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“Se arrivasse una bocciatura del lodo Alfano da parte della Corte costituzionale entreremo in funzione trascinando il popolo”. “Il popolo è con noi, sono i vecchi Galli…”.
(Umberto Bossi, 7 ottobre 2009)

Ovvero: “Ad un mio cenno, scatenate l’InferMo” (grazie amadiro!)

Il popolo non si sa se lo trascineranno per le corna o per i capelli. O, trattandosi di vecchi galli, per i bargigli.

Continua…

Che c’entra Keanu Reeves, dato che si parla ancora di Obama e del Nano? Al tempo.

Nella gloriosa era dell’avanspettacolo, quando i comici alla Berlusconi si affacciavano sul palco di teatri come l’Ambra Jovinelli, tra un balletto e l’altro di ballerine molto scosciate, partiva in automatico il grido ” A (nome del comico), facce ride!”

Siccome lo spirito di questi comici di serie C non faceva ridere nessuno, tantomeno una platea di maschi arrapati vogliosi solo di sbirciare sotto il puntino* delle ragazze, di solito partivano in direzione palcoscenico gli ortaggi, scelti accuratamente dagli spettatori tra le primizie di stagione.
Di quei bei tempi oggi rimane solo qualche esemplare ben conservato di guitto e purtroppo si è persa la tradizione del pomodoro, del sedano e del finocchio da tiro.

Sapete qual’è il lato paradossale della querelle sulla battuta di Berlusconi sull’Obama “bello e abbronzato” (e meno male che non ha detto “dal sapor mediorientale”)?
Potrei metterci la mano sul fuoco che lui non voleva essere razzista. Ha appena sborsato milioni per acquistare un fromboliere brasiliano anche lui sull’abbronzato; nel Milan stellare di Sacchi c’erano gli a-a-bbronzatissimi Gullitt e Rijkaard e una bella tintarella ce l’ha anche il fenomenale Seedorf. Insomma, non penso assolutamente che Berlusconi sia razzista nei confronti dei neri. Non ha la spocchia boera di un Feltri o la violenza di un Calderoli. No, è un milanese che ha dimostrato in passato di non aver alcun pregiudizio nei confronti degli stallieri meridionali quindi probabilmente sarà maleducato ma non razzista.

Il guaio è che lui è convinto di essere spiritoso e non sa che la battuta da veranda di Villa Certosa tra un daiquiri ed una schitarrata di Apicella tra veline e vallette, non può essere spacciata anche in conferenza stampa in contesto internazionale da capo di governo.
Il suo problema è l’incontinenza linguale con l’aggravante della barzelletta. Non riesce proprio a tenerla a freno. Quando gli scappa, gli scappa e la fa dove capita. Dio solo sa perchè non gli scappi mai qualcosa di genialmene divertente ma solo freddure da andarsi a sotterrare per l’imbarazzo.
Voleva fare ad Obama una carineria, dice. Si è anche incazzato e ha dato dell’imbecille a chi se l’era presa.
Non lo fa apposta. E’ così. Forse una badante ucraina che al momento giusto lo riprendesse: “ma nooonno Silviooo, kosa tu dicie?!” non guasterebbe.

Allora, che c’entra Keanu? Innanzitutto, concorderete con me che è meglio mettere una foto di Keanu Reeves che una del Nano.
Poi è stato il gioco delle associazioni e delle attinenze. Obama è il neoeletto, Keanu è l’eletto Neo. Obama ha vissuto alle Hawaii, Keanu è di origine cino-anglo-hawaiana.
Sono entrambi sanguemisti e se Obama è l’eletto, anche nel senso matrixiano, chissà chi sarà l’Oracolo.
Ma no, semplicemente, l’ho detto ancora, Keanu è la prova vivente di quanto sia idiota il discorso sulla purezza della razza e di quali ottimi risultati si abbiano mescolando i geni. Se è vero che ciò vale per il cervello oltre che per la faccia, ci sono ottime probabilità anche per Obama.

A proposito di facce. Dico molto sinceramente che il PD ha commesso un errore colossale a fare quel manifesto con Gasparri e la scritta “Vergogna”. Bastava e avanzava la faccia di Gasparri.

* Il puntino era una specie di perizoma, molto audace per quei tempi, che le ballerine indossavano per coprire le vergogne.


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Nella gloriosa era dell’avanspettacolo, quando i comici alla Berlusconi si affacciavano sul palco di teatri come l’Ambra Jovinelli, tra un balletto e l’altro di ballerine molto scosciate, partiva in automatico il grido ” A (nome del comico), facce ride!”

Siccome lo spirito di questi comici di serie C non faceva ridere nessuno, tantomeno una platea di maschi arrapati vogliosi solo di sbirciare sotto il puntino* delle ragazze, di solito partivano in direzione palcoscenico gli ortaggi, scelti accuratamente dagli spettatori tra le primizie di stagione.
Di quei bei tempi oggi rimane solo qualche esemplare ben conservato di guitto e purtroppo si è persa la tradizione del pomodoro, del sedano e del finocchio da tiro.

Sapete qual’è il lato paradossale della querelle sulla battuta di Berlusconi sull’Obama “bello e abbronzato” (e meno male che non ha detto “dal sapor mediorientale”)?
Potrei metterci la mano sul fuoco che lui non voleva essere razzista. Ha appena sborsato milioni per acquistare un fromboliere brasiliano anche lui sull’abbronzato; nel Milan stellare di Sacchi c’erano gli a-a-bbronzatissimi Gullitt e Rijkaard e una bella tintarella ce l’ha anche il fenomenale Seedorf. Insomma, non penso assolutamente che Berlusconi sia razzista nei confronti dei neri. Non ha la spocchia boera di un Feltri o la violenza di un Calderoli. No, è un milanese che ha dimostrato in passato di non aver alcun pregiudizio nei confronti degli stallieri meridionali quindi probabilmente sarà maleducato ma non razzista.

Il guaio è che lui è convinto di essere spiritoso e non sa che la battuta da veranda di Villa Certosa tra un daiquiri ed una schitarrata di Apicella tra veline e vallette, non può essere spacciata anche in conferenza stampa in contesto internazionale da capo di governo.
Il suo problema è l’incontinenza linguale con l’aggravante della barzelletta. Non riesce proprio a tenerla a freno. Quando gli scappa, gli scappa e la fa dove capita. Dio solo sa perchè non gli scappi mai qualcosa di genialmene divertente ma solo freddure da andarsi a sotterrare per l’imbarazzo.
Voleva fare ad Obama una carineria, dice. Si è anche incazzato e ha dato dell’imbecille a chi se l’era presa.
Non lo fa apposta. E’ così. Forse una badante ucraina che al momento giusto lo riprendesse: “ma nooonno Silviooo, kosa tu dicie?!” non guasterebbe.

Allora, che c’entra Keanu? Innanzitutto, concorderete con me che è meglio mettere una foto di Keanu Reeves che una del Nano.
Poi è stato il gioco delle associazioni e delle attinenze. Obama è il neoeletto, Keanu è l’eletto Neo. Obama ha vissuto alle Hawaii, Keanu è di origine cino-anglo-hawaiana.
Sono entrambi sanguemisti e se Obama è l’eletto, anche nel senso matrixiano, chissà chi sarà l’Oracolo.
Ma no, semplicemente, l’ho detto ancora, Keanu è la prova vivente di quanto sia idiota il discorso sulla purezza della razza e di quali ottimi risultati si abbiano mescolando i geni. Se è vero che ciò vale per il cervello oltre che per la faccia, ci sono ottime probabilità anche per Obama.

A proposito di facce. Dico molto sinceramente che il PD ha commesso un errore colossale a fare quel manifesto con Gasparri e la scritta “Vergogna”. Bastava e avanzava la faccia di Gasparri.

* Il puntino era una specie di perizoma, molto audace per quei tempi, che le ballerine indossavano per coprire le vergogne.


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Nella gloriosa era dell’avanspettacolo, quando i comici alla Berlusconi si affacciavano sul palco di teatri come l’Ambra Jovinelli, tra un balletto e l’altro di ballerine molto scosciate, partiva in automatico il grido ” A (nome del comico), facce ride!”

Siccome lo spirito di questi comici di serie C non faceva ridere nessuno, tantomeno una platea di maschi arrapati vogliosi solo di sbirciare sotto il puntino* delle ragazze, di solito partivano in direzione palcoscenico gli ortaggi, scelti accuratamente dagli spettatori tra le primizie di stagione.
Di quei bei tempi oggi rimane solo qualche esemplare ben conservato di guitto e purtroppo si è persa la tradizione del pomodoro, del sedano e del finocchio da tiro.

Sapete qual’è il lato paradossale della querelle sulla battuta di Berlusconi sull’Obama “bello e abbronzato” (e meno male che non ha detto “dal sapor mediorientale”)?
Potrei metterci la mano sul fuoco che lui non voleva essere razzista. Ha appena sborsato milioni per acquistare un fromboliere brasiliano anche lui sull’abbronzato; nel Milan stellare di Sacchi c’erano gli a-a-bbronzatissimi Gullitt e Rijkaard e una bella tintarella ce l’ha anche il fenomenale Seedorf. Insomma, non penso assolutamente che Berlusconi sia razzista nei confronti dei neri. Non ha la spocchia boera di un Feltri o la violenza di un Calderoli. No, è un milanese che ha dimostrato in passato di non aver alcun pregiudizio nei confronti degli stallieri meridionali quindi probabilmente sarà maleducato ma non razzista.

Il guaio è che lui è convinto di essere spiritoso e non sa che la battuta da veranda di Villa Certosa tra un daiquiri ed una schitarrata di Apicella tra veline e vallette, non può essere spacciata anche in conferenza stampa in contesto internazionale da capo di governo.
Il suo problema è l’incontinenza linguale con l’aggravante della barzelletta. Non riesce proprio a tenerla a freno. Quando gli scappa, gli scappa e la fa dove capita. Dio solo sa perchè non gli scappi mai qualcosa di genialmene divertente ma solo freddure da andarsi a sotterrare per l’imbarazzo.
Voleva fare ad Obama una carineria, dice. Si è anche incazzato e ha dato dell’imbecille a chi se l’era presa.
Non lo fa apposta. E’ così. Forse una badante ucraina che al momento giusto lo riprendesse: “ma nooonno Silviooo, kosa tu dicie?!” non guasterebbe.

Allora, che c’entra Keanu? Innanzitutto, concorderete con me che è meglio mettere una foto di Keanu Reeves che una del Nano.
Poi è stato il gioco delle associazioni e delle attinenze. Obama è il neoeletto, Keanu è l’eletto Neo. Obama ha vissuto alle Hawaii, Keanu è di origine cino-anglo-hawaiana.
Sono entrambi sanguemisti e se Obama è l’eletto, anche nel senso matrixiano, chissà chi sarà l’Oracolo.
Ma no, semplicemente, l’ho detto ancora, Keanu è la prova vivente di quanto sia idiota il discorso sulla purezza della razza e di quali ottimi risultati si abbiano mescolando i geni. Se è vero che ciò vale per il cervello oltre che per la faccia, ci sono ottime probabilità anche per Obama.

A proposito di facce. Dico molto sinceramente che il PD ha commesso un errore colossale a fare quel manifesto con Gasparri e la scritta “Vergogna”. Bastava e avanzava la faccia di Gasparri.

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