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Allora è proprio vero, non era solo un mio eccesso di pessimismo, l’ho letto oggi sulla “Stampa”. A Joseph Fritzl è stato comminato l’ergastolo perchè riconosciuto colpevole di aver cagionato la morte per incuria di uno dei sette figli-nipoti, che avrebbe potuto forse salvarsi se fosse stato soccorso in tempo dopo la nascita. Il piccolo cadavere fu bruciato in una caldaia, come una povera cosa.

L’accusa di omicidio era l’unica, quindi, tra le tante pendenti sul capo del mostro, a prevedere come pena massima l’ergastolo. Per gli altri capi di imputazione (incesto, sequestro, stupro, ecc.) anche se riconosciuto colpevole, Fritzl avrebbe potuto uscire tra qualche anno.

Quindi, fatemi capire, violentare la propria figlia almeno 3000 volte nel corso di ventiquattro anni di segregazione in una cantina-bunker, renderla madre sette volte contro la sua volontà e sottoporla ad ogni tipo di umiliazione, sevizia e dolore, non vale di per sé un ergastolo?

E’ perchè era suo padre e la Stramaledetta Famiglia con il suo corollario di orrori più o meno nascosti deve essere difesa sempre e comunque? E’ per difendere il principio che nella Stramaledetta Fottuta Famiglia “queste cose non accadono” che hanno deciso per il manicomio criminale, nonostante le perizie avessero chiarito che il porco era ben capace di intendere e volere? Tanto per dire che se un padre violenta 3000 volte una figlia e riesce a farla franca per 24 anni dev’essere fuori di melone per forza?
Se fosse stato un estraneo, come nel caso di Natascha Kampusch, sarebbero stati più severi ed avrei letto meno commenti indignati per la frittura a 2000 volts? Diamine, che stomacucci delicati, eppure ciò che ha subito Elizabeth non lo augurereste al vostro peggiore nemico.

Questo è l’ennesimo caso in cui si dimostra che la vita delle donne (bambine, adulte, non importa) non conta nulla. Lo ripeto, è dovuto morire un neonato affinchè questo bastardo avesse l’ergastolo.
Hanno perfino preso misure di sicurezza perchè hanno paura che Fritzl commetta suicidio. Lui? Non lo hanno messo in carcere perchè si sa cosa accade in carcere a chi tormenta i bambini. Mi pare che di pietà ne abbia avuta fin troppa. Mi scuso per i 2000 volt ma a me fanno più pena le 3000 volte che Elizabeth è dovuta morire.


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Allora è proprio vero, non era solo un mio eccesso di pessimismo, l’ho letto oggi sulla “Stampa”. A Joseph Fritzl è stato comminato l’ergastolo perchè riconosciuto colpevole di aver cagionato la morte per incuria di uno dei sette figli-nipoti, che avrebbe potuto forse salvarsi se fosse stato soccorso in tempo dopo la nascita. Il piccolo cadavere fu bruciato in una caldaia, come una povera cosa.

L’accusa di omicidio era l’unica, quindi, tra le tante pendenti sul capo del mostro, a prevedere come pena massima l’ergastolo. Per gli altri capi di imputazione (incesto, sequestro, stupro, ecc.) anche se riconosciuto colpevole, Fritzl avrebbe potuto uscire tra qualche anno.

Quindi, fatemi capire, violentare la propria figlia almeno 3000 volte nel corso di ventiquattro anni di segregazione in una cantina-bunker, renderla madre sette volte contro la sua volontà e sottoporla ad ogni tipo di umiliazione, sevizia e dolore, non vale di per sé un ergastolo?

E’ perchè era suo padre e la Stramaledetta Famiglia con il suo corollario di orrori più o meno nascosti deve essere difesa sempre e comunque? E’ per difendere il principio che nella Stramaledetta Fottuta Famiglia “queste cose non accadono” che hanno deciso per il manicomio criminale, nonostante le perizie avessero chiarito che il porco era ben capace di intendere e volere? Tanto per dire che se un padre violenta 3000 volte una figlia e riesce a farla franca per 24 anni dev’essere fuori di melone per forza?
Se fosse stato un estraneo, come nel caso di Natascha Kampusch, sarebbero stati più severi ed avrei letto meno commenti indignati per la frittura a 2000 volts? Diamine, che stomacucci delicati, eppure ciò che ha subito Elizabeth non lo augurereste al vostro peggiore nemico.

Questo è l’ennesimo caso in cui si dimostra che la vita delle donne (bambine, adulte, non importa) non conta nulla. Lo ripeto, è dovuto morire un neonato affinchè questo bastardo avesse l’ergastolo.
Hanno perfino preso misure di sicurezza perchè hanno paura che Fritzl commetta suicidio. Lui? Non lo hanno messo in carcere perchè si sa cosa accade in carcere a chi tormenta i bambini. Mi pare che di pietà ne abbia avuta fin troppa. Mi scuso per i 2000 volt ma a me fanno più pena le 3000 volte che Elizabeth è dovuta morire.


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Vi sono casi particolari di crimini che dovrebbero essere giudicati con una giurisprudenza a parte, che dovrebbero rappresentare un’eccezione anche per il tipo di pena che richiedono.
Sono contro la pena di morte ma ho sempre pensato che per i crimini contro l’umanità, per i responsabili di genocidio e i torturatori, l’unica pena possibile e vagamente riparatoria nei confronti delle vittime fosse quella capitale. Altrettanto mi sento di dire nei confronti di un caso come quello di Josef Fritzl.

Sarà incoerenza, ma esistono esseri umani che non meritano pietà, in deroga a qualsiasi cristianesimo, perchè esistono esseri umani profondamente malvagi, impastati nel Male e, mi sento di dire, irrecuperabili da qualunque Beccaria. La pena di morte è orrenda, è la pianificazione di un assassinio, è l’unico caso in cui sappiamo esattamente a che ora moriremo, ma non credo avremmo avuto dubbi a comminarla ad un Mengele ed agli altri criminali nazisti, responsabili della tortura e morte di milioni di persone.
Così come non abbiamo pietà degli assassini genocidi, altrettanto non ne abbiamo per i pedofili. Nessuno se ne scandalizzi.

Ho appena visto “Changeling”, film bellissimo che contiene la storiaccia di un serial killer di bambini, descritta da Clint Eastwood con toni di agghiacciante realismo, spaventoso come solo la cronaca fedelmente riprodotta sa essere.
Il film contiene la scena dell’esecuzione del mostro per impiccagione. E’ vero, non abbiamo modo di conoscere le sue motivazioni, se per caso ha sofferto tanto da piccolo ed è stato così vittima della coazione a ripetere. Il suo incedere verso il patibolo, piagnucolante “non così in fretta!” non ci smuove un anticchia di solidarietà. In noi rimane solo il ricordo della confessione del piccolo complice, distrutto dal rimorso di aver contribuito ad assassinare brutalmente dei suoi coetanei. Ci rimane marchiata a fuoco sulla coscienza la sua vita spezzata e rovinata per sempre, il suo “oddio, oddio!”, ripetuto ossessivamente tra i singhiozzi.
Giusto quindi che il mostro venga reso inoffensivo, anzi distrutto per sempre. Il mostro bugiardo, infido, che tormenta Angelina Jolie che gli chiede la verità sul destino di suo figlio. Il suo ultimo sgambettare inconsulto appeso alla corda è solo una liberazione e ci dà un senso, orrendo finchè si vuole, ma di giustizia e sollievo.

Il genocida e l’assassino di bambini ci rendono inattaccabili alla pietà. E’ un dato di fatto. E’ l’eccezione che conferma la regola dell’inaccettabilità della pena di morte.
Perfino Cristo maledisse, tra le rare categorie vittime del suo divino furore, i pedofili ed auspicò che venissero affogati con una pietra legata al collo. Mai giustificazione all’odio portò firma più illustre.

Quale pena detentiva, in effetti, potrebbe mai ripagare i 24 anni di tortura, di abuso, di violenza indicibile, di lesioni interne provocate da “giocattoli sessuali”, di gravidanze imposte, di bambini nati già morticini viventi, chiusi in una prigione dalla quale non sarebbero mai usciti se il caso non li avesse liberati, della povera Elizabeth e dei suoi bambini? Nessuna, passassero cent’anni.

Il porco ha ammesso le sue colpe sperando in una riduzione della pena. E’ la strategia avvocatizia di chi difende un cliente indifendibile. Ammetti tutto e speriamo nella clemenza della corte.
In Austria non c’è la pena di morte, però io credo che in questo caso, se non si può fare un’eccezione, la pena debba essere il massimo consentito da quella legislazione.
Come minimo dovrebbe contenere elementi di contrappasso, per esempio il mostro potrebbe essere murato vivo in una cella di 2×2, come la contessa Erzsèbet Báthory, torturatrice di vergini e vampira, finchè morte non lo colga.

Non si venga per carità fuori con le menate dell’infanzia infelice. Quello stronzo bastardo ha avuto tutto il tempo per eventualmente curarsi le paturnie mentali. Non l’ha fatto perchè ha preferito tormentare sua figlia, con lucida determinazione. Ciò che le ha fatto è peggio della morte. E’ peggio di un assassino. Ciò che rende mostruoso il suo crimine è la sua continuazione, la mancanza assoluta di pietà nel corso di ventiquattro lunghissimi anni.
C’è il mistero della madre di Elizabeth, è vero. Possibile che non si sia mai accorta che la figlia non era scomparsa ma rinchiusa nella cantina di casa? Quali abissi di complicità o di fenomenale cecità agiscono in certi contesti familiari? Quanta sofferenza potrebbe essere evitata se le donne che si ribellano al padre-marito mostro fossero non l’eccezione ma la regola?

Domani giungerà la sentenza del processo. Potrebbe essere un’occasione storica se la condanna dovesse essere esemplare. Massimo della pena e chiave gettata via per sempre. Peccato non vederlo friggere a 2000 volt. Se così non sarà, se la colpevolezza di Fritzl non sarà riconosciuta appieno, tutti i padri pedofili si sentiranno in diritto di continuare a tormentare i bambini, con o senza la complicità idiota o colpevole delle madri.

In attesa della sentenza, preghiamo.

“Padre mostro, che sarai all’Inferno,
Sia maledetto il tuo nome, venga il nostro sdegno e sia fatta la giustizia…”

ULTIM’ORA – Fritzl condannato all’ergastolo.

Determinante, ai fini della condanna, la morte di uno dei figli-nipoti. Domanda: se nessun bambino fosse morto, i giudici avrebbero avuto il coraggio di comminare l’ergastolo “solo” per i 24 anni di abusi sulla figlia? La mia risposta è pessimistica: no.

La pena sarà scontata in un ospedale psichiatrico. Secondo me questo rappresenta l’applicazione di un’attenuante. Troppo comodo dire che era fuori come un citofono. Spero anche che non si tratti di quella istituzione psichiatrica extralusso della quale hanno parlato i giornali. Che faranno, gli daranno la pastiglietta la sera prima di dormire?


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Sono contro la pena di morte ma ho sempre pensato che per i crimini contro l’umanità, per i responsabili di genocidio e i torturatori, l’unica pena possibile e vagamente riparatoria nei confronti delle vittime fosse quella capitale. Altrettanto mi sento di dire nei confronti di un caso come quello di Josef Fritzl.

Sarà incoerenza, ma esistono esseri umani che non meritano pietà, in deroga a qualsiasi cristianesimo, perchè esistono esseri umani profondamente malvagi, impastati nel Male e, mi sento di dire, irrecuperabili da qualunque Beccaria. La pena di morte è orrenda, è la pianificazione di un assassinio, è l’unico caso in cui sappiamo esattamente a che ora moriremo, ma non credo avremmo avuto dubbi a comminarla ad un Mengele ed agli altri criminali nazisti, responsabili della tortura e morte di milioni di persone.
Così come non abbiamo pietà degli assassini genocidi, altrettanto non ne abbiamo per i pedofili. Nessuno se ne scandalizzi.

Ho appena visto “Changeling”, film bellissimo che contiene la storiaccia di un serial killer di bambini, descritta da Clint Eastwood con toni di agghiacciante realismo, spaventoso come solo la cronaca fedelmente riprodotta sa essere.
Il film contiene la scena dell’esecuzione del mostro per impiccagione. E’ vero, non abbiamo modo di conoscere le sue motivazioni, se per caso ha sofferto tanto da piccolo ed è stato così vittima della coazione a ripetere. Il suo incedere verso il patibolo, piagnucolante “non così in fretta!” non ci smuove un anticchia di solidarietà. In noi rimane solo il ricordo della confessione del piccolo complice, distrutto dal rimorso di aver contribuito ad assassinare brutalmente dei suoi coetanei. Ci rimane marchiata a fuoco sulla coscienza la sua vita spezzata e rovinata per sempre, il suo “oddio, oddio!”, ripetuto ossessivamente tra i singhiozzi.
Giusto quindi che il mostro venga reso inoffensivo, anzi distrutto per sempre. Il mostro bugiardo, infido, che tormenta Angelina Jolie che gli chiede la verità sul destino di suo figlio. Il suo ultimo sgambettare inconsulto appeso alla corda è solo una liberazione e ci dà un senso, orrendo finchè si vuole, ma di giustizia e sollievo.

Il genocida e l’assassino di bambini ci rendono inattaccabili alla pietà. E’ un dato di fatto. E’ l’eccezione che conferma la regola dell’inaccettabilità della pena di morte.
Perfino Cristo maledisse, tra le rare categorie vittime del suo divino furore, i pedofili ed auspicò che venissero affogati con una pietra legata al collo. Mai giustificazione all’odio portò firma più illustre.

Quale pena detentiva, in effetti, potrebbe mai ripagare i 24 anni di tortura, di abuso, di violenza indicibile, di lesioni interne provocate da “giocattoli sessuali”, di gravidanze imposte, di bambini nati già morticini viventi, chiusi in una prigione dalla quale non sarebbero mai usciti se il caso non li avesse liberati, della povera Elizabeth e dei suoi bambini? Nessuna, passassero cent’anni.

Il porco ha ammesso le sue colpe sperando in una riduzione della pena. E’ la strategia avvocatizia di chi difende un cliente indifendibile. Ammetti tutto e speriamo nella clemenza della corte.
In Austria non c’è la pena di morte, però io credo che in questo caso, se non si può fare un’eccezione, la pena debba essere il massimo consentito da quella legislazione.
Come minimo dovrebbe contenere elementi di contrappasso, per esempio il mostro potrebbe essere murato vivo in una cella di 2×2, come la contessa Erzsèbet Báthory, torturatrice di vergini e vampira, finchè morte non lo colga.

Non si venga per carità fuori con le menate dell’infanzia infelice. Quello stronzo bastardo ha avuto tutto il tempo per eventualmente curarsi le paturnie mentali. Non l’ha fatto perchè ha preferito tormentare sua figlia, con lucida determinazione. Ciò che le ha fatto è peggio della morte. E’ peggio di un assassino. Ciò che rende mostruoso il suo crimine è la sua continuazione, la mancanza assoluta di pietà nel corso di ventiquattro lunghissimi anni.
C’è il mistero della madre di Elizabeth, è vero. Possibile che non si sia mai accorta che la figlia non era scomparsa ma rinchiusa nella cantina di casa? Quali abissi di complicità o di fenomenale cecità agiscono in certi contesti familiari? Quanta sofferenza potrebbe essere evitata se le donne che si ribellano al padre-marito mostro fossero non l’eccezione ma la regola?

Domani giungerà la sentenza del processo. Potrebbe essere un’occasione storica se la condanna dovesse essere esemplare. Massimo della pena e chiave gettata via per sempre. Peccato non vederlo friggere a 2000 volt. Se così non sarà, se la colpevolezza di Fritzl non sarà riconosciuta appieno, tutti i padri pedofili si sentiranno in diritto di continuare a tormentare i bambini, con o senza la complicità idiota o colpevole delle madri.

In attesa della sentenza, preghiamo.

“Padre mostro, che sarai all’Inferno,
Sia maledetto il tuo nome, venga il nostro sdegno e sia fatta la giustizia…”

ULTIM’ORA – Fritzl condannato all’ergastolo.

Determinante, ai fini della condanna, la morte di uno dei figli-nipoti. Domanda: se nessun bambino fosse morto, i giudici avrebbero avuto il coraggio di comminare l’ergastolo “solo” per i 24 anni di abusi sulla figlia? La mia risposta è pessimistica: no.

La pena sarà scontata in un ospedale psichiatrico. Secondo me questo rappresenta l’applicazione di un’attenuante. Troppo comodo dire che era fuori come un citofono. Spero anche che non si tratti di quella istituzione psichiatrica extralusso della quale hanno parlato i giornali. Che faranno, gli daranno la pastiglietta la sera prima di dormire?


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