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Lo so, siete arrivati qui attirati dal titolo da film blaxploitation porno e vi siete ritrovati sull’orlo di un buco nero a sentir parlare di fisica delle particelle. A cosa ci si deve abbassare per rendere appetibile la scienza!
Del resto, un blog che si chiama l’orizzonte degli eventi, quando c’è da parlare di black holes, non può che inzupparci il pane alla grande con tanto di scarpetta.
Si fa giusto per parlare della stronzata galattica del momento, riesumata a fine estate dai giornali in astinenza di fatti da non raccontare per animare un poco questo mese di settembre ormai notoriamente menagramo per i destini del mondo.

Lo avrete sentito dire da tutti i TG unificati, il prossimo 10 settembre, un buco nero creato dal solito pool di fisici apprendisti stregoni inghiottirà la Svizzera, l’Europa, il mondo e tutto il cucuzzaro. Per fortuna non subito ma poco a poco, partendo da Ginevra e a scarico di lavandino. Tanto per intenderci, quando i milanesi un sabato, arrivati a Como Brogeda non troveranno più la Svizzera dall’altra parte, sapranno che per loro la fine è vicina.
Per questo motivo due signori dalle chiappe accademiche chiacchierate hanno presentato una denuncia ad un tribunale di Honolulu (!) affinchè il giudice fermasse in tempo lo scellerato esperimento.

Cercando disperatamente di ricomporsi e tornare seri, la notizia vera è invece che al CERN di Ginevra sono in programma questo mese degli esperimenti nel nuovo e più grande e costoso acceleratore di particelle del mondo, il Large Hadron Collider (LHC).
Costato un po’ di più dell’indennizzo di Berlusconi alla Libia, questo enorme bowling di lusso per particelle infinitesimali, dovrebbe aiutare gli scienziati a far luce su una lunga sequela di dubbi teorici sul funzionamento della materia. Non è una bomba a tempo ma niente altro che un enorme giramento di protoni.

Le grandi questioni affidate allo spaccabarioni sono: esiste il bosone di Higgs? Immagino due umarells su una panchina a Bologna chiedersi se c’era bisogno di andare in Svizzera e spendere tanti baiocchi per trovare dei bosoni.
Poi il quesito della SUSY, ovvero dimostrare l’esistenza delle particelle supersimmetriche. Il rischio di creare materia strana formata dagli strangelets. Una sorta di “o famo strano” quantistico. Per non parlare della materia oscura e dei suoi misteri. Il lato oscuro della forza o la forza dell’oscurità del lato?

Da assoluti profani di una materia così complessa, serissima e con due controcazzi così pensiamo che non ci si dovrebbe scherzare sopra sparando puttanate mediatiche.
Però anche voi benedetti scienziati, se vi mettete pure a rappare sul protone…


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Lo so, siete arrivati qui attirati dal titolo da film blaxploitation porno e vi siete ritrovati sull’orlo di un buco nero a sentir parlare di fisica delle particelle. A cosa ci si deve abbassare per rendere appetibile la scienza!
Del resto, un blog che si chiama l’orizzonte degli eventi, quando c’è da parlare di black holes, non può che inzupparci il pane alla grande con tanto di scarpetta.
Si fa giusto per parlare della stronzata galattica del momento, riesumata a fine estate dai giornali in astinenza di fatti da non raccontare per animare un poco questo mese di settembre ormai notoriamente menagramo per i destini del mondo.

Lo avrete sentito dire da tutti i TG unificati, il prossimo 10 settembre, un buco nero creato dal solito pool di fisici apprendisti stregoni inghiottirà la Svizzera, l’Europa, il mondo e tutto il cucuzzaro. Per fortuna non subito ma poco a poco, partendo da Ginevra e a scarico di lavandino. Tanto per intenderci, quando i milanesi un sabato, arrivati a Como Brogeda non troveranno più la Svizzera dall’altra parte, sapranno che per loro la fine è vicina.
Per questo motivo due signori dalle chiappe accademiche chiacchierate hanno presentato una denuncia ad un tribunale di Honolulu (!) affinchè il giudice fermasse in tempo lo scellerato esperimento.

Cercando disperatamente di ricomporsi e tornare seri, la notizia vera è invece che al CERN di Ginevra sono in programma questo mese degli esperimenti nel nuovo e più grande e costoso acceleratore di particelle del mondo, il Large Hadron Collider (LHC).
Costato un po’ di più dell’indennizzo di Berlusconi alla Libia, questo enorme bowling di lusso per particelle infinitesimali, dovrebbe aiutare gli scienziati a far luce su una lunga sequela di dubbi teorici sul funzionamento della materia. Non è una bomba a tempo ma niente altro che un enorme giramento di protoni.

Le grandi questioni affidate allo spaccabarioni sono: esiste il bosone di Higgs? Immagino due umarells su una panchina a Bologna chiedersi se c’era bisogno di andare in Svizzera e spendere tanti baiocchi per trovare dei bosoni.
Poi il quesito della SUSY, ovvero dimostrare l’esistenza delle particelle supersimmetriche. Il rischio di creare materia strana formata dagli strangelets. Una sorta di “o famo strano” quantistico. Per non parlare della materia oscura e dei suoi misteri. Il lato oscuro della forza o la forza dell’oscurità del lato?

Da assoluti profani di una materia così complessa, serissima e con due controcazzi così pensiamo che non ci si dovrebbe scherzare sopra sparando puttanate mediatiche.
Però anche voi benedetti scienziati, se vi mettete pure a rappare sul protone…


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