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Ma avete visto bene la faccia di quest’uomo? Siamo governati da un mostro.
C’è qualcosa che lega i deliri oncologici antigiudici dell’illegale rappresentante agli applausi svergognati dei compagni di merende di Confindustria all’assassino seriale  di operai della Thyssen-Krupp, per giungere all’ex cavaliere Callisto Tanzi, degradato per indegnità, che non si capacita di come uno che ha truffato e rovinato economicamente 23.000 investitori possa trovarsi in galera.
Il filo rosso è l’idea che il ricco debba godere di una speciale impunità, di una sorta di esenzione dal peccato originale che lo renda immune da ogni rivalsa giudiziaria sui propri crimini. Nessuna pena è mai troppo lieve per chi si sente economicamente superiore agli altri, per chi si sente un sacerdote del Dio Denaro, dalla persona sacra ed inviolabile.
Questa idea di pretesa di impunità è insita in ogni ricco e ad ogni latitudine ma, a seconda del paese dove il crimine economico o penale viene commesso, esistono importanti differenze di tipo culturale e giuridico. Ci sono paesi come gli Stati Uniti, dove qualche traccia di etica protestante del capitalismo ancora rimane, che ad un  Madoff che ha truffato per 65 miliardi di dollari, anche se lui piange e si dispera, vengono comminati 150 anni di carcere e praticamente uscirà di galera solo con  i piedi in avanti senza che nessuno tiri in ballo le metastasi e i giudici di sinistra che puzzano. Tantomeno il capo dello Stato.
Da noi, nel bel paese che ha creduto al piazzista di Arcore per quindici anni e che lo ha eletto proprio perché era uno che aveva fatto i soldi con l’inganno e l’opportunismo, non certo per i suoi successi, visto che nonostante tutto rischiava di finire in galera se non fosse sceso in politica, l’idea di impunità per i ricchi sta cercando di diventare articolo costituzionale, legge dello Stato, quasi verità biblica.
E’ il retaggio medioevale di quando i signori e signorotti godevano di una sostanziale licenza di peccare, uccidere e opprimere tutto il resto della popolazione, incluso il diritto allo ius primae noctis, che si è trascinato nei secoli fino a noi e che ci costringe a rimanere un paese profondamente arretrato ed antimoderno.
L’impunità medioevale del ricco che si lega con il rampantismo del moderno capitalismo sociopatico della finanza che tutto arraffa in nome del profitto allo stato puro e con il modo di produzione ultra-asiatico fondato sullo schiavismo crea un mix devastante che, nonostante tutti i buoni propositi di facciata, compreso il fatto di chiamare “riforme” lo sfruttamento, fa bagnare i perizoma alle Confindustriali. 
E’ un tipo di capitalismo all’ultimo stadio, metastatico appunto, perché alla fine divorerà sè stesso, che può avere solo la faccia chirurgicamente modificata e dal colorito giallo da salma truccata male dell’ormai mostruoso Dorian Gray del Consiglio.
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Nonostante qualche difficoltà con il gobbo, che malignamente mi ha fatto pensare alla Signorina Carlo e al suo “che siccome che sono cecata”, Emma Marcegaglia ha tenuto un brillante discorso d’esordio come neo presidente di Confindustria.

Oggi a Radio Radicale, l’ex ministro Treu si compiaceva che a capo degli industriali vi fosse finalmente una donna.
Mah, a me sembra che l’industriale sia un animale che non presenta grandi differenze tra maschi e femmine, un po’ come le tortore.
Forse che, con una donna a capo, la Confindustria dovrebbe diventare automaticamente una buona Mamma e parlare degli industriali che imbrogliano, che frodano il fisco, che hanno paura di rischiare e si appoggiano al carrozzone pubblico, dei furbetti e dei furboni e, perchè no, di coloro che sfruttano il lavoro nero o sottopagato, sculacciandoli sonoramente e preparando invece con amore i panini alla nutella ai lavoratori?

‘Oltre alla contrattazione vanno riviste le regole del lavoro e del welfare”. “Deve essere ‘aggiornato il quadro dei diritti dei lavoratori” adottando ”modelli di flexicurity”.”Non è il posto di lavoro che deve essere garantito, ma un reddito e una formazione adeguati, come accade nei paesi con sistemi di sicurezza sociale piu’ moderni e attivi”.”Il welfare italiano e’ particolarmente inefficiente e iniquo. Quasi il 60% della spesa sociale serve a coprire dal rischio di vecchiaia, perche’ l’età media dei pensionati è bassa e il pensionamento avviene tre anni prima che nella media dell’Ocse”. (Agenzia Asca)

A parte la bigiotteria, sono i discorsi che avrebbe fatto Montezemolone con in più un dettaglio inquietante: questa flexicurity.
Mi fa venire in mente qualcosa di flessibile e solido, magari da inserire nel didietro della specie “a busta paga”. Dopo l’ombrello il tubo, gentilmente offerto dalla Marcegaglia.

Ma no, che malfidata. Sarà veramente come dice Treu, quelle cose sul posto di lavoro che non deve essere garantito le ha dette così per dire, per provocare la solita erezione agli industriali vecchio stile. Sarà veramente una buona mamma e siamo noi che non capiamo un tubo.


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Oggi a Radio Radicale, l’ex ministro Treu si compiaceva che a capo degli industriali vi fosse finalmente una donna.
Mah, a me sembra che l’industriale sia un animale che non presenta grandi differenze tra maschi e femmine, un po’ come le tortore.
Forse che, con una donna a capo, la Confindustria dovrebbe diventare automaticamente una buona Mamma e parlare degli industriali che imbrogliano, che frodano il fisco, che hanno paura di rischiare e si appoggiano al carrozzone pubblico, dei furbetti e dei furboni e, perchè no, di coloro che sfruttano il lavoro nero o sottopagato, sculacciandoli sonoramente e preparando invece con amore i panini alla nutella ai lavoratori?

‘Oltre alla contrattazione vanno riviste le regole del lavoro e del welfare”. “Deve essere ‘aggiornato il quadro dei diritti dei lavoratori” adottando ”modelli di flexicurity”.”Non è il posto di lavoro che deve essere garantito, ma un reddito e una formazione adeguati, come accade nei paesi con sistemi di sicurezza sociale piu’ moderni e attivi”.”Il welfare italiano e’ particolarmente inefficiente e iniquo. Quasi il 60% della spesa sociale serve a coprire dal rischio di vecchiaia, perche’ l’età media dei pensionati è bassa e il pensionamento avviene tre anni prima che nella media dell’Ocse”. (Agenzia Asca)

A parte la bigiotteria, sono i discorsi che avrebbe fatto Montezemolone con in più un dettaglio inquietante: questa flexicurity.
Mi fa venire in mente qualcosa di flessibile e solido, magari da inserire nel didietro della specie “a busta paga”. Dopo l’ombrello il tubo, gentilmente offerto dalla Marcegaglia.

Ma no, che malfidata. Sarà veramente come dice Treu, quelle cose sul posto di lavoro che non deve essere garantito le ha dette così per dire, per provocare la solita erezione agli industriali vecchio stile. Sarà veramente una buona mamma e siamo noi che non capiamo un tubo.


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Oggi a Radio Radicale, l’ex ministro Treu si compiaceva che a capo degli industriali vi fosse finalmente una donna.
Mah, a me sembra che l’industriale sia un animale che non presenta grandi differenze tra maschi e femmine, un po’ come le tortore.
Forse che, con una donna a capo, la Confindustria dovrebbe diventare automaticamente una buona Mamma e parlare degli industriali che imbrogliano, che frodano il fisco, che hanno paura di rischiare e si appoggiano al carrozzone pubblico, dei furbetti e dei furboni e, perchè no, di coloro che sfruttano il lavoro nero o sottopagato, sculacciandoli sonoramente e preparando invece con amore i panini alla nutella ai lavoratori?

‘Oltre alla contrattazione vanno riviste le regole del lavoro e del welfare”. “Deve essere ‘aggiornato il quadro dei diritti dei lavoratori” adottando ”modelli di flexicurity”.”Non è il posto di lavoro che deve essere garantito, ma un reddito e una formazione adeguati, come accade nei paesi con sistemi di sicurezza sociale piu’ moderni e attivi”.”Il welfare italiano e’ particolarmente inefficiente e iniquo. Quasi il 60% della spesa sociale serve a coprire dal rischio di vecchiaia, perche’ l’età media dei pensionati è bassa e il pensionamento avviene tre anni prima che nella media dell’Ocse”. (Agenzia Asca)

A parte la bigiotteria, sono i discorsi che avrebbe fatto Montezemolone con in più un dettaglio inquietante: questa flexicurity.
Mi fa venire in mente qualcosa di flessibile e solido, magari da inserire nel didietro della specie “a busta paga”. Dopo l’ombrello il tubo, gentilmente offerto dalla Marcegaglia.

Ma no, che malfidata. Sarà veramente come dice Treu, quelle cose sul posto di lavoro che non deve essere garantito le ha dette così per dire, per provocare la solita erezione agli industriali vecchio stile. Sarà veramente una buona mamma e siamo noi che non capiamo un tubo.


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