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Casa dello Studente l’Aquila
Cirio
Thyssen Krupp
Fincantieri
Eternit
Ilva di Taranto
Crac Parmalat
Clinica S. Rita Milano
Strage di Viareggio
Moby Prince
ed altre migliaia di processi per reati gravissimi.

Ecco, a questo proposito, un
ELENCO DEI REATI INTERESSATI DAL DDL SULLA PRESCRIZIONE BREVE:

articolo 314 del codice penale (PECULATO).
articolo 315 del codice penale (MALVERSAZIONE).
articolo 316 del codice penale (PECULATO PER ERRORE ALTRUI).
articolo 316 bis del codice penale (MALVERSAZIONE AI DANNI DELLO STATO).
articolo 316 ter del codice penale (INDEBITA PERCEZIONE DANNI STATO).
articolo 317 del codice penale (CONCUSSIONE).
articolo 318 del codice penale (CORRUZIONE).
articolo 319 del codice penale (ATTO CONTRARIO A DOVERI D’UFFICIO).
articolo 319.ter del codice penale (CORRUZIONE IN ATTI GIUDIZIARI).
articolo 320 del codice penale (CORRUZIONE INCARICATO DI PUBBLICO SERVIZIO).
articolo 322 del codice penale (ISTIGAZIONE ALLA CORRUZIONE).
articolo 322.bis del codice penale (PECULATO/CONCUSSIONE/CORRUZIONE COMUNITA’ EUROPEA).
articolo 323 del codice penale (ABUSO D’UFFICIO).
articolo 324 del codice penale (INTERESSE PRIVATO IN ATTI D’UFFICIO).
articolo 326 del codice penale (RIVELAZIONE SEGRETI D’UFFICIO).
articolo 328 del codice penale (OMISSIONE DI ATTI D’UFFICIO).
articolo 336 del codice penale (VIOLENZA A PUBBLICO UFFICIALE).
articolo 337 del codice penale (RESISTENZA A PUBBLICO UFFICIALE).
articolo 338 del codice penale (VIOLENZA O MINACCIA AD UN CORPO POLITICO, AMMINISTRATIVO O GIUDIZIARIO).
articolo 340 del codice penale (INTERRUZIONE DI PUBBLICO SERVIZIO).
particolare prevedendo un aumento del tempo necessario a prescrivere il reato di cui all’articolo 347 del codice penale (USURPAZIONE DI FUNZIONI PUBBLICHE).
articolo 348 del codice penale (ESERCIZIO ABUSIVO DI UNA PROFESSIONE).
articolo 355 del codice penale (INADEMPIMENTNO DI CONTRATTI DI PUBBLICHE FORNITURE).
articolo 589 del codice penale (OMICIDIO COLPOSO).
articolo 609.bis del codice penale (VIOLENZA SESSUALE).
articolo 609.quater del codice penale (ATTI SESSUALI CON MINORENNE).
articolo 609.quinquies del codice penale (CORRUZIONE DI MINORENNE).
articolo 609.octies del codice penale (VIOLENZA SESSUALE DI GRUPPO).
articolo 416.ter del codice penale (SCAMBIO ELETTORALE POLITICO-MAFIOSO)
articolo 419 del codice penale (DEVASTAZIONE E SACCHEGGIO).
particolare prevedendo un aumento del tempo necessario a prescrivere il reato di cui all’articolo 420 del codice penale (ATTENTANTO A IMPIANTI DI PUBBLICA UTILITA’)
articolo 423 del codice penale (INCENDIO)
articolo 423.bis del codice penale (INCENDIO BOSCHIVO)
articolo 424 del codice penale (DANNEGGIAMENTO SEGUITO DA INCENDIO)
articolo 432 del codice penale (ATTENTATO ALLA SICUREZZA DEI TRASPORTI)
articolo 624 bis del codice penale (FURTO IN ABITAZIONE).
articolo 628 del codice penale (RAPINA)
articolo 629 del codice penale (ESTORSIONE)
articolo 640 del codice penale (TRUFFA)
articolo 641 del codice penale (INSOLVENZA FRAUDOLENTA)
articolo 648 del codice penale (RICETTAZIONE)
articolo 648.bis del codice penale (RICICLAGGIO)
articolo 514 del codice penale (FRODI CONTRO LE INDUSTRIE NAZIONALI)
articolo 583.bis del codice penale (PRATICHE DI MUTILAZIONE DEGLI ORGANI GENITALI FEMMINILI)
articolo 648.ter del codice penale (IMPIEGO DI DENARO, BENI O UTILITA’ DI PROVENIENZA ILLECITA)
articolo 646 del codice penale (APPROPRIAZIONE INDEBITA)
articolo 614 del codice penale (VIOLAZIONE DI DOMICILIO)
articolo 610 del codice penale (VIOLENZA PRIVATA)
articolo 644.bis del codice penale (USURA IMPROPRIA)
articolo 644 del codice penale (USURA)
articolo 643 del codice penale (CIRCONVENZIONE DI INCAPACI)
articolo 2621 del codice civile (FALSE COMUNICAZIONI SOCIALI)
articolo 2622 del codice civile (FALSE COMUNICAZIONI SOCIALI IN DANNO DELLA SOCIETA’ DEI SOCI O DEI CREDITORI).
articolo 2623 del codice civile (FALSO IN PROSPETTO).
articolo 2624 del codice civile (FALSITA’ NELLE RELAZIONI O NELLE COMUNICAZIONI DELLE SOCIETA’ DI REVISIONE).
articolo 2626 del codice civile (INDEBITA RESTITUZIONE DEI CONFERIMENTI).
articolo 2627 del codice civile (ILLEGALE RIPARTIZIONE DEGLI UTILI E DELLE RISERVE).
articolo 2628 del codice civile (ILLECITE OPERAZIONI SULLE AZIONI O QUOTE SOCIALI O DELLA SOCIETA’ CONTROLLANTE).
articolo 2629 del codice civile (OPERAZIONI IN PREGIUDIZIO DEI CREDITORI).
articolo 349 del codice penale (VIOLAZIONE DI SIGILLI).
articolo 337.bis del codice penale (OCCULTAMENTO CUSTODIA O ALTERAZIONE DI MEZZI DI TRASPORTO).
articolo 341.bis del codice penale (OLTRAGGIO A PUBBLICO UFFICIALE).
articolo 351 del codice penale (VIOLAZIONE DELLA PUBBLICA CUSTODIA DI COSE).
articolo 334 del codice penale (SOTTRAZIONE O DANNEGGIAMENTO COSE SEQUESTRATE NEL CORSO DI UN PROCEDIMENTO PENALE).
articolo 335 del codice penale (VIOLAZIONE COLPOSA NELLA CUSTODIA DI COSE SEQUESTRATE NEL CORSO DI UN PROCEDIMENTO PENALE O DALL’AUTORITA’ AMMINISTRATIVA).
articolo 612.bis. del codice penale (STALKING)
(fonte)

Ora manca solo il Senato e se Napolitano firmerà questa merda tutti questi processi moriranno e non vi sarà più alcuna giustizia per le vittime, che dovranno pure pagarsi le spese per essersi costituiti parte civile. Una casta di potenti e delinquenti è stata dichiarata oggi immune da ogni pena. Salvare un culo per farsene cento, di inermi cittadini.

Ecco il vero bunga bunga, fottuti idioti che lo avete votato credendo che sareste diventati ricchi come lui.

Lui, la pietra dello scandalo, prima o poi scapperà all’estero da vigliacco. Ottenuto ciò che voleva, un paese ai suoi piedi ed una oscena impunità sancita per legge per i suoi reati, perderà interesse nel gioco e si ritirerà in una delle sue maledette ville ad Antigua a molestare ragazzine anche di giorno. Speriamo portandosi dietro tutte le sue metastasi famigliari. 
Noi però segniamoci i nomi e stampiamoci bene in mente le facce dei 314 che lo hanno salvato oggi dalla condanna sicura al Processo Mills,  delle petulanti zoccole fasciste di entrambi i sessi che ci sono toccate come governanti, dei pennivendoli che hanno consumato lingua e inchiostro in suo favore, perché non se li porterà certo dietro.
Li lascerà qui, nel paese che ama, a render conto di questi anni di vergogna ad un popolo che starà cominciando a  subire le conseguenze di questa nefasta Licenza di Delinquere estesa ad ogni sorta di criminale. Allora, anche se il popolo italiano, per averlo votato, si meriterebbe la peste bubbonica, sette anni di guai e le dieci piaghe d’Egitto tutti assieme, forse, se la rabbia che sta montando nel paese si tradurrà in furiosissimo sdegno, può darsi che ci divertiremo un po’.

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Il frame of mind di Maroni, purtroppo-ministro degli interni, riguardo ad una questione complessa e tragica come quella che comprende lo sfruttamento selvaggio di lavoratori stranieri, il razzismo sempre più dilagante e la perdita del controllo del territorio da parte dello Stato a favore della criminalità organizzata, si può riassumere nella seguente frase: “Non siamo noi che non sappiamo risolvere il problema, sono loro che sono negri.”

Il sassofonista si vantava oggi con la Latella su Sky dei successi del suo governo nei confronti della criminalità organizzata. Pericolosi latitanti arrestati, miliardi di beni sequestrati. Tra parentesi, quelli che vorrebbero mettere all’asta con il rischio che i mafiosi se li ricomprino.
Insomma un bel proclama da spot pubblicitario, da relazione sugli obiettivi raggiunti da presentare in CdA aziendale che però non rappresenta propriamente la realtà di un paese dove le Mafie, di fatto, la fanno da padrone in intere regioni ed hanno sempre più influenza anche al Nord.

E’ qui che ci stava bene la domandona, ci fosse stato un giornalista a disposizione, su come il governo pensa di combattere il caporalato, lo sfruttamento, le collusioni della politica locale con le cosche, tutte cose che formano il substrato dove rischia di attecchire il razzismo nella sua forma più violenta.
Invece si è lasciato che il solito ottuso leghista desse la colpa degli spari contro gli schiavi neri, da parte di giovinastri probabilmente collusi, alla tolleranza verso gli extracomunitari e, indovinate? al lassismo dei governi di centrosinistra. Si sarà reso conto, il varesotto messo di fronte agli immani problemi del Sud, che colpevolizzando i négher si assolvono di conseguenza i delinquenti provocatori?

Eh già, ci toccano pure questi governanti leghisti, questi campioni della politica taragna preoccupata solo dalla pagliuzza del povero immigrato che non ci sta più a farsi sfruttare e non dalla trave nell’occhio dello Stato rappresentata dal problema delle Mafie.
Mafie che alzano sempre più la posta con un governo capitanato da un premier che trascorre venti giorni e passa in vacanza a farsi i cazzi propri non essendo in grado di far altro che i cazzi propri.
Il madonnino di Arcore non ha detto nulla sulla bomba alla Procura. Zitto come una mummia. Non ha detto nulla nemmeno oggi dopo le violenze di Rosarno.
Perchè tace? Dopo i centrini di Casoria e le allusioni di Spatuzza che parlerà “forse, non si sa, vedremo”, mancava giusto la ‘ndrangheta. E’ strano, lui che ha la lingua tanto sciolta, quando parla la Mamma, si ammutolisce.

Anch’io ho visto un legame tra la bomba di Reggio alla Procura e questa ondata di violenza xenofoba contro degli schiavi.
E’ evidente che se il premier non si esporrà in prima persona contro le Mafie, al di là degli slogan sui millantati successi, queste si sentiranno in diritto di avanzare altre richieste e di spingersi fino a ricattare lo Stato come nel ’92 -’93. Ogni minuto di silenzio in più è una porta che si apre alla trattativa. Non so quanti se ne stiano rendendo conto.

I governi berlusconiani sono stati per il popolo italiano come i gradi di un processo: udienza preliminare, primo grado, appello e Cassazione ed ora stiamo appunto scontando la condanna definitiva: ergastolo. Ci terremo Berlusconi a vita. Ce lo terremo con le sue battutacce, la sua volgarità, la sua aria tronfia da padrone unico d’Italia.
E’ inutile piangere ed invocare un’opposizione che mi sto convincendo sempre di più non può esistere. Berlusconi è riuscito a farsi possedere totalmente, ad incarnare e quindi a farsi archetipo vivente del lato peggiore dell’indole italiana all’imbroglio, alla sboronaggine, alla fascinazione per il nulla che si gonfia come un rospo di aria fritta. Non lo sappiamo ancora, noi che non lo abbiamo mai votato e mai lo voteremmo, ma nel profondo, Berlusconi rappresenta anche noi.

Che Berlusconi sia un’anomalia se ne accorgono, non a caso, solo i nostri amici stranieri o gli italiani che vivono all’estero. E’ perchè non conoscono abbastanza la realtà italiana o hanno perso i contatti con essa.
Se non si vive in Italia qui ed ora non ci si rende conto dell’aria di illegalità che si respira e che è stata amorevolmente coltivata in tutti questi anni, con l’ausilio della stramaledetta televisione e del suo uso criminoso contro i giudici e la Giustizia.

Non si spiega altrimenti il tono mesto con il quale oggi la notizia di una coppia di emerite cialtrone che hanno truffato migliaia di italiani vendendo acqua e sabbia come pozioni magiche, minacciando i malcapitati con auguri di cancri vari, che ora se ne vanno finalmente in galera, sia data dalla stramaledetta telvisione come una sciagura. Povere donne, povere eroine così brave nel ruolo istituzionale delle ciarlatane e delle venditrici di fumo, costrette dai giudici cattivi ad abbandonare la loro bella villa.
I programmi pomeridiani e l’immondo TG della sera erano pieni oggi del pianto nazionale per la povera Wanna Marchi e degna figlia, da stasera ospiti delle patrie galere.

Solo chi vive all’estero o è affetto in Italia da un particolare disturbo della percezione, riesce ormai a rendersi conto di come questo sia diventato il paese del malaffare, dei ladri e criminali vari che occupano ogni microfono per ripetere ogni giorno ad ogni ora il disprezzo e il dileggio nei confronti della Giustizia che giustamente li persegue.
I giudici non vengono più fatti saltare con il C4, non ce n’è più bisogno. Vengono ammazzati lentamente ogni giorno con l’arma della delegittimazione. E con essi viene assassinato ogni giorno il concetto stesso di Giustizia.
I fatti criminosi ci vengono raccontati direttamente dagli avvocati difensori e più l’accusato è gradito al potere perchè bello, ricco e telegenico e più ci tocca convincerci di quanto sia ingiusta la Giustizia che osa mettere in galera la Bimba o il bravo ragazzo dall’aria anemica o l’americanina che è andata a lezione direttamente da Charlie Manson.

L’unico responsabile per questo stato di cose è Berlusconi, che sta distruggendo la Giustizia italiana non perchè sia intrinsecamente malvagio o asservito al Lato Oscuro della Forza ma molto banalmente per salvare sè e le proprie aziende da una serie di processi. Ricorda il “muoia Sansone con tutti i Filistei”. Disfare un paese e la sua moralità val bene una messa. Ma questo gli italiani non lo capiranno mai. Credono che faccia tutto questo per il loro bene.

Intanto gli altri che hanno contenziosi con la Giustizia ringraziano e si ringalluzziscono, fanno volume e ingrossano la massa tumorale che corrode il tessuto morale del paese. La grande criminalità organizzata, interna o internazionale, altresì ringrazia e scorrazza libera di delinquere, tanto la stramaledetta televisione al momento opportuno distrarrà tutti con i rumeni stupratori. E se non sono loro gli stupratori chi se ne frega, li facciamo vedere ogni sera, per giorni e giorni, sempre loro, a ripetizione, come fossero le torri gemelle che crollano. Fanculo se sono innocenti, sono colpevoli per forza. Tanto sono brutti, sporchi e cattivi.
Si sono inventati perfino il DNA che smaschera la nazionalità. Una balla stratosferica che infatti non smaschera proprio nulla.

In questo clima di inganno, di truffa continuata ed aggravata, di balle vaporizzate con l’aereo su tutto il territorio nazionale noi, piccoli truffatori della mancata fattura e della collusione con l’evasore che non ce la rilascia, ci sentiamo con le spalle protette e in un certo senso benedetti dall’alto. Una mancata fattura? Un falso in bilancio? Che vuoi che sia? Silvio ci protegge.

E’ inutile angosciarsi con i sondaggi, cari amici, invocare con il tavolino a tre gambe una Sinistra che è troppo morta anche per una seduta spiritica o sperare che un giorno gli italiani battano tutti il lobo frontale risvegliandosi dall’incantesimo.
Ci terremo Berlusconi a vita. Come un Papa. Tutt’al più, non potendo invocare Tabacco (non fuma) o Bacco (non sembra uno propenso all’alzata di gomito) non ci resta che implorare Venere che ci metta le sue sante mani.

Dedicato alla cara memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che mai dimenticheremo.


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I governi berlusconiani sono stati per il popolo italiano come i gradi di un processo: udienza preliminare, primo grado, appello e Cassazione ed ora stiamo appunto scontando la condanna definitiva: ergastolo. Ci terremo Berlusconi a vita. Ce lo terremo con le sue battutacce, la sua volgarità, la sua aria tronfia da padrone unico d’Italia.
E’ inutile piangere ed invocare un’opposizione che mi sto convincendo sempre di più non può esistere. Berlusconi è riuscito a farsi possedere totalmente, ad incarnare e quindi a farsi archetipo vivente del lato peggiore dell’indole italiana all’imbroglio, alla sboronaggine, alla fascinazione per il nulla che si gonfia come un rospo di aria fritta. Non lo sappiamo ancora, noi che non lo abbiamo mai votato e mai lo voteremmo, ma nel profondo, Berlusconi rappresenta anche noi.

Che Berlusconi sia un’anomalia se ne accorgono, non a caso, solo i nostri amici stranieri o gli italiani che vivono all’estero. E’ perchè non conoscono abbastanza la realtà italiana o hanno perso i contatti con essa.
Se non si vive in Italia qui ed ora non ci si rende conto dell’aria di illegalità che si respira e che è stata amorevolmente coltivata in tutti questi anni, con l’ausilio della stramaledetta televisione e del suo uso criminoso contro i giudici e la Giustizia.

Non si spiega altrimenti il tono mesto con il quale oggi la notizia di una coppia di emerite cialtrone che hanno truffato migliaia di italiani vendendo acqua e sabbia come pozioni magiche, minacciando i malcapitati con auguri di cancri vari, che ora se ne vanno finalmente in galera, sia data dalla stramaledetta telvisione come una sciagura. Povere donne, povere eroine così brave nel ruolo istituzionale delle ciarlatane e delle venditrici di fumo, costrette dai giudici cattivi ad abbandonare la loro bella villa.
I programmi pomeridiani e l’immondo TG della sera erano pieni oggi del pianto nazionale per la povera Wanna Marchi e degna figlia, da stasera ospiti delle patrie galere.

Solo chi vive all’estero o è affetto in Italia da un particolare disturbo della percezione, riesce ormai a rendersi conto di come questo sia diventato il paese del malaffare, dei ladri e criminali vari che occupano ogni microfono per ripetere ogni giorno ad ogni ora il disprezzo e il dileggio nei confronti della Giustizia che giustamente li persegue.
I giudici non vengono più fatti saltare con il C4, non ce n’è più bisogno. Vengono ammazzati lentamente ogni giorno con l’arma della delegittimazione. E con essi viene assassinato ogni giorno il concetto stesso di Giustizia.
I fatti criminosi ci vengono raccontati direttamente dagli avvocati difensori e più l’accusato è gradito al potere perchè bello, ricco e telegenico e più ci tocca convincerci di quanto sia ingiusta la Giustizia che osa mettere in galera la Bimba o il bravo ragazzo dall’aria anemica o l’americanina che è andata a lezione direttamente da Charlie Manson.

L’unico responsabile per questo stato di cose è Berlusconi, che sta distruggendo la Giustizia italiana non perchè sia intrinsecamente malvagio o asservito al Lato Oscuro della Forza ma molto banalmente per salvare sè e le proprie aziende da una serie di processi. Ricorda il “muoia Sansone con tutti i Filistei”. Disfare un paese e la sua moralità val bene una messa. Ma questo gli italiani non lo capiranno mai. Credono che faccia tutto questo per il loro bene.

Intanto gli altri che hanno contenziosi con la Giustizia ringraziano e si ringalluzziscono, fanno volume e ingrossano la massa tumorale che corrode il tessuto morale del paese. La grande criminalità organizzata, interna o internazionale, altresì ringrazia e scorrazza libera di delinquere, tanto la stramaledetta televisione al momento opportuno distrarrà tutti con i rumeni stupratori. E se non sono loro gli stupratori chi se ne frega, li facciamo vedere ogni sera, per giorni e giorni, sempre loro, a ripetizione, come fossero le torri gemelle che crollano. Fanculo se sono innocenti, sono colpevoli per forza. Tanto sono brutti, sporchi e cattivi.
Si sono inventati perfino il DNA che smaschera la nazionalità. Una balla stratosferica che infatti non smaschera proprio nulla.

In questo clima di inganno, di truffa continuata ed aggravata, di balle vaporizzate con l’aereo su tutto il territorio nazionale noi, piccoli truffatori della mancata fattura e della collusione con l’evasore che non ce la rilascia, ci sentiamo con le spalle protette e in un certo senso benedetti dall’alto. Una mancata fattura? Un falso in bilancio? Che vuoi che sia? Silvio ci protegge.

E’ inutile angosciarsi con i sondaggi, cari amici, invocare con il tavolino a tre gambe una Sinistra che è troppo morta anche per una seduta spiritica o sperare che un giorno gli italiani battano tutti il lobo frontale risvegliandosi dall’incantesimo.
Ci terremo Berlusconi a vita. Come un Papa. Tutt’al più, non potendo invocare Tabacco (non fuma) o Bacco (non sembra uno propenso all’alzata di gomito) non ci resta che implorare Venere che ci metta le sue sante mani.

Dedicato alla cara memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che mai dimenticheremo.


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E’ inutile piangere ed invocare un’opposizione che mi sto convincendo sempre di più non può esistere. Berlusconi è riuscito a farsi possedere totalmente, ad incarnare e quindi a farsi archetipo vivente del lato peggiore dell’indole italiana all’imbroglio, alla sboronaggine, alla fascinazione per il nulla che si gonfia come un rospo di aria fritta. Non lo sappiamo ancora, noi che non lo abbiamo mai votato e mai lo voteremmo, ma nel profondo, Berlusconi rappresenta anche noi.

Che Berlusconi sia un’anomalia se ne accorgono, non a caso, solo i nostri amici stranieri o gli italiani che vivono all’estero. E’ perchè non conoscono abbastanza la realtà italiana o hanno perso i contatti con essa.
Se non si vive in Italia qui ed ora non ci si rende conto dell’aria di illegalità che si respira e che è stata amorevolmente coltivata in tutti questi anni, con l’ausilio della stramaledetta televisione e del suo uso criminoso contro i giudici e la Giustizia.

Non si spiega altrimenti il tono mesto con il quale oggi la notizia di una coppia di emerite cialtrone che hanno truffato migliaia di italiani vendendo acqua e sabbia come pozioni magiche, minacciando i malcapitati con auguri di cancri vari, che ora se ne vanno finalmente in galera, sia data dalla stramaledetta telvisione come una sciagura. Povere donne, povere eroine così brave nel ruolo istituzionale delle ciarlatane e delle venditrici di fumo, costrette dai giudici cattivi ad abbandonare la loro bella villa.
I programmi pomeridiani e l’immondo TG della sera erano pieni oggi del pianto nazionale per la povera Wanna Marchi e degna figlia, da stasera ospiti delle patrie galere.

Solo chi vive all’estero o è affetto in Italia da un particolare disturbo della percezione, riesce ormai a rendersi conto di come questo sia diventato il paese del malaffare, dei ladri e criminali vari che occupano ogni microfono per ripetere ogni giorno ad ogni ora il disprezzo e il dileggio nei confronti della Giustizia che giustamente li persegue.
I giudici non vengono più fatti saltare con il C4, non ce n’è più bisogno. Vengono ammazzati lentamente ogni giorno con l’arma della delegittimazione. E con essi viene assassinato ogni giorno il concetto stesso di Giustizia.
I fatti criminosi ci vengono raccontati direttamente dagli avvocati difensori e più l’accusato è gradito al potere perchè bello, ricco e telegenico e più ci tocca convincerci di quanto sia ingiusta la Giustizia che osa mettere in galera la Bimba o il bravo ragazzo dall’aria anemica o l’americanina che è andata a lezione direttamente da Charlie Manson.

L’unico responsabile per questo stato di cose è Berlusconi, che sta distruggendo la Giustizia italiana non perchè sia intrinsecamente malvagio o asservito al Lato Oscuro della Forza ma molto banalmente per salvare sè e le proprie aziende da una serie di processi. Ricorda il “muoia Sansone con tutti i Filistei”. Disfare un paese e la sua moralità val bene una messa. Ma questo gli italiani non lo capiranno mai. Credono che faccia tutto questo per il loro bene.

Intanto gli altri che hanno contenziosi con la Giustizia ringraziano e si ringalluzziscono, fanno volume e ingrossano la massa tumorale che corrode il tessuto morale del paese. La grande criminalità organizzata, interna o internazionale, altresì ringrazia e scorrazza libera di delinquere, tanto la stramaledetta televisione al momento opportuno distrarrà tutti con i rumeni stupratori. E se non sono loro gli stupratori chi se ne frega, li facciamo vedere ogni sera, per giorni e giorni, sempre loro, a ripetizione, come fossero le torri gemelle che crollano. Fanculo se sono innocenti, sono colpevoli per forza. Tanto sono brutti, sporchi e cattivi.
Si sono inventati perfino il DNA che smaschera la nazionalità. Una balla stratosferica che infatti non smaschera proprio nulla.

In questo clima di inganno, di truffa continuata ed aggravata, di balle vaporizzate con l’aereo su tutto il territorio nazionale noi, piccoli truffatori della mancata fattura e della collusione con l’evasore che non ce la rilascia, ci sentiamo con le spalle protette e in un certo senso benedetti dall’alto. Una mancata fattura? Un falso in bilancio? Che vuoi che sia? Silvio ci protegge.

E’ inutile angosciarsi con i sondaggi, cari amici, invocare con il tavolino a tre gambe una Sinistra che è troppo morta anche per una seduta spiritica o sperare che un giorno gli italiani battano tutti il lobo frontale risvegliandosi dall’incantesimo.
Ci terremo Berlusconi a vita. Come un Papa. Tutt’al più, non potendo invocare Tabacco (non fuma) o Bacco (non sembra uno propenso all’alzata di gomito) non ci resta che implorare Venere che ci metta le sue sante mani.

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Secondo i dati ufficiali, i reati sono diminuiti in Italia, in un anno, del 10%, dai 1.485.080 del primo semestre 2007 ai 1.379.258 dello stesso periodo del 2008.
La diminuzione della criminalità è un dato costante negli ultimi due anni e ne viene dato il merito anche ai “patti per la sicurezza” voluti durante il governo di centrosinistra, ministro degli Interni Amato.
In realtà, se andiamo a spulciare le cifre, se è vero che diminuiscono le notizie di reato per lesioni dolose, furti, estorsioni e truffe informatiche pur tuttavia rimangono sostanzialmente stabili i furti d’auto, le rapine nei negozi e in banca, i reati d’usura, le associazioni per delinquere, gli stupri e la prostituzione. Un lieve calo anche nei reati legati agli stupefacenti ma non certamente tale da giustificare canti di vittoria nella lotta alla droga.

E’ per questo motivo che non si dà la dovuta evidenza a questa notizia, che è comunque positiva, su giornali e soprattutto telegiornali, i più pericolosi propagandisticamente parlando, perchè vengono fruiti quando il sangue lascia il cervello per accorrere alle viscere impegnate a digerire lo spaghetto alla carbonara?

Ho sentito dire che anche Bobo Maroni, nell’ultima conferenza sulla sicurezza tenuta al Viminale, non avrebbe enfatizzato più di tanto i dati sul calo della criminalità, preferendo lodare l’azione dell’esercito nelle strade con i ben 37 arresti effettuati dai militari negli ultimi giorni e quella dei sindaci sceriffi e supereroi. Tutti provvedimenti troppo recenti per giustificare il calo su base annua.

Ricordiamo tutti che prima del ritorno del Nostro, era tutto un volteggiar di rumeni come draculiani pipistrelli sopra la nostra incolumità di onesti cittadini. Tutti impegnati in rapine, violenze e stupri, raccontati con compiaciuto raccapriccio e profusione di dettagli dai gazzettieri della nera.
I facciaferoce della destra in odor di elezioni promettevano che con loro al governo per questi bastardi sarebbe stata la fine. Tolleranza zero. La gente li ha votati e Roma ha un sindaco con tanto di croce celtica al collo. Veramente da paura.

Quindi, se la destra governa con il pugno di ferro da Petrus Boonekamp e diminuiscono i reati, sarebbe cosa buona e giusta darne notizia ai cittadini, per tranquillizzarli.
E invece no. Stranamente, se da un lato notiamo la sparizione completa dei rom dalle cronache serali, come se fossero stati tutti rapiti dagli alieni e ufotrasportati oltre Alpha Centauri, per non parlare di mafiosi e camorristi d’alto livello (a parte qualche regolamento di conti che ancora buca lo schermo), i rumeni continuano ad ossessionarci e a farci borbottare tra i denti propositi razzisti di vendetta. Magari un bel funghetto atomico sopra Bucarest o l’uso sistematico del trinciapollo per scongiurare ulteriori violenze carnali.
La dose di ansiogenico ci viene regolarmente somministrata ai pasti principali, come se avessimo ancora un governo di centrosinistra.
Segno che dobbiamo continuare ad avere paura, come da bambini con l’Uomo Nero. Con la storia dell’Uomo Nero i genitori ci tenevano per le palle. Con l’opinione pubblica da una parte e il potere dall’altra è lo stesso.
Funziona così anche negli Stati Uniti, come ce l’ha ben raccontato Michael Moore. Là è la criminalità dei neri ad essere enfatizzata ed usata per mantenere sempre viva una miscela esplosiva di insicurezza, paura e razzismo in un popolo che il potere vuole composto di paranoici borderline.

Dato che tutto il mondo è diventato paese, coloro che devono continuare a farci paura in senso globale sono i terroristi in genere e quelli islamici in particolare, la fantomatica Al Qaeda (“non si sa chi sia stato, ma si pensa ad Al Qaeda”) e, per quanto riguarda l’Italia, a livello di bassa criminalità e per una sorta di localizzazione dello spauracchio, i rumeni.
Mentre però i terroristi islamici agiscono per la maggior parte nella mente dei progettisti della “guerra al terrorismo”, i rumeni delinquono veramente, per la gioia delle cronache nere e di chi ha interesse ad alimentare l’insicurezza e la paura. Il rumeno delinquente è diventato una costante che serve per mantenere alta la tensione.

L’ultimo delitto, particolarmente odioso, a Roma in periferia ai danni di una coppia di turisti olandesi, aggrediti e seviziati da un trio di pastori clandestini e rumeni.
Qui però succede una cosa strana. Grande rilievo sulla stampa, come si addice all’ennesima efferatezza transilvanica ma il sindaco dal cognome teutonico e la celtica al collo che fa? E’ costretto a spiegare il perchè di questo episodio efferato in una città finalmente sicura dopo le mollezze ed il “lassa fa’ ” veltroniani e allora dice, in soldoni, che la colpa è stata dei turisti, che non dovevano stare là, che non dovevano accamparsi in una zona isolata, quindi pericolosa.
Ciò che assomiglia tanto ad un imbarazzante “cazzi loro”.

Veda, io penso che anche la povera signora Reggiani forse non avrebbe dovuto avventurarsi da sola la sera in quella stazione ma non mi sognerei certo di dire che la violenza se l’è cercata, perchè sarebbe una cosa brutta e parecchio stronza da dire.
Ricordiamo benissimo per altro che allora lo stesso Alemanno, con Fini e tutto il cucuzzaro, disse che l’episodio di Tor di Quinto era stata colpa del degrado di una città governata dai mollaccioni di centrosinistra, chiedendo dimissioni a destra e a manca e via speculando.

Quando agiva il mostro di Firenze nella campagna toscana, si affiggevano manifesti con scritto “Occhio, ragazzi!” e si invitavano i giovani ad evitare le camporelle appartate. Nessuno però, tantomeno il sindaco di Firenze, si sognò mai di dire che una qualsiasi di quelle coppie massacrate in fondo se l’era cercata. Ma forse erano altri tempi e altri sindaci.


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Secondo i dati ufficiali, i reati sono diminuiti in Italia, in un anno, del 10%, dai 1.485.080 del primo semestre 2007 ai 1.379.258 dello stesso periodo del 2008.
La diminuzione della criminalità è un dato costante negli ultimi due anni e ne viene dato il merito anche ai “patti per la sicurezza” voluti durante il governo di centrosinistra, ministro degli Interni Amato.
In realtà, se andiamo a spulciare le cifre, se è vero che diminuiscono le notizie di reato per lesioni dolose, furti, estorsioni e truffe informatiche pur tuttavia rimangono sostanzialmente stabili i furti d’auto, le rapine nei negozi e in banca, i reati d’usura, le associazioni per delinquere, gli stupri e la prostituzione. Un lieve calo anche nei reati legati agli stupefacenti ma non certamente tale da giustificare canti di vittoria nella lotta alla droga.

E’ per questo motivo che non si dà la dovuta evidenza a questa notizia, che è comunque positiva, su giornali e soprattutto telegiornali, i più pericolosi propagandisticamente parlando, perchè vengono fruiti quando il sangue lascia il cervello per accorrere alle viscere impegnate a digerire lo spaghetto alla carbonara?

Ho sentito dire che anche Bobo Maroni, nell’ultima conferenza sulla sicurezza tenuta al Viminale, non avrebbe enfatizzato più di tanto i dati sul calo della criminalità, preferendo lodare l’azione dell’esercito nelle strade con i ben 37 arresti effettuati dai militari negli ultimi giorni e quella dei sindaci sceriffi e supereroi. Tutti provvedimenti troppo recenti per giustificare il calo su base annua.

Ricordiamo tutti che prima del ritorno del Nostro, era tutto un volteggiar di rumeni come draculiani pipistrelli sopra la nostra incolumità di onesti cittadini. Tutti impegnati in rapine, violenze e stupri, raccontati con compiaciuto raccapriccio e profusione di dettagli dai gazzettieri della nera.
I facciaferoce della destra in odor di elezioni promettevano che con loro al governo per questi bastardi sarebbe stata la fine. Tolleranza zero. La gente li ha votati e Roma ha un sindaco con tanto di croce celtica al collo. Veramente da paura.

Quindi, se la destra governa con il pugno di ferro da Petrus Boonekamp e diminuiscono i reati, sarebbe cosa buona e giusta darne notizia ai cittadini, per tranquillizzarli.
E invece no. Stranamente, se da un lato notiamo la sparizione completa dei rom dalle cronache serali, come se fossero stati tutti rapiti dagli alieni e ufotrasportati oltre Alpha Centauri, per non parlare di mafiosi e camorristi d’alto livello (a parte qualche regolamento di conti che ancora buca lo schermo), i rumeni continuano ad ossessionarci e a farci borbottare tra i denti propositi razzisti di vendetta. Magari un bel funghetto atomico sopra Bucarest o l’uso sistematico del trinciapollo per scongiurare ulteriori violenze carnali.
La dose di ansiogenico ci viene regolarmente somministrata ai pasti principali, come se avessimo ancora un governo di centrosinistra.
Segno che dobbiamo continuare ad avere paura, come da bambini con l’Uomo Nero. Con la storia dell’Uomo Nero i genitori ci tenevano per le palle. Con l’opinione pubblica da una parte e il potere dall’altra è lo stesso.
Funziona così anche negli Stati Uniti, come ce l’ha ben raccontato Michael Moore. Là è la criminalità dei neri ad essere enfatizzata ed usata per mantenere sempre viva una miscela esplosiva di insicurezza, paura e razzismo in un popolo che il potere vuole composto di paranoici borderline.

Dato che tutto il mondo è diventato paese, coloro che devono continuare a farci paura in senso globale sono i terroristi in genere e quelli islamici in particolare, la fantomatica Al Qaeda (“non si sa chi sia stato, ma si pensa ad Al Qaeda”) e, per quanto riguarda l’Italia, a livello di bassa criminalità e per una sorta di localizzazione dello spauracchio, i rumeni.
Mentre però i terroristi islamici agiscono per la maggior parte nella mente dei progettisti della “guerra al terrorismo”, i rumeni delinquono veramente, per la gioia delle cronache nere e di chi ha interesse ad alimentare l’insicurezza e la paura. Il rumeno delinquente è diventato una costante che serve per mantenere alta la tensione.

L’ultimo delitto, particolarmente odioso, a Roma in periferia ai danni di una coppia di turisti olandesi, aggrediti e seviziati da un trio di pastori clandestini e rumeni.
Qui però succede una cosa strana. Grande rilievo sulla stampa, come si addice all’ennesima efferatezza transilvanica ma il sindaco dal cognome teutonico e la celtica al collo che fa? E’ costretto a spiegare il perchè di questo episodio efferato in una città finalmente sicura dopo le mollezze ed il “lassa fa’ ” veltroniani e allora dice, in soldoni, che la colpa è stata dei turisti, che non dovevano stare là, che non dovevano accamparsi in una zona isolata, quindi pericolosa.
Ciò che assomiglia tanto ad un imbarazzante “cazzi loro”.

Veda, io penso che anche la povera signora Reggiani forse non avrebbe dovuto avventurarsi da sola la sera in quella stazione ma non mi sognerei certo di dire che la violenza se l’è cercata, perchè sarebbe una cosa brutta e parecchio stronza da dire.
Ricordiamo benissimo per altro che allora lo stesso Alemanno, con Fini e tutto il cucuzzaro, disse che l’episodio di Tor di Quinto era stata colpa del degrado di una città governata dai mollaccioni di centrosinistra, chiedendo dimissioni a destra e a manca e via speculando.

Quando agiva il mostro di Firenze nella campagna toscana, si affiggevano manifesti con scritto “Occhio, ragazzi!” e si invitavano i giovani ad evitare le camporelle appartate. Nessuno però, tantomeno il sindaco di Firenze, si sognò mai di dire che una qualsiasi di quelle coppie massacrate in fondo se l’era cercata. Ma forse erano altri tempi e altri sindaci.


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Secondo i dati ufficiali, i reati sono diminuiti in Italia, in un anno, del 10%, dai 1.485.080 del primo semestre 2007 ai 1.379.258 dello stesso periodo del 2008.
La diminuzione della criminalità è un dato costante negli ultimi due anni e ne viene dato il merito anche ai “patti per la sicurezza” voluti durante il governo di centrosinistra, ministro degli Interni Amato.
In realtà, se andiamo a spulciare le cifre, se è vero che diminuiscono le notizie di reato per lesioni dolose, furti, estorsioni e truffe informatiche pur tuttavia rimangono sostanzialmente stabili i furti d’auto, le rapine nei negozi e in banca, i reati d’usura, le associazioni per delinquere, gli stupri e la prostituzione. Un lieve calo anche nei reati legati agli stupefacenti ma non certamente tale da giustificare canti di vittoria nella lotta alla droga.

E’ per questo motivo che non si dà la dovuta evidenza a questa notizia, che è comunque positiva, su giornali e soprattutto telegiornali, i più pericolosi propagandisticamente parlando, perchè vengono fruiti quando il sangue lascia il cervello per accorrere alle viscere impegnate a digerire lo spaghetto alla carbonara?

Ho sentito dire che anche Bobo Maroni, nell’ultima conferenza sulla sicurezza tenuta al Viminale, non avrebbe enfatizzato più di tanto i dati sul calo della criminalità, preferendo lodare l’azione dell’esercito nelle strade con i ben 37 arresti effettuati dai militari negli ultimi giorni e quella dei sindaci sceriffi e supereroi. Tutti provvedimenti troppo recenti per giustificare il calo su base annua.

Ricordiamo tutti che prima del ritorno del Nostro, era tutto un volteggiar di rumeni come draculiani pipistrelli sopra la nostra incolumità di onesti cittadini. Tutti impegnati in rapine, violenze e stupri, raccontati con compiaciuto raccapriccio e profusione di dettagli dai gazzettieri della nera.
I facciaferoce della destra in odor di elezioni promettevano che con loro al governo per questi bastardi sarebbe stata la fine. Tolleranza zero. La gente li ha votati e Roma ha un sindaco con tanto di croce celtica al collo. Veramente da paura.

Quindi, se la destra governa con il pugno di ferro da Petrus Boonekamp e diminuiscono i reati, sarebbe cosa buona e giusta darne notizia ai cittadini, per tranquillizzarli.
E invece no. Stranamente, se da un lato notiamo la sparizione completa dei rom dalle cronache serali, come se fossero stati tutti rapiti dagli alieni e ufotrasportati oltre Alpha Centauri, per non parlare di mafiosi e camorristi d’alto livello (a parte qualche regolamento di conti che ancora buca lo schermo), i rumeni continuano ad ossessionarci e a farci borbottare tra i denti propositi razzisti di vendetta. Magari un bel funghetto atomico sopra Bucarest o l’uso sistematico del trinciapollo per scongiurare ulteriori violenze carnali.
La dose di ansiogenico ci viene regolarmente somministrata ai pasti principali, come se avessimo ancora un governo di centrosinistra.
Segno che dobbiamo continuare ad avere paura, come da bambini con l’Uomo Nero. Con la storia dell’Uomo Nero i genitori ci tenevano per le palle. Con l’opinione pubblica da una parte e il potere dall’altra è lo stesso.
Funziona così anche negli Stati Uniti, come ce l’ha ben raccontato Michael Moore. Là è la criminalità dei neri ad essere enfatizzata ed usata per mantenere sempre viva una miscela esplosiva di insicurezza, paura e razzismo in un popolo che il potere vuole composto di paranoici borderline.

Dato che tutto il mondo è diventato paese, coloro che devono continuare a farci paura in senso globale sono i terroristi in genere e quelli islamici in particolare, la fantomatica Al Qaeda (“non si sa chi sia stato, ma si pensa ad Al Qaeda”) e, per quanto riguarda l’Italia, a livello di bassa criminalità e per una sorta di localizzazione dello spauracchio, i rumeni.
Mentre però i terroristi islamici agiscono per la maggior parte nella mente dei progettisti della “guerra al terrorismo”, i rumeni delinquono veramente, per la gioia delle cronache nere e di chi ha interesse ad alimentare l’insicurezza e la paura. Il rumeno delinquente è diventato una costante che serve per mantenere alta la tensione.

L’ultimo delitto, particolarmente odioso, a Roma in periferia ai danni di una coppia di turisti olandesi, aggrediti e seviziati da un trio di pastori clandestini e rumeni.
Qui però succede una cosa strana. Grande rilievo sulla stampa, come si addice all’ennesima efferatezza transilvanica ma il sindaco dal cognome teutonico e la celtica al collo che fa? E’ costretto a spiegare il perchè di questo episodio efferato in una città finalmente sicura dopo le mollezze ed il “lassa fa’ ” veltroniani e allora dice, in soldoni, che la colpa è stata dei turisti, che non dovevano stare là, che non dovevano accamparsi in una zona isolata, quindi pericolosa.
Ciò che assomiglia tanto ad un imbarazzante “cazzi loro”.

Veda, io penso che anche la povera signora Reggiani forse non avrebbe dovuto avventurarsi da sola la sera in quella stazione ma non mi sognerei certo di dire che la violenza se l’è cercata, perchè sarebbe una cosa brutta e parecchio stronza da dire.
Ricordiamo benissimo per altro che allora lo stesso Alemanno, con Fini e tutto il cucuzzaro, disse che l’episodio di Tor di Quinto era stata colpa del degrado di una città governata dai mollaccioni di centrosinistra, chiedendo dimissioni a destra e a manca e via speculando.

Quando agiva il mostro di Firenze nella campagna toscana, si affiggevano manifesti con scritto “Occhio, ragazzi!” e si invitavano i giovani ad evitare le camporelle appartate. Nessuno però, tantomeno il sindaco di Firenze, si sognò mai di dire che una qualsiasi di quelle coppie massacrate in fondo se l’era cercata. Ma forse erano altri tempi e altri sindaci.


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E’ stata una settimana intensa ed è difficile riassumerla in poche parole per non tediare il lettore.

Dopo averla di recente costretta ai calci di rigore, abbiamo quasi rischiato il DEFCON 2 con la Spagna, anzi con la Catalogna. Il solitamente mite Frattini ha tirato fuori gli artigli della festa quando ad un illustre catalano è sfuggita l’allusione agli affarucci del presidente che potrebbero trarre giovamento dal rumore mediatico che proviene da altri fatti di cronaca. Un’indubbia caduta di gusto nei confronti di un paese che si precipita in un altro pretendendo di condurre lui le indagini, l’autopsia e magari l’istruttoria ed il processo sostituendosi ai sicuramente incapaci inquirenti indigeni. Un paese che sta ancora a discutere su chi ha ucciso Chiara, Meredith, Simonetta Cesaroni e la contessa dell’Olgiata.

Un tribunale ha accolto la richiesta della famiglia di Eluana Englaro, in coma vegetativo da 16 anni, di poter far morire in pace la ragazza interrompendone l’alimentazione forzata. Per carità, si sono scatenati i difensori della vita e i feticisti della non-vita, pronti a riempire Piazza del Duomo di Milano di “bottiglie d’acqua per Eluana” (Giuliano Ferrara).
Non è che difendono la vita. Difendono il loro potere di decidere quando farti morire.
A nessuno di loro è passato per il cervello cosa dev’essere la vita di Eluana per far desiderare a suo padre di liberarne la figlia. E non pensano nemmeno che Eluana è già morta quel giorno e sta solo aspettando che la lascino finalmente andar via.

E’ morto Gianfranco Funari, definito in sede di coccodrillo “cattivo presentatore”. Forse era meglio chiamarlo “presentatore cattivo”. C’è una bella differenza.
Una nota curiosa. I giornali, nel rievocare la figura di Funari, hanno subito citato la sua storica imitazione fatta da Corrado Guzzanti.
Quando morì la Fallaci, su Repubblica online andò inavvertitamente in prima pagina, al posto della foto della giornalista scomparsa, quella di Sabina Guzzanti che la imitava.
E’ un curioso destino essere ricordati più per la propria imitazione che per la propria persona. Quando morirà Andreotti (per carità, più tardi possibile) titoleranno: “Morto noto politico italiano imitato negli anni ’70 da Alighiero Noschese”.

A proposito di teatro. Se dovevamo trovare un modo per farci smettere di litigare su libertà di espressione, di satira, di rutto e avanspettacolo, siamo stati serviti. I comici si mettano pure da parte, perchè il genere teatrale dell’autunno sarà la tragedia greca.
Mentre i giullari si distraggono con le puttane del re, l’esecutivo si esercita nella brutta imitazione di un governo, facendo finta di provvedere al pubblico bisogno. Dove non riesce a fare, compensa con le bugie.

Comunica tramite una roboante cartellonistica tipo cantastorie che millanta cose che sostiene di aver fatto mescolandole con un sacco di bugie. Un esempio? “Processi più veloci contro i reati più gravi”, proprio mentre pensa di interrompere i processi per pene gravi come lo stupro per un anno. A proposito, polizia, carabinieri e sistema giudiziario gridano la loro insoddisfazione per i tagli e la condizione di indigenza di uomini e mezzi nella quale sono costretti ad operare.
Oppure l’odiosa “carta annonaria prepagata” per i vecchi, per altro mai arrivata al domicilio dei vegliardi. O i 3000 militari di pattuglia nelle strade di notte. Forse non li abbiamo visti perchè dormivamo.

Sono cartelli dominati dalla figura di uno stranamente pensoso leader contastorie nel nuovo look con i capelli “alla Zed“. Forse, leggendo le balle che vi sono scritte sotto nemmeno lui ha voglia di ridere. Oppure lo hanno sconsigliato i creativi: “Per carità cavaliere, se pure ride gli scriveranno sotto ma che te ridi ‘a stronzo!, se ci consente”.

L’autunno sarà il momento della riesumazione di Eschilo e Sofocle perchè, mentre realizza leggi ad Berlusconam, questa brutta imitazione di un governo prepara tagli mortali alla ricerca, alla scuola pubblica e soprattutto alla Sanità pubblica.
Ecco un esempio in cui l’eutanasia, in questo caso del diritto per tutti ad una sanità accessibile gratuitamente, non provoca sommovimenti intestinali ai difensori della vita.
Mentre si millanta di voler togliere ai ricchi per dare ai poveri, arriva la sorpresa: nelle regioni in decifit di bilancio perfino gli anziani, ora esenti, pagheranno il ticket per le visite e le medicine. Colpa anche di quel taglio dell’ICI che foraggiava, come tassa locale, assieme all’IRAP, la spesa sanitaria locale. Per giunta, perchè a loro piace prenderci per il culo, si preparano a colpire la sanità pubblica a pochi giorni da uno scandalo che ha mostrato quanto possa essere marcia la sanità privata. Tanto pensano già di rimandare l’introduzione della class action, così non ci saranno azioni giudiziarie che muovono dai soliti scassacabbasisi.

Avevi proprio ragione, Gianfranco. Se dura così, nu’ gna ‘a famo.


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E’ stata una settimana intensa ed è difficile riassumerla in poche parole per non tediare il lettore.

Dopo averla di recente costretta ai calci di rigore, abbiamo quasi rischiato il DEFCON 2 con la Spagna, anzi con la Catalogna. Il solitamente mite Frattini ha tirato fuori gli artigli della festa quando ad un illustre catalano è sfuggita l’allusione agli affarucci del presidente che potrebbero trarre giovamento dal rumore mediatico che proviene da altri fatti di cronaca. Un’indubbia caduta di gusto nei confronti di un paese che si precipita in un altro pretendendo di condurre lui le indagini, l’autopsia e magari l’istruttoria ed il processo sostituendosi ai sicuramente incapaci inquirenti indigeni. Un paese che sta ancora a discutere su chi ha ucciso Chiara, Meredith, Simonetta Cesaroni e la contessa dell’Olgiata.

Un tribunale ha accolto la richiesta della famiglia di Eluana Englaro, in coma vegetativo da 16 anni, di poter far morire in pace la ragazza interrompendone l’alimentazione forzata. Per carità, si sono scatenati i difensori della vita e i feticisti della non-vita, pronti a riempire Piazza del Duomo di Milano di “bottiglie d’acqua per Eluana” (Giuliano Ferrara).
Non è che difendono la vita. Difendono il loro potere di decidere quando farti morire.
A nessuno di loro è passato per il cervello cosa dev’essere la vita di Eluana per far desiderare a suo padre di liberarne la figlia. E non pensano nemmeno che Eluana è già morta quel giorno e sta solo aspettando che la lascino finalmente andar via.

E’ morto Gianfranco Funari, definito in sede di coccodrillo “cattivo presentatore”. Forse era meglio chiamarlo “presentatore cattivo”. C’è una bella differenza.
Una nota curiosa. I giornali, nel rievocare la figura di Funari, hanno subito citato la sua storica imitazione fatta da Corrado Guzzanti.
Quando morì la Fallaci, su Repubblica online andò inavvertitamente in prima pagina, al posto della foto della giornalista scomparsa, quella di Sabina Guzzanti che la imitava.
E’ un curioso destino essere ricordati più per la propria imitazione che per la propria persona. Quando morirà Andreotti (per carità, più tardi possibile) titoleranno: “Morto noto politico italiano imitato negli anni ’70 da Alighiero Noschese”.

A proposito di teatro. Se dovevamo trovare un modo per farci smettere di litigare su libertà di espressione, di satira, di rutto e avanspettacolo, siamo stati serviti. I comici si mettano pure da parte, perchè il genere teatrale dell’autunno sarà la tragedia greca.
Mentre i giullari si distraggono con le puttane del re, l’esecutivo si esercita nella brutta imitazione di un governo, facendo finta di provvedere al pubblico bisogno. Dove non riesce a fare, compensa con le bugie.

Comunica tramite una roboante cartellonistica tipo cantastorie che millanta cose che sostiene di aver fatto mescolandole con un sacco di bugie. Un esempio? “Processi più veloci contro i reati più gravi”, proprio mentre pensa di interrompere i processi per pene gravi come lo stupro per un anno. A proposito, polizia, carabinieri e sistema giudiziario gridano la loro insoddisfazione per i tagli e la condizione di indigenza di uomini e mezzi nella quale sono costretti ad operare.
Oppure l’odiosa “carta annonaria prepagata” per i vecchi, per altro mai arrivata al domicilio dei vegliardi. O i 3000 militari di pattuglia nelle strade di notte. Forse non li abbiamo visti perchè dormivamo.

Sono cartelli dominati dalla figura di uno stranamente pensoso leader contastorie nel nuovo look con i capelli “alla Zed“. Forse, leggendo le balle che vi sono scritte sotto nemmeno lui ha voglia di ridere. Oppure lo hanno sconsigliato i creativi: “Per carità cavaliere, se pure ride gli scriveranno sotto ma che te ridi ‘a stronzo!, se ci consente”.

L’autunno sarà il momento della riesumazione di Eschilo e Sofocle perchè, mentre realizza leggi ad Berlusconam, questa brutta imitazione di un governo prepara tagli mortali alla ricerca, alla scuola pubblica e soprattutto alla Sanità pubblica.
Ecco un esempio in cui l’eutanasia, in questo caso del diritto per tutti ad una sanità accessibile gratuitamente, non provoca sommovimenti intestinali ai difensori della vita.
Mentre si millanta di voler togliere ai ricchi per dare ai poveri, arriva la sorpresa: nelle regioni in decifit di bilancio perfino gli anziani, ora esenti, pagheranno il ticket per le visite e le medicine. Colpa anche di quel taglio dell’ICI che foraggiava, come tassa locale, assieme all’IRAP, la spesa sanitaria locale. Per giunta, perchè a loro piace prenderci per il culo, si preparano a colpire la sanità pubblica a pochi giorni da uno scandalo che ha mostrato quanto possa essere marcia la sanità privata. Tanto pensano già di rimandare l’introduzione della class action, così non ci saranno azioni giudiziarie che muovono dai soliti scassacabbasisi.

Avevi proprio ragione, Gianfranco. Se dura così, nu’ gna ‘a famo.


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