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Per qualche giorno il mio orizzonte degli eventi sarà questo: pascoli, muccone, sole (spero), natura, tranquillità e qualche buon pranzetto con specialità locali.
Dopo mesi di indefesso lavoro da domani mi prendo un pò di meritato riposo in montagna. Una vacanza anche dello spirito, alla ricerca di quella serenità che ultimamente cerco disperatamente nelle cose che rendono comunque bella la vita.

Non abbandonate questo blog, per favore, fategli un pò di compagnia se no non mangia. Commentate, anche solo con un saluto perchè ci tiene molto ed è permaloso. Non voglio tornare e trovarlo con il muso lungo perchè ha avuto solo cinque commenti in cinque giorni.

Vi lascio tutti i post che non avete ancora letto e uno nuovo su una ricorrenza alla quale tengo molto.
Buona settimana, Buon 25 Aprile di Liberazione e a risentirci presto.

P.S. E’ tornato. Qualcuno per favore gli suggerisca un argomento nuovo, perchè ormai la Maria Maddalena che prende il low-cost e atterra a Parigi con i pargoletti non se la beve più nessuno.

C’è una trasmissione RAI che non finisce mai di stupire, “Voyager”, un Quark in territorio deangelizzato, una sorta di X-Files “de noantri”.

Lo conduce lo spettrale Giacobbo, un autore che ha saltellato a lungo tra Rai, Mediaset e TMC sempre occupandosi di misteri e che, sul sito del programma si definisce: “Indomito combattente della verità assoluta.”
Non alla ricerca della semplice verità, come Mulder, ma di quella assoluta, come l’indimenticabile Pera.

Ogni lunedì sera Giacobbo, suadente come un assicuratore, ci avvince con la promessa di sconvolgenti rivelazioni su ciò che da sempre ci chiediamo quando non riusciamo a prendere sonno nel nostro lettino: ma sulla pietra di Palenque è veramente raffigurato un antico astronauta?

Sarà che da ragazzina mi sono letta tutti i libri di Peter Kolosimo, e allora si credeva ancora agli UFO e si avvistavano ancora, mentre oggi gli alieni sono stati sostituiti dagli islamici e si vocifera che non siamo mai stati sulla Luna, ma sono tutti argomenti un pò triti e ribolliti, come il polpettone e le zucchine ripiene.

Dopo essersi occupato di spettri e acchiappafantasmi, di profezie, misteri e falsi problemi in confezione 3×2, ultimamente l’argomento delle puntate è diventato praticamente una saga sulla paccottiglia templar-massonica che, veicolata dal virale “Codice da Vinci”, ci ammorba peggio dell’aviaria.
Un rapido sguardo agli argomenti delle ultime puntate, per la serie battere il ferro Dan Brown finchè è caldo, è significativo: Maria Maddalena, Il Priorato di Sion, Leonardo Da Vinci, I misteri dei Templari e della Cappella di Rosslyn, I misteri dei rotoli del Mar Morto. Precedentemente non si era fatto sfuggire nemmeno Rennes le Château (a cui sono state dedicate ben tre puntate) e La Cappella di Rosslyn (arridaje).

L’altra sera è stata fatta una puntata su Antoni Gaudì, il grande architetto catalano, e, indovinate un pò dove lo spettrale Giacobbo è andato a parare? Che Gaudì, sant’uomo ma cattolico un pò bizzarro come Socci, era massone (te pareva), invischiato con il Priorato di Sion e con il parroco di Rennes le Château e che nella incompiuta cattedrale della Sagrada Familia di Barcellona avrebbe nascosto uno sconvolgente segreto.

Il bello con Giacobbo, che come gli assicuratori non ti rivela il segreto delle noticine in piccolo sulla polizza, è che alla fine non scopri proprio un tubo, anzi gli mandi qualche accidente perchè ti ha fatto fare mezzanotte per niente e tu devi alzarti presto l’indomani.
Anche l’altra sera, quindi, mi è toccato andare a letto arrovellandomi su cosa ci fosse sotto il pavimento della Sagrada Familia e probabilmente non lo saprò mai, o perchè della cosa continuerà ad occuparsene lo spettrale Giacobbo o perchè sotto la cattedrale non c’è proprio un tubo.

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