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” CiAo! SoNo uNa rAgAzZa eStReMaMeNtE StYlOsA, bAsTa gUaRdArE Il mIo tEmPlY HiHiHi!! pOtReI EsSeRe lA TuA FiDaNzAtA, o, La tUa mIgLiOrE AmIkA Se sEi uNa fEmMiNa, CmQ Nn mI PuOi kOnFoNdErE, iO SoNo iO!! SoNo mOlTo vAnItOsA, qUaNtO StYlOsA, kIaKkIeRoNa, SoCiEvOlE, sOnO uNa HoUzEtTaRa! sTaTe aTtEnTi a fArMi iNkAzZaRe kE Io dIkO Le kOsE In fAcCiA SeNzA PeNsArCi!! aMo iL RoSa E lE mIe TeShOrE hOuZeTtArE! TuTtO KuElLo kE FaCcIo è sTyLoSo! LeGgI I MiEi pOsT E Mi iNvIdI PeRkÈ Io Ho sTyLe e tU No, PeRkÈ Io fAcCiO KoSe kE Tu nN FaI E Nn hAi mAi fAtTo e nN FaRaI MaI!! KrEdI Di rIuScIrE A GiUdAkArMi sOlO Da kOmE SkRiVo e kOsA SkRiVo, Ma fIdAtI Ke nN PuOi! E Se lO FaI VuOl dIrE Ke sEi iNvIdIoSo/a!! kUeStA SoNo iO: uNa rAgAzZa eStReMaMeNtE StYlOsA! LoVVo: L’EsTaTe, Il rOsA, iL FuCsIa, Le vAkAnZe, NeW YoRk, GlI StAtI UnItI In gEnErAlE., lE KoSe StYlOsE, lA HoUsE, lE DiSkO, l’aLtRo mOnDo sTuDiOs, TuTtE Le kOsE KoN Le sTeLlInE, iL MiO NuOvIxImO TaGlIo dI KaPeLlI Tr HoUse, AnDaRe dAlLa fRaNcY E dAlLa sAlLyNa, AnDaRe a cEnA FuOrI KoN MiKy, JaCkY, kAlDa, La jEsSy e lA NiKa e pOi tAnTe aLtRe kOsE!! hate: La sKuOlA, l’iNvErNo, TuTtI I KoLoRi kE Nn sIaNo iL RoSa e iL FuCsIa, TuTtE Le kOsE Nn sTyLoSe, tUtTi gLi sFiGaTi, TuTtI I VeStItI Nn fIrMaTi, La mIa eX MiGlIoRe aMiKa kE È UnA SfIgAtA ImPoX!!! sKrIvErE SeNzA “k”, lE SkArPe sEnZa tAkKo, Nn aNdArE In dIsKo, Nn aVeRe i sOlDi nEl cElL, lE XsOnE FaLsE, Le RiKoPiOnE EcC..!! NoN E’ bElLo cIo’ Ke è bElLo, Ma è bElLo cIò kE È HoUsE! Mi dRoGo dI HoUsE MuSiC, sEmPlIcEmEnTe iO, sOnO StRoNzA Ma cOn sTyLe! lE StElLe sTaNnO In cIeLo, Ma iO SoNo l’eCcEzIoNe! iO ReGnO SeMpRe e oVuNqUe QuEsTa E’lA PrInCiPeSsA HoUzEtTaRa! Se CoPi iL MIO mOtTo, FaI pRoPrIo PeNa! NoN hAi StYlE! “

(Anonima bimbaminkia, trovata per caso navigando a vista)

Casomai qualcuna si facesse prendere dal rimpianto per un figlio mai nato o le saltasse l’uzzolo di farlo a 54 anni come la Gianna. Per la serie “lo chiameremo Giovanni Battista”.
Guardate su, tentate di leggere senza farvi venire un ictus e pensate a cosa poteva capitarvi.
Una bella dislessia di ritorno ed aver bisogno di un decriptatore per crackare un figlio cuneiforme che parla come i Sumeri. E pure stronzo ma con StYlE.

Parte prima: Esegesi di un vampirla

In questi giorni mi sto divertendo un mondo a leggere il blog delle Malvestite, dove Betty Moore si lavora ormai quotidianamente con motosega e coltelli di Liston i twilighters bimbominkia ovvero, traduco per gli over 13, i ragazzini, soprattutto le XX ma anche qualche XY, fanatici di Robert Pattinson e della saga di Twilight. Una robetta decadente a base di vampirismo diluito in dosi omeopatiche recentemente portato sullo schermo con risultati devastanti sulla già pericolante psiche adolescenziale.
Pare che la tipa che si è inventata la storia dei vampiri ggiovani soffra, come la Rowling del maghetto, di logorrea narrativa e quindi, non paga di un volume, ne scodella a ripetizione, con i relativi film a seguire.

Per fortuna non ho tempo di leggere e quindi ho potuto concentrare la full immersion nel fenomeno bimbominkiesco nelle due ore del DVD. Tra qualche bottarella di sonno qua e là e una sensazione del tipo “ma che ci faccio io qui?”, credo di aver capito qual è la scena chiave del film che spiega perchè sia così amato dalle adolescenti oversize di questo filmato agghiacciante.

Dunque, Robert Pattinson, il tipico inglese pallido e smunto, il bello e dannato di cui di solito si innamorano alla follia i compagni di accademia militare brufolosi e racchi, è Edward, un vampirello che si incapriccia di una squinzia che si chiama Bella (come quella della Bestia). Lei lo vede per la prima volta a scuola ed è astinenza a prima vista. Si perchè, nonostante lei sia della serie “mammaCeccomitocca” ma di quelle che non disdegnerebbero, lui è restio. Non ci crederete ma per questo motivo si ameranno in eterno, scopando forse finalmente quando lei avrà novant’anni e avrà già preso l’estrema unzione.
Poi, figuriamoci, il belledannato non dorme mai. Non dorme???? Diamo atto all’autrice di aver creato il primo vampiro insonne, talmente stanco che non gli rimangono che le energie per saltellare qua e là come Spiderman. Superpoteri si ma riguardo al sesso si va sul platonico. Mah.

Scena chiave dunque del vampirizzare pallido e assorto: i due, Edward e la squinzia, ormai cotti l’uno dell’altra, sono in camera da letto. Lei ha già segnato sul diario “oggi perdita verginità”, lui si avvicina, tenta di baciarla ma… si ritrae. Non può farlo. Si, la scusa ufficiale è che se per caso si mordono la lingua e lui sente il profumino del sangue rischia di mangiarsela ma a me la cosa non convince. ‘Sto Edward è il vampiro più innocuo della storia del cinema e per questo piace alle ragazzine che fanno tanto le paracule in gruppo ma se si trovassero a tu per tu con un vero uomo se la farebbero sotto. Alle bimbeminkia trucide a parole piacciono i bambolotti tanto bellini ma sprovvisti del dunque, come il fidanzato di Barbie. Bambolotti che cantano, ballano, ti fanno strillare come un maiale al macello ma non ti sbatteranno mai a novanta gradi sul tavolo della cucina acchiappandoti per la collottola.

Il vampiro innocuo è una bestemmia. Qualcuno spieghi all’autrice di Twilight che il vampiro è uno dei più inquietanti simboli sessuali da sempre. Nella trasposizione cinematografica più fedele al romanzo di Bram Stoker, quella di F.F. Coppola, Dracula riesce a sovvertire totalmente la moralità delle due fanciulle, Lucy e Mina, spingendo quest’ultima ad una conclamata ninfomania.
Anche le sue mogli, nel castello in Transilvania, sono delle assatanate che prosciugano letteralmente Jonathan Harker, non soltanto succhiandogli il sangue.

Nonostante il suo aspetto mortifero, addirittura orrendo, come il Nosferatu interpretato da Klaus Kinski nel film omonimo di Werner Herzog, contenente la più lunga sequenza di suzione del collo della storia, ai danni di una Isabelle Adjani salmizzata, il vampiro è simbolo di seduzione assoluta che racchiude in sé l’ossimoro di vita (eros) e morte (thanatos) congiunte assieme nella più trasgressiva ed inquietante delle perversioni: la necrofilia.
Un altro film che trasuda vampirismo e sesso è “Miriam si sveglia a mezzanotte” con un David Bowie eternamente giovane incredibilmente accoppiato ad un’elegantissima e perfida Catherine Deneuve, impegnata questa volta in seduzioni lesbo-chic.
Infine, altro memorabile film vampiresco e ad alto tasso erotico, “Intervista col vampiro “, che rimane impresso per la figura della sconcertante vampira bambina Kirsten Dunst, una nuvola di ricci perversi a soggiogare per sempre il duo Brad Pitt-Tom Cruise.

Pensando a questi esempi classici di rappresentazione del mito del vampiro mi sento di poter definire Twilight, alla faccia di tutti i twilighters bimbominkia e in puro stile fantozziano, “una cagata pazzesca“. Perchè un film di vampiri casti e ciellini è un’assurdità. E un vampiro che si tira indietro, come Edward, con la scusa dell’allergia al globulo rosso, non è un vampiro, è un vampirla.

Parte seconda: La rivelazione

“Inutile nasconderlo: siamo scesi. Grazie a Veronica. Si era prefissa di far danno e l’ha fatto. Che tutto le sia restituito con gli interessi”.
“Grande Silvio! Sei il migliore! Qui in Toscana sono circondata dai poveri comunisti! Ieri sera ho assistito allo spoglio delle schede e la mia presenza li ha irritati”. (da Spazio Azzurro)

Occazzo! Il fanatismo dei papiminkia assomiglia a quello dei twilighters, come dimostrano le testimonianze citate all’inizio. Silvio è come Edward, si adora e basta. Chi non lo adora deve morire tra atroci spasimi. Quando appare si urla e si strepita. Qualcuno dice anche “Oh my God!”

E se papi fosse un vampiro e i papiminkia i suoi twilighters?
Pensateci: a detta di tutti è immortale, predilige giovani vergini, ultimamente va in giro con un look dark e con i tratti somatici che sembrano fissati con il formolo in un ottimo lavoro di tanatoprassi. Non solo, sembra dare il meglio di sé a tarda notte, quando calano le tenebre e volano le vespe, mentre in ore diurne tende ad essere sempre leggermente catatonico. Qualcuno dice che Emilio Fede, da lui vampirizzato, abbia 367 anni e, se la mia teoria è esatta, si spiegherebbe anche il dimagrimento eccessivo e l’occhio spiritato di Mara Carfagna.
Basta dimostrare che papi aborrisce l’aglio e non si espone al sole, ed è fatta. Non resta che chiamare Van Helsing ed il suo paletto di frassino.


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Parte prima: Esegesi di un vampirla

In questi giorni mi sto divertendo un mondo a leggere il blog delle Malvestite, dove Betty Moore si lavora ormai quotidianamente con motosega e coltelli di Liston i twilighters bimbominkia ovvero, traduco per gli over 13, i ragazzini, soprattutto le XX ma anche qualche XY, fanatici di Robert Pattinson e della saga di Twilight. Una robetta decadente a base di vampirismo diluito in dosi omeopatiche recentemente portato sullo schermo con risultati devastanti sulla già pericolante psiche adolescenziale.
Pare che la tipa che si è inventata la storia dei vampiri ggiovani soffra, come la Rowling del maghetto, di logorrea narrativa e quindi, non paga di un volume, ne scodella a ripetizione, con i relativi film a seguire.

Per fortuna non ho tempo di leggere e quindi ho potuto concentrare la full immersion nel fenomeno bimbominkiesco nelle due ore del DVD. Tra qualche bottarella di sonno qua e là e una sensazione del tipo “ma che ci faccio io qui?”, credo di aver capito qual è la scena chiave del film che spiega perchè sia così amato dalle adolescenti oversize di questo filmato agghiacciante.

Dunque, Robert Pattinson, il tipico inglese pallido e smunto, il bello e dannato di cui di solito si innamorano alla follia i compagni di accademia militare brufolosi e racchi, è Edward, un vampirello che si incapriccia di una squinzia che si chiama Bella (come quella della Bestia). Lei lo vede per la prima volta a scuola ed è astinenza a prima vista. Si perchè, nonostante lei sia della serie “mammaCeccomitocca” ma di quelle che non disdegnerebbero, lui è restio. Non ci crederete ma per questo motivo si ameranno in eterno, scopando forse finalmente quando lei avrà novant’anni e avrà già preso l’estrema unzione.
Poi, figuriamoci, il belledannato non dorme mai. Non dorme???? Diamo atto all’autrice di aver creato il primo vampiro insonne, talmente stanco che non gli rimangono che le energie per saltellare qua e là come Spiderman. Superpoteri si ma riguardo al sesso si va sul platonico. Mah.

Scena chiave dunque del vampirizzare pallido e assorto: i due, Edward e la squinzia, ormai cotti l’uno dell’altra, sono in camera da letto. Lei ha già segnato sul diario “oggi perdita verginità”, lui si avvicina, tenta di baciarla ma… si ritrae. Non può farlo. Si, la scusa ufficiale è che se per caso si mordono la lingua e lui sente il profumino del sangue rischia di mangiarsela ma a me la cosa non convince. ‘Sto Edward è il vampiro più innocuo della storia del cinema e per questo piace alle ragazzine che fanno tanto le paracule in gruppo ma se si trovassero a tu per tu con un vero uomo se la farebbero sotto. Alle bimbeminkia trucide a parole piacciono i bambolotti tanto bellini ma sprovvisti del dunque, come il fidanzato di Barbie. Bambolotti che cantano, ballano, ti fanno strillare come un maiale al macello ma non ti sbatteranno mai a novanta gradi sul tavolo della cucina acchiappandoti per la collottola.

Il vampiro innocuo è una bestemmia. Qualcuno spieghi all’autrice di Twilight che il vampiro è uno dei più inquietanti simboli sessuali da sempre. Nella trasposizione cinematografica più fedele al romanzo di Bram Stoker, quella di F.F. Coppola, Dracula riesce a sovvertire totalmente la moralità delle due fanciulle, Lucy e Mina, spingendo quest’ultima ad una conclamata ninfomania.
Anche le sue mogli, nel castello in Transilvania, sono delle assatanate che prosciugano letteralmente Jonathan Harker, non soltanto succhiandogli il sangue.

Nonostante il suo aspetto mortifero, addirittura orrendo, come il Nosferatu interpretato da Klaus Kinski nel film omonimo di Werner Herzog, contenente la più lunga sequenza di suzione del collo della storia, ai danni di una Isabelle Adjani salmizzata, il vampiro è simbolo di seduzione assoluta che racchiude in sé l’ossimoro di vita (eros) e morte (thanatos) congiunte assieme nella più trasgressiva ed inquietante delle perversioni: la necrofilia.
Un altro film che trasuda vampirismo e sesso è “Miriam si sveglia a mezzanotte” con un David Bowie eternamente giovane incredibilmente accoppiato ad un’elegantissima e perfida Catherine Deneuve, impegnata questa volta in seduzioni lesbo-chic.
Infine, altro memorabile film vampiresco e ad alto tasso erotico, “Intervista col vampiro “, che rimane impresso per la figura della sconcertante vampira bambina Kirsten Dunst, una nuvola di ricci perversi a soggiogare per sempre il duo Brad Pitt-Tom Cruise.

Pensando a questi esempi classici di rappresentazione del mito del vampiro mi sento di poter definire Twilight, alla faccia di tutti i twilighters bimbominkia e in puro stile fantozziano, “una cagata pazzesca“. Perchè un film di vampiri casti e ciellini è un’assurdità. E un vampiro che si tira indietro, come Edward, con la scusa dell’allergia al globulo rosso, non è un vampiro, è un vampirla.

Parte seconda: La rivelazione

“Inutile nasconderlo: siamo scesi. Grazie a Veronica. Si era prefissa di far danno e l’ha fatto. Che tutto le sia restituito con gli interessi”.
“Grande Silvio! Sei il migliore! Qui in Toscana sono circondata dai poveri comunisti! Ieri sera ho assistito allo spoglio delle schede e la mia presenza li ha irritati”. (da Spazio Azzurro)

Occazzo! Il fanatismo dei papiminkia assomiglia a quello dei twilighters, come dimostrano le testimonianze citate all’inizio. Silvio è come Edward, si adora e basta. Chi non lo adora deve morire tra atroci spasimi. Quando appare si urla e si strepita. Qualcuno dice anche “Oh my God!”

E se papi fosse un vampiro e i papiminkia i suoi twilighters?
Pensateci: a detta di tutti è immortale, predilige giovani vergini, ultimamente va in giro con un look dark e con i tratti somatici che sembrano fissati con il formolo in un ottimo lavoro di tanatoprassi. Non solo, sembra dare il meglio di sé a tarda notte, quando calano le tenebre e volano le vespe, mentre in ore diurne tende ad essere sempre leggermente catatonico. Qualcuno dice che Emilio Fede, da lui vampirizzato, abbia 367 anni e, se la mia teoria è esatta, si spiegherebbe anche il dimagrimento eccessivo e l’occhio spiritato di Mara Carfagna.
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Pare che la tipa che si è inventata la storia dei vampiri ggiovani soffra, come la Rowling del maghetto, di logorrea narrativa e quindi, non paga di un volume, ne scodella a ripetizione, con i relativi film a seguire.

Per fortuna non ho tempo di leggere e quindi ho potuto concentrare la full immersion nel fenomeno bimbominkiesco nelle due ore del DVD. Tra qualche bottarella di sonno qua e là e una sensazione del tipo “ma che ci faccio io qui?”, credo di aver capito qual è la scena chiave del film che spiega perchè sia così amato dalle adolescenti oversize di questo filmato agghiacciante.

Dunque, Robert Pattinson, il tipico inglese pallido e smunto, il bello e dannato di cui di solito si innamorano alla follia i compagni di accademia militare brufolosi e racchi, è Edward, un vampirello che si incapriccia di una squinzia che si chiama Bella (come quella della Bestia). Lei lo vede per la prima volta a scuola ed è astinenza a prima vista. Si perchè, nonostante lei sia della serie “mammaCeccomitocca” ma di quelle che non disdegnerebbero, lui è restio. Non ci crederete ma per questo motivo si ameranno in eterno, scopando forse finalmente quando lei avrà novant’anni e avrà già preso l’estrema unzione.
Poi, figuriamoci, il belledannato non dorme mai. Non dorme???? Diamo atto all’autrice di aver creato il primo vampiro insonne, talmente stanco che non gli rimangono che le energie per saltellare qua e là come Spiderman. Superpoteri si ma riguardo al sesso si va sul platonico. Mah.

Scena chiave dunque del vampirizzare pallido e assorto: i due, Edward e la squinzia, ormai cotti l’uno dell’altra, sono in camera da letto. Lei ha già segnato sul diario “oggi perdita verginità”, lui si avvicina, tenta di baciarla ma… si ritrae. Non può farlo. Si, la scusa ufficiale è che se per caso si mordono la lingua e lui sente il profumino del sangue rischia di mangiarsela ma a me la cosa non convince. ‘Sto Edward è il vampiro più innocuo della storia del cinema e per questo piace alle ragazzine che fanno tanto le paracule in gruppo ma se si trovassero a tu per tu con un vero uomo se la farebbero sotto. Alle bimbeminkia trucide a parole piacciono i bambolotti tanto bellini ma sprovvisti del dunque, come il fidanzato di Barbie. Bambolotti che cantano, ballano, ti fanno strillare come un maiale al macello ma non ti sbatteranno mai a novanta gradi sul tavolo della cucina acchiappandoti per la collottola.

Il vampiro innocuo è una bestemmia. Qualcuno spieghi all’autrice di Twilight che il vampiro è uno dei più inquietanti simboli sessuali da sempre. Nella trasposizione cinematografica più fedele al romanzo di Bram Stoker, quella di F.F. Coppola, Dracula riesce a sovvertire totalmente la moralità delle due fanciulle, Lucy e Mina, spingendo quest’ultima ad una conclamata ninfomania.
Anche le sue mogli, nel castello in Transilvania, sono delle assatanate che prosciugano letteralmente Jonathan Harker, non soltanto succhiandogli il sangue.

Nonostante il suo aspetto mortifero, addirittura orrendo, come il Nosferatu interpretato da Klaus Kinski nel film omonimo di Werner Herzog, contenente la più lunga sequenza di suzione del collo della storia, ai danni di una Isabelle Adjani salmizzata, il vampiro è simbolo di seduzione assoluta che racchiude in sé l’ossimoro di vita (eros) e morte (thanatos) congiunte assieme nella più trasgressiva ed inquietante delle perversioni: la necrofilia.
Un altro film che trasuda vampirismo e sesso è “Miriam si sveglia a mezzanotte” con un David Bowie eternamente giovane incredibilmente accoppiato ad un’elegantissima e perfida Catherine Deneuve, impegnata questa volta in seduzioni lesbo-chic.
Infine, altro memorabile film vampiresco e ad alto tasso erotico, “Intervista col vampiro “, che rimane impresso per la figura della sconcertante vampira bambina Kirsten Dunst, una nuvola di ricci perversi a soggiogare per sempre il duo Brad Pitt-Tom Cruise.

Pensando a questi esempi classici di rappresentazione del mito del vampiro mi sento di poter definire Twilight, alla faccia di tutti i twilighters bimbominkia e in puro stile fantozziano, “una cagata pazzesca“. Perchè un film di vampiri casti e ciellini è un’assurdità. E un vampiro che si tira indietro, come Edward, con la scusa dell’allergia al globulo rosso, non è un vampiro, è un vampirla.

Parte seconda: La rivelazione

“Inutile nasconderlo: siamo scesi. Grazie a Veronica. Si era prefissa di far danno e l’ha fatto. Che tutto le sia restituito con gli interessi”.
“Grande Silvio! Sei il migliore! Qui in Toscana sono circondata dai poveri comunisti! Ieri sera ho assistito allo spoglio delle schede e la mia presenza li ha irritati”. (da Spazio Azzurro)

Occazzo! Il fanatismo dei papiminkia assomiglia a quello dei twilighters, come dimostrano le testimonianze citate all’inizio. Silvio è come Edward, si adora e basta. Chi non lo adora deve morire tra atroci spasimi. Quando appare si urla e si strepita. Qualcuno dice anche “Oh my God!”

E se papi fosse un vampiro e i papiminkia i suoi twilighters?
Pensateci: a detta di tutti è immortale, predilige giovani vergini, ultimamente va in giro con un look dark e con i tratti somatici che sembrano fissati con il formolo in un ottimo lavoro di tanatoprassi. Non solo, sembra dare il meglio di sé a tarda notte, quando calano le tenebre e volano le vespe, mentre in ore diurne tende ad essere sempre leggermente catatonico. Qualcuno dice che Emilio Fede, da lui vampirizzato, abbia 367 anni e, se la mia teoria è esatta, si spiegherebbe anche il dimagrimento eccessivo e l’occhio spiritato di Mara Carfagna.
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(Parental Advisory: Attenzione, l’autrice del post non è riuscita ad evitare a volte toni decisamente pedofobi nella seconda parte del testo).

(Disclaimer: Esistono ragazzini bravi, studiosi, indipendenti, buoni, affettuosi e soprattutto intelligenti. Tutti noi faremmo la firma per averli come figli e nipoti. Purtroppo più di frequente ci capitano quelli che descrivo nel post e che sarebbe ipocrita far finta che non esistano solo per fare la figura dei buonisti alla “sepoffà”.)

Vorrei parlare di un fenomeno che mi capita di osservare sempre più spesso, in particolar modo in questi giorni. Quello dei bambini ma soprattutto degli adolescenti che ciondolano tutto il giorno in preda ad una noia cosmica attorno ai genitori e agli altri malcapitati adulti, perchè le scuole sono chiuse.

L’altro giorno ho assistito ad una scena veramente pietosa. Un bambino costretto per quasi due ore a rimanere nell’angusto spazio di un salone da parrucchiere ad alta intensità di estrogeni mentre a sua madre fissavano le extensions, senza purtroppo contemporaneamente sigillarle la bocca. Il bambino ha ciondolato, appunto, per metà del tempo quindi una delle sciampiste, misericordiose, ha detto “Ma non si può dare qualche giornalino a questo piccolo per distrarlo un po’?” Il problema è che le riviste finivano sfogliate molto alla svelta, non essendo un bambino di 7-8 anni molto interessato a “Men’s Health” e a questioni come addominali a tartaruga e durata del rapporto.
La creatura, poverina, è stata fin troppo buona, un piccolo Buddha. Un altro avrebbe sfasciato il negozio e sviluppato un odio feroce nei confronti delle donne. Alla fine però, quando la madre ha finalmente avuto le sue estensioni e l’arsura le aveva già provvidenzialmente seccato la gola, il figlio santo appariva francamente distrutto. Penso avrà rimpianto i cateti e fin anco le ipotenuse da masticare durante le grigie ore scolastiche di novembre.

Se alcuni ragazzini ciondolano ma li sopporti ed anzi ti fanno un po’ pena come il piccolo coiffeur, altri te li ritrovi tra le palle domandandoti cosa hai mai fatto di male per meritare questo, non essendo oltretutto responsabile della loro nascita e quindi della loro immissione nella biosfera.

Per quello che mi ricordo, se noi ragazzi avessimo dovuto trascorrere una intera giornata con i genitori chiusi sul loro luogo di lavoro ci saremmo sparati già alle sette di mattina. Per non dire che loro non lo avrebbero mai permesso se non in circostanze assolutamente eccezionali.
La regola per i ragazzi, durante le vacanze, era trovarsi, dico la parolaccia: giocare ma ad almeno due chilometri dai genitori e soprattutto all’aria aperta. Già le vacanze al mare trascorse assieme a loro erano vissute con disagio. Anelavamo all’indipendenza, al poter stare per conto nostro, a non dipendere dai genitori. Con appena quattromila lire alla settimana di paghetta e un pallone da calciare in un cortile.

Invece, per un curioso fenomeno che ai miei tempi sarebbe stato impensabile, c’è una tipologia di ragazzini che si incollano alle calcagna dei genitori (e purtroppo degli altri malcapitati ed incolpevoli adulti presenti) i quali se li ritrovano in negozio, perfino negli uffici a ciondolare per ore come zombi decerebrati senza possibilità di scrollarseli di dosso se non dietro elargizione di somme di denaro. “Su andate a farvi un giro, comperatevi qualcosa, ma non tornate prima di stasera, mi raccomando”.

Non riuscire ad allontanarli significa assistere a lunghissime sedute di “scoppio delle palline di bubble pack” oppure di caduta ritmica di moneta sul tavolo (record mondiale appena stabilito: 9’45”), oppure alla distruzione sistematica del luogo ove si trovano. Apparecchiature che cadono sotto una maledizione inspiegabile e smettono di funzionare, stampanti che cominciano a buttare inchiostro perchè il genio ha cercato di smontarle, insudiciamento di tastiere, mouse e registratori di cassa che sembrano spalmati con lo strutto. Per non parlare dei computer che, da un giorno all’altro, si ritrovano più infetti di una fogna di Calcutta perchè loro chattano e scaricano, scaricano e installano.
Pare che i genitori lo facciano perchè almeno sanno dove sono i figli, li si può controllare meglio. Là fuori, si sa, c’è la droga, appena volti la testa trombano come ricci. Si parla anche di undici-dodicenni.

Il problema è che se nei mesi invernali questo tipo di cucciolo sembra avere uno scopo nella vita, cioè tirare a campare a scuola, studiare il meno possibile e occuparsi in inutili corsi di danza, sport e musica facendo finta di interessarsi a qualche cosa, con la fine delle lezioni e la chiusura estiva delle palestre scatta la consapevolezza di non sapere più che cazzo fare dalla mattina alla sera.

Di conseguenza il genitore si tira dietro i figli ma senza considerare il fatto che questi, che sono un ‘orrenda ibridazione tra bambino ed adulto, che non giocano più e non sanno stare con sé stessi, non sono nemmeno abituati a stare con i genitori, vedendoli si è no di sfuggita ogni tanto. Disposti a non concedere nemmeno un grammo di affettività a babbi e mamme che li hanno tirati su come delle slot-machines, “metti la moneta e lui ti considera per 30 secondi”, semplicemente impongono la loro indifferenza ed il loro è un silenzio che ti assorda, tanto che passi l’estate a fantasticare sul Pifferaio di Hammelin e a pregare San Remigio che torni presto la scuola a portarseli via, con un pensiero affettuoso ai poveri insegnanti che dovranno giuggiolarseli per nove mesi. Quasi un’altra gravidanza. Roba da correre a farsi legare le tube.

Certo, esistono ragazzini bravi, studiosi, indipendenti, buoni, affettuosi e soprattutto intelligenti.

esistono ragazzini bravi, studiosi, indipendenti, buoni, affettuosi e soprattutto intelligenti.
esistono ragazzini bravi, studiosi, indipendenti, buoni, affettuosi e soprattutto intelligenti.
esistono ragazzini bravi, studiosi, indipendenti, buoni, affettuosi e soprattutto intelligenti.
esistono ragazzini bravi, studiosi, indipendenti, buoni, affettuosi e soprattutto intelligenti.

http://www.youtube.com/v/EJPJM1Ug8OA&hl=it&fs=1


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