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Visto un matrimonio li hai visti tutti. Sono sempre le solite situazioni, le solite scene, più o meno uguali a tutte le latitudini e su tutti i gradini della scala sociale. Lo sposo, la sposa, i parenti, i suoceri, gli invitati, i fiori,  la predica sulla sacralità della famiglia, il ricevimento, il bouquet lanciato come la palla ovale del rugby, la mischia delle damigelle, le foto, i paggetti, la torta, il mal di piedi, la sbornia e il mal di testa finali.
Qui, trattandosi di reali, ci hanno risparmiato la seconda parte della festa, quella della sposa senza scarpe sotto il tavolo e con il diadema sulle ventitré e lo sposo con la divisa slacciata e un bel rutto liberatorio postprandiale.
Notavo stamattina, durante l’interminabile passerella degli ospiti, che la capienza di Westminster potrebbe tranquillamente raddoppiare se si abolissero i cappelli a larga tesa d’ordinanza. Guardando le fogge in cui erano acconciate tutte quelle teste più o meno coronate si capisce come un personaggio come il Cappellaio Matto non poteva che essere stato creato in Inghilterra. 
Ma non parliamo di cappelli, nemmeno della signora in giallo, come è stata ribattezzata subito da chi commentava in rete in diretta l’evento, la Nonna Betty. Qualche buontempone si è domandato se a guidare la Rolls reale ci fosse per caso Ambrogio e se la regina avesse già il languorino. Poi dicono che la pubblicità non condiziona la gente.
Gli ospiti erano tutti ordinaria amministrazione, niente di particolare, a parte Victoria Beckham che ha scambiato uno dei quattro matrimoni per un funerale e si è vestita tutta di nero con tanto di muso lungo un metro. Da oggi sarà per noi Beckhamorta.
Delusione per i papiminkia nostrani, non c’era B. Meglio così. Se fosse stato presente al matrimonio avrebbe toccato il culo a Kate e raccontato una barzelletta su Diana.
Il clou di ogni matrimonio, ovviamente, sono gli sposi. Stavolta, secondo me, hanno un po’ deluso. Lui, William, ha una faccia da bambino su una testa che sta andando inesorabilmente in piazza, con un vago effetto Benjamin Button. Vicino alla sposa la faceva sembrare molto più vecchia, Certo, se la divisa fosse stata azzurra come si conviene al Principe, sarebbe stata tutta un’altra storia. Quel rosso guardia faceva pensare a dove mai gli fosse caduto il cappello di pelliccia durante il tragitto da casa a chiesa.
La sposa. La Kate Middleclass che forse tra cent’anni sarà regina, se Betty non diventa definitivamente immortale, a me è parsa niente di che, ma proprio scialba. Una di quelle facce, avrebbe detto Oscar Wilde, che viste una volta non te le ricordi più. Una Barbie mora, troppo secca e parecchio ingessata e, ahimé, con una sorella che, dietro di lei come damigella, rubava la scena sia per l’acconciatura che per il culo parlante sotto il raso dell’abito, tra l’altro molto più bello del suo. E’ proprio il caso di dirlo. Alla sposa, la sorella-damigella gli ha fatto una Pippa.
Detto che, rivisto oggi, il vestito di Diana, la suocera buonanima, farebbe quasi ridere, con le mongolfiere al posto delle maniche e tutto l’eccesso tipico degli anni ottanta, rispetto a quello, comunque, l’abito di Kate sembrava preso al “Paradiso della Sposa”. Senza contare che, aver copiato quello di Grace Kelly, anch’essa stampatasi in auto sfilando una curva, sembra un voler sfidare un po’ troppo la sorte. Come se non fossero bastati la Bechkamorta in lutto stretto, il celebrare il matrimonio nella stessa cattedrale del funerale di mamma Diana ed Elton John che cantò, sempre in quell’occasione, la Messa da Requiem e che oggi, forse ci ha risparmiato la candela nel vento. Roba da non mollare la presa per tutta la cerimonia.
A parte il look deludente gli sposi mi sono parsi freddini. Va bene che stavolta lei non è affetta da quel meraviglioso pudore virginale di Diana che le infiammava la gota (buongustaia!) e che, fidanzati da tanto tempo ormai, faranno l’amore con il pilota automatico, ma il bacio al balcone, mioddìo, con lui che nemmeno la tocca, che strazio. Proprio il bacio di chi non si bacia più. 
Vuoi mettere Jessica e Ivano? Anche l’anello che non calza loro lo rendevano molto più interessante di ‘st’ inglesi ingessati. ‘Tacci loro!

http://swf.tubechop.com/tubechop.swf?vurl=9FjGwOU8SFg&start=249&end=321&cid=158117

Non ho un argomento preciso da trattare per questa sera ma tanti spunti, come le gocce di pioggia che non hanno mai smesso di cadere, oggi.

Magda MagdiMagdi Cattolico Allam fonda un partito fondamentalista cristiano che si oppone a tutto: dal matrimonio gay, all’eutanasia, all’aborto. Come cambiare religione senza toccare il fondamentalismo: come in quei numeri dove il mago riesce a sfilare la tovaglia dal tavolo mantenendo intatta l’apparecchiatura.

Striscia l’ustascia – In Croazia un blogger, Nikša Klecak, fonda su Facebook un gruppo contrario al premier Ivo Sanader, pubblicando in homepage un fotomontaggio del politico vestito da nazista. Risultato: blogger arrestato con le false accuse di propaganda nazista (!) e possesso di materiale pedopornografico (che si porta sempre bene su tutto). Il blogger è stato poi subito liberato ma non è un bel segnale per la democrazia italiana.
Anche in Italia pare che a breve sequestreranno tutti i gruppi antigovernativi, e resteranno solo “Uccidiamo Murdoch” e “scommetto che trovo 1,000,000,000 persone a cui non piace Murdoch”.
Intanto Beppe Grillo compra casa a Lugano per paura che gli chiudano il blog. Quasi quasi chiudo il blog per paura che mi sequestrino la villa a Montecarlo.

Silvio in the Sky with Diamonds – Chissà perchè quando va in tournée negli ex paesi dell’est gli salta fuori un fastidioso eczema dittatoriale. Oggi a Tirana, dev’essere stato lo spirito di Enver Hoxha ad ispirargli l’ukase contro i direttori dei giornali italiani che “dovrebbero andarsene”.
Le autorità elvetiche faranno bene a rafforzare i controlli alle frontiere. Si prevedono file a Como Brogeda in direzione della Svizzera e vento forte a Caianello.

Ratzi amari – Benedetto sempre più scatenato contro l’Onu e le risoluzioni sui diritti umani. Oggi rifiuta di ratificare quella sui diritti delle persone disabili perchè il testo non contiene uno specifico divieto dell’aborto di feti malformati. Tra qualche minuto andrà in onda la Sinfonia delle Unghie sugli Specchi, suonata da coloro che negano che la Chiesa voglia impiccare i gay e tormentare gli handicappati.
Ed ecco a voi il meraviglioso mondo cattolico in cui ogni scopata è un figlio e, uno su tre, come per le sorpresine negli ovetti kinder, potrebbe nascertene uno con un bell’occhio solo in fronte. Lo chiameremo Polifemo. Se invece non corri il rischio di rimanere incinto perchè sei gay, ahimé non potrai mai diventare Papa. Ritenta, la prossima vita sarai più fortunato.
Se poi fai un incidente, potresti vivere una trentina d’anni da vegetale con una suora che ogni mattina ti infila il clistere. Non è una prospettiva esaltante?

Infine, come aggiornamento sulle elemosine di regime, consiglio la lettura di questo esaustivo articolo di Altroconsumo, che si chiede giustamente “chi ci guadagna con la social card?” Avevate dubbi?

Ultim’oraElio e le Storie Tese rifiutano l’Ambrogino D’Oro in segno di protesta contro la decisione di negarlo alla memoria di Enzo Biagi. Alla cerimonia di premiazione, il 7 dicembre, non ritirerà il premio Shpalman.


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Magda MagdiMagdi Cattolico Allam fonda un partito fondamentalista cristiano che si oppone a tutto: dal matrimonio gay, all’eutanasia, all’aborto. Come cambiare religione senza toccare il fondamentalismo: come in quei numeri dove il mago riesce a sfilare la tovaglia dal tavolo mantenendo intatta l’apparecchiatura.

Striscia l’ustascia – In Croazia un blogger, Nikša Klecak, fonda su Facebook un gruppo contrario al premier Ivo Sanader, pubblicando in homepage un fotomontaggio del politico vestito da nazista. Risultato: blogger arrestato con le false accuse di propaganda nazista (!) e possesso di materiale pedopornografico (che si porta sempre bene su tutto). Il blogger è stato poi subito liberato ma non è un bel segnale per la democrazia italiana.
Anche in Italia pare che a breve sequestreranno tutti i gruppi antigovernativi, e resteranno solo “Uccidiamo Murdoch” e “scommetto che trovo 1,000,000,000 persone a cui non piace Murdoch”.
Intanto Beppe Grillo compra casa a Lugano per paura che gli chiudano il blog. Quasi quasi chiudo il blog per paura che mi sequestrino la villa a Montecarlo.

Silvio in the Sky with Diamonds – Chissà perchè quando va in tournée negli ex paesi dell’est gli salta fuori un fastidioso eczema dittatoriale. Oggi a Tirana, dev’essere stato lo spirito di Enver Hoxha ad ispirargli l’ukase contro i direttori dei giornali italiani che “dovrebbero andarsene”.
Le autorità elvetiche faranno bene a rafforzare i controlli alle frontiere. Si prevedono file a Como Brogeda in direzione della Svizzera e vento forte a Caianello.

Ratzi amari – Benedetto sempre più scatenato contro l’Onu e le risoluzioni sui diritti umani. Oggi rifiuta di ratificare quella sui diritti delle persone disabili perchè il testo non contiene uno specifico divieto dell’aborto di feti malformati. Tra qualche minuto andrà in onda la Sinfonia delle Unghie sugli Specchi, suonata da coloro che negano che la Chiesa voglia impiccare i gay e tormentare gli handicappati.
Ed ecco a voi il meraviglioso mondo cattolico in cui ogni scopata è un figlio e, uno su tre, come per le sorpresine negli ovetti kinder, potrebbe nascertene uno con un bell’occhio solo in fronte. Lo chiameremo Polifemo. Se invece non corri il rischio di rimanere incinto perchè sei gay, ahimé non potrai mai diventare Papa. Ritenta, la prossima vita sarai più fortunato.
Se poi fai un incidente, potresti vivere una trentina d’anni da vegetale con una suora che ogni mattina ti infila il clistere. Non è una prospettiva esaltante?

Infine, come aggiornamento sulle elemosine di regime, consiglio la lettura di questo esaustivo articolo di Altroconsumo, che si chiede giustamente “chi ci guadagna con la social card?” Avevate dubbi?

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Magda MagdiMagdi Cattolico Allam fonda un partito fondamentalista cristiano che si oppone a tutto: dal matrimonio gay, all’eutanasia, all’aborto. Come cambiare religione senza toccare il fondamentalismo: come in quei numeri dove il mago riesce a sfilare la tovaglia dal tavolo mantenendo intatta l’apparecchiatura.

Striscia l’ustascia – In Croazia un blogger, Nikša Klecak, fonda su Facebook un gruppo contrario al premier Ivo Sanader, pubblicando in homepage un fotomontaggio del politico vestito da nazista. Risultato: blogger arrestato con le false accuse di propaganda nazista (!) e possesso di materiale pedopornografico (che si porta sempre bene su tutto). Il blogger è stato poi subito liberato ma non è un bel segnale per la democrazia italiana.
Anche in Italia pare che a breve sequestreranno tutti i gruppi antigovernativi, e resteranno solo “Uccidiamo Murdoch” e “scommetto che trovo 1,000,000,000 persone a cui non piace Murdoch”.
Intanto Beppe Grillo compra casa a Lugano per paura che gli chiudano il blog. Quasi quasi chiudo il blog per paura che mi sequestrino la villa a Montecarlo.

Silvio in the Sky with Diamonds – Chissà perchè quando va in tournée negli ex paesi dell’est gli salta fuori un fastidioso eczema dittatoriale. Oggi a Tirana, dev’essere stato lo spirito di Enver Hoxha ad ispirargli l’ukase contro i direttori dei giornali italiani che “dovrebbero andarsene”.
Le autorità elvetiche faranno bene a rafforzare i controlli alle frontiere. Si prevedono file a Como Brogeda in direzione della Svizzera e vento forte a Caianello.

Ratzi amari – Benedetto sempre più scatenato contro l’Onu e le risoluzioni sui diritti umani. Oggi rifiuta di ratificare quella sui diritti delle persone disabili perchè il testo non contiene uno specifico divieto dell’aborto di feti malformati. Tra qualche minuto andrà in onda la Sinfonia delle Unghie sugli Specchi, suonata da coloro che negano che la Chiesa voglia impiccare i gay e tormentare gli handicappati.
Ed ecco a voi il meraviglioso mondo cattolico in cui ogni scopata è un figlio e, uno su tre, come per le sorpresine negli ovetti kinder, potrebbe nascertene uno con un bell’occhio solo in fronte. Lo chiameremo Polifemo. Se invece non corri il rischio di rimanere incinto perchè sei gay, ahimé non potrai mai diventare Papa. Ritenta, la prossima vita sarai più fortunato.
Se poi fai un incidente, potresti vivere una trentina d’anni da vegetale con una suora che ogni mattina ti infila il clistere. Non è una prospettiva esaltante?

Infine, come aggiornamento sulle elemosine di regime, consiglio la lettura di questo esaustivo articolo di Altroconsumo, che si chiede giustamente “chi ci guadagna con la social card?” Avevate dubbi?

Ultim’oraElio e le Storie Tese rifiutano l’Ambrogino D’Oro in segno di protesta contro la decisione di negarlo alla memoria di Enzo Biagi. Alla cerimonia di premiazione, il 7 dicembre, non ritirerà il premio Shpalman.


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Visto che l’argomento interessa, tanto che ci sono stati diversi OT nel post precedente, dirò la mia e dirò che c’è puzza di bruciato in questa storia. Anzi c’è sentore di agents provocateurs.
Per carità, prima che salti su la solita testina di cazzetto anonima, sono esistiti ed esistono picchiatori comunisti, chi lo nega. Mica per niente quando ero piccola si sentiva cantare “il fascio è ancor più bello con la spranga nel cervello”.

Però, però, però, questo signore dello sgub di Repubblica sembra uscito da un film di Verdone, da una delle magistrali interpretazioni dell’indimenticato Mario Brega, oppure da un gruppo di comparse di Cinecittà. Poteva vestirsi da gladiatore (nel senso di quelli che stazionano fuori dal Colosseo con la spada e l’elmo di latta) e sarebbe forse stato più credibile.
Prima di tutto il tatuaggio. O ha cercato di farselo cancellare oppure sembra falso. Me lo diceva oggi un amico che se ne intende, visto che credo abbia rimasto solo un decimetro quadro di pelle libera da scritte e simboli. Addirittura abbiamo rievocato assieme quei tatuaggi che si comperavano in edicola da bambini.

Poi la creazione del personaggio.

“Eccome qua, io sarei il nazista che stanno a cercà da tutti i pizzi. Guarda qua. Guarda quanto so’ nazista…”. La mano sinistra solleva la manica destra del giubbetto di cotone verde che indossa, scoprendo la pelle. L’ avambraccio è un unico, grande tatuaggio di Ernesto Che Guevara. “Hai capito? Nazista a me? Io sono nato il primo maggio, il giorno della festa dei lavoratori e al nonno di mia moglie, nel ventennio, i fascisti fecero chiudere la panetteria al Pigneto perché non aveva preso la tessera”.

Un communista tanto vero da sembrare finto. Comunque sentiamo come sono andate le cose secondo lui. Ricordo che il raid contro il negozio dell’extracomunitario è stato compiuto la settimana scorsa da una quindicina di incappucciati sprangamuniti, non dal solo cavaliere solitario, come dalla nuova versione da lui riportata.

Alle 17 di sabato, dunque, arriva “Ernesto”. Ma non da solo.
«Eh no. Fermati. Fermati qui. Io arrivo da solo. Perché io voglio andare a gonfiare il marocchino da solo. Io quando devo fare a cazzotti non mi porto dietro nessuno. Il problema è che quando arrivo all’ angolo con via Macerata non ti trovo una quindicina di ragazzi del quartiere? Tutti incazzati e bardati. Te l’ ho detto. Mi vogliono bene. Avevano saputo della tarantella ed erano due giorni che sentivano questa storia di questo portafoglio. Evidentemente volevano starci pure loro e si sono presentati. Non l’ ho mica chiamati o invitati».
“Ernesto” fa un cenno al cameriere. Chiede un whiskey di malto scozzese. Un “Oban”. Strizza l’ occhio. «Lo vedi questo? E’ cresciuto con me al Pigneto». «Che stavo a dì? Ah sì, i pischelli. Io davvero non riesco a capire come si sono inventati la storia della svastica. Ma quale svastica? Io questi pischelli non li conosco personalmente, ma mi dicono che sono tutto tranne che fascisti. E, comunque svastiche non ce n’ erano. Quei pischelli, per quanto ne so, si fanno il culo dalla mattina alla sera. E hanno solo un problema. Si sono rotti il cazzo di vedere la madre, la sorella o la nonna piangere la sera, perché qualche vigliacco gli ha sputato o gli ha fischiato dietro il culo.
Te lo ripeto, io non l’ ho chiamati. Io ce li ho trovati. E poi, scusa tanto sa, ma hai mai visto tu un raid nazista senza una scritta su un muro? Qualcuno si è chiesto perché, se era un raid, nessuno ha toccato per esempio i sette senegalesi che vendevano i cd taroccati in via Macerata? Lo vuoi sapere perché? Perché i senegalesi non avevano fatto niente. Perché sono amici. Perché portano rispetto e quando stava per cominciare il casino al negozio dell’ indiano, gli ho detto di mettersi da una parte».

Insomma, un caso di telepatia perchè di solito non ci si porta sempre dietro i passamontagna e le spranghe perchè potrebbero tornare utili. Ci si concia in quel modo con premeditazione per andare a menare. La possibilità che si siano incontrati per caso, suvvia, fa ridere i polli.

Magari è tutto vero, l’episodio dimostrerebbe che gli opposti estremismi a volte si toccano ma Ernesto sparalesto, secondo il tenente Colombo, non la racconta giusta. Fa pensare che cerchi pubblicità, oppure vuole coprire gli altri con la trovata del Che tatuato per far capire che lui è “communista così” e i quindici passavano di lì per caso. Quando le cose puzzano, puzzano.

Intanto, con questa trovata, da oggi in poi qualunque raid neonazista sarà attribuito ai comunisti. Perchè i fascisti non esistono, sono solo nei nostri brutti sogni.

P.S. Anche Maradona fa parte della banda?


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Per carità, prima che salti su la solita testina di cazzetto anonima, sono esistiti ed esistono picchiatori comunisti, chi lo nega. Mica per niente quando ero piccola si sentiva cantare “il fascio è ancor più bello con la spranga nel cervello”.

Però, però, però, questo signore dello sgub di Repubblica sembra uscito da un film di Verdone, da una delle magistrali interpretazioni dell’indimenticato Mario Brega, oppure da un gruppo di comparse di Cinecittà. Poteva vestirsi da gladiatore (nel senso di quelli che stazionano fuori dal Colosseo con la spada e l’elmo di latta) e sarebbe forse stato più credibile.
Prima di tutto il tatuaggio. O ha cercato di farselo cancellare oppure sembra falso. Me lo diceva oggi un amico che se ne intende, visto che credo abbia rimasto solo un decimetro quadro di pelle libera da scritte e simboli. Addirittura abbiamo rievocato assieme quei tatuaggi che si comperavano in edicola da bambini.

Poi la creazione del personaggio.

“Eccome qua, io sarei il nazista che stanno a cercà da tutti i pizzi. Guarda qua. Guarda quanto so’ nazista…”. La mano sinistra solleva la manica destra del giubbetto di cotone verde che indossa, scoprendo la pelle. L’ avambraccio è un unico, grande tatuaggio di Ernesto Che Guevara. “Hai capito? Nazista a me? Io sono nato il primo maggio, il giorno della festa dei lavoratori e al nonno di mia moglie, nel ventennio, i fascisti fecero chiudere la panetteria al Pigneto perché non aveva preso la tessera”.

Un communista tanto vero da sembrare finto. Comunque sentiamo come sono andate le cose secondo lui. Ricordo che il raid contro il negozio dell’extracomunitario è stato compiuto la settimana scorsa da una quindicina di incappucciati sprangamuniti, non dal solo cavaliere solitario, come dalla nuova versione da lui riportata.

Alle 17 di sabato, dunque, arriva “Ernesto”. Ma non da solo.
«Eh no. Fermati. Fermati qui. Io arrivo da solo. Perché io voglio andare a gonfiare il marocchino da solo. Io quando devo fare a cazzotti non mi porto dietro nessuno. Il problema è che quando arrivo all’ angolo con via Macerata non ti trovo una quindicina di ragazzi del quartiere? Tutti incazzati e bardati. Te l’ ho detto. Mi vogliono bene. Avevano saputo della tarantella ed erano due giorni che sentivano questa storia di questo portafoglio. Evidentemente volevano starci pure loro e si sono presentati. Non l’ ho mica chiamati o invitati».
“Ernesto” fa un cenno al cameriere. Chiede un whiskey di malto scozzese. Un “Oban”. Strizza l’ occhio. «Lo vedi questo? E’ cresciuto con me al Pigneto». «Che stavo a dì? Ah sì, i pischelli. Io davvero non riesco a capire come si sono inventati la storia della svastica. Ma quale svastica? Io questi pischelli non li conosco personalmente, ma mi dicono che sono tutto tranne che fascisti. E, comunque svastiche non ce n’ erano. Quei pischelli, per quanto ne so, si fanno il culo dalla mattina alla sera. E hanno solo un problema. Si sono rotti il cazzo di vedere la madre, la sorella o la nonna piangere la sera, perché qualche vigliacco gli ha sputato o gli ha fischiato dietro il culo.
Te lo ripeto, io non l’ ho chiamati. Io ce li ho trovati. E poi, scusa tanto sa, ma hai mai visto tu un raid nazista senza una scritta su un muro? Qualcuno si è chiesto perché, se era un raid, nessuno ha toccato per esempio i sette senegalesi che vendevano i cd taroccati in via Macerata? Lo vuoi sapere perché? Perché i senegalesi non avevano fatto niente. Perché sono amici. Perché portano rispetto e quando stava per cominciare il casino al negozio dell’ indiano, gli ho detto di mettersi da una parte».

Insomma, un caso di telepatia perchè di solito non ci si porta sempre dietro i passamontagna e le spranghe perchè potrebbero tornare utili. Ci si concia in quel modo con premeditazione per andare a menare. La possibilità che si siano incontrati per caso, suvvia, fa ridere i polli.

Magari è tutto vero, l’episodio dimostrerebbe che gli opposti estremismi a volte si toccano ma Ernesto sparalesto, secondo il tenente Colombo, non la racconta giusta. Fa pensare che cerchi pubblicità, oppure vuole coprire gli altri con la trovata del Che tatuato per far capire che lui è “communista così” e i quindici passavano di lì per caso. Quando le cose puzzano, puzzano.

Intanto, con questa trovata, da oggi in poi qualunque raid neonazista sarà attribuito ai comunisti. Perchè i fascisti non esistono, sono solo nei nostri brutti sogni.

P.S. Anche Maradona fa parte della banda?


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Visto che l’argomento interessa, tanto che ci sono stati diversi OT nel post precedente, dirò la mia e dirò che c’è puzza di bruciato in questa storia. Anzi c’è sentore di agents provocateurs.
Per carità, prima che salti su la solita testina di cazzetto anonima, sono esistiti ed esistono picchiatori comunisti, chi lo nega. Mica per niente quando ero piccola si sentiva cantare “il fascio è ancor più bello con la spranga nel cervello”.

Però, però, però, questo signore dello sgub di Repubblica sembra uscito da un film di Verdone, da una delle magistrali interpretazioni dell’indimenticato Mario Brega, oppure da un gruppo di comparse di Cinecittà. Poteva vestirsi da gladiatore (nel senso di quelli che stazionano fuori dal Colosseo con la spada e l’elmo di latta) e sarebbe forse stato più credibile.

http://www.youtube.com/v/RzFZu84X5t8&hl=it

Prima di tutto il tatuaggio. O ha cercato di farselo cancellare oppure sembra falso. Me lo diceva oggi un amico che se ne intende, visto che credo abbia rimasto solo un decimetro quadro di pelle libera da scritte e simboli. Addirittura abbiamo rievocato assieme quei tatuaggi che si comperavano in edicola da bambini.

Poi la creazione del personaggio.

“Eccome qua, io sarei il nazista che stanno a cercà da tutti i pizzi. Guarda qua. Guarda quanto so’ nazista…”. La mano sinistra solleva la manica destra del giubbetto di cotone verde che indossa, scoprendo la pelle. L’ avambraccio è un unico, grande tatuaggio di Ernesto Che Guevara. “Hai capito? Nazista a me? Io sono nato il primo maggio, il giorno della festa dei lavoratori e al nonno di mia moglie, nel ventennio, i fascisti fecero chiudere la panetteria al Pigneto perché non aveva preso la tessera”.

Un communista tanto vero da sembrare finto. Comunque sentiamo come sono andate le cose secondo lui. Ricordo che il raid contro il negozio dell’extracomunitario è stato compiuto la settimana scorsa da una quindicina di incappucciati sprangamuniti, non dal solo cavaliere solitario, come dalla nuova versione da lui riportata.

Alle 17 di sabato, dunque, arriva “Ernesto”. Ma non da solo.
«Eh no. Fermati. Fermati qui. Io arrivo da solo. Perché io voglio andare a gonfiare il marocchino da solo. Io quando devo fare a cazzotti non mi porto dietro nessuno. Il problema è che quando arrivo all’ angolo con via Macerata non ti trovo una quindicina di ragazzi del quartiere? Tutti incazzati e bardati. Te l’ ho detto. Mi vogliono bene. Avevano saputo della tarantella ed erano due giorni che sentivano questa storia di questo portafoglio. Evidentemente volevano starci pure loro e si sono presentati. Non l’ ho mica chiamati o invitati».
“Ernesto” fa un cenno al cameriere. Chiede un whiskey di malto scozzese. Un “Oban”. Strizza l’ occhio. «Lo vedi questo? E’ cresciuto con me al Pigneto». «Che stavo a dì? Ah sì, i pischelli. Io davvero non riesco a capire come si sono inventati la storia della svastica. Ma quale svastica? Io questi pischelli non li conosco personalmente, ma mi dicono che sono tutto tranne che fascisti. E, comunque svastiche non ce n’ erano. Quei pischelli, per quanto ne so, si fanno il culo dalla mattina alla sera. E hanno solo un problema. Si sono rotti il cazzo di vedere la madre, la sorella o la nonna piangere la sera, perché qualche vigliacco gli ha sputato o gli ha fischiato dietro il culo.
Te lo ripeto, io non l’ ho chiamati. Io ce li ho trovati. E poi, scusa tanto sa, ma hai mai visto tu un raid nazista senza una scritta su un muro? Qualcuno si è chiesto perché, se era un raid, nessuno ha toccato per esempio i sette senegalesi che vendevano i cd taroccati in via Macerata? Lo vuoi sapere perché? Perché i senegalesi non avevano fatto niente. Perché sono amici. Perché portano rispetto e quando stava per cominciare il casino al negozio dell’ indiano, gli ho detto di mettersi da una parte».

Insomma, un caso di telepatia perchè di solito non ci si porta sempre dietro i passamontagna e le spranghe perchè potrebbero tornare utili. Ci si concia in quel modo con premeditazione per andare a menare. La possibilità che si siano incontrati per caso, suvvia, fa ridere i polli.

Magari è tutto vero, l’episodio dimostrerebbe che gli opposti estremismi a volte si toccano ma Ernesto sparalesto, secondo il tenente Colombo, non la racconta giusta. Fa pensare che cerchi pubblicità, oppure vuole coprire gli altri con la trovata del Che tatuato per far capire che lui è “communista così” e i quindici passavano di lì per caso. Quando le cose puzzano, puzzano.

Intanto, con questa trovata, da oggi in poi qualunque raid neonazista sarà attribuito ai comunisti. Perchè i fascisti non esistono, sono solo nei nostri brutti sogni.

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Meglio non approfondire troppo sull’etimo della parola “sborone”, dal romagnolo “sburon”, piuttosto volgare nel suo evocare imprese erotiche a lunga gittata ma terribilmente efficace nell’indicare quelle persone che riescono a stupire le folle con la loro abilità, coraggio e talento naturale. Esiste una variante dispregiativa del termine, in vero meno usata, che indica il fanfarone e il millantatore e può capitare che qualcuno sia allo stesso tempo sborone positivo e sborone negativo. Se vi ricordate Alberto Tomba, lui ne è stato uno dei rari prototipi.
Inutile dire che sboroni si nasce, non lo si diventa e questi che vi propongo come esempi, rigorosamente positivi lo nacquero, modestamente.
Lo sborone classico è un eroe solitario, sceso in Terra a miracol mostrare e inviato agli sfigati per farne emergere ancora di più la sfigataggine come Oscar, l’eroe di Carlo Verdone.
In rari casi si possono trovare tre-sboroni-tre che agiscono assieme, come Emerson Lake & Palmer, capaci pure di suonare al gelo di uno stadio d’inverno con grave sprezzo dei geloni. Notate la coincidenza: sia Verdone che Emerson in sostanza si zompano flipper e tastiere.
Lo sport abbonda di sboroni come, ad esempio, Roger Federer, uno che fa gemere Rafa Nadal quasi fosse il suo flipper e che si esalta ancora di più se al di là della rete c’è un altro sborone, aspirante o conclamato come Lleyton Hewitt con il quale è riuscito a scambiare un rally da 45 colpi in questo filmato.
Tutta gente insomma di cui non si può certo dire che lavori troppo de porso e usi male l’avambraccccio. Mortacci loro!

P.S. Avevo scritto questo post il giorno di Ferragosto. Chi ho visto in spiaggia domenica scorsa a Milano Marittima, si proprio in quella spiaggia del fan di Bossi? Alberto Tomba. Giuro. Se non è precognizione questa. Forse i superpoteri dell’ape maiala stanno arrivando…


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http://www.youtube.com/v/8opOuyHUF7M

Meglio non approfondire troppo sull’etimo della parola “sborone”, dal romagnolo “sburon”, piuttosto volgare nel suo evocare imprese erotiche a lunga gittata ma terribilmente efficace nell’indicare quelle persone che riescono a stupire le folle con la loro abilità, coraggio e talento naturale. Esiste una variante dispregiativa del termine, in vero meno usata, che indica il fanfarone e il millantatore e può capitare che qualcuno sia allo stesso tempo sborone positivo e sborone negativo. Se vi ricordate Alberto Tomba, lui ne è stato uno dei rari prototipi.
Inutile dire che sboroni si nasce, non lo si diventa e questi che vi propongo come esempi, rigorosamente positivi lo nacquero, modestamente.
Lo sborone classico è un eroe solitario, sceso in Terra a miracol mostrare e inviato agli sfigati per farne emergere ancora di più la sfigataggine come Oscar, l’eroe di Carlo Verdone.

http://www.youtube.com/v/Uwo69MLuL4U

In rari casi si possono trovare tre-sboroni-tre che agiscono assieme, come Emerson Lake & Palmer, capaci pure di suonare al gelo di uno stadio d’inverno con grave sprezzo dei geloni. Notate la coincidenza: sia Verdone che Emerson in sostanza si zompano flipper e tastiere.

http://www.youtube.com/v/zZRQEtAyiTM

Lo sport abbonda di sboroni come, ad esempio, Roger Federer, uno che fa gemere Rafa Nadal quasi fosse il suo flipper e che si esalta ancora di più se al di là della rete c’è un altro sborone, aspirante o conclamato come Lleyton Hewitt con il quale è riuscito a scambiare un rally da 45 colpi in questo filmato.
Tutta gente insomma di cui non si può certo dire che lavori troppo de porso e usi male l’avambraccccio. Mortacci loro!

P.S. Avevo scritto questo post il giorno di Ferragosto. Chi ho visto in spiaggia domenica scorsa a Milano Marittima, si proprio in quella spiaggia del fan di Bossi? Alberto Tomba. Giuro. Se non è precognizione questa. Forse i superpoteri dell’ape maiala stanno arrivando…


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