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In questi giorni di acceso dibattito attorno alle questioni riguardanti Vita, Morte e Autodeterminazione, è ricorso l’ottantesimo anniversario della firma del primo trattato tra Italia e Santa Sede, i cosiddetti Patti Lateranensi dell’11 febbraio 1929.
Gli unici statisti italiani che finora nella storia si sono lanciati in un’Operazione Concordato, nel tentativo di limitare i danni dell’ingerenza religiosa nei fatti privati dello Stato ma in realtà firmando un’unconditional surrender all’ingerenza dei preti nei nostri letti ed allo scassamento aggravato e continuato dei nostri laici cabbasisi, furono Bettino Mussolini e Benito Craxi, rispettivamente nel 1929, appunto, e nel 1984.

Se a Mussolini dobbiamo l’introduzione della lezione di religione (solo cattolica, che diamine!) a scuola e l’esenzione dai dazi per la Città del Vaticano, alla revisione craxiana dobbiamo il lascito del famigerato 8xmille, la tangente pagata al Vaticano sui 740 e gli Unici da tutti i contribuenti italiani. Compresi quelli che, credendo di devolvere l’obolo allo Stato e quindi ad un’istituzione laica, non sanno che alla Chiesa Cattolica il loro 8xmille arriva lo stesso per vie traverse, un po’ come le recenti soccia card, lesinate ai poveri vecchietti ma elargite con munificenza a preti, frati e monache.

Mi sento di prevedere tranquillamente che, dopo Benito e Bettino, anche Berluschino vorrà passare alla storia come colui che firmò il Concordato v3.0. magari tra vent’anni per il centenario dei Patti, chissà, tanto lui è eterno. O no?
E’ per questo che sta studiando tanto e si esercita quotidianamente nella parte del devoto padre di famiglia tanto timorato di Dio, nonostante pregressi concubinaggi, adulteri, concorsi in aborto oltre termine, adesioni alla Massoneria ed altre bazzecole che ai comuni mortali un tempo avrebbero comportato, come minimo, l’accensione del rogo con mappate di diavolina. Oggi, per fortuna, solo la cacciata dai sacramenti e dalle chiese.
E’ per diventare lo statista più sottomesso della Storia nei confronti del clero che, tanto per cominciare, ci condannerà alla vita eterna con sondino nasogastrico?

Mi sono chiesta in questi giorni perchè, nonostante il Concordato, che dovrebbe in teoria stabilire la separazione netta tra Chiesa e Stato, in Italia non muove foglia che Papa non voglia.
Mentre dagli schermi televisivi di un’unica teleMaria colavano lacrime di sangue sulla vicenda di Eluana, mi domandavo se nel nostro paese vi fossero veramente tanti bigotti e baciapile come l’informazione vorrebbe far credere.
Io vivo in una regione notoriamente “ad magnaprit” (di mangiapreti) anche se in una città tradizionalmente “bianca”, ma non mi pare di vedere tutto questo fervore religioso in giro.
I preti scarseggiano e i sacrestani non galleggiano. Il grande seminario cittadino è stato riconvertito in miniappartamenti in affitto. I parroci svivacchiano azzuffandosi per accaparrare le offerte raccolte durante matrimoni e funerali; se li chiami per una benedizione ad una salma ti rispondono che non possono e poi tanto la tipa è già morta e non le serve. Alcune parrocchie di campagna vengono smantellate per mancanza di materia prima sacerdotale e via discorrendo.
Sulle grandi questioni morali vige il detto: la Chiesa dice A ma i cattolici fanno B. Nel senso che ci si risposa e si usa la pillola, ad esempio. Trend comune a tutt’Italia, mi dicono.
E allora? Perchè far passare l’Italia per una dependance del Vaticano popolata di vaticotalebani al cui confronto monsignor Lefebvre è un’ateo miscredente?

Un’altra domanda che mi faccio: ma cosa pensano di quest’ingerenza cattolica fin dentro le mutande i cittadini italiani diversamente credenti? Mi riferisco ad ebrei, islamici, buddisti, scintoisti, induisti e affini.
Come mai non sento rivendicare da essi il diritto di questi individui a non dover necessariamente condividere la morale cattolica?
Non sarà perchè, come ci ricordano i documentaristi di Religulous, tutte e tre le religioni monoteiste tendono al bigottismo ed al fondamentalismo e ciò è conforme con la necessità, tutta materialista, di tenere la gente, per dirla volgarmente, “cagata” e buona buona?


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In questi giorni di acceso dibattito attorno alle questioni riguardanti Vita, Morte e Autodeterminazione, è ricorso l’ottantesimo anniversario della firma del primo trattato tra Italia e Santa Sede, i cosiddetti Patti Lateranensi dell’11 febbraio 1929.
Gli unici statisti italiani che finora nella storia si sono lanciati in un’Operazione Concordato, nel tentativo di limitare i danni dell’ingerenza religiosa nei fatti privati dello Stato ma in realtà firmando un’unconditional surrender all’ingerenza dei preti nei nostri letti ed allo scassamento aggravato e continuato dei nostri laici cabbasisi, furono Bettino Mussolini e Benito Craxi, rispettivamente nel 1929, appunto, e nel 1984.

Se a Mussolini dobbiamo l’introduzione della lezione di religione (solo cattolica, che diamine!) a scuola e l’esenzione dai dazi per la Città del Vaticano, alla revisione craxiana dobbiamo il lascito del famigerato 8xmille, la tangente pagata al Vaticano sui 740 e gli Unici da tutti i contribuenti italiani. Compresi quelli che, credendo di devolvere l’obolo allo Stato e quindi ad un’istituzione laica, non sanno che alla Chiesa Cattolica il loro 8xmille arriva lo stesso per vie traverse, un po’ come le recenti soccia card, lesinate ai poveri vecchietti ma elargite con munificenza a preti, frati e monache.

Mi sento di prevedere tranquillamente che, dopo Benito e Bettino, anche Berluschino vorrà passare alla storia come colui che firmò il Concordato v3.0. magari tra vent’anni per il centenario dei Patti, chissà, tanto lui è eterno. O no?
E’ per questo che sta studiando tanto e si esercita quotidianamente nella parte del devoto padre di famiglia tanto timorato di Dio, nonostante pregressi concubinaggi, adulteri, concorsi in aborto oltre termine, adesioni alla Massoneria ed altre bazzecole che ai comuni mortali un tempo avrebbero comportato, come minimo, l’accensione del rogo con mappate di diavolina. Oggi, per fortuna, solo la cacciata dai sacramenti e dalle chiese.
E’ per diventare lo statista più sottomesso della Storia nei confronti del clero che, tanto per cominciare, ci condannerà alla vita eterna con sondino nasogastrico?

Mi sono chiesta in questi giorni perchè, nonostante il Concordato, che dovrebbe in teoria stabilire la separazione netta tra Chiesa e Stato, in Italia non muove foglia che Papa non voglia.
Mentre dagli schermi televisivi di un’unica teleMaria colavano lacrime di sangue sulla vicenda di Eluana, mi domandavo se nel nostro paese vi fossero veramente tanti bigotti e baciapile come l’informazione vorrebbe far credere.
Io vivo in una regione notoriamente “ad magnaprit” (di mangiapreti) anche se in una città tradizionalmente “bianca”, ma non mi pare di vedere tutto questo fervore religioso in giro.
I preti scarseggiano e i sacrestani non galleggiano. Il grande seminario cittadino è stato riconvertito in miniappartamenti in affitto. I parroci svivacchiano azzuffandosi per accaparrare le offerte raccolte durante matrimoni e funerali; se li chiami per una benedizione ad una salma ti rispondono che non possono e poi tanto la tipa è già morta e non le serve. Alcune parrocchie di campagna vengono smantellate per mancanza di materia prima sacerdotale e via discorrendo.
Sulle grandi questioni morali vige il detto: la Chiesa dice A ma i cattolici fanno B. Nel senso che ci si risposa e si usa la pillola, ad esempio. Trend comune a tutt’Italia, mi dicono.
E allora? Perchè far passare l’Italia per una dependance del Vaticano popolata di vaticotalebani al cui confronto monsignor Lefebvre è un’ateo miscredente?

Un’altra domanda che mi faccio: ma cosa pensano di quest’ingerenza cattolica fin dentro le mutande i cittadini italiani diversamente credenti? Mi riferisco ad ebrei, islamici, buddisti, scintoisti, induisti e affini.
Come mai non sento rivendicare da essi il diritto di questi individui a non dover necessariamente condividere la morale cattolica?
Non sarà perchè, come ci ricordano i documentaristi di Religulous, tutte e tre le religioni monoteiste tendono al bigottismo ed al fondamentalismo e ciò è conforme con la necessità, tutta materialista, di tenere la gente, per dirla volgarmente, “cagata” e buona buona?


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