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Cosa volete farci, io adoro la questione della Moon Hoax, ovvero l’idea che non siamo mai stati sulla Luna ma sono quarant’anni che ci prendono per il culo, facendocelo credere.

La trovo un’idea molto più interessante ed eversiva del pensare che, per la modica cifra di qualche miliardata di dollari, due astronauti qualunque abbiano calpestato il suolo lunare con i loro piedoni calzati nei Moon Boots.
Che volgarità! Due coglioni che saltellano su una cosa misteriosa e sacra come la Luna.
Un meraviglioso ammasso di pietre e polvere che da lassù ci ha ispirato, e scusate se è poco, il più bel disco dei Pink Floyd e forse di tutti i tempi e perfino il pezzettino di Debussy che io suonavo con tanta passione da ragazzina e non sapevo sarebbe diventato un giorno un acido scioglibudella per le avvampirate twilighters bimbominkia. Per non parlare dell’altro Chiaro di Luna, quello di Ludovico Van, un furtarello con scasso di un divino ai danni dell’altro divino W. Amadeus che ne aveva utilizzato il tema per primo in un passaggio notturno del “Don Giovanni”.

Non può davvero essere stato possibile che tanta misticanza sia stata sprecata in una cosa banale come un ragnetto di metallo e stagnola che si posa senza fare neanche un po’ di polverone e dal quale vengono giù i due coglioni famosi che avranno sicuramente lasciato lassù, oltre alla bandiera americana che sventola nonostante l’assenza di vento, qualche sacchetto di monnezza e la loro pupù. E cosa avrebbero portato indietro dopo un tale viaggio? Dei sassi. Siamo andati bene che dentro un sassolino non fosse nascosto il Gran Bigatto, quello capace di sterminare l’Umanità.

No, non ci credo. Hanno fatto tutto in studio, senza magari scomodare Stanley Kubrick, ma qualche regista di sitcom. Provate ad aggiungere alle immagini storiche del “grande-passo-per-l’umanità-eccetera” le risate preregistrate, il risultato è sconvolgente.
A parte gli scherzi e prima che i soliti che si ingoiano tutto perchè il cospirazionismo è male si scandalizzino di questa ventata di iconoclastia.
Non vi sono dubbi che alcune delle foto più famose dell’evento siano state ritoccate o costruite di sana pianta. Ce n’è una famosa con la bandiera americana che non proietta alcuna ombra. Lo dice perfino Attivissimo che è stata ritoccata. Poi, per non smentirsi dice che una foto taroccata non significa nulla. Magari è stata solo colpa del dover agire in fretta. Del resto che alla NASA siano degli sbadatoni lo dimostra il fatto che si fossero perduti i nastri della missione Apollo 11. No, dico, proprio quelli della più grande impresa dell’umanità!

Intendiamoci, potrebbe anche essere andata cosi: vanno veramente sulla Luna, scendono e tutto e poi si accorgono di aver lasciato il rullino a casa. Oppure, i duecento gradi della giornata lunare sciolgono la pellicola come neve al sole nonostante le garanzie della Hasselblad.
Che fare? No foto, no party. Se non facciamo vedere le foto non ci crede nessuno. Quindi costruiscono un bel set in un capannone da qualche parte nel Nevada e quando gli astronauti tornano, organizzano una bella sessione fotografica rifacendo tutte le foto che lassù non si sono potute fare. Dimenticando qualche ombra qua e là ma pazienza. Photoshop era ancora di là da venire.

Quelli che sostengono l’ipotesi più hard dicono che gli astronauti non sono nemmeno usciti sul pianerottolo di casa. Quelli della NASA hanno mandato su un razzone di quelli rimasti a Von Braun il nazi per fare scena ma poi tutto il resto l’hanno costruito in studio. Ecco spiegato il Lem non impolverato, la bandiera che sventola, gli astronauti vivi nonostante i 200 gradi e le radiazioni da sballo.
Si ma, dicono gli ingenui, come si fa a mantenere un segreto del genere per anni e da parte di tante persone? Risposta: i testimoni tengono famiglia, sia a Scampìa che a Houston.
E per quale motivo l’avrebbero fatto?, si risentono sempre più piccati i credenti ad ogni costo.
Per questioni politiche e propagandistiche. C’est tres facile.

Nella corsa allo Spazio, fino ad allora i russi erano arrivati primi (non temete, c’è anche chi mette in dubbio la scampagnata di Gagarin). Avevano mandato su una donna, una cagna (una dopo l’altra) e fatto secchi una mezza dozzina di astronauti cotti alla brace appena fuori dall’atmosfera, protetti dal silenzio assoluto del regime. E noi, si sono detti gli americani, chi siamo, i figli della serva?
Quello sventato di JFK si era lasciato sfuggire una data: “entro il 1969 andremo sulla Luna”. M’hai detto cotica! Gliel’avevano fatta pagare a Dallas ma ormai il danno era fatto, dovevano mantenere la promessa. Non erano mica le casette antisismiche pronte prima a settembre, anzi ad ottobre e poi per davvero a novembre. L’Impero non può mica mancare un’occasione di primato mondiale.

Così, nonostante dei computer da far ridere i polli, qualche razzo e botto a muro rimasto ai tedeschi e le tute amorevolmente cucite (a mano!!) da simpatiche vecchiette, gli americani non solo vanno nello spazio ma scendono pure sulla Luna. Ecchecca’.

Tempo fa un giornalista ha chiesto a Buzz Aldrin (quello che oggi fa il fico ma per anni si è detto fosse tornato giù dalla Luna decisamente fuori di melone) di giurare sulla Bibbia di essere stato veramente lassù. Come risposta ha avuto un pugno sul naso. Mi pare una reazione molto significativa. Armstrong, dal canto suo, da allora avrà detto si e no due parole.
Vediamo, due uomini fortunati scendono sul satellite più bello dell’universo e per il resto della loro vita languono nella depressione e si chiudono nel mutismo.
Mah, io avrei rotto le palle ogni sera nel bar. “Oh, sapete, quando sono andato sulla Luna mi ricordo che….”
“E basta Buzz, lo sappiamo che sei andato sulla Luna, che palle!”
L’unico che avrebbe dovuto veramente essere triste era Collins, quello che rimase sull’altro pezzo dell’Apollo e si perse il meglio dell’impresa. Invece sono tristi gli altri. Mah, forse è l’effetto lunare. Andare sulla Luna e tornare lunatici.

Quindi voi credete pure nella bella favola dell’uomo che andò sulla Luna e non ci tornò più perchè ci aveva mangiato male e il conto era troppo salato.
Io preferisco tenere aperte tutte le porte. Anche quella che ci abbiano veramente preso per il culo. In fondo non sarebbe stata né la prima né l’ultima volta. E penso che, fino a prova contraria, l’unico che abbia davvero camminato sulla Luna sia stato Michael Jackson.


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Questa sera si cena a base di bufale. Bufale vere, con le corna, produttrici di gustose mozzarelle, che sarebbero bombate mediante l’utilizzo di ormoni e bufale mediatiche, ben più dannose.

Andiamo con ordine perchè c’è un po’ di confusione con i termini medici sui giornali. Vestitami da Pieroangela, faccio un po’ di chiarezza tra somatropina, somatotropina e una nuova variante mediatica: la somarotropina.

La sigla hGH si riferisce all’ormone della crescita somatotropina, prodotto normalmente dal nostro organismo nella ghiandola pituitaria (ipofisi). L’h significa “human”.
L’Ormone Sintetico della Crescita (HGH) è chiamato somatropina ed è in uso dal 1985, quando iniziò a sostituire quello estratto dalle ipofisi di cadaveri (hGH) a causa del rischio di trasmissione del prione ritenuto responsabile della malattia di Creutzfeld-Jacob, la variante umana della encefalite spongiforme bovina, comunemente chiamata “malattia della mucca pazza”. L’ormone sintetico viene anche chiamato ormone della crescita ricombinante, o rhGH.

Questo per quanto riguarda la versione umana dell’ormone della crescita, quella che utilizzano palestrati, pelati in vena di qualunque pazzia pur di farsi ricrescere la chioma e, a scopo terapeutico, persone che ne sono deficitarie. Compresi alcuni tipi di nani, quelli chiamati “ipofisari”.
Un uso sconsiderato di hGH, magari per dimagrire secondo i dettami di diete alla Mengele da 500 calorie al giorno più una o due pere di hGH alla settimana, (don’t try it at home!), può provocare vari disturbi anche gravi come ipoglicemia, sindrome del tunnel carpale, dolori alle articolazioni e , in soggetti predisposti, l’acromegalia, ovvero una crescita anomala delle estremità: fronte, mento, mani e piedi.

Tornando alle nostre bufale campane, in quel caso si tratterebbe della somministrazione di bST, somatropina bovina sintetica, iniettata alle povere bestie per incrementarne la produzione lattea. Si tratta di un prodotto largamente utilizzato negli Stati Uniti, commercializzato con il nome Posilac dalla MONSANTO (oplà, ecco la multinazionale del demonio!). La controversia sull’uso di ormoni per l’allevamento del bestiame riguarda principalmente alcuni paesi europei che nutrono dubbi sulla loro sicurezza riguardo alle ripercussioni sulla catena alimentare.

Mozzarelle, nani, ormoni, bufale. Il nano e le mozzarelle, la bufala del nano protagonista al G20. Veramente commovente questa sera la Susanna Petruni, (dimenticate le Bond-girls, ora vanno le Silvio-girls, ben più letali di quelle di 007) ) al seguito di uno dei più ignorati leader mondiali, che si è inventata un servizio celebrativo delle gesta inesistenti di Berlusconi al G20, sulla base di un unica immagine, quella di Silvio che appare dietro ad Obama, in un quasi Paolini mode.
Come quelli che si fanno fotografare ai matrimoni agguantando la sposa, per rubare la scena, Silvio si è attaccato alle costole di Obama e gli spettatori del TG1, grazie alla CastaSusanna, hanno creduto che i leaders del mondo non abbiano fatto altro in questi giorni che pendere dalle labbra di Mr. Berlusconi e prendere ordini.

Si, è vero, hanno poi mostrato, con un coraggio da Saviano, il filmato dove Elisabetta stizzita si è lamentata del casino che faceva il nano in libera uscita (“Mister Obaaaamaaaa!!!!”) ma, alla fine, l’impressione è stata: “Come osa quella stronza di regina riprendere il Nostro Silvio?”
Sono sfumature, dettagli, ma servono per rivoltare la frittata di una figura di merda rimediata di fronte ad una regina e ad un manipolo di presidenti e parare il culo al padrone. Davvero, se Belpietro riuscirà a fare di peggio di così, sarà da medaglia al valore.

Con una tal profusione di bufale, fossi nei NAS andrei a fare una visitina nella redazione del TG1. Temo qualcuno faccia uso di somarotropina.


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Questa sera si cena a base di bufale. Bufale vere, con le corna, produttrici di gustose mozzarelle, che sarebbero bombate mediante l’utilizzo di ormoni e bufale mediatiche, ben più dannose.

Andiamo con ordine perchè c’è un po’ di confusione con i termini medici sui giornali. Vestitami da Pieroangela, faccio un po’ di chiarezza tra somatropina, somatotropina e una nuova variante mediatica: la somarotropina.

La sigla hGH si riferisce all’ormone della crescita somatotropina, prodotto normalmente dal nostro organismo nella ghiandola pituitaria (ipofisi). L’h significa “human”.
L’Ormone Sintetico della Crescita (HGH) è chiamato somatropina ed è in uso dal 1985, quando iniziò a sostituire quello estratto dalle ipofisi di cadaveri (hGH) a causa del rischio di trasmissione del prione ritenuto responsabile della malattia di Creutzfeld-Jacob, la variante umana della encefalite spongiforme bovina, comunemente chiamata “malattia della mucca pazza”. L’ormone sintetico viene anche chiamato ormone della crescita ricombinante, o rhGH.

Questo per quanto riguarda la versione umana dell’ormone della crescita, quella che utilizzano palestrati, pelati in vena di qualunque pazzia pur di farsi ricrescere la chioma e, a scopo terapeutico, persone che ne sono deficitarie. Compresi alcuni tipi di nani, quelli chiamati “ipofisari”.
Un uso sconsiderato di hGH, magari per dimagrire secondo i dettami di diete alla Mengele da 500 calorie al giorno più una o due pere di hGH alla settimana, (don’t try it at home!), può provocare vari disturbi anche gravi come ipoglicemia, sindrome del tunnel carpale, dolori alle articolazioni e , in soggetti predisposti, l’acromegalia, ovvero una crescita anomala delle estremità: fronte, mento, mani e piedi.

Tornando alle nostre bufale campane, in quel caso si tratterebbe della somministrazione di bST, somatropina bovina sintetica, iniettata alle povere bestie per incrementarne la produzione lattea. Si tratta di un prodotto largamente utilizzato negli Stati Uniti, commercializzato con il nome Posilac dalla MONSANTO (oplà, ecco la multinazionale del demonio!). La controversia sull’uso di ormoni per l’allevamento del bestiame riguarda principalmente alcuni paesi europei che nutrono dubbi sulla loro sicurezza riguardo alle ripercussioni sulla catena alimentare.

Mozzarelle, nani, ormoni, bufale. Il nano e le mozzarelle, la bufala del nano protagonista al G20. Veramente commovente questa sera la Susanna Petruni, (dimenticate le Bond-girls, ora vanno le Silvio-girls, ben più letali di quelle di 007) ) al seguito di uno dei più ignorati leader mondiali, che si è inventata un servizio celebrativo delle gesta inesistenti di Berlusconi al G20, sulla base di un unica immagine, quella di Silvio che appare dietro ad Obama, in un quasi Paolini mode.
Come quelli che si fanno fotografare ai matrimoni agguantando la sposa, per rubare la scena, Silvio si è attaccato alle costole di Obama e gli spettatori del TG1, grazie alla CastaSusanna, hanno creduto che i leaders del mondo non abbiano fatto altro in questi giorni che pendere dalle labbra di Mr. Berlusconi e prendere ordini.

Si, è vero, hanno poi mostrato, con un coraggio da Saviano, il filmato dove Elisabetta stizzita si è lamentata del casino che faceva il nano in libera uscita (“Mister Obaaaamaaaa!!!!”) ma, alla fine, l’impressione è stata: “Come osa quella stronza di regina riprendere il Nostro Silvio?”
Sono sfumature, dettagli, ma servono per rivoltare la frittata di una figura di merda rimediata di fronte ad una regina e ad un manipolo di presidenti e parare il culo al padrone. Davvero, se Belpietro riuscirà a fare di peggio di così, sarà da medaglia al valore.

Con una tal profusione di bufale, fossi nei NAS andrei a fare una visitina nella redazione del TG1. Temo qualcuno faccia uso di somarotropina.


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Rassicuratevi. Secondo gli scienziati, per avere qualche danno da diossina mangiando mozzarella di bufala, bisognerebbe mangiarne in una volta sola circa 6,5 Kg.

Quella ingurgitata dal leader delle Bufale della Libertà era una dose omeopatica.


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