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Accingendoci a celebrare, da bravi blogger coscienziosi, la Notte della Rete contro la censura e il tentativo da parte dell’AGCOM (kicazz’è?) di limitare la libertà d’espressione in nome della difesa del copyright, bisogna avere in mente e ben chiara una cosa. 
Chi ci governa avrà sempre la tentazione di limitare con ogni mezzo le nostre libertà fondamentali. Essendo un potere sempre più spesso illegittimo perché autoelettosi con leggi elettorali su misura, con l’inganno, la frode o i trucchi della propaganda, ed essendo espressione dell’avidità senza freni di un capitalismo ormai impazzito, con l’anima venduta al demone dell’illegalità, con il profitto che cammina sui mucchi di cadaveri, è evidente che dobbiamo attenderci ogni giorno leggi e provvedimenti che fino all’altro giorno sarebbero stati impensabili per la loro palese illegittimità. Tutto ciò che fa brodo, nel senso del profitto e della salvaguardia del particulare di un appartenente alla Casta, alla lobby o dell’unico Padrone e Signore, comporta una legge ad aziendam, ad personam e ad culum. Ci proveranno sempre e cercheranno di farla ancora più sporca della volta precedente.
Per fare un solo esempio e tra i più inquietanti del pericolo costante a cui siamo sottoposti, il Patriot Act, una legge emergenziale che, per la prima volta nella storia, limitava fortemente le libertà personali dei cittadini statunitensi, fu approvata in fretta e furia qualche giorno dopo l’11 settembre 2001 da un Congresso terrorizzato dall’antrace che una manina misteriosa aveva spolverato fin dentro le stanze del Potere, ad esempio nell’ufficio del Capo dell’Opposizione democratica Tom Daschle. Cinque morti, cittadini comuni che erano entrati in contatto con l’agente batteriologico e legge approvata senza tante storie. In seguito, una bella pietra tombale sui tanti e troppi misteri di quel colpo di mano che assomigliava tanto, troppo, ad un colpo di stato.
Da noi nell’italico stivaletto, essendo l’interesse attuale dominante non quello della temibile lobby neocon guerrafondaia ma quello di un vecchio cliente fallito che cerca di salvarsi dalla galera, dal dover portare i libri contabili in Tribunale e di evitare di farsi interdire dai figli, siamo ormai alla ventesima legge ad personam, per fortuna già abortita
Un codicillo, pare aggiunto di nascosto alla Finanziaria di Tremonti dal delfino Angelino, all’insaputa (dicono) dei legaioli, avrebbe dovuto salvare il vecchio dal pagamento dell’esosa gabella dovuta a colui al quale sottrasse, con la frode e la corruzione giudiziaria, la Mondadori. La furbata non è riuscita perché ultimamente, per fortuna, sulle leggi ad personam si vigila con più lena e le porcate si riescono ad intercettare prima che arrivino al cuore dello Stato. Forse perché sono talmente grosse che non si riescono a nascondere.
Per ciò che ho affermato sopra, e cioè che il potere più è illegale e più tenta di barare, prima del botto finale, il nostro proverà a far passare il Processo Breve che, salvando lui dalla galera, manderebbe impuniti tanti compagnucci di merende e negherebbe giustizia a migliaia di vittime. Speriamo che, anche in quell’occasione, la vigilanza degli organismi di controllo impedisca lo scempio.
Per tornare alla delibera AGCOM, che tanto ci fa starnazzare ultimamente, vedendo molti all’orizzonte la chiusura forzata dei blog e una specie di versione italiana della censura cinese o iraniana, non mi convince una cosa. Va bene mobilitarsi, esserci e aggrottare tutti assieme le sopracciglia, facendo la nostra brava catena di post.
Però bisognerebbe anche dire chiaramente che un organismo indipendente come l’AGCOM che pretenda di bypassare con un solo salto a piedi uniti il Parlamento, il Governo e l’autorità giudiziaria, agendo in maniera totalmente incostituzionale (e per quel poco di diritto che studiai a suo tempo, nessuna legge o disposizione può andare contro i dettami della Costituzione) non ha l’autorità per farlo. Non lo dico io, lo dicono gli esperti. 
Ecco tre articoli che spiegano molto bene perché la delibera è incostituzionale e quali sarebbero eventualmente gli strumenti per opporsi alla sua attuazione:

“L’AGCOM non ha l’autorità per regolare Internet” (Avv. Carlo Blengino di NEXA, articolo de “La Stampa” del 4 luglio 2011)
Diritto d’autore – Il controllo spetta al giudice (Juan Carlos De Martin, “La Stampa” 27 giugno 2011)
Della delibera in discussione in questi giorni, del resto, si era già parlato in Febbraio, poi evidentemente non se n’era fatto più nulla e credo che non si farà nulla nemmeno questa volta. Sono troppo ottimista? No, è semplice, ce lo dimentichiamo sempre ma se un qualsiasi provvedimento non ha i requisiti di costituzionalità può venire respinto dalla Corte Costituzionale e se un governo sciagurato lo tramuta in legge magari facendola firmare a un presidente della Repubblica o ai giudici costituzionali sotto la minaccia di un Kalashnikov puntato alla testa, ci sarà sempre un organismo sovranazionale al quale appellarsi
Essendo incostituzionale e contraria alle leggi europee, la delibera AGCOM potrebbe essere facilmente respinta. Se il nano dovesse avere la faccia tosta di approvare la legge sul Processo Breve, ammesso che Napolitano la firmi e la Corte Costituzionale la approvi, un qualunque cittadino potrebbe appellarsi alla Corte Europea che, accogliendo le sue richieste, annullerebbe la legge italiana come fosse carta straccia.

Il problema semmai è che un cittadino singolo non avrebbe la forza materiale per scatenare un tale pandemonio e andare da solo contro il Potere. Ecco quindi l’importanza di un sistema politico che abbia voglia di difendere veramente gli interessi della collettività e che si faccia difensore civico dei cittadini le cui libertà sono attentate da norme illegali volute da una Casta delinquenziale.

Per essere molto chiara. Non vorrei che questo continuo “al lupo!al lupo!” sulla libertà di espressione, infondato perché ci si preoccupa di leggi e delibere che alla fine verranno dichiarate incostituzionali, ovvero portatrici del massimo dell’illegittimità, avesse lo scopo di portarci un giorno al punto di non accorgerci che la libertà ci è stata tolta davvero. Una sorta di abituazione omeopatica all’illegalità. Un granulo sotto la lingua al giorno.
I media, dando le notizie creando un allarme generico senza spiegare il nocciolo delle questioni, ci fanno credere che queste sono leggi applicabili ed inappellabili.
I partiti, che temo non abbiano interesse a difendere noi cittadini ma solo i loro affari, manifestano lo sdegno, si uniscono al cordoglio per la perdita della libertà ma non fanno la cosa più semplice, e cioè dire: “Signori, non scherziamo, nessuno può andare contro la Costituzione, tantomeno un’AGCOM dei nostri stivali. Finchè ci siamo noi a vigilare state tranquilli, non preoccupatevi perché, se ci provano, ci saremo noi a fare fronte e ad impedire che le vostre libertà vengano compromesse.”

Avete sentito un discorso così dai partiti? Avete udito un impegno concreto, un “andremo a Bruxelles e se necessario anche all’ONU?” Io no, a parte una generica solidarietà molto di facciata e qualche voce isolata dalle file secondarie dei soliti che interpretano i difensori della collettività.

Del resto sono gli stessi che avrebbero potuto opporsi più efficacemente alle diciannove leggi ad personam che hanno tenuto in vita artificialmente il nano in formalina fino ad oggi ma non lo hanno fatto, anzi gliele hanno approvate tutte. Se ora cominciano a rigettargliele è solo perché lui ha alzato il tiro ed ha pretese francamente assurde, roba da puro manicomio e poi perché ormai è un cavallo azzoppato e presto verrà abbattuto. Squadra che perde si cambia.
Intanto, en passant, Bersani boccia il referendum abrogativo del porcellum che vorrebbe ripristinare un Parlamento di eletti e non di mignotte e dice che il PD non dovrebbe promuovere referendum. Perché? Perchè gli hanno detto che con il proporzionale il PD non vincerebbe mai le elezioni.

In ultimo, sempre sulla famigerata delibera AGCOM, vorrei sentire i blogger rivolgersi ai loro politici di riferimento dicendo loro: “Oh, ma che cacchio state a fare lì, perché non fate qualcosa per difendere i nostri diritti di libertà di espressione? Vogliono approvare una delibera incostituzionale e voi che fate, dormite? Guardate che siete nostri dipendenti, razza di cialtroni scaldasedia!”
E’ questa la politica e la partecipazione del futuro, se non ce ne siamo ancora accorti. Ma prima bisogna riconquistare una legge elettorale che, se i cialtroni non fanno i nostri interessi, li possa rimandare tutti a casa a calci in culo.

Update – L’AGCOM prende tempo e annuncia che il testo finale del provvedimento sarà discusso con le parti in causa. Ha anche risposto a Di Pietro che aveva scritto all’Autority lamentandosi (meno male) del contenuto della delibera. 

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