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I governi berlusconiani sono stati per il popolo italiano come i gradi di un processo: udienza preliminare, primo grado, appello e Cassazione ed ora stiamo appunto scontando la condanna definitiva: ergastolo. Ci terremo Berlusconi a vita. Ce lo terremo con le sue battutacce, la sua volgarità, la sua aria tronfia da padrone unico d’Italia.
E’ inutile piangere ed invocare un’opposizione che mi sto convincendo sempre di più non può esistere. Berlusconi è riuscito a farsi possedere totalmente, ad incarnare e quindi a farsi archetipo vivente del lato peggiore dell’indole italiana all’imbroglio, alla sboronaggine, alla fascinazione per il nulla che si gonfia come un rospo di aria fritta. Non lo sappiamo ancora, noi che non lo abbiamo mai votato e mai lo voteremmo, ma nel profondo, Berlusconi rappresenta anche noi.

Che Berlusconi sia un’anomalia se ne accorgono, non a caso, solo i nostri amici stranieri o gli italiani che vivono all’estero. E’ perchè non conoscono abbastanza la realtà italiana o hanno perso i contatti con essa.
Se non si vive in Italia qui ed ora non ci si rende conto dell’aria di illegalità che si respira e che è stata amorevolmente coltivata in tutti questi anni, con l’ausilio della stramaledetta televisione e del suo uso criminoso contro i giudici e la Giustizia.

Non si spiega altrimenti il tono mesto con il quale oggi la notizia di una coppia di emerite cialtrone che hanno truffato migliaia di italiani vendendo acqua e sabbia come pozioni magiche, minacciando i malcapitati con auguri di cancri vari, che ora se ne vanno finalmente in galera, sia data dalla stramaledetta telvisione come una sciagura. Povere donne, povere eroine così brave nel ruolo istituzionale delle ciarlatane e delle venditrici di fumo, costrette dai giudici cattivi ad abbandonare la loro bella villa.
I programmi pomeridiani e l’immondo TG della sera erano pieni oggi del pianto nazionale per la povera Wanna Marchi e degna figlia, da stasera ospiti delle patrie galere.

Solo chi vive all’estero o è affetto in Italia da un particolare disturbo della percezione, riesce ormai a rendersi conto di come questo sia diventato il paese del malaffare, dei ladri e criminali vari che occupano ogni microfono per ripetere ogni giorno ad ogni ora il disprezzo e il dileggio nei confronti della Giustizia che giustamente li persegue.
I giudici non vengono più fatti saltare con il C4, non ce n’è più bisogno. Vengono ammazzati lentamente ogni giorno con l’arma della delegittimazione. E con essi viene assassinato ogni giorno il concetto stesso di Giustizia.
I fatti criminosi ci vengono raccontati direttamente dagli avvocati difensori e più l’accusato è gradito al potere perchè bello, ricco e telegenico e più ci tocca convincerci di quanto sia ingiusta la Giustizia che osa mettere in galera la Bimba o il bravo ragazzo dall’aria anemica o l’americanina che è andata a lezione direttamente da Charlie Manson.

L’unico responsabile per questo stato di cose è Berlusconi, che sta distruggendo la Giustizia italiana non perchè sia intrinsecamente malvagio o asservito al Lato Oscuro della Forza ma molto banalmente per salvare sè e le proprie aziende da una serie di processi. Ricorda il “muoia Sansone con tutti i Filistei”. Disfare un paese e la sua moralità val bene una messa. Ma questo gli italiani non lo capiranno mai. Credono che faccia tutto questo per il loro bene.

Intanto gli altri che hanno contenziosi con la Giustizia ringraziano e si ringalluzziscono, fanno volume e ingrossano la massa tumorale che corrode il tessuto morale del paese. La grande criminalità organizzata, interna o internazionale, altresì ringrazia e scorrazza libera di delinquere, tanto la stramaledetta televisione al momento opportuno distrarrà tutti con i rumeni stupratori. E se non sono loro gli stupratori chi se ne frega, li facciamo vedere ogni sera, per giorni e giorni, sempre loro, a ripetizione, come fossero le torri gemelle che crollano. Fanculo se sono innocenti, sono colpevoli per forza. Tanto sono brutti, sporchi e cattivi.
Si sono inventati perfino il DNA che smaschera la nazionalità. Una balla stratosferica che infatti non smaschera proprio nulla.

In questo clima di inganno, di truffa continuata ed aggravata, di balle vaporizzate con l’aereo su tutto il territorio nazionale noi, piccoli truffatori della mancata fattura e della collusione con l’evasore che non ce la rilascia, ci sentiamo con le spalle protette e in un certo senso benedetti dall’alto. Una mancata fattura? Un falso in bilancio? Che vuoi che sia? Silvio ci protegge.

E’ inutile angosciarsi con i sondaggi, cari amici, invocare con il tavolino a tre gambe una Sinistra che è troppo morta anche per una seduta spiritica o sperare che un giorno gli italiani battano tutti il lobo frontale risvegliandosi dall’incantesimo.
Ci terremo Berlusconi a vita. Come un Papa. Tutt’al più, non potendo invocare Tabacco (non fuma) o Bacco (non sembra uno propenso all’alzata di gomito) non ci resta che implorare Venere che ci metta le sue sante mani.

Dedicato alla cara memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che mai dimenticheremo.


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I governi berlusconiani sono stati per il popolo italiano come i gradi di un processo: udienza preliminare, primo grado, appello e Cassazione ed ora stiamo appunto scontando la condanna definitiva: ergastolo. Ci terremo Berlusconi a vita. Ce lo terremo con le sue battutacce, la sua volgarità, la sua aria tronfia da padrone unico d’Italia.
E’ inutile piangere ed invocare un’opposizione che mi sto convincendo sempre di più non può esistere. Berlusconi è riuscito a farsi possedere totalmente, ad incarnare e quindi a farsi archetipo vivente del lato peggiore dell’indole italiana all’imbroglio, alla sboronaggine, alla fascinazione per il nulla che si gonfia come un rospo di aria fritta. Non lo sappiamo ancora, noi che non lo abbiamo mai votato e mai lo voteremmo, ma nel profondo, Berlusconi rappresenta anche noi.

Che Berlusconi sia un’anomalia se ne accorgono, non a caso, solo i nostri amici stranieri o gli italiani che vivono all’estero. E’ perchè non conoscono abbastanza la realtà italiana o hanno perso i contatti con essa.
Se non si vive in Italia qui ed ora non ci si rende conto dell’aria di illegalità che si respira e che è stata amorevolmente coltivata in tutti questi anni, con l’ausilio della stramaledetta televisione e del suo uso criminoso contro i giudici e la Giustizia.

Non si spiega altrimenti il tono mesto con il quale oggi la notizia di una coppia di emerite cialtrone che hanno truffato migliaia di italiani vendendo acqua e sabbia come pozioni magiche, minacciando i malcapitati con auguri di cancri vari, che ora se ne vanno finalmente in galera, sia data dalla stramaledetta telvisione come una sciagura. Povere donne, povere eroine così brave nel ruolo istituzionale delle ciarlatane e delle venditrici di fumo, costrette dai giudici cattivi ad abbandonare la loro bella villa.
I programmi pomeridiani e l’immondo TG della sera erano pieni oggi del pianto nazionale per la povera Wanna Marchi e degna figlia, da stasera ospiti delle patrie galere.

Solo chi vive all’estero o è affetto in Italia da un particolare disturbo della percezione, riesce ormai a rendersi conto di come questo sia diventato il paese del malaffare, dei ladri e criminali vari che occupano ogni microfono per ripetere ogni giorno ad ogni ora il disprezzo e il dileggio nei confronti della Giustizia che giustamente li persegue.
I giudici non vengono più fatti saltare con il C4, non ce n’è più bisogno. Vengono ammazzati lentamente ogni giorno con l’arma della delegittimazione. E con essi viene assassinato ogni giorno il concetto stesso di Giustizia.
I fatti criminosi ci vengono raccontati direttamente dagli avvocati difensori e più l’accusato è gradito al potere perchè bello, ricco e telegenico e più ci tocca convincerci di quanto sia ingiusta la Giustizia che osa mettere in galera la Bimba o il bravo ragazzo dall’aria anemica o l’americanina che è andata a lezione direttamente da Charlie Manson.

L’unico responsabile per questo stato di cose è Berlusconi, che sta distruggendo la Giustizia italiana non perchè sia intrinsecamente malvagio o asservito al Lato Oscuro della Forza ma molto banalmente per salvare sè e le proprie aziende da una serie di processi. Ricorda il “muoia Sansone con tutti i Filistei”. Disfare un paese e la sua moralità val bene una messa. Ma questo gli italiani non lo capiranno mai. Credono che faccia tutto questo per il loro bene.

Intanto gli altri che hanno contenziosi con la Giustizia ringraziano e si ringalluzziscono, fanno volume e ingrossano la massa tumorale che corrode il tessuto morale del paese. La grande criminalità organizzata, interna o internazionale, altresì ringrazia e scorrazza libera di delinquere, tanto la stramaledetta televisione al momento opportuno distrarrà tutti con i rumeni stupratori. E se non sono loro gli stupratori chi se ne frega, li facciamo vedere ogni sera, per giorni e giorni, sempre loro, a ripetizione, come fossero le torri gemelle che crollano. Fanculo se sono innocenti, sono colpevoli per forza. Tanto sono brutti, sporchi e cattivi.
Si sono inventati perfino il DNA che smaschera la nazionalità. Una balla stratosferica che infatti non smaschera proprio nulla.

In questo clima di inganno, di truffa continuata ed aggravata, di balle vaporizzate con l’aereo su tutto il territorio nazionale noi, piccoli truffatori della mancata fattura e della collusione con l’evasore che non ce la rilascia, ci sentiamo con le spalle protette e in un certo senso benedetti dall’alto. Una mancata fattura? Un falso in bilancio? Che vuoi che sia? Silvio ci protegge.

E’ inutile angosciarsi con i sondaggi, cari amici, invocare con il tavolino a tre gambe una Sinistra che è troppo morta anche per una seduta spiritica o sperare che un giorno gli italiani battano tutti il lobo frontale risvegliandosi dall’incantesimo.
Ci terremo Berlusconi a vita. Come un Papa. Tutt’al più, non potendo invocare Tabacco (non fuma) o Bacco (non sembra uno propenso all’alzata di gomito) non ci resta che implorare Venere che ci metta le sue sante mani.

Dedicato alla cara memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che mai dimenticheremo.


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L’avete già vista la nuova pubblicità del telesalvalavita, quello che, se lo azioni, arrivano i nostri? Spot alquanto ansiogeno e straordinariamente d’attualità.
Due ragazze si rifugiano in macchina in un parcheggio deserto, di notte, inseguite da quattro malintenzionati, sicuramente stupratori, che le circondano girando attorno all’auto con fare minaccioso. Una scena che ne ricorda moltissimo una tratta da “L’angelo della vendetta” di Abel Ferrara, un classico del genere exploitation rape & revenge. Solo che, nel film, Thana stermina tutti i sette omuncoli. Tutto da sola e con soli sette colpi di una calibro 45.
Nello spot invece, una delle due ragazze inizia ad agitarsi ed invita l’amica a chiamare subito aiuto. “L’ho già fatto”, annuncia l’altra senza scomporsi più di tanto. Le è bastato premere i due pulsanti, (contemporaneamente, se no non funziona!), del telesalvalavita.

E’ in pratica lo stesso aggeggio dei vecchietti, quelli che sono sulla panchina ed uno si sente male ma il meno rincoglionito dei tre, che aveva il telesalvalavita, ha già allertato la Protezione Civile, il corpo dei marines e Dr. House in persona.
E’ un caso che per ampliare il mercato dei potenziali clienti di un dispositivo di telesoccorso si sia pensato di uscire dall’ambito dei soliti anziani per rivolgersi alle donne minacciate sempre più di frequente da extracomunitari infoiati, come ci raccontano i TG ogni sera con la bava alla bocca?
Un caso di instant marketing o campagna pronta già da tempo?

Naturalmente, care sorelle, è necessario portarsi il baracchino del telesoccorso sempre dietro, non scordarsi di tenerlo carico, averlo a portata di mano per non doversi mettere a ravanare nella borsa a sacco e sperare infine di non trovarsi in pieno effetto urban canyon, cioè in un luogo dove il GPS non becca il satellite manco a calci. Per esempio tra i grattacieli, nei caruggi di Genova ma anche in mezzo ad un bosco e con il tempo nuvoloso. Per non parlare della propria abitazione se per caso lo stupratore è persona nota, marito o convivente ed italianissimo.
Dico questo a meno che il congegno non sia realizzato con tecnologia eGPS, che dovrebbe risolvere i noti problemi di georeferenziazione. In tal caso non parlo più. Nel sito però si parla solo di GPS e GPRS e il dubbio dell’effetto canyon rimane.

Spray al peperoncino, telesalvalavita, stelle ninja, tutte cose utilissime, sperando di non essere prima scippate della borsa dove teniamo tutto questo prezioso armamentario. Perchè se continua il terrorismo, più che borse rischiamo di doverci portare dietro delle santebarbare. Dove la calibro 45 non potrà più mancare. A portata di mano nel cinturone.


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L’avete già vista la nuova pubblicità del telesalvalavita, quello che, se lo azioni, arrivano i nostri? Spot alquanto ansiogeno e straordinariamente d’attualità.
Due ragazze si rifugiano in macchina in un parcheggio deserto, di notte, inseguite da quattro malintenzionati, sicuramente stupratori, che le circondano girando attorno all’auto con fare minaccioso. Una scena che ne ricorda moltissimo una tratta da “L’angelo della vendetta” di Abel Ferrara, un classico del genere exploitation rape & revenge. Solo che, nel film, Thana stermina tutti i sette omuncoli. Tutto da sola e con soli sette colpi di una calibro 45.
Nello spot invece, una delle due ragazze inizia ad agitarsi ed invita l’amica a chiamare subito aiuto. “L’ho già fatto”, annuncia l’altra senza scomporsi più di tanto. Le è bastato premere i due pulsanti, (contemporaneamente, se no non funziona!), del telesalvalavita.

E’ in pratica lo stesso aggeggio dei vecchietti, quelli che sono sulla panchina ed uno si sente male ma il meno rincoglionito dei tre, che aveva il telesalvalavita, ha già allertato la Protezione Civile, il corpo dei marines e Dr. House in persona.
E’ un caso che per ampliare il mercato dei potenziali clienti di un dispositivo di telesoccorso si sia pensato di uscire dall’ambito dei soliti anziani per rivolgersi alle donne minacciate sempre più di frequente da extracomunitari infoiati, come ci raccontano i TG ogni sera con la bava alla bocca?
Un caso di instant marketing o campagna pronta già da tempo?

Naturalmente, care sorelle, è necessario portarsi il baracchino del telesoccorso sempre dietro, non scordarsi di tenerlo carico, averlo a portata di mano per non doversi mettere a ravanare nella borsa a sacco e sperare infine di non trovarsi in pieno effetto urban canyon, cioè in un luogo dove il GPS non becca il satellite manco a calci. Per esempio tra i grattacieli, nei caruggi di Genova ma anche in mezzo ad un bosco e con il tempo nuvoloso. Per non parlare della propria abitazione se per caso lo stupratore è persona nota, marito o convivente ed italianissimo.
Dico questo a meno che il congegno non sia realizzato con tecnologia eGPS, che dovrebbe risolvere i noti problemi di georeferenziazione. In tal caso non parlo più. Nel sito però si parla solo di GPS e GPRS e il dubbio dell’effetto canyon rimane.

Spray al peperoncino, telesalvalavita, stelle ninja, tutte cose utilissime, sperando di non essere prima scippate della borsa dove teniamo tutto questo prezioso armamentario. Perchè se continua il terrorismo, più che borse rischiamo di doverci portare dietro delle santebarbare. Dove la calibro 45 non potrà più mancare. A portata di mano nel cinturone.


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Un paio di anni fa, proprio d’autunno, vi fu il famoso episodio della cacciata di Vladimir Luxuria dal bagno delle donne parlamentari da parte di un paio di donne cazzute di destra, la compianta (nel senso che non sappiamo che fine abbia fatto la sua sfolgorante carriera politica) Elisabetta Gardini e la ministra ombra di sé stessa (dato che non ne sentiamo mai parlare), la ggiovane Giorgia Meloni.
Nel post di allora scrissi che in quel frangente si era capito chi fosse la vera signora della situazione e che Vladi signora lo nacque, modestamente.

Commentando la sua vittoria nel reality show dell’Isola dei Famosi, penso si sia ancora una volta intuita la sottile differenza che passa tra una figa e una Donna.
Quella che sbandierava con orgoglio il fatto di essere nata per puro caso con una fessura placcata in oro 18 carati rinfacciando all’altra di non essere altrettando naturalmente figadotata, gne gne gne, se ne torna dal fidanzato calciatore con le pive nel sacco. Siamo certi che sopravviverà.
Chissà perchè noi donne dobbiamo sempre farci riconoscere.

Intendiamoci, era scontato che Vladi Luxuria vincesse l’Isola e la cosa non ha il significato totalmente positivo che gli si attribuisce.

Faccio una dotta premessa. I reality show sono la filiazione spettacolare ed edulcorata degli atroci esperimenti praticati dagli psicologi sperimentali, tipo lo Stanford Prison Experiment di Zimbardo. Si mettono delle persone in condizioni estreme di coabitazione coatta e deprivazione per vedere di nascosto l’effetto che fa. Gli si offre l’opportunità di dare delle scariche elettriche (per finta ma loro non lo sanno) a delle comparse, come nell’Esperimento Milgram e ci si meraviglia se girano la manopola dei volt al massimo.
La cosa è studiata nei minimi dettagli anche se poi, durante l’esperimento, la reazione delle cavie è abbastanza spontanea. La fame, la rabbia, la tristezza o la gioia, l’aggressività sono sempre emozioni sinceramente vissute.

L’Isola, la Talpa, la Fattoria, il Grande Fratello, sono tutte varianti dell’esperimento, che è poi lo stesso che si fa con i topi da laboratorio, solo che i topi hanno il permesso di scannarsi a vicenda a morsi.
E’ un gioco di ruolo, assolutamente studiato a tavolino dove ogni anno viene premiato un archetipo di personaggio nel quale il pubblico tende ad identificarsi. Generalmente scelto tra i tradizionali perdenti, l’archetipo viene fatto trionfare, così da dare ai suoi simili dall’altra parte dello schermo l’illusione di un riscatto: l’orfana, la mamma nubile, il disoccupato, la coatta, l’ex soubrette che ha avuto tante disgrazie, l’omosessuale, la puttana redenta, il guarito miracoloso. Quest’anno hanno pensato che “il trans” potesse essere una scelta vincente.

E’ per questo motivo che mi pare esagerato pensare che la vittoria nel reality show da parte di Vladi Luxuria sia anche una vittoria del movimento GLBTQ. Per non parlare, come ho letto oggi non senza un certo imbarazzo per l’ eccesso di ingenuità, di una rivincita della sinistra radicale.
Per considerare questo l’inzio della fine di un secolare pregiudizio nei confronti delle persone GLBTQ dovremmo presupporre che il gioco non è taroccato, il televoto è autentico e gli italiani sono meno stronzamente omofobi di quanto si creda.
Purtroppo non è così. Vladi si è prestato ad un gioco e anche se sicuramente molte persone, guardandolo arrabattarsi sull’Isola, si sono rese conto che le persone GLBTQ non mordono, soffrono e respirano come gli altri e ci si può sinceramente affezionare a loro dimenticando il pregiudizio, la strada da percorrere è ancora lunga.

Non so se siete d’accordo con me ma in Italia non è importante se una persona transgender vince un reality show ma se riesce a vincere un concorso alle Poste per lavorare allo sportello e ad ottenere un impiego al front desk di un’azienda piuttosto che un posto da manicure in un salone da parrucchiere. Noi figamunite naturali facciamo ancora fatica a farci accettare nel mondo del lavoro. Per le persone transgender è addirittura impossibile.

I premi poi lasciano il tempo che trovano. Ad esempio i milanesi non vogliono dare l’Ambrogino d’Oro alla memoria di Enzo Biagi perchè sarebbe “troppo”? Se lo tengano. Anzi, penso sappiano anche dove possono metterselo.


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Ma veramente qualcuno riesce ancora a credere all’autenticità del “messaggio-comparso-oggi-su-internet-su-siti-islamici” firmato Al Qaeda che regolarmente contrassegna momenti topici della cronaca geopolitica?

Se ricordate, i primi tempi, subito dopo l’11 settembre, Bin (Laden) e Al (Zawahiri) comparivano in carne ed ossa e il filmato aveva una parvenza di veridicità, a parte qualche clamorosa bufala come quella volta del Bin troppo grasso per essere veramente lui. E’ un mistero che l’unica presunta rivendicazione dell’attentato al WTC sia stata affidata ad un filmato così smaccatamente falso, anche se penso che tutto abbia un senso in quella vicenda.

Ora invece, sia Bin che Al non compaiono più pirsonalmente di pirsona ma solo in voce (mmmh) e non ci vengono nemmeno più fatti ascoltare direttamente ma vanno in sottofondo sulla loro immagine fissa.
Riguardo al contenuto del messaggio, dobbiamo fidarci del mezzobusto con carica a molla che ce lo racconta tra un Olindo e una Rosa, tra i fatti e i fattacci della giornata (quelli che gli passa il suo manovratore, ovviamente, non certo le NOTIZIE) e che ci dice che quella voce lì è proprio l’esponente di Al Qaeda che ci vuol fare ‘nu mazzo tanto. Sarà.

Gli esponenti di Al Qaeda stanno diventando sempre più fantasmatici. Non è un caso che i giornali che riferiscono dei loro proclami utilizzino ormai il termine apparizioni.
Visto che molti ritengono sia Bin che Al morti da un bel pezzo (Bin addirittura dal dicembre del 2001) è giusto usare un termine da oltretomba. Non dimentichiamo che Aldilà vuol dire anche soprannaturale e metafisico.
In fondo è lo stesso meccanismo dei presunti messaggi inviati a noi dalle divinità o dai loro messaggeri. Insomma, i proclami di Al Qaeda cominciano ad assomigliare ai messaggi delle apparizioni mariane.

Ad analizzarli semanticamente, i messaggi di Fatima non erano altro che proclami propagandistici anticomunisti belli e buoni affidati ad un testimonial di gran lusso. La Madonna che piange per la povera Russia nel 1917 e negli anni seguenti (ma non prima) non può essere un caso.
Il mito del terrificante terzo segreto sul quale non si osava posare gli occhi e che aveva sconvolto il papa che aveva osato aprirlo (come l’Arca dell’Alleanza dai poteri terribili) era soltanto un modo per terrorizzare, soggiogare i fedeli e quindi fare nient’altro che TERRORISMO.
Quando la sua carica propagandistica si esaurì per sopraggiunti limiti storici, il mistero fu svelato e un papa piuttosto egocentrico se lo ritagliò addosso per farsene un mito su misura.

Ad ogni modo, tornando ai proclami di Al Qaeda, se Al e Bin, come Rosencrantz e Guildenstern, sono morti, facciamoli diventare divinità che parlano tuonando dal cielo. L’effetto sarà uguale e forse amplificato. Tanto ci sarà sempre chi crederà alla Madonna che parla, al sole che rotea, ai rapimenti alieni e a quattro sfigati arabi che sono riusciti ad inculare le difese aeree degli Stati Uniti d’America.

Nell’ultimo pizzino consegnato ai media boccaloni per spettatori ancora più boccaloni, Al Zawahiri o chi per lui se la prende con Obama definendolo “servo negro” (oplà!) e minacciando i soliti sfracelli. E’ interessante notare che in arabo il termine usato è “servo di casa” mentre nella traduzione ad uso e consumo occidentale viene aggiunto il dispregiativo razziale.
A me pare molto sospetta questa traduzione che si addice più al pensiero di un fottutissimo nazista KKK dell’Illinois che ad un islamico.
Anche questo è parte del gioco, che è una variante impazzita del divide et impera. Seminare indizi ma rendere il quadro generale sempre più torbido. Far capire e non capire ma lasciare nel dubbio. Comunque ed in ogni caso, suggerire chi comanda e terrorizzare. Ho usato il termine pizzino non a caso.


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Sinceramente stupisce lo stupore stupefatto di Veltroni di fronte al blitz che ha consegnato la Commissione di Vigilanza Rai ad una “persona grata” al presdelcons. Cosa credeva? Che Villari, dopo aver assaggiato il profumo della poltrona, ottenuta per puro miracolo, si dimettesse subbito?
Non crederà mica che in Italia valgano robette sorpassate come l’onore e la disciplina di partito? Se volevano il centralismo democratico non dovevano ammazzare il PCI a sbadilate.
Non crederà mica, il candido Uolter, che l’elezione di questo senatore sia avvenuta per puro caso e non per piacere a Dio Silvio onnipotente al suono di “là ci darem la mano” e “vorrei e non vorrei, mi trema un poco il core.”

Il Divo Giulio diceva: “a pensar male si fa peccato ma ci si prende”. Cerchiamo di scacciare il terribile sospetto dalla testa ma non c’è niente da fare. Tornano alla mente immondi commerci a base di carne umana. Cosce, tette e culi un tanto al chilo per ingraziarsi qualcuno della parte avversa.
Non è questo il caso, ne siamo certi, per carità. Con Villari è stato qualcosa di puramente spirituale. Un amore a prima vista. Si sono piaciuti.
Però noi siamo malvagi, non ci facciamo sviare dalla solita excusatio non petita del nano che sicuramente vuol dire il contrario di ciò che afferma. Se lui dice che non c’entra nella silurata del candidato ufficiale PD a favore di quello ufficioso scelto da Berlusconi, lui c’entra, eccome.
E’ una formula matematica. Se qualcuno o qualcosa a Berlusconi piace, vuol dire che è funzionale ai suoi interessi.

Il masterplan è semplice, anche un bimbetto dell’asilo lo comprenderebbe.
La RAI per Berlusconi è un impiccio. Toglie pubblicità a Mediaset, ha rimasto qua e là delle spiacevoli incrostazioni non berlusconiane che rompono l’armonia del culto della personalità del piccolo dittatore, è un servizio pubblico quindi inutile nella logica del “perchè quella cosa non mi appartiene?” e comunque deve essere assoggettata al governo.

La commissione di vigilanza dovrebbe essere presieduta da una persona scelta dall’opposizione, fosse anche Belzebù in persona. Alla maggioranza di governo non dovrebbe importare una sega chi è o chi non è. Non sono fatti loro, punto e basta.
Invece, siccome la RAI deve rientrare nel piano di rinascita democratica di conquista totale del mezzo propagandistico televisivo ci vuole una persona nostra che non metta i bastoni tra le ruote.
La colpa è del PD che non ha fatto nulla per impedire il monopolio berlusconiano sull’informazione, anzi lo ha amorevolmente allevato a pappe e Plasmon e mo’ sono cazzi.

Lasciamo pure che i telespettatori della lupa che formano l’elettorato di destra si scandalizzino di Santoro, della Dandini e del TG3 con le giornaliste Morticie Addams che remano contro il meraviglioso governo delle brunette e delle soubrette e sognino una televisione come nemmeno Benito avrebbe osato sognare. Un grande, immenso TG4 a reti unificate che glorifichi il nano uno e trino.
Se qualcuno gliela consegnerà su un piatto d’argento sarà grazie alla stupidità del centrosinistra.
Vedi, si insulta Gasparri e poi si scopre che almeno una volta ci aveva preso.


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La notizia è da leccarsi non solo le dita ma anche i gomiti. In diretta da Villa Wanda per Odeon TV, Licio Gelli ci racconterà la storia d’Italia (opla’!) assieme ad altri illustri inquisiti in tanfo di mafia come Andreotti e Dell’Utri, in un programma intitolato, con sprezzo del ridicolo, “Venerabile Italia” (qui l’imperdibile video di presentazione) con tanto di logo massonico in sovraimpressione e “o sole mio” in sottofondo.
Da brividi. Come se affidassero “Il pranzo è servito” ad Hannibal Lecter.

Se fosse inteso come un programma di satira sarebbe geniale ma temo si tratti, negli intenti degli autori e muratorini di Odeon TV, di una cosa seria, della quale vanno molto fieri. Chissà se c’entrano anche gli ontopsicologi, ai quali Berlusconi voleva appunto far revisionare la storia in TV con tanto di tagliando e bollino blu.
Dopo il grembiule ed il maestro unico, il grembiulino massonico e il Gran Maestro (unico).
Non diranno più che sono solo coincidenze.

Questi ultimi mesi hanno visto l’accumularsi di una serie di segnali preoccupanti, solo per chi ha a cuore la democrazia e conosce la storia degli ultimi cinquant’anni, s’intende. Per gli italiani che hanno affidato la manutenzione delle loro terga alla tessera P2 n° 1816 Berlusconi, e si affidano al metadone dell’informazione televisiva, sono solo fisime dei comunistacci.

Il programma elettorale del PDL recitava: “Tutela dell’ordine pubblico dagli attacchi alla legalità dei vari “disobbedienti” e aumento delle pene per i reati di violenza contro le forze dell’ordine.”(Programma del PDL, 2008)
Questo proclama, come ho fatto notare in un altro post, era molto simile al paragrafo sull’ordine pubblico del Programma della P2:

c) […] Cosi’ e’ evidente che le forze dell’ordine possono essere mobilitate per ripulire il paese dai teppisti ordinari e pseudo politici e dalle relative centrali direttive soltanto alla condizione che la Magistratura li processi e condanni rapidamente inviandoli in carceri ove scontino la pena senza fomentare nuove rivolte o condurre una vita comoda.
Sotto tale profilo, sembra necessario che alle forze di P.S. sia restituita la facolta’ di interrogatorio d’urgenza degli arrestati in presenza dei reati di eversione e tentata eversione dell’ordinamento, nonche’ di violenza e resistenza alle forze dell’ordine, di violazione della legge sull’ordine pubblico, di sequestro di persona, di rapina a mano armata e di violenza in generale.

In Aprile, le elezioni vedono la scomparsa dei partiti della sinistra e l’odontoleghista Calderoli ha un presentimento: “la sinistra ora scenderà in piazza“. Cossiga premonizza “Son dolori, può tornare il terrorismo”.

In queste ultime settimane, le proteste studentesche contro i provvedimenti del governo e la seconda centuria di Cossiga, quella del suono delle sirene e dell’odore del napalm. Di nuovo si paventa il ritorno del terrorismo.
Dopo i fatti di Piazza Navona il governo dice senza vergogna e contro l’evidenza, che non vi sono dubbi, sono stati i rossi a cominciare e dispiace vedere che vi sono quelli che cadono nel tranello dei filmati farlocchi per giungere alla conclusione che, siccome quello potrebbe essere un finto infiltrato, gli infiltrati non esistono.
Come se contasse di più una cantonata di Grillo piuttosto delle immagini o dei racconti dei protagonisti e soprattutto del fatto che si vuole creare tensione ad arte, dividere il movimento, prenderlo a mazzate come quello no global e, dulcis in fundo, criminalizzare e marginalizzare la sinistra.
Fin dalla notte dei tempi, ogni manifestazione di piazza prevede, oltre agli opposti schieramenti ed alle forze dell’ordine, infiltrati, agents provocateurs e affini. La piazza la si può manipolare a proprio piacimento. Chi vuol far credere il contrario è in malafede o soffre di ingenuità acuta oppure non ha mai visto un minuto dei filmati di Genova 2001.

Oggi Gelli rincara la dose:

“Se tornassero le Brigate Rosse come negli anni di piombo troverebbero in Italia un terreno fertile.
A chi gli chiedeva chi fossero i responsabili delle stragi nel Paese, Gelli ha replicato: «Le stragi sono frutto di una guerra tra bande, ci sono state e ci saranno sempre perché non c’è ordine: infatti sono arrivate dopo gli anni ’60. Se domani tornassero le Br – ha aggiunto l’ex Venerabile, concludendo – ci sarebbero ancora più stragi: il terreno è molto fertile perché le Br potrebbero trovare molti fiancheggiatori a causa della povertà che c’è nel Paese».

Sapute interpretare sono frasi agghiaccianti. E’ sempre il solito marciume fascio-atlantico-mafioso che da Gladio in giù ha sempre mestato contro la democrazia italiana, ha manipolato il terrorismo (comprese le BR, durante il delitto Moro e proprio tramite la P2) e, non dimentichiamolo, ha compiuto stragi ed assassinii, altro che guerra tra bande. La famosa banda di innocenti viaggiatori che appestava la stazione di Bologna? Puro delirio criminale.
La P2 era un’espressione di questo cancro, le cui metastasi in Sudamerica hanno compiuto nefandezze inenarrabili e oggi il suo anziano frontman fa addirittura opinione e ci racconta la storia in TV, senza che nessuno, in un paese di ignoranti storici, abbia nulla da ridire e soprattutto si vergogni. Si, l’opposizione bela, ma durerà poco. Non può bastare solo Di Pietro.

Gelli quindi, come se niente fosse e nonostante le condanne definitive per i seguenti reati: procacciamento di notizie contenenti segreti di Stato, calunnia nei confronti dei magistrati milanesi Colombo, Turone e Viola, dalla Cassazione per i tentativi di depistaggio delle indagini sulla strage alla stazione di Bologna e per bancarotta fraudolenta (per il fallimento del Banco Ambrosiano: 12 anni), ha presentato l’iniziativa di OdeonTV in una conferenza stampa dove, tra apologie da vecchio fascista e la bacchettata a Silvio perchè non è abbastanza autoritario, ha comunque detto una cosa che tutti noi pensiamo, senza essere Grandi Maestri e che come analisi politica è totalmente condivisibile.

“Se dovesse morire Berlusconi, cosa che non gli auguro perché la morte non si augura a nessuno, Forza Italia non potrebbe andare avanti perché non ha una struttura partitica”.

Chissà se Silvio ha gradito la venerabile gufata.


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E’ per caso scoppiata la pace in Palestina e hanno dimenticato di avvertirci? No, perchè, da quanto tempo non sentiamo più parlare del conflitto arabo-israeliano nei titoli del telegiornale?
Eppure a nessuno risulta che palestinesi ed israeliani si siano seduti attorno ad un tavolo ed abbiano finalmente firmato la tanto agognata pace. A quanto ci risulta non è stato creato alcuno stato palestinese che possa convivere accanto a quello israeliano come richiesto da innumerevoli risoluzioni delle Nazioni Unite. Temo perfino che continuino la violenza e le morti.
E allora? Accanto al muro che separa i due popoli, è stato forse innalzato un muro di omertà che travalica i confini del medioriente e si insinua nelle nostre menti, facendoci solo preoccupare del fatto che scarpette rosse non può andare in Israele se insiste a voler far santo Piododici il pavido (che è pure un andare a cercarsela, se vogliamo essere sinceri?)

Me lo domando, visto che i telegiornali preferiscono informarci sul fatto che lo spazio puzza di McDonalds, motivo in più per non desiderare di andarci, e che le V.I.P. (very important puttans) come la signora Beckham ed altre cortigiane extralusso si spalmano la cacca di usignolo e la pomata contro le emorroidi in faccia per non invecchiare. (Oh Signore, falle campare fino a centododici anni affinchè anche l’ultima ruga sulla terra si sia accomodata sulla loro pelle).

A noi deve interessare quella megera di Madonna che divorzia dal ganzo e le cazzate a raffica di questo governo, come la Lega che vuole togliere l’assistenza sanitaria gratuita ai clandestini (sottinteso: che crepino, così i loro parenti, spaventati dalla nota ospitalità del nord, rimarranno a casa loro). Possiamo berci tutti queste stronzate ma non dobbiamo rompere con la Palestina.
Ho cercato invano notizie recenti provenienti da quel pezzo di terra, anche facendomi largo tra i liquami fognari che rappresentano ormai il giornalismo contemporaneo, tranne poche eccezioni.

Eppure il 10 ottobre scorso i giornali seri, non le gazzette dei puttanieri, hanno riportato la notizia di gravi scontri tra arabi ed ebrei ad Akko (S. Giovanni d’Acri).
Scontri iniziati a causa di un arabo che ha pensato bene di transitare in auto per le strade di un quartiere ebraico il giorno di Yom Kippur, quando cioè non si dovrebbe mai guidare e Dio solo sa perchè il mondo non si ferma e la Terra non smette di girare.
L’arabo è stato bloccato da alcuni coloni inviperiti e sequestrato all’interno di una casa. Nel quartiere arabo si è sparsa la voce che la sua vita era in pericolo e gruppi di giovani altrettanto inviperiti si sono mossi per andare a mettere a ferro e fuoco il quartiere ebraico. Dal canto loro, i soliti gruppi di coloni fascisti ne hanno approfittato per bruciare alcune abitazioni arabe e così via, di faida in faida.

Akko, come spiega Uri Avnery in un articolo pubblicato su Gush Shalom, è oggi una città israeliana ma le sue origini arabe non la farebbero annoverare tra le città ebraiche. E’ una città mista, dove le tensioni possono esplodere in qualunque momento. Una città con periferie arabe sovraffollate costruite gomito a gomito con colonie di sionisti ultraortodossi che praticano volentieri il tiro all’arabo quando se ne offre loro l’occasione. Una gabbia troppo stretta dove i topi si scannano tra di loro. La prova, scrive ancora Avnery, di come uno stato unico dove convivano le due etnie sia matematicamente improponibile e che l’unica scelta percorribile sia “due popoli, due stati”.

Ho letto anche di altri coloni che vanno a sradicare gli ulivi dei vicini palestinesi. Un atto che racchiude molta più simbologia di quanta se ne possa immaginare e che rappresenta la contraddizione di voler occupare una terra della quale però non si rispettano i frutti. Un atto odioso che fanno bene a non divulgare tra un McSatellite doppio formaggio marcio e un colpo di reni delle ministre-genio, perchè ci farebbero pensare “ma quanto sono stronzi quei coloni”.

Eppure la pace è necessaria, come recita l’ultimo annuncio fatto pubblicare da Gush Shalom, che si riferisce alla situazione economica:

All our governments
Have assumed that
As long as the American
Support us,
We can ignore the whole world
And oppress the Palestinians.

But no Empire lasts forever
And the message is written
On the Walls of
Wall Street.

The only way of ensuring
The future of Israel:
To make peace with
The Palestinians,
To be accepted by the
Arab world –
And do it quickly,
While we can.

Tutti i nostri governi hanno dato per scontato che, fino a quando gli americani ci appoggeranno, possiamo ignorare il mondo intero e continuare ad opprimere i palestinesi.

Gli imperi non durano per sempre, però, e il messaggio è scritto sui muri di Wall Street.

L’unico modo di assicurare il futuro di Israele è fare la pace con i palestinesi, farsi accettare dal mondo arabo, e farlo in fretta, fin che siamo in tempo. (Gush Shalom, 10 ottobre 2008)


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In fondo cosa chiedono mai coloro che non si sono convinti in questi sette anni della bontà e della credibilità della versione ufficiale dei fatti dell’11 settembre e continuano a fare domande su questioni di non poca importanza come, per citarne solo una, “perchè quel giorno tutte le agenzie governative americane hanno dormito e nessuno dei loro funzionari è stato licenziato con ignominia per questa gravissima negligenza?”
Chiedono solo che le loro perplessità vengano fugate con spiegazioni semplici ed oneste, tutto qui. Auspicano un’altra commissione governativa, non quella specie di “Commissione Warren 2 la Vendetta” che ha redatto un corposo quanto inutile Rapporto ufficiale. Lo ha ammesso anche il presidente della stessa Commissione, il quale ha dichiarato che è necessaria un’ulteriore indagine per stabilire tutta la verità su quella tragedia.

Se tutto fosse stato chiaro e lineare quel giorno, se per esempio avessimo assistito ad una battaglia aerea con dei caccia intercettori disperatamente all’inseguimento di almeno due dei quattro aerei dirottati; se non avessimo visto un Presidente degli Stati Uniti perdere minuti preziosi a cazzeggiare in una scuola elementare e rimanere vigliaccamente in volo sull’Air Force One fino a tarda sera invece di precipitarsi a prendere in mano l’emergenza; se non avessimo saputo che i membri del governo cominciarono a prendere i pastiglioni di “Cipro” un mese prima che scoppiasse la crisi dell’antrace; se non avessimo, infine, visto crollare quelle due torri in maniera perfettamente identica e non ci avessero detto che è stato solo a causa della fiammata degli aerei, non ci sarebbe bisogno di alcuna teoria della cospirazione.

I dubbi su Babbo Natale ti vengono quando i genitori continuano a dirti che il vecchio passa per il camino con tanto di sacco dei regali e tu non hai nemmeno il caminetto.
Così i dubbi sull’11 settembre nascono quando ti rendi conto che la spiegazione non regge ma vogliono che tu la creda per forza perchè è così, perchè non si discute.
Ormai possiamo tranquillamente affermarlo, sull’11 settembre non è permesso avere dubbi. E’ come mettere in discussione la verginità della Madonna. E’ un dogma che ha i suoi solerti difensori, alcuni volontari, altri a pagamento.

Io amo (in senso ironico) i debunkers ed i loro siti pizzaware.
Per loro, chiunque cominci a parlare di 11 settembre con un “ma perchè..” è un complottista. Cioè saltano subito alle conclusioni, il che dimostra il loro pregiudizio. Pubblicano libri che si intitolano “La cospirazione impossibile”. Non esistono cospirazioni impossibili ma tant’è, il titolo è un atto di fede.
Non esiste il complottismo, come lo chiamano loro, quella specie di odioso negazionismo della cristallina onestà di Bush e soci, esiste solo la richiesta di chiarezza. Parlare di complottismo e definirlo ripugnante significa non voler dare risposte ma difendere il dogma, farsi sacerdoti dell’unica verità rivelata, quella ufficiale.
C’è più religiosità di quanto si immagini, nell’11 settembre. La propaganda utilizza gli stessi strumenti che servono per la diffusione del dogma religioso, compresa la condanna dell’eresia. Non dispongono ancora dei roghi ma non mettiamo limiti alla provvidenza.
I difensori dell’ortodossia neocon assomigliano a quelli che nel medioevo ti strappavano gli occhi perchè non volevi credere che la terra era piatta e che nel Novecento ti spedivano in qualche campo di rieducazione per farti diventare una vera pedina del sistema.

Il caro vecchio Tommaso era uno che, poveretto, non si accontentava di credere ma voleva una prova. Era uno scienziato, in fondo. La scienza si nutre di dubbi, di messa in discussione di teorie che ieri sembravano intoccabili.
Se ci fate caso non è che viviamo un periodo di grandi progressi scientifici e la scienza viene vissuta come qualcosa di stregonesco, di confondibile con la ciarlataneria, che scatena paure irrazionali. Il motivo di questo clima antiscientifico è che viviamo un momento di involuzione culturale dove i regimi governano brandendo le armi della paura e della superstizione. Basti pensare al grande spauracchio, Osama Bin Laden. A nessuno viene il dubbio che il tizio sia morto, visto che non è più apparso in pubblico dal 2001?

Tutto ciò che necessita, per legittimarsi, di atti di fede (ad esempio il calore del carburante che polverizza due grattacieli di acciaio e cemento armato), per definizione non ha niente di logico o di scientifico, può solo essere accettato acriticamente. Eppure i debunkers a tempo pieno sono convinti che il loro ripetere meccanicamente la storiella sia sufficiente a spiegare tutto e si incazzano se ancora non sei convinto. Allora sei proprio scemo, stronzo di un complottista!
Ti fanno vedere un foro d’uscita perfettamente tondo nel Pentagono e tu devi credere che un Boeing ha trapassato come un missile diversi strati di cemento ultrafortificato, uscendo poi dall’altra parte (praticamente intatto?)

E’ come quando ti mostrano una reliquia rinsecchita in un’urna e ti dicono che è il Santo Prepuzio. Non è importante se quel lembo di pelle appartenga veramente a Lui, l’importante è credere che lo sia. E’ un atto di fede e come tale non si può mettere in discussione.
Alla faccia di Tommaso.


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