama ha vissuto alle Hawaii, Keanu è di origine cino-anglo-hawaiana.
Sono entrambi sanguemisti e se Obama è l’eletto, anche nel senso matrixiano, chissà chi sarà l’Oracolo.
Ma no, semplicemente, l’ho detto ancora, Keanu è la prova vivente di quanto sia idiota il discorso sulla purezza della razza e di quali ottimi risultati si abbiano mescolando i geni. Se è vero che ciò vale per il cervello oltre che per la faccia, ci sono ottime probabilità anche per Obama.

A proposito di facce. Dico molto sinceramente che il PD ha commesso un errore colossale a fare quel manifesto con Gasparri e la scritta “Vergogna”. Bastava e avanzava la faccia di Gasparri.

* Il puntino era una specie di perizoma, molto audace per quei tempi, che le ballerine indossavano per coprire le vergogne.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

Che c’entra Keanu Reeves, dato che si parla ancora di Obama e del Nano? Al tempo.

Nella gloriosa era dell’avanspettacolo, quando i comici alla Berlusconi si affacciavano sul palco di teatri come l’Ambra Jovinelli, tra un balletto e l’altro di ballerine molto scosciate, partiva in automatico il grido ” A (nome del comico), facce ride!”

Siccome lo spirito di questi comici di serie C non faceva ridere nessuno, tantomeno una platea di maschi arrapati vogliosi solo di sbirciare sotto il puntino* delle ragazze, di solito partivano in direzione palcoscenico gli ortaggi, scelti accuratamente dagli spettatori tra le primizie di stagione.
Di quei bei tempi oggi rimane solo qualche esemplare ben conservato di guitto e purtroppo si è persa la tradizione del pomodoro, del sedano e del finocchio da tiro.

Sapete qual’è il lato paradossale della querelle sulla battuta di Berlusconi sull’Obama “bello e abbronzato” (e meno male che non ha detto “dal sapor mediorientale”)?
Potrei metterci la mano sul fuoco che lui non voleva essere razzista. Ha appena sborsato milioni per acquistare un fromboliere brasiliano anche lui sull’abbronzato; nel Milan stellare di Sacchi c’erano gli a-a-bbronzatissimi Gullitt e Rijkaard e una bella tintarella ce l’ha anche il fenomenale Seedorf. Insomma, non penso assolutamente che Berlusconi sia razzista nei confronti dei neri. Non ha la spocchia boera di un Feltri o la violenza di un Calderoli. No, è un milanese che ha dimostrato in passato di non aver alcun pregiudizio nei confronti degli stallieri meridionali quindi probabilmente sarà maleducato ma non razzista.

Il guaio è che lui è convinto di essere spiritoso e non sa che la battuta da veranda di Villa Certosa tra un daiquiri ed una schitarrata di Apicella tra veline e vallette, non può essere spacciata anche in conferenza stampa in contesto internazionale da capo di governo.
Il suo problema è l’incontinenza linguale con l’aggravante della barzelletta. Non riesce proprio a tenerla a freno. Quando gli scappa, gli scappa e la fa dove capita. Dio solo sa perchè non gli scappi mai qualcosa di genialmene divertente ma solo freddure da andarsi a sotterrare per l’imbarazzo.
Voleva fare ad Obama una carineria, dice. Si è anche incazzato e ha dato dell’imbecille a chi se l’era presa.
Non lo fa apposta. E’ così. Forse una badante ucraina che al momento giusto lo riprendesse: “ma nooonno Silviooo, kosa tu dicie?!” non guasterebbe.

Allora, che c’entra Keanu? Innanzitutto, concorderete con me che è meglio mettere una foto di Keanu Reeves che una del Nano.
Poi è stato il gioco delle associazioni e delle attinenze. Obama è il neoeletto, Keanu è l’eletto Neo. Obama ha vissuto alle Hawaii, Keanu è di origine cino-anglo-hawaiana.
Sono entrambi sanguemisti e se Obama è l’eletto, anche nel senso matrixiano, chissà chi sarà l’Oracolo.
Ma no, semplicemente, l’ho detto ancora, Keanu è la prova vivente di quanto sia idiota il discorso sulla purezza della razza e di quali ottimi risultati si abbiano mescolando i geni. Se è vero che ciò vale per il cervello oltre che per la faccia, ci sono ottime probabilità anche per Obama.

A proposito di facce. Dico molto sinceramente che il PD ha commesso un errore colossale a fare quel manifesto con Gasparri e la scritta “Vergogna”. Bastava e avanzava la faccia di Gasparri.

* Il puntino era una specie di perizoma, molto audace per quei tempi, che le ballerine indossavano per coprire le vergogne.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

Flickr Photos

onlookers

Renzistein Junior

Von Trierweiler's Nymphomaniac

Eurodeliri

Altre foto

Blog Stats

  • 81,742 hits

Categorie