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Nello splendido film “Ultimatum alla Terra” del 1951, Klaatu è un alieno venuto sul nostro pianeta per ammonire l’Umanità a non perseverare sulla strada della proliferazione nucleare e dell’autodistruzione. Lui tenta di ragionare con i terrestri ma è tempo perso, tra una pallottola e l’altra e capisce che l’unico modo per farsi ricevere dai potenti della Terra affinché ascoltino il suo monito è questo: togliere l’energia al mondo per trenta minuti grazie ai superpoteri del suo terribile robot Gorth. Dopo il panico scatenatosi per il blackout mondiale, finalmente Klaatu sarà ascoltato, prima di tornarsene nello spazio siderale dal quale era venuto.

Parliamo pure di energia, quindi e di come ne siamo schiavi, al punto di andare nel panico appena ci tolgono la 220 di corrente. A me è successo oggi. Guasto nel quartiere e un paio di orette abbondanti senza luce.

In questi casi, dopo il giro rituale tra le vicine: “Ma tu ce l’hai la luce? No? Anche tu allora”, detto con l’espressione sbigottita di chi ha subìto una perdita irreparabile, parte la ridda delle ipotesi sulla natura del guasto, che terminano di solito con la telefonata angosciata all’ENEL.
Il numero per la segnalazione guasti è stupendo. Fai il numero, scegli 1 e dopo un paio di secondi sanno già chi ha chiamato e dove abiti esattamente con precisione satellitare perchè la voce automatica ti dice che si, non rompere, sanno già che si è scassata la luce in Via Pincopallino e ci stanno già lavorando. Tu non hai aperto bocca, ha fatto tutto il nastro registrato. Ma come fanno!
Visto che la vocina ti ha detto che si prevede la luce torni alle 20,45 devi riempirti questo tempo con qualcosa di alternativo.

Per prima cosa mi hanno tolto il computer. E va bene, niente internet, niente blog e addio aggiornamento. Dovrei passare l’aspirapolvere ma ovviamente non posso, allora mi viene in mente che devo attaccare dei bottoni in una camicia da mesi.
Mi accomodo sul divano e prendo istintivamente in mano il telecomando. Per cosa, visto che del televisore non rimane nemmeno la lucina rossa dello stand-by? Ci vorrebbe un po’ di musica di sottofondo: nisba. Si, c’è la radiolina a pile in bagno ma lasciamo stare, oltretutto pure quelle sono scariche. Che sarà mai dopotutto, gustiamoci questo insperato silenzio.

Finito il lavoro di cucito penso: ora che faccio? Sono già uscita, non posso fare una lavatrice di panni, non posso stirare, non posso usare il pc… quasi quasi mi faccio uno shampoo, avrebbe detto Gaber, oppure una doccia. Si, e con quale acqua calda, visto che la caldaia non va?
Apro il frigo per bere qualcosa e richiudo subito con terrore. Lo sanno tutti che quando c’è il blackout vige il “non aprite quella porta”! Io poi, nonostante fior di tecnici mi dicano che i surgelati possono resistere per più di otto ore, faccio molta fatica a fidarmi e la tentazione sarebbe di far partire un’epurazione di 4salti in padella e sofficini. Oggi resisto, voglio essere razionale.

Perchè non farci un post, su questo blackout? Che idea stupenda, un post sull’energia e la sua importanza nella vita quotidiana. Ho qualche ideuzza ma come la butto giù? Semplice: carta, calamaio e penna.
Che fatica, sembro Peppino quando deve scrivere la lettera alla malafemmena. Non sono più abituata a scrivere a mano anche perchè grazie alla tastiera riesco a scrivere di solito quasi alla velocità del pensiero che scorre e la penna riesce solo a tracciare degli sgorbi incomprensibili. Non sono appunti, ma una ricetta medica.

Intanto si è fatta ora di cena. Mi sono cotta un po’ di pasta e la sto mangiando finalmente senza rodermi il fegato ascoltando il tg, in un silenzio conventuale.
In quel momento torna la luce. Non posso giurarci ma dal gruppo di vicine e casalinghe disperate che si sono raccolte in giardino mi pare sia partito un urletto di gioia.

Ho scritto il post ma non ho usato una virgola degli appunti che aveva preso Peppino. Proverò a farmeli decifrare domani dal medico di base. Sono così contenta che ho acceso tutte le luci di casa, solo per guardarmele tutte luccicanti. Che bella cosa il progresso!


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