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La storia dei pensili da cucina non è ancora finita. Esaurite le preziose testimonianze dei mobilieri di Cantù, restano quelle dei commessi dell’IKEA di Bologna Casalecchio e magari del famoso tabaccaio di Montecarlo, quello della curva. Il Giornale continuerà sicuramente a prendere a sbadilate chi si frappone tra Iddu e la Gloria e a marchiare i ribelli a punta di coltello.

Al manipolo di basterdi arruolati dal sire duca nano di Brianza per far fuori tutti coloro che hanno smesso di leccarlo, con l’ordine di accanirsi, da buoni teppisti, sulle di loro famiglie ed affetti, oltre ai Feltri e ai Bondi si è aggiunto l’Hugo Stiglitz della critica d’arte.

Il redivivo Sgarbi – nomen omen – già in passato star dell’one man show di killeraggio politico “Scalpi quotidiani”, in onda sull’ammiraglia del nano, si è incaricato del duro compito di far sapere al mondo intero e magari alla galassia circostante che la compagna di Fini era una che “lo andava a trovare a casa”. E siccome bisogna farlo capire proprio bene di che pasta è la traviata che ha traviato Fini aggiunge, nell’intervista rilasciata al compiacente “Corriere”, che anche La Russa la frequentava, tanto per restare in famiglia AN, con il Benito Maria che non nega né conferma.
Che uomini! Soprattutto che gentiluomini!
Non solo arrivista, assetata di denaro e campionessa del free-climbing sociale assieme al parentado ma, suggeriscono questi veri cavalieri, con la chiappa facile di ordinanza. Ovviamente tutto serve a far intendere che la ribellione del congiurato è dovuta solo agli effetti collaterali dell’innamoramento, per non dirla in maniera più volgare. Con una rasoiata sola se ne colpiscono due: Zozza Mary e pazzo Gary.

Orbene, se questi uomini onesti, questi uomini probi che fanno le pulci agli altri si accompagnassero abitualmente con figlie di Maria giunte vergini al matrimonio e pronte a sacrificare la vita per difendere la virtù, capirei.
Ma il colmo, quello che rende la loro faccia ancor peggio del culo, è che presentano al pubblico ludibrio la presunta immoralità degli altri mentre sono dei consumatori compulsivi di donnine a pagamento. Lavorano per uno che normalmente arruola una quarantina di sgallettate per allietare le feste in casa e si porta le escort a due per volta nel letto e vogliono far credere al popolaccio che le puttane sono le mogli degli altri.

E’ tipico dell’uomo di potere con il debole per la donna da saloon, per l’attricetta vistosa e arrivista, Peron docet, demolire l’avversario politico a colpi di donna. Anzi di puttana, l’unico tipo di donna che sembra popolare il suo mondo. L’unica della quale crede di poter comperare il silenzio, nel senso di azzittirne anche le opinioni, pagandola o ricompensandola in vario modo con regali e regalini.
Il vero uomo di potere non si fa sopraffare dalla donna. L’avversario politico da demolire di solito lo ha fatto.

Così, non solo l’attricetta assetata di soldi ha circuìto ed inscimunito il Presidente della Camera ma lo ha pure fatto deviare dalla retta via. Magari è pure di sinistra.
Quel gran pezzo del Silvio, da par suo, è pronto a giurare che l’Elisabetta voleva venire a Palazzo Grazioli a fare la ola ma, respintane, ha fatto come la strega cattiva della fiaba, ha giurato di vendicarsi.

Quanto odio misogino affligge questi presunti amatori di donne, tutte trattate come le pupe del gangster.
Usano i diminutivi coccolosi: Evita, Claretta. Le portano fin sugli altari del potere, le fanno diventare pure, sante ed immacolate, magari ministre o presidentesse ma solo per far vedere quanto sono buoni. Se però la prescelta si ribella o esce solo per un attimo dallo schema “succhia e taci” ecco giungere il rinfaccio dell’averla raccattata per strada, il fatidico “zitta, troia”. Ricordate il “Velina ingrata” inciso con il pennino sulla candida pelle di Veronica Lario, con tanto di vecchia foto tette-al-vento sbattuta in prima pagina sul “Giornalaccio”, ai tempi del divorzio annunciato?
Sono pronta a scommettere qualsiasi cifra che se, per pura lontanissima ipotesi, la Carfagna e la Gelmini si rivoltassero al ciarlatano potremmo finalmente sapere cosa si dicevano per telefono tempo fa a proposito del loro principale. In barba al divieto di pubblicare le intercettazioni ed in spregio alla privacy. In prima pagina sul “Giornale” a puntate e, con la prima uscita, il CD della versione integrale uncut in regalo.

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Dai, oggi facciamo un gioco. Su quale fronte spaziosa stanno per incidere in stampatello la parola “STRONZO” i nostri eroi Eli e Brad?
Su Brunettolo che ha detto che i padri sono “troppo” garantiti dall’Articolo 18, oppure sull’altro nanetto barzellettiere – mioddio come avrà fatto a trattenersi dal raccontarne una sugli ebrei e sui forni crematori – secondo il quale lanciare il fosforo bianco sui civili è cosa buona e giusta?

P.S.
O ancora Bossi, che per un piatto di lenticchie con contorno di candidatura per il figlio-trota, bell’esempo di nepotismo di merda, ha votato il maledetto legittimo impedimento, una delle leggi più vergognose che la storia d’Italia ricordi. Se possano tutti essere legittimamente ed irreversibilmente impediti a ripresentarsi alle prossime elezioni.
Ah, non ci sono né santi né madonne. Si può stare solo con Di Pietro, di questi tempi.

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