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Trovo veramente fastidioso che in questo paese nessuno più accetti di assumersi la responsabilità delle proprie azioni e, quando succede una disgrazia, la colpa non sia mai delle circostanze, del fato o dei propri errori ma sempre degli altri, dello Stato, della collettività, della magistratura e dei massimi sistemi. Anche se nella disgrazia c’è stato un concorso di colpa nostra, di scarsa valutazione del rischio, semplice incoscienza o stupidità conclamata.
Come quelli che si schiantano contro il platano perchè messaggiano al cellulare con una mano, guidano con l’altra, fumano e programmano il navigatore. Tutti a dire: “Maledetto alberaccio, perchè gli ti sei parato contro?”
Quando vado in montagna non infilo la mano sotto ogni sasso che vedo a margine del sentiero perchè so che una vipera che se ne sta buona buona lì sotto a farsi i cavoli suoi potrebbe aversene a male e mordermi. E’ una cosa che non faccio perchè so che è pericolosa. Una vipera può sempre mordermi lo stesso ma almeno so che non sono stata io a darle l’idea.
Allo stesso modo, non do retta a chiunque, quando attraverso la strada guardo a destra e a sinistra, non infilo le dita nella presa di corrente, non faccio il bagno in mare nell’ora della digestione.

Noi bambini anni ’60 siamo stati cresciuti sotto il terrorismo del: “non accettare le caramelle dagli sconosciuti”, “non accettare di seguire sconosciuti nemmeno se ti dicono che tua madre è moribonda all’ospedale e ti accompagneranno da lei”, “non appartarsi con gli sconosciuti”.
Magari poi ci è successo lo stesso qualcosa di brutto perchè il colpevole era il meno sospettabile, con un bel colpo di scena alla Hitchcock era qualcuno della tua stessa famiglia ma intanto ci siamo cautelati il più possibile verso altri brutti incontri, quelli con i generici malintenzionati modello standard.

Oggi invece, siccome i figli non bisogna stressarli con questo tipo di raccomandazioni da vecchie cariatidi, devono essere spensierati e vivere la loro vita spericolata senza cinture, regole e divieti, nemmeno le semplici raccomandazioni, magari in uno stato semicosciente da bimbominkia a cui tutto è concesso e cui nulla potrà mai accadere di male, in una sorta di delirio di onnipotenza, succede che una ragazzina di sedici anni si ubriachi come una ceppa e accetti di appartarsi con un ragazzotto appena conosciuto, finendo per essere stuprata.

Quando si fanno le giustissime campagne contro l’abuso di alcool dei minori, c’è nessuno che si prenda la briga di spiegare agli adolescenti che due degli effetti collaterali dell’ubriacatura sono la perdita di coscienza e di consapevolezza di ciò che ci sta accadendo intorno e la caduta dei freni inibitori?
Significa rovinar loro la serata raccomandare di non mettersi (soprattutto le ragazzine) in condizioni di poter essere facilmente sopraffatte? Vogliamo dirlo che non ci si dovrebbe sbronzare perchè si corre il rischio, tra le altre cose, di essere stuprate?

Volevano linciare il rumeno che ha violentato la ragazzina ubriaca. Già, ormai in Italia mancano solo gli sceriffi e i saloon. Non è un paese del G8, è uno spaghetti western e di quelli scarsi, tipo “Sono Sartana, il tuo becchino”.
Oltre ai rumeni infoiati, bisognerebbe linciare anche chi non è capace di assumersi la responsabilità di correre dei rischi e chi non avverte gli altri dei rischi che corrono. Lo stupro non è questione di rumeni o italiani: è questione che l’occasione (ragazzina ubriaca dura e nessuno che vi vede) fa l’uomo stupratore.

In un altro caso, un padre disperato dice che qualcuno dovrà rispondere del fatto che sua figlia ha attraversato i binari e non ha sentito il treno che arrivava perchè aveva su le cuffiette dell’i-Pod. Magari si potrebbe suggerire alla Apple di scrivere sulla confezione: “Ricordati che con le cuffiette e la musica a tutto volume è meglio non attraversare i binari. E nemmeno la strada o il cortile, sveglia!”
Ma mio Dio, non sarà che questi ragazzini bisognerebbe anche un attimo addestrarli alla più elementare tecnica di sopravvivenza, quella che ogni specie animale insegna ai propri cuccioli? Roba come “stai vicino agli altri”, “non ti allontanare”, “questo non lo devi mangiare”, “non ti avvicinare al fuoco perchè brucia”, ecc.

I genitori considerano i figli dei geni nati già preprogrammati di tutto lo scibile conosciuto e già pronti per l’uso. Alcuni di essi invece sono degli emeriti cretini. Voi non ve ne rendete conto perchè l’amor genitoriale è cieco ma gli altri si. Hanno bisogno di insegnamento ed addestramento perchè a volte non ci arrivano, non ci pensano proprio e bisogna dir loro cosa fare.
I genitori non li addestrano perchè hanno paura di dover dire loro dei no. Noi abbiamo mandato giù più no che Ciokorì, da piccoli. Però oggi qualche rischio siamo in grado di riconoscerlo in tempo. Stando in campana non si eviteranno tutte le disgrazie, ma le più stupide forse si.


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